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![]() Pigi, 26 anni spritzino di Monselice - PD CHE FACCIO? Bancomat umano Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO Il paradiso degli orchi HO VISTO Vizi di famiglia STO ASCOLTANDO una canzone in loop che mi martella i timpani...ma la adoro comunque! ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... come rispedirlo ad Arcore! OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno 2) Dimenticare 3) quando word2000, per la terza volta al termine del tuo lavoro ti dice: -il programma ha eseguito un'operazione non valida e verrà terminato. Tutti i dati non salvati andranno persi. a)chiudi; b) dettagli (di cui di solito si capisce niente e comunque non serve a niente). MERAVIGLIE 1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero |
venerdì 3 settembre 2004 - ore 21:23 Oggi... è arrivato Nilo! Si chiama così e presto vi farò vedere di che si tratta! Scappo perché a casa Forcato stanno aspettando il quinto per la briscola fra omani... ![]() Aloha COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 3 settembre 2004 - ore 18:24 A Silvia ![]() Sei così sicura di essere cambiata? Sei così sicura che la Silvia che ho conosciuto ad Alicante non sia la stessa che ho rivisto a Verona e quella che oggi scrive un email? Devo essere sincero: se l'Erasmus è stato prezioso per un motivo, questo è stato il fatto di essermi reso conto che noi siamo le stesse persone al di là del luogo in cui mi trovo, o meglio per me è stato così. Forse il motivo per cui partii fu che speravo di dare sfogo alla mia insoddisfazione per una vita che non mi sembrava restituire quanto io alla stessa offrivo in termini di passione ed entusiasmo. Decisi che qualcosa di stimolante come una lunga permanenza all'estero era l'occasione per dare uno scossone ai miei lunatici stati d'animo e al mio perpetuo senso di inadeguatezza. Arrivai ad Alicante poco meno di due anni fa pieno di speranze. Molte furono soddisfatte ma una, probabilmente la più importante, si trasformò prima in delusione, poi in consapevolezza. Non è il luogo dove siamo, non sono le persone che frequentiamo, non sono gli hobby che pratichiamo, non sono le apparenze che rifuggiamo: il nostro essere non è plasmato da queste cose, ma dalla maniera in cui noi vogliamo che le stesse ci plasmino. Se c'è una cosa che Alicante mi ha permesso di capire è che se sono un timidone, lo sono al di là del luogo in cui mi trovo e al di là delle persone con cui vengo a contatto. Silvia, io penso che si sia ciò che si vuole essere, non siamo ciò che circostanze esterne predeterminano. Per cui non abbatterti, non rimpiangere la vita come qualcosa che non ti appartiene e, soprattutto, non dire mai "ormai". "Ormai" è la parola più stupida che esiste: raccoglie in sè incapacità di affrontare la realtà, timore della stessa. E' l'avverbio della rinuncia, della sconfitta, o meglio del difetto di combattività. Tutti viviamo fasi negative della e nella nostra esistenza - te lo dice uno che definire lunatico è eufemistico... - ma non possiamo permetterci che l'esistenza stessa prenda il sopravvento sulla nostra volontà. Sì, perché volere è potere: sarò un inguaribile idealista ma ci credo ancora. Per cui non riflettere su come sei cambiata, perché in realtà non lo sei, ma rifletti sul perché ti senti cambiata! Silvia, la vita, come dici tu, soccombe sotto il peso degli impegni presi e da portare a termine soltanto quando permettiamo al mondo che ci circonda di prendere in mano le redini che, a mio avviso, devo essere strette saldamente nelle nostre mani! Poi è vero: tra il dire è il fare... COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 2 settembre 2004 - ore 09:10 Fahrenheit 9/11 "Di fronte a 'Fahrenheit 9/11', che imposta una tematica esorbitante dai confini della critica cinematografica, vorrei limitarmi a giudicarlo come film. Si tratta di un pamphlet mirato senza mezzi termini a silurare la rielezione di Bush. Due ore traboccanti di scoperte, denunce e magari colpi bassi. Il povero George è presentato come un figlio di papà dal dubbio passato militare, socio