Someday baby, I don’t know when, we gonna get to that place, where we really wanna go... but ’till then, tramps like us, we were BORN TO RUN...
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lunedì 22 ottobre 2007 - ore 23:55
Con ogni desiderio...
(categoria: " Pensieri ")
Una volta, un mio amico cantautore delle osterie di fuori porta bolognesi leggendo qualche mia riga mi disse che gli ricordavano i racconti di Edgar Lee Master ed il suo Spoon River... Questa storia parla di Bobby e di come la vita e lo spirito della vita, dietro le spoglie di Big Jim e della bella dal sorriso di luce gli hanno insegnato come i desideri portino spesso con loro un lato oscuro... Questa è una storia scritta quando un sogno si infrange.. quando ci si rende conto che i sogni che non si avverano possono essere molto di più di una bugia che ci siamo raccontati... possono essere un muro, una maledizione... che solo il vero amore può fare tornare la luce... .a.
Con Ogni Desiderio... Un vecchio pesce-gatto nel lago,
lo chiamavamo Big Jim,
quando ero un ragazzo
il mio solo desiderio era di infilarci il mio amo,
una domenica, marinata la messa,
uscii remando con la barca e misi la canna in acqua,
Jim prese quell’amo, la barca e me e ci portò oltre la sponda,
mi trasportò giù, in quel lago azzurro tra i monti e là
l’angelo del lago mi bisbigliò nell’orecchio:
"Prima che tu scelga il tuo desiderio, figliolo,
devi sapere per prima cosa,
che per ogni desiderio espresso c’è una maledizione"
Mi innamorai di quel sorriso di luce,
lei era la persona più bella che questa vecchia città avesse mai visto,
la corteggiai e lei fu mia,
ma divenivo geloso ogni volta che
un altro uomo le si avvicinava
e la mia gelosia mi portò a trattarla in modo meschino e crudele,
lei sospirò "Bobby, oh Bobby, sei un tale stupido...
non lo sai che, prima di scegliere il tuo desiderio, per prima cosa dovresti sapere
che per ogni desiderio c’è una maledizione
In questi giorni del ricordo
mi trovo spesso seduto a pensare
ai molti fiumi che ho attraversato,
ma sulle rive lontane c’era sempre un’altra foresta
in cui un uomo poteva perdersi;
e là, negli alti alberi l’uccello azzurro dell’amore vola
portandoci verso un altro fiume, verso un altra riva
dove c’è una donna che sta aspettando con una luce negli occhi;
e sebbene il mio cuore sia divenuto stanco e timido
stanotte berrò dalla sua acqua per placare la mia sete
e lascerò gli angeli di quel lago azzurro preoccuparsi che
con ogni desiderio c’è una maledizione...
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domenica 21 ottobre 2007 - ore 10:16
Alessandro il Grande
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Un giovane condottiero.... che volle superare la paura della morte e giungere ai confini del mondo... Andò in oriente per ridare all’Oriente la cultura d’Oriente... Oggi in Oriente ci siamo per prendere... non più per dare....
Il tramonto era pieno di soldati ubriachi di futuro
fra i dadi le bestemmie e il sogno di un letto più sicuro;
ma quando lui usciva dalla tenda non osavano nemmeno guardare:
sapevano che c’era la sua ombra sola davanti al mare.
Poi l’alba era tutta un fumo di cavalli,
gridi e risate nuove;
dove si va, passato il Gange,
Generale, parla, dicci solo dove:
e lui usciva dalla tenda
bello come la mattina il sole:
come in una lontana leggenda,
perduta chissà dove...
E tornava bambino,
e tornava bambino,
quando stava da solo a giocare nei viali
di un immenso giardino;
la fontana coi pesci
dai riflessi d’argento,
che poteva soltanto guardarla,
mai buttarcisi dentro.
Non un capello fuori posto
mentre entrava a cavallo nel mare,
e il cuore, il cuore gli batteva addosso
come a una donna che si va a sposare;
e tutti lo seguirono cantando
senza nemmeno sospettare,
e gli andarono dietro contenti
di dover annegare.
E mentre si voltava indietro
non aveva niente da vedere;
e mentre si guardava avanti
niente da voler sapere;
ma il tempo di tutta una vita
non valeva quel solo momento:
Alessandro, così grande fuori, così piccolo dentro
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venerdì 19 ottobre 2007 - ore 00:06
(categoria: " Riflessioni ")
C’è un attimo nella vita di tutti noi quando arriva il momento di fare i conti... Qualcosa che non abbiamo mai detto... qualcosa che sfugge quando arriva il momento di partire per il Viaggio senza ritorno... da una stazione fumosa... in un freddo giorno d’inverno... l’addio... il suono vellutato di una Viola... di una Viola d’Inverno... L’addio... l’ultimo abbraccio... tienila stretta la testa mia... Vorrei dormire con voi... questa notte... per l’ultima notte...
Arriverà che fumo
o che do l’acqua ai fiori,
o che ti ho appena detto
"Scendo, porto il cane fuori",
che avrò una mezza fetta
di torta in bocca,
o la saliva di un bacio
appena dato,
arriverà, lo farà così in fretta
che non sarò neanche emozionato...
