Someday baby, I don’t know when, we gonna get to that place, where we really wanna go... but ’till then, tramps like us, we were BORN TO RUN...
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mercoledì 12 settembre 2007 - ore 00:22
Sogno/realtà...
(categoria: " Riflessioni ")
C’è una discrepanza tra i sogni e la realtà... ok... ok... può succedere anche che i sogni non si avverino... non è una tragedia... è solo un dolore... La vera tragedia è quando abbiamo la stessa voglia, lo stesso amore, la stessa medesima passione, nello stesso medesimo tempo per un sogno e per una realtà che si escludono a vicenda... La tragedia è quando si mischiano... e quando non sappiamo più a cosa dare ragione... La felicità è invece quella di abitare queste due stanze separatamente e riuscire a vivere sia la realtà che il sogno...
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martedì 11 settembre 2007 - ore 01:16
Le lettere d’amore
(categoria: " Pensieri ")
E la finì di mascherarsi dietro tanti nomi,
dimenticando Ophelia
per cercare un senso che non c’è
e alla fine chiederle:
"scusa se ho lasciato le tue mani,
ma io dovevo solo scrivere, scrivere
e scrivere di me..."
E costruì
un delirante universo senza amore,
dove tutte le cose
hanno stanchezza di esistere
e spalancato dolore.
Ma gli sfuggì che il senso delle stelle
non è quello di un uomo,
e si rivide nella pena di quel brillare inutile,
di quel brillare lontano...
E capì tardi che dentro
quel negozio di tabaccheria
c’era più vita di quanta ce ne fosse
in tutta la sua poesia;
e che invece di continuare a tormentarsi
con un mondo assurdo
basterebbe toccare il corpo di una donna,
rispondere a uno sguardo...
Le lettere d’amore,
le lettere d’amore,
di un amore invisibile;
le lettere d’amore
che avevo cominciato
magari senza accorgermi;
le lettere d’amore
che avevo immaginato,
ma mi facevan ridere
magari fossi in tempo
se avessi ancora il tempo
per potertele scrivere...
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martedì 11 settembre 2007 - ore 00:53
Camminare come un uomo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
... Un figlio ed un padre... il giorno del matrimonio... Il distacco... lio narrante si guarda indetro e non cè più nessuno... solo tante orme sulla sabbia... e io continuerò a camminare... camminare come un uomo...
Ricordo quanto sentivo ruvida la tua mano sulla mia
Il giorno del mio matrimonio
E le lacrime piante sulla mia spalla
Non potevo scappare via
Mi sono capitate tante cose
Che non riesco a capire
Tutto ciò a cui riesco a pensare è quando a cinque anni ti seguivo sulla spiaggia
Calpestando le tue impronte sulla sabbia
Cercando di camminare come un uomo
Ora ormai tanti anni sono passati e sono cresciuto
Da quel seme che hai piantato
Ma non credevo che ci sarebbero stati così tanti passi
Che avrei dovuto imparare a fare da solo
Io ero giovane e non sapevo cosa fare
Quando vedevo che ti venivano rubati i tuoi passi migliori
Ora farò quello che posso
Camminerò come un uomo
E continuerò a camminare
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domenica 9 settembre 2007 - ore 11:43
Nel Cadore...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
In questa settimana sono stato a passeggiare e a pensare immerso tra le montagne del Cadore.. . Un luogo a me caro, vicino allo spirito ed al cuore dove ogni volta che torno ritrovo quel piccolo me stesso che tante volte ho paura di avere perso...
C’è stato un momento in cui ho sentito il cuore e l’anima battere, tante lacrime di commozione negli occhi... C’era una banda di alpini... vecchi e giovani... c’era una bellissima giornata di sole, c’era l’inno nazionale... Tutti in piedi come ad una partita di calcio... poi tutti seduti ad ascoltare... Dopo pochi minuti la banda intona il Piave che mormorava pochi metri dietro le nostre spalle... Tutti seduti... in fondo è musica come tant’altra... tutti seduti tranne uno... una persona anziana... con le lacrime agli occhi... Io non so chi fosse... Non so bene cosa sia la Patria ma so che lui sul Piave c’ha combattuto... al Piave ha regalato la sua giovinezza... Sul Piave ha lasciato tanti amici... Tutti erano seduti... io ero in piedi vicino a lui...
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venerdì 31 agosto 2007 - ore 23:35
Pausa
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Cari amici del blog... Grazie agli oltre novanta temerari che mi hanno seguito fino qui... La prossima settimana sarò lontano dal computer... Mi mancherete e mi mancherà questo piccolo spazio... Grazie a tutti di esserci.
Ci si sente fra 7 giorni.
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giovedì 30 agosto 2007 - ore 23:57
La strada
(categoria: " Riflessioni ")
Mamma, ovunque ci sia un poliziotto che picchia un ragazzo
Ovunque un neonato piange per la fame
Ovunque ci sia una lotta al sangue e all’odio
Cercami mamma, io sarò là
Ovunque ci siano uomini che lottano per un posto dove stare
O per un lavoro decente o per una mano che li aiuti
Ovunque ci sia gente che sta lottando per essere libera
Guarda nei loro occhi, Mamma, e tu vedrai me
La strada è viva questa notte
Ma nessuno si illude più su dove possa portare
Io sono seduto qui accanto alla luce del fuoco
In cerca del fantasma di me stesso...
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giovedì 30 agosto 2007 - ore 00:03
Il Muro
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La prima cosa che ho visto a Washington DC è stata un grande Muro nero... Un Muro nero lucido con tanti nomi scritti sopra... Sono i nomi dei miei padri, dei miei fratelli, sono i miei tanti nomi, persi in una guerra lontana migliaia di miglia, una guerra che nessuno ha dimenticato, che oggi nessuno ricorda...
