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pedro1973, 36 anni
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ORA VORREI TANTO...

Chiudere gli occhi e ritrovarti ancora una volta... sulle rive di quel fiume, sotto le fronde dell’albero che piange, al tramonto di una nuova alba....

STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


1) quando senti qualcuno che ti arriva da dietro e ti abbraccia..e d'un tratto provi la sensazione che non può succederti nulla di male e che non c'è altro posto al mondo dove vorresti essere se non nello spazio di quell'abbraccio....


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domenica 27 aprile 2008 - ore 11:12


27/4/1973 -> 27/4/2008
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Tra queste due date c’è tutta la mia vita... ci sono le grandi gioie e i grandi dolori... Ci sono le albe ed i tramonti... ci sono gli amici e gli amori...
Tra queste due date c’è tanta strada corsa all’inseguimento di qualcosa che non ho ancora raggiunto
Tra queste due date ci sono i sogni, alcuni raggiunti, molti infranti, tanti ancora davanti a me...
Tra queste due date ci sei tu di Spritz... per il primo anno insieme... l’anno scorso non c’era... quest’anno sono qui con voi a pensare a quanto bello e strano sia avere un diario on line...
Tra queste due date c’è un fiume che scorre piano piano.... lungo una pianura... a perdita d’occhio, in attesa di arrivare al mare...
Chiudo gli occhi...
ti vedo...
ti sento vicino a me...
Grazie di esserci...
tu.... si, proprio tu...
mia Ballerina...




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sabato 26 aprile 2008 - ore 12:31


Dad
(categoria: " Riflessioni ")


io non so più dove sei
certe volte guardo su ma
non so trovarti
eri qui un attimo e poi via...

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venerdì 25 aprile 2008 - ore 20:47


250 km on my bike
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Di ritorno dopo un giretto di 250 km con il mio cavallo...
Avevo bisogno di starmene un poco da solo a pensare...
Buon 25 Aprile a tutti !
Pedro1973.




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mercoledì 23 aprile 2008 - ore 21:11


ESSERE UN SOLDATO
(categoria: " Pensieri ")


Sono stato quello che gli altri non volevano essere.
Sono andato dove gli altri non volevano andare.
Ho portato a termine quello che gli altri non volevano fare.
Non ho preteso mai niente da quelli che non danno mai nulla.
Con rabbia ho accettato di essere emarginato come se avessi commesso uno sbaglio.
Ho visto il volto del terrore, ho sentito il freddo morso della paura, ho gioito per il dolce gusto di un momento d’amore.
Ho pianto, ho sofferto e ho sperato.
Ma più di tutto, ho vissuto quei momenti che gli altri dicono sia meglio dimenticare.
Quando giungerà la mia ora agli altri potrò dire che sono orgoglioso per tutto quello che sono stato,
un soldato.



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mercoledì 23 aprile 2008 - ore 10:28


San Giorgio
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Oggi a Ferrara è festa... S.Giorgio è il nostro Patrono... E io che faccio ??? Ovvio... il medico... al lavoro... Speriamo oggi pomeriggio di riuscire a riposarmi un pochino...

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mercoledì 23 aprile 2008 - ore 09:38


Io e la mia Moto...
(categoria: " Pensieri ")