Arriverà che dormo o sogno, o piscio
o mentre sto guidando,
la sentirò benissimo
suonare mentre sbando,
e non potrò confonderla con niente,
perché ha un suono maledettamente eterno:
e poi si sente quella volta sola
la viola d’inverno.
Bello è che non sei mai preparato,
che tanto capita sempre agli altri,
vivere in fondo è così scontato
che non t’immagini mai che basti
e resta indietro sempre un discorso
e resta indietro sempre un rimorso...
E non potrò parlarti, strizzarti l’occhio,
non potrò farti segni,
tutto questo è vietato
da inscrutabili disegni,
e tu ti chiederai
che cosa vuole dire
tutto quell’improvviso starti intorno
perchè tu non potrai, non la potrai sentire
la mia viola d’inverno.
E allora penserò
che niente ha avuto senso
a parte questo averti amata,
amata in così poco tempo;
e che il mondo non vale
un tuo sorriso,
e nessuna canzone
è più grande di un tuo giorno
e che si tenga il resto,
me compreso, la viola d’inverno.
E dopo aver diviso tutto:
la rabbia, i figli, lo schifo e il volo,
questa è davvero l’unica cosa
che devo proprio fare da solo
e dopo aver diviso tutto
neanche ti avverto che vado via,
ma non mi dire pure stavolta
che faccio di testa mia:
tienila stretta la testa mia.
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domenica 14 ottobre 2007 - ore 00:39
Adamo e Caino
(categoria: " Riflessioni ")
Un padre ed un figlio... Lo stesso sangue... le stesse paure... Persi ma non dimenticati nel lato oscuro di un sogno...
Adamo e Caino Nell’estate in cui fui battezzato
Mio padre mi teneva al suo fianco
Quando mi misero nell’acqua
Disse che piansi molto quel giorno
Eravamo prigionieri dell’amore, un amore in catene
Lui era in piedi sulla porta, io in piedi fuori sotto la pioggia
Con lo stesso vecchio sangue che ci correva nelle vene
Adamo allevò un Caino
Tutte le vecchie facce
Ti domandano perchè sei tornato
E ti mettono nella posizione di tuo padre
Con le chiavi della sua Cadillac
Nel buio della tua camera
Tua madre ti chiama con il tuo vero nome
Tu ricordi le facce, i posti ed i nomi
Sai che non è mai finita, è inesorabile come la pioggia
Adamo allevò un Caino
Nella Bibbia Caino ammazzò Abele
E fu scacciato dall’Eden
Sei nato in questa vita
Pagando per i peccati che altri hanno commesso in passato
Papà ha lavorato per la sua intera vita ricavando niente altro che dolore
Ora cammina per queste stanze vuote cercando qualcosa da incolpare
Tu erediti i peccati, ed erediti le fiamme
Adamo allevò un Caino
Perso ma non dimenticato dal cuore oscuro di un sogno
Adamo allevò un Caino
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sabato 13 ottobre 2007 - ore 00:23
...Se tornearai
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Dedicata ad un amico...
Se tornerai Ti ricordi quellestate
in moto anche se pioveva
tentavamo un po con tutte
cosa non si raccontava
ci divertivamo anche con delle cose senza senso
questo piccolo quartiere ci sembrava quasi immenso
Poi le strade piano piano
ci hanno fatto allontanare
e il motivo sembra strano
non lo saprei neanche dire
solo ti vedevo qualche volta in giro con quegli altri
tu che mi dicevi qualche sera passerò a trovarti
io che avevo i fatti miei ti ricordi quella con quegli occhi grandi
che anche tu mi dicevi è troppo bella
forse è stato il tempo
forse quella solitudine
che ci portiamo dentro però credimi
Se tornerai
magari poi
noi riconquisteremo tutto come tanti anni fa quando per noi
forse la vita era più facile
Ti ho rivisto stamattina sul giornale la tua foto
steso su quella panchina non sembravi neanche tu
forse te la sei cercata forse non sei stato forte
non mimporta ma non so
se eri pronto per la morte
Io che ho sempre i fatti miei con unaltra donna con degli occhi grandi
che anche tu mi diresti è troppo bella
forse è stato il tempo forse quella solitudine
che ci portiamo dentro però credimi
Se tornerai...
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venerdì 12 ottobre 2007 - ore 23:52
Vorrei essere tua madre
(categoria: " Pensieri ")
Per amarti senza amare prima me,
vorrei essere tua madre
Per vedere anche quello che non cè
con la forza di una Fede
Per entrare insieme nel poema del silenzio
Dove tu sei tutto quel che sento
Per amarti senza avere una ragione,
tranne quella che sei viva
E seguire il fiume della tua emozione
stando anche sulla riva
Leggere il dolore da ogni segno del tuo viso
anche nellinganno di un sorriso
Vorrei essere tua madre
per guardarti senza voglie
per amarti daltro amore
e abitare la tua stanza
senza mai spostare niente
senza mai fare rumore
Preparare il pranzo quando torni e non mi guardi
Ma riempire tutti i tuoi ricordi
Ma il problema vero è se ci tieni tu
ad avermi come madre
Mi dovresti prendere per quello che io sono
Non dovrei più chiederti perdono
Vorrei essere tua madre anche per questo
e mille mille altre ragioni....
