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martedì 18 marzo 2008 - ore 21:09



(categoria: " Vita Quotidiana ")


io pronuncio il tuo nome
nelle notti oscure,
quando giungono gli astri
a bere nella luna,
e dormono i rami
delle fronde occulte.
Ed io mi sento vuoto
di passione e di musica.
Folle orologio che canta
antiche ore defunte.

Io pronuncio il tuo nome
in questa notte oscura,
e il tuo nome mi suona
più lontano che mai.
Più lontano di tutte le stelle
e più dolente della mite pioggia.

Ti amerò come allora
qualche volta? Che colpa
ha commesso il mio cuore?
Se la nebbia si scioglie
quale nuova passione mi aspetta?
Sarà tranquilla e pura?
Se potessi sfogliare
con le dita la luna!!

Federico García Lorca

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martedì 18 marzo 2008 - ore 13:16



(categoria: " Vita Quotidiana ")


ciascuna cosa
ha











il proprio [suono]





...







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venerdì 7 marzo 2008 - ore 19:54



(categoria: " Vita Quotidiana ")


nulla
è più falso di
un viso













tessi il tuo
lenzuolo funebre
Penelope











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venerdì 7 marzo 2008 - ore 19:32



(categoria: " Vita Quotidiana ")


vorrei fare
con te









quello che la primavera fa ai ciliegi





PN









[amen]

















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giovedì 6 marzo 2008 - ore 21:30



(categoria: " Vita Quotidiana ")


ho preso a calci














sento il rumore dei tuoi occhi








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mercoledì 5 marzo 2008 - ore 22:07


Lei è verticale
(categoria: " Vita Quotidiana ")






Io sono verticale

Ma preferirei essere orizzontale.

Confronto a me, un albero è immortale
e la cima di un fiore, non alta, ma più clamorosa:
dell’uno la lunga vita, dell’altra mi manca l’audacia.


Stare sdraiata è per me più naturale.
Allora il cielo ed io siamo in aperto colloquio,
e sarò utile il giorno che resto sdraiata per sempre:
finalmente gli alberi mi toccheranno, i fiori avranno tempo per me.


SP













[fine]




dove finisci comincio io














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mercoledì 5 marzo 2008 - ore 13:14


pensiero sopra (parte 1 ovvero se poi nevica)
(categoria: " Vita Quotidiana ")















Non ce l’ho con la primavera
perché è tornata.


Non la incolpo
perché adempie come ogni anno
ai suoi doveri.

Capisco che la mia tristezza
non fermerà il verde.
Il filo d’erba, se oscilla,
è solo al vento.



WS





almeno tu





























assorta in un niente a cui tengo molto






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martedì 4 marzo 2008 - ore 21:15


QUORE [sovraesposizioni liriche]
(categoria: " Vita Quotidiana ")





(scritta di notte perciò appena dopo cena, notte profonda
alle nove di sera.Poichè piove aspetto che sia neve)













dio fai piovere sotto le mie unghie
un ’acqua benedetta
fai nascere montagne contro i miei occhi
dentro le ciglia
fai macinare il grano per la pasta
della minestra

e il vento
non lasciarlo senza parole
intreccio le dita
e ci nascondo dentro il viso
di vimini e nodi
intreccio i capelli neri
mi sporgo dal mio corpo burattino
di legno da buttare
e cerco negli occhi i tuoi occhi
i miei

fai battere un quore bizzarro dentro la manica
del suo cappotto
senza un bottone




















sostanzialmente














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