Il Muro Sigarette e una bottiglia di birra
Ho scritto questa poesia per te
Questa pietra nera e queste lacrime amare
Sono tutto quello che mi è rimasto di te
Ti ricordo sorridente nella tua uniforme da marine
Sorridevi allidea che probabilmente ti saresti imbarcato
Ho letto che Robert McNamara dice che gli dispiace
Tu e i tuoi stivali e la tua maglietta nera
Ah Billy avevi un aspetto così brutto
Già, tu e la tua rock band
Eravate la cosa migliore che questa città di merda avesse mai avuto
Ora luomo che ti ha fatto finire qui
Mangia con la sua famiglia in lussuose sale da pranzo
E scuse e perdono non hanno più alcun senso qui
Di fronte al muro
Mi dispiace di non essere stato qui lo scorso anno
Non riuscivo a trovare nessuno che mi accompagnasse
Se i tuoi occhi potessero vedere attraverso questa pietra nera
Dimmi, mi riconoscerebbero?
Per chi è vivo, il tempo deve essere espiato
La vita va avanti
Sigarette e una bottiglia di birra
Pelle su una pietra nera
Fotografie delle scuole superiori, fiori di carta
Un fiocco, rosso come il sangue
Già, come il sangue che hai versato
Nel fango delle Central Highlands
Ora le limousine si muovono giù per Pennsylvania Boulevard
Mentre cade la pioggia
E scuse e perdono non hanno più alcun senso qui
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martedì 28 agosto 2007 - ore 21:26
La casa di mio padre
(categoria: " Vita Quotidiana ")
In una notte del 2003 il cielo aveva una stella in più...
Un giorno ti ritroverò... Oggi mi rimangono solo le tue orme sulla sabbia da seguire... prima che il mare ci porti via e cancelli tutto...
LA CASA DI MIO PADRE
L’altra notte ho sognato che ero bambino lì fuori dove i pini crescono alti e maestosi
Stavo cercando di tornare a casa attraverso la foresta prima che calasse la notte
Sentivo il vento correre tra gli alberi e voci spettrali si alzavano dai campi
Ho corso con il cuore che mi batteva
giù per quel sentiero deserto e misterioso
Braccato dai Diavoli che mi porto dentro
Sbucai fuori dagli alberi, e nella notte
La casa di mio padre era lì che brillava e risplendeva
I rami e i rovi mi strappavano gli abiti e mi graffiavano le braccia
Ma ho corso fino a che non sono caduto, tremante nelle tue braccia
Mi sono svegliato
e ho ripensato che le cose che ci hanno allontanato
Non ci allontaneranno di nuovo, l’uno dal cuore dell’altro
Mi sono vestito,
e ho guidato verso quella casa dalla strada,
potevo vedere la luce accesa dalla finestra.
Ho fatto i gradini e mi sono fermato nella veranda
Una donna che non conoscevo
è arrivata e mi ha parlato attraverso una porta socchiusa
Le ho raccontato la mia storia, e le ho detto per chi ero venuto
Lei disse "Scusa , figliolo, ma nessuno con quel nome abita più qui"
La casa di mio padre brilla e risplende e si erge come un faro
che mi chiamava nella notte
Chiama e chiama, così fredda e solitaria
Risplende oltre questa scura autostrada dove giacciono inespiati i nostri peccati
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martedì 28 agosto 2007 - ore 00:28
non si torna indietro...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Potremo forse un giorno ricostruire le nostri grandi torri... ma non potremo ricostruirci l’Anima...
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domenica 26 agosto 2007 - ore 12:17
La stazione...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il senso di Dio... l’incertezza nel cammino... La vita che passa e sappiamo prima o poi finire... L’incontro con l’intimo in noi... In un viaggio insieme... in un treno del destino... E lì la forza di dire "sono un uomo"... L’arrivo alla stazione... la fine dl viaggio... la forza di scendere... Grazie Roberto...
C’è un solo vaso di gerani
dove si ferma il treno,
e un unico lampione,
che si spegne se lo guardi,
e il più delle volte
non c’è ad aspettarti nessuno,
perché è sempre
troppo presto o troppo tardi.
"Non scendere", mi dici,
continua con me questo viaggio
e così sono lieto di apprendere
che hai fatto il cielo
e milioni di stelle inutili
come un messaggio,
per dimostrarmi che esisti,
che ci sei davvero.
Ma vedi, il problema non è
che tu sia o non ci sia
il problema è la mia vita
quando non sarà più la mia,
confusa in un abbraccio
senza fine,
persa nella luce tua, sublime,
per ringraziarti
non so di cosa e perché.
Lasciami
questo sogno disperato
d’esser uomo,
lasciami
quest’orgoglio smisurato
di esser solo un uomo;
perdonami, Signore,
ma io scendo qua,
alla stazione di Zima.
Alla stazione di Zima
qualche volta c’è il sole
e allora usciamo tutti a guardarlo
e a tutti viene in mente
che cantiamo la stessa canzone
con altre parole
e che ci facciamo male
perché non ci capiamo niente.
E il tempo non s’innamora due volte
di uno stesso uomo
abbiamo la consistenza lieve delle foglie,
ma ci teniamo la notte per mano
stretti fino all’abbandono,
per non morire da soli
quando il vento ci coglie.
Perché vedi, l’importante non è
che tu ci sia o non ci sia:
l’importante è la mia vita
finché sarà la mia.
Con te, Signore
è tutto così grande,
così spaventosamente grande,
che non è mio, non fa per me.
Guardami,
io so amare soltanto come un uomo
guardami,
a malapena ti sento,
e tu sai dove sono...
ti aspetto qui, Signore,
quando ti va,
alla stazione di Zima.
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