Ti avrei vista molto prima, molto presto
e avrei scritto più canzoni
Forse ti avrei messo in testa qualche dubbio in più
Cosa che non hai mai fatto tu
Forse ti avrei pure fatto piangere di più
Ma non hai scherzato neppure tu...
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venerdì 5 ottobre 2007 - ore 00:01
due facce...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ci sono due donne nel mondo, che
costantemente incrociano la mia strada,
l’una è colei che amo,
l’altra è colei che mi ama.
L’una è un sogno notturno
e abita nella mia mente buia,
l’altra sta alla porta del mio cuore
e io mai gli apro.
L’una mi ha regalato una brezza di primavera,
di felicità che subito scivolava via…
l’altra mi ha dato tutta la sua vita
e non è stata mai ripagata di un’ora.
L’una trema al canto del sangue,
dove l’amore è puro e libero,
l’altra si perde nel triste giorno,
in cui affogano i sogni.
Ogni uomo si trova tra queste due,
innamorata e amata e pura…
Una volta ogni cent’anni può succedere
che esse si incontrino in un unico sorriso...
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martedì 2 ottobre 2007 - ore 00:37
Guidando nella notte...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Questa è una storia di un amore finito... Questa è una storia raccontata dai margini di uno Spoon River dove l’acqua non sa più scorrere... Quando ci si trova soli al buio si vorrebbe per un attimo tornare indietro, dire le cose che non si ha avuto il coraggio di dire mai... E nel buio si capisce che tutto è finito... che i sogni, i rimorsi rimangono dentro di noi come una macchina rubata in un viaggio per una notte senza stelle...
Ho incontrato una ragazza e ci siamo innamorati
In una casetta ai margini della città
Ci siamo sposati, e abbiamo giurato non ci saremmo mai lasciati
Poi a poco a poco i nostri cuori si sono allontanati
All’inizio pensavo fosse solo nervosismo
Che sarebbe sparito col tempo e col crescere del nostro amore
Alla fine era qualcosa di più, penso
Che ci ha divisi e ci ha fatti soffrire
Lei mi chiese se mi ricordavo delle lettere che le avevo scritto
Quando il nostro amore era giovane e forte
Disse che la notte prima le aveva rilette
E che si era sentita vecchia di cento anni
C’è un fiume che scorre vicino quella cittadina fino al mare.
C’è una festa stanotte fuori dal confine della contea,
la gente balla sotto i sette alberi.
Da queste rive riesco a vedere brillare quelle luci,
forse lei è lì, forse mi sta cercando.
La scorsa notte ho sognato che la chiamavo.
Giuravo di tornare e rimanere per sempre,
ancora una volta la rividi vestita di bianco
Ricordo quanto bene mi sentivo quando il prete disse “figliolo, puoi baciare la sposa”.
Ma mentre mi avvicinavo per sfiorare le sue belle labbra
tutto mi sfuggiva via tra le dita come sabbia nelle mani...
E ora sto guidando una macchina rubata attraverso la notte nera come la pece.
Continuo a ripetermi che tutto andrà bene.
Ma corro nella notte e viaggio con la paura
non importa cosa io faccia o dove mi diriga.
Nessuno mi vede quando gli passo accanto...
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sabato 29 settembre 2007 - ore 09:07
Principessa
(categoria: " Pensieri ")
Questa storia parla di una ragazza triste... parla di un amore mai nato... parla dell’ambiguità dei rapporti e di come sia difficile conciliare il bello del sogno con la storia e la realtà dei rapporti stabiliti di tutti i giorni...
PrincipessaPrincipessa principessa,
c’è dolore intorno a te
sei malata di tristezza
si domandano il perché
nei tuoi occhi di smeraldo
sta per spegnersi il sorriso,
l’alba di ogni nuovo giorno
fa più pallido il tuo viso
Principessa principessa
so qual è la malattia
solamente con l’amore
la potrai mandare via
basta correre sul prato
ed accorgerti che là
c’è un ragazzo innamorato
che il suo cuore ti darà
Principessa non ricordi
come ti batteva il cuore
mentre ti insegnavo il gioco dell’amore
le carezze, le parole
ti facevano impazzire
sei tornata tante volte all’imbrunire
Principessa principessa
c’è la gioia intorno a te
sei guarita tanto in fretta
sei guarita più di me
ma perché quegli occhi bassi
per rispondere al mio inchino
quando vieni per i campi
col tuo principe vicino
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sabato 29 settembre 2007 - ore 00:45
Atlantic City
(categoria: " Pensieri ")
...Tutto muore mia piccola, è così che vanno le cose
Ma forse tutto quello che oggi muore un giorno risorgerà
E allora aggiustati il trucco, sistemati i capelli
e incontriamoci stanotte ad Atlantic City...
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