C’è un lato di me, cari amici di Spritz, che non vi ho mai raccontato... e che penso sia parte fondamentale di me stesso... Io ho sempre amato volare... Ricordo quando ero piccolo quante volte i miei genitori mi hanno portato a vedere la Pattuglia Acrobatica... Stare con il naso all’insù a guardare quegli uomini fare cose incredibili con quei piccoli aerei blu... Io sognavo un giorno di diventare uno di loro... Non pensavo di pilotare un aereo da guerra... pensavo a staccare i piedi da terra e toccare il cielo con un dito... Gli anni passarono infretta... Ma l’accademia aereonautica decise di privarsi di quello che poteva diventare un TopGun... E così ho finito per fare il medico... mi è però rimasto nel sangue, da quasi romagnolo quale sono, la passione per la velocità estrema e per i sogni... Alla fine ho fatto due conti ed ho visto che la cosa più simile in terra ad un aereo, ovviamente accessibile per le mie tasche era la moto... E allora, visto che sognare in grande costa come sognare in piccolo ho puntato il ditino del bimbo che stava a testa in su a guardare gli aerei blu, sulla moto che, quasi come gli MB339 della PAN, meglio si adattava ai miei sogni... Si chiama R1... ed è un proiettile... non vola... ma sulla terra non esiste mezzo meccanico in grado di batterla... Formula 1 e MotoGP a parte ovviamente... E così eccomi qui... una bella domenica in un circuito del basso Veneto... ancora una volta a correre dietro ai miei sogni, in sella al mio cavallo... Una specie di cavaliere volante senza ali... ma con tanti, veramente tanti cavalli.... E teniamoci tutti stretti al manubrio... che non si sa mai...



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martedì 22 aprile 2008 - ore 15:38


Alitalia...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


ORA saranno soddisfatti. I "difensori della nazione" e i "paladini dell’occupazione". Il Pdl che ha appena vinto le elezioni e il sindacato che ha appena perso la faccia. Il ritiro di Air France significa la fine dell’Alitalia e certifica la sconfitta dell’Italia.

Si compie il destino di un’azienda depauperata e depredata da decenni di cattiva gestione finanziaria e di pervasiva "usucapione" politica. Si chiude nel peggiore dei modi un "buco nero" costato alla collettività 15 miliardi in 15 anni, 270 euro per ogni cittadino, neonati compresi.

Solo le false anime belle, adesso, possono far finta di meravigliarsi per la rottura decisa dai francesi. Cosa si aspettavano, dopo che una partita strategica come Alitalia è stata giocata strumentalmente in un’ottusa campagna elettorale, come un derby pecoreccio tra Malpensa e Fiumicino? Cosa speravano, dopo che il futuro industriale del nostro vettore aereo è stato consumato inopinatamente in un assurdo negoziato "peronista", come una banale vertenza sui taxi? In questo sciagurato Paese, purtroppo, funziona così. Ma nel resto d’Europa, evidentemente, il mercato ha ancora le sue regole, i suoi tempi, i suoi effetti.

Ci sono nomi e cognomi, nell’elenco dei colpevoli di questo bruciante fallimento del Sistema-Paese. Sul fronte politico, Berlusconi ha brillato per l’insostenibile leggerezza con la quale ha maneggiato l’affare Ali-France, e per l’insopportabile cinismo con il quale ha sventolato il pretestuoso vessillo dell’"italianità" a fini di marketing elettorale. La sua crociata anti-francese non ha conosciuto confini diplomatici né limiti etici. In un vortice di annunci auto-smentiti, ha posto veti impropri. Ha inventato cordate improbabili, a metà tra il pubblicistico e il familistico. Ha messo in pista concorrenti immaginari, come l’Aeroflot dell’amico Putin, che gentilmente si è prestato al gioco nella ridente cornice sarda di Villa Certosa, dove il luogo della vacanza personale si traveste da sede della rappresentanza istituzionale. Jean-Cyrill Spinetta ha sopportato anche troppo le intemperanze del premier in pectore. Piuttosto che perdere altro tempo e farsi dire no dal nuovo governo, ha preferito giocare d’anticipo.