in sfortunate imprese petrolifere con la famiglia di Bin Laden, eletto grazie a un broglio in Florida, insediato fra i fischi, sempre in ferie nei primi tempi della presidenza e dopo l'11 settembre creatore e propagatore di un culto della paura per giustificare il suo attacco in forze contro l'Iraq accusato senza prove di preparare armi letali. Moore denuncia che il cosiddetto Patriot Act, limitativo delle libertà individuali, è stato votato dal Senato senza leggerlo, deplora che la carne da cannone per la guerra Oltremare provenga dalla circonvenzione della povera gente, provoca i senatori chiedendogli di mandare in guerra i loro figli e ci fa sapere che, mentre i reduci e i mutilati sono trattati malissimo, intorno al conflitto si è creata una grossa rete di affari. 'Spero che quel cretino non venga più eletto' si legge nell'ultima lettera di un caduto. In un film così ci sono aggressività e demagogia, ma ci sono parecchie cose su cui riflettere; e c'è, soprattutto, un uso sapiente della macchina cinema. Per cui si potrebbe dire, rovesciando Machiavelli, che per Michael Moore il mezzo giustifica il fine." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 18 maggio 2004) Sì, ci sono parecchie cose su cui riflettere...se solo metà di tutto ciò che ci racconta Moore corrispondesse a verità mi dovrei alzare meno tranquillo di quanto ho fatto fino a stamattina! LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK mercoledì 1 settembre 2004 - ore 16:41 Casomai ![]() Fabio Volo, ex Iena, ex nome di punta del canale televisivo La 7, ex panettiere (come scopriamo scorrendo la sua “curiosa” biografia redatta personalmente) debutta al cinema interpretando il nuovo film di Alessandro D’Alatri “Casomai”. Scelto, a sentire il regista, per la spigliatezza, la generosità, l’ironia ed una mascolinità evidente ma al tempo stesso fragile, si rivela una piacevole sorpresa nelle inediti vesti d’attore a fianco della “navigata” Stefania Rocca dalle qualità ancora troppo poco utilizzate dal nostro cinema! Ma D’Alatri le regala un ruolo di donna “completo” costruendo attorno a questa inedita coppia cinematografica un divertente, emozionante e sincero girotondo sulle immani “fatiche d’Ercole” per salvare dallo sfacelo una coppia innamorata! Come nasce l’idea del film Casomai? Alessandro D'Alatri: Era da un po’ di tempo che questa storia mi frullava nella testa. Ho incontrato Anna Pavignano al Premio Solinas e le ho raccontato questa idea. Al cinema prediligo l’osservazione dei comportamenti e guardandomi attorno mi sono reso conto di questo malessere dei sentimenti e di questa sorta di destino avverso ed ineluttabile che accompagna le storie di coppia. Con Anna abbiamo “studiato” storie di crisi e chiesto la collaborazione di avvocati divorzisti ed alla fine abbiamo voluto puntare l’attenzione sulle forti pressioni che vivono due persone che stanno insieme. Amici, familiari, conoscenti e colleghi di lavoro benedicono la nascita di una nuova coppia (l’innamorato è il più felice della comitiva, il più produttivo al lavoro, etc.) ma quando i due decidono di costituire un nucleo familiare ed inevitabilmente incominciano le prime difficoltà, in questo momento in cui si ha più bisogno dell’affetto e della vicinanza delle persone più care, si rimane soli! Oggi una coppia che si ama è destabilizzante... e non è difficile stare insieme ma lo diventa riuscirci in questa società che premia il “singolo” in quanto più produttivo (due persone divise hanno due case, due macchine, etc.): l’infelictà è un business! Ed anche le strutture sociali non aiutano molto la coppia... Alessandro D'Alatri: Avere oggi due figli è come avere due Ferrari ed è un notevole peso per la società. Non ci si deve lamentare se l’Italia è un Paese a crescita zero perché la nostra è una società che non è preparata a trattare con i bambini. Un esempio? Provate la sera ad andare ad un ristorante con un bambino e subito vi renderete conto di come siano un peso e non ci sia spazio per loro. É il film più politico che abbia mai scritto proprio perché si occupa di cose di cui la politica oggi non si