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mercoledì 26 luglio 2006 - ore 15:04
zzzZZ
(categoria: " Pensieri ")
Sommando le ore che nell’arco di tutta una vita dedichiamo al sonno, ne risulta che complessivamente trascorriamo 23 anni a dormire e ne impieghiamo ben quattro sognando.
Dormire non è tempo perso, ma un processo, biologico e psicologico assieme, utile per il nostro benessere e per la nostra salute.
Come il cibo e la sessualità, il sonno è una necessità istintuale dell’uomo. Un terzo della nostra vita lo passiamo dormendo. Un buon sonno è sempre legato a molte abitudini: un determinato letto, una certa posizione, un determinato orario, ecc. Un cambiamento di queste abitudini porta spesso a turbative del sonno.
Il sonno è un fenomeno particolare. Tutti siamo capaci di dormire senza aver imparato, e tuttavia non sappiamo come funziona la cosa. Desideriamo il sonno, e tuttavia a volte abbiamo la sensazione che qualcosa ci minacci dal mondo del sonno e del sogno. Da dove viene il convincimento che la vita che conduciamo di giorno sia più vera e più reale della nostra vita onirica? Chi ci autorizza a dire che si tratta soltanto di sogni? Ogni esperienza che fa la coscienza è sempre vera, sia che la si chiami realtà, sogno o fantasia. Sogno e veglia, coscienza notturna e diurna sono polarità e si compensano reciprocamente. La voce popolare definisce il sonno come il fratello minore della morte. Ogni volta che dormiamo ci esercitiamo a morire. Addormentarsi presuppone allentamento da ogni controllo, da ogni intenzione, da ogni attività, richiede da noi disponibilità e fiducia, capacità di abbandonarsi a ciò che è sconosciuto. Non è possibile addormentarsi attraverso la costrizione, l’autocontrollo, la volontà e lo sforzo. Ogni volontà attiva è il modo più sicuro di impedire il sonno. Noi possiamo solo creare le premesse più favorevoli per il sonno, ma poi dobbiamo aspettare pazientemente che il sonno decida a scendere su di noi. Tutto ciò che il sonno (e la morte) esigono da noi, non rientra nelle abilità dell’uomo.
Abbiamo paura del sentimento, dell’irrazionale, dell’ombra, dell’inconscio, del male, del buio, della morte. Ci teniamo spasmodicamente aggrappati al nostro intelletto e alla nostra coscienza diurna, con cui crediamo di poter vedere tutto. Se poi arriva il comando di "abbandonarsi", emerge la paura. Così come la notte fa parte del giorno, anche l’ombra fa parte di noi e la morte fa parte della vita. Il sonno ci porta quotidianamente a questa soglia tra aldiquà e aldilà, ci conduce nelle zone d’ombra e notturne della nostra anima, ci fa vivere nel sogno quello che non abbiamo vissuto e ci rimette di nuovo in equilibrio.
Chi soffre di insonnia, o meglio di difficoltà ad addormentarsi, ha difficoltà e paura di lasciare il proprio controllo consapevole e di affidarsi al proprio inconscio. L’insonne manca di fiducia e di capacità di abbandonarsi, si identifica troppo con il suo ruolo di persona attiva e non riesce ad abbandonarsi. Sogno e orgasmo sono piccole morti e vengono vissuti come pericolo dall’uomo che ha una forte identificazione col proprio Io. Ogni monotonia annoia l’emisfero sinistro e l’induce ad abbandonare il suo predominio. Tutte le tecniche di meditazione utilizzano questa regola: la concentrazione su un punto o sul respiro, la ripetizione di un mantra, portano al passaggio dell’emisfero sinistro a quello destro, dal lato diurno a quello notturno, dall’attività alla passività.
Un eccessivo bisogno di dormire indica una problematica opposta. Chi, sebbene abbia dormito a sufficienza, ha difficoltà a svegliarsi e ad alzarsi, dovrebbe prendere atto della propria paura ad affrontare il giorno, l’attività e di doveri quotidiani. Svegliarsi e cominciare una nuova giornata significa diventare attivi, agire e assumersi delle responsabilità. Come l’addormentarsi è in rapporto con la morte, lo svegliarsi è una piccola nascita. Il problema è sempre nell’unilateralità, la soluzione è al centro, nell’equilibrio, nel sia-sia. Soltanto qui si capisce che la nascita e morte sono una cosa sola.
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mercoledì 26 luglio 2006 - ore 10:18
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Oggi dovrei anche adare a ferrarmi la cavalla e in facoltà a fare dei papiri..e chi studia??
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lunedì 24 luglio 2006 - ore 22:01
(categoria: " Vita Quotidiana ")


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lunedì 24 luglio 2006 - ore 11:10
(categoria: " Vita Quotidiana ")
quando si dice.."avere tutto dalla vita"...


!!
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sabato 22 luglio 2006 - ore 16:04
CIPPO?
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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venerdì 21 luglio 2006 - ore 17:02
(categoria: " Vita Quotidiana ")
CIIP
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venerdì 21 luglio 2006 - ore 11:46
..PROVERBIO..
(categoria: " Vita Quotidiana ")
sega ben fatta
no ghe se mona che a batta!
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martedì 18 luglio 2006 - ore 17:04
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Su un sito ho trovato dei proverbi toscani molto carini:
A goccia a goccia sincava la pietra
A parole lorde, orecchie sorde
A tutti i poeti manca un verso
Al cieco non si mostra la strada
Al primo colpo non cade l’albero
Animo risoluto non ha orecchi
Chi è scottato una volta, laltra vi soffia su
Chi ha tempo e tempo aspetta, tempo perde
Chi non consuma non rinnova
Chi poco sa presto parla
Chi segue il rospo, cade nel fosso
Chi sempre tace, brama la pace
Chi vuol essere stimato, stimi se stesso
Con l’error d’altri il proprio si conosce
e gli altri prossimamente.. intanto meditate gente meditate..
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martedì 18 luglio 2006 - ore 16:36
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Gli angeli esistono ma spesso non hanno ali, li chiamiamo allora amici.
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lunedì 17 luglio 2006 - ore 13:32
(categoria: " Vita Quotidiana ")
To really love a woman
To understand her - you gotta know her deep inside
Hear every thought - see every dream
N give her wings - when she wants to fly
Then when you find yourself lyin helpless in her arms
Ya know ya really love a woman
When you love a woman you tell her
that shes really wanted
When you love a woman you tell her that shes the one
Cuz she needs somebody to tell her
that its gonna last forever
So tell me have you ever really
- really really ever loved a woman?
To really love a woman
Let her hold you -
til ya know how she needs to be touched
Youve gotta breathe her - really taste her
Til you can feel her in your blood
N when you can see your unborn children in her eyes
Ya know ya really love a woman
When you love a woman
you tell her that shes really wanted
When you love a woman you tell her that shes the one
Cuz she needs somebody to tell her
that youll always be together
So tell me have you ever really -
really really ever loved a woman?
You got to give her some faith - hold her tight
A little tenderness - gotta treat her right
She will be there for you, takin good care of you
Ya really gotta love your woman...
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