Sul fronte sindacale le colpe sono anche più gravi. Epifani, Bonanni e Angeletti, e con loro la colorita galassia degli "autonomi", hanno brillato per l’inaccettabile miopia con la quale hanno affrontato la drammatica crisi dell’Alitalia, alla quale hanno dato da sempre il loro fattivo contributo. Per troppi anni, dai tempi di Aquila Selvaggia, le confederazioni e i mille cobas sparsi nei nostri cieli hanno usato la compagnia come una zona franca, nella quale i livelli retributivi e le quote occupazionali erano le sole "variabili indipendenti" da tutti gli altri parametri aziendali: dall’efficienza del servizio alla produttività del lavoro. Cgil, Cisl e Uil si sono distinte per l’intollerabile demagogia con la quale hanno cercato fino all’ultimo di intralciare il piano industriale dell’unico partner di livello mondiale che aveva accettato di sporcarsi le mani nel disastro dell’Alitalia. All’insegna della più insensata difesa corporativa. Dal cargo, da salvare nonostante abbia 5 aerei con un organico di 135 piloti e fatturi 260 milioni con una perdita di 74 milioni. Ad Alitalia Servizi, da salvare grazie a Fintecna in un’operazione impensabile perfino al tempo dell’Efim e degli altri carrozzoni pubblici delle PpSs. Anche in questo caso, Spinetta non poteva continuare con questo indecoroso tira e molla. Ha preferito anticipare i tempi, con tanti saluti alla gloriosa Triplice.

Il governo Prodi non ha gestito al meglio questa privatizzazione. Ma Tommaso Padoa-Schioppa ha avuto almeno il merito di aprire la "pratica", dopo un’intera legislatura nella quale il vecchio governo della Cdl si era ben guardato dal farlo. E di avvisare tutti una settimana prima del voto: "Serve un segnale immediato - aveva detto all’Ecofin in Slovenia - perché se la decisione sull’offerta Air France viene rimandata a dopo le elezioni il commissario sarà inevitabile". Così è stato. Così sarà. Ora l’Alitalia svola verso il baratro. In cassa ci sono soldi per un altro mese, non di più. Il Consiglio dei ministri che si riunirà oggi può fare solo due cose: approvare il prestito-ponte da 100 milioni, e decidere il commissariamento della compagnia. In ogni caso, è una lezione amarissima per tutti. Per il leader del centrodestra che ora dovrà evitare almeno il fallimento, dopo aver dimostrato tutta la sua improvvisazione politica e il suo ritardo di fronte alle sfide del libero mercato. E per i leader confederali, che non sono stati capaci di cogliere "l’ultima chiamata" e hanno mostrato tutto il loro incolmabile deficit culturale rispetto alle logiche della globalizzazione.

In questa fiera delle irresponsabilità, ancora una volta, le due "caste" hanno dato il peggio di sé. Sulle spalle dell’Italia, che vorrebbero "rialzare". E sulla pelle dei lavoratori, che dovrebbero tutelare.

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lunedì 21 aprile 2008 - ore 11:55


...Piove...
(categoria: " Pensieri ")


A me D’Annunzio stava sulle palle per diversi motivi politici che non sto qui a spiegarvi... però era un genio... e su questo non ci piove... appunto... Fuori piove... Chissà se io mai un giorno riuscirò a raggiungere vette poetiche tanto sublimi... Spero di non avere commesso errori nella trascrizione presa direttamente dai meandri della mia ormai polverosa memoria... Per voi... "La pioggia nel pineto", per la mia Ermione, mai vista ma tanto sentita dentro... che forse non sa nemmeno di esserlo... o forse lo sa ma non ci crede...

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t’illuse, che oggi m’illude,
o Ermione.

Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitio che dura
e varia nell’aria secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
né il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancora, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immensi
noi siam nello spirito
silvestre,
d’arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.

Ascolta, Ascolta. L’accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall’umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s’allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s’ode su tutta la fronda
crosciare
l’argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell’aria
è muta: ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell’ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.

Piove su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le palpebre gli occhi
son come polle tra l’erbe,
i denti negli alveoli
son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
( e il verde vigor rude
ci allaccia i melleoli
c’intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani

ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m’illuse, che oggi t’illude,
o Ermione.


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lunedì 21 aprile 2008 - ore 00:24



(categoria: " Riflessioni ")


C’è qualcosa di magico nel pensare che esiste veramente il cielo... Sentire di essere solo un piccolo punto disperso nel nulla dell’Universo... che poi così "nulla" non è... non fosse altro perchè tanti punti fanno un "noi" di cui è bello avvertire il calore...

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sabato 19 aprile 2008 - ore 00:48


regalami un sogno...
(categoria: " Pensieri ")




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