occupa più ossia la quotidiana vita della gente. Come nasce la scelta di Don Livio come voce narrante del film? Alessandro D'Alatri: Inizialmente con Anna avevamo pensato alla figura di un grillo parlante ma ci siamo subito resi conto che risultava troppo complicato per il lavoro sugli effetti speciali. Chi poteva allora incarnare questa voce della coscienza? E così è nata l’idea di un prete che vive ai margini, isolato in questo paese, ai bordi della società e che quindi potesse permettersi di essere un provocatore sino a fondo! Per i più curiosi, chi lo interpreta non è un attore ma lo sceneggiatore Gennaro Nunziante! Cosa vi ha fatto innamorare di questa storia e del vostro personaggio? Stefania Rocca: Mi sono innamorata immediatamente della storia che D’Alatri voleva raccontare e di questo personaggio che vive i passaggi di crescita che tutte le donne percorrono (figlia, fidanzata, moglie, madre) sempre osservata con un occhio di riguardo e mai di superficialità. Ci sono molti film che parlano delle coppie ma qui si parla della quotidianità di vita di una coppia e la cosa non da assolutamente fastidio. Fabio Volo: Io sono felicissimo di questa mia prima esperienza cinematografica e sinceramente non ho fatto molti sforzi per interpretare Tommaso riconoscendomi in lui per moltissimi aspetti. Lo stesso D’Alatri mi ha detto di aver pensato a me per questo ruolo dopo aver letto il mio libro e di aver scoperto molte affinità! Mi sono innamorato del regista perché la pensava esattamente come me! Perché è stata scelta la voce di Elisa come “colonna sonora” portante del film? Alessandro D'Alatri: Credo che la voce di Elisa sia una delle più potenti della musica italiana. E l’incontro è nato veramente casualmente e sotto i migliori auspici: mentre ritornavo in macchina da un sopralluogo e pensavo ad alcune canzoni di Elisa per il film ricevo una chiamata sul telefonino: era Caterina Caselli che mi chiedeva se ero disponibile a girare il video di un nuovo brano di Elisa! E la scelta di ambientare a Milano questa storia? Alessandro D'Alatri: A prescindere dalle professioni dei due protagonisti (pubblicità e moda) Milano è la città che, a mio avviso, esercita la pressione maggiore sui comportamenti degli esseri umani. Sicuramente perché è la città più “moderna” del paese, ma anche perché vi risiedono industria, moda, tv e pubblicità. A Milano l’immagine pesa più che in qualsiasi altra città: i manifesti sono grandi come palazzi ed i modelli di maschilità e femminilità sono irragiungibili. Di conseguenza qui vivi un senso di inadeguatezza per ciò che sei in modo più pressante! Cosa pensate del matrimonio? Stefania Rocca: Fino a poco tempo fa ne ero spaventata ma questo film mi ha molto aiutato a riflettere: il matrimonio è importante come valore personale e quando mi sposerò lo farò soltanto perché ci crederò fino in fondo. Fabio Volo: Io ci credo moltissimo e per questo non sono ancora sposato! E credo seriamente che sia un impegno da mantenere e rispettare con tutte le nostre forze! COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 31 agosto 2004 - ore 14:24 Napul'è mill' culure ![]() I miei viaggi partenopei sono sempre stati contraddistinti da episodi alquanto strani, come direbbe l'amica Giovanna di Salerno, caratterizzati dalla loro "repellente e subliminale" curiosità. I ritardi dei voli aerei e la nebbia all'aeroporto Marco Polo dello scorso dicembre e la bomba sull'intercity questo giro. Sì, amici miei: ad Aversa (sei/sette km dopo Napoli) c'hanno fatto scendere tutti per quasi due ore per controllare il treno. Una telefonata anonima aveva comunicato la presenza di un ordigno letale a bordo dell'Intercit 774 Napoli Centrale-Trieste. Al di là di questa vicissitudine curiosa, e delle vecchie dal russare roboante con cui ho condiviso lo scompartimento, il viaggio non è andato male. Viaggio venuto in coda a cinque bellissime giornate trascorse in compagnia di Alessando, ma anche di Giovanna e Francesca (le gemelle salernitane...a proposito, ho appena notato che al maschile sono gli stessi nomi dei miei nipotini, Alessandro, Francesco e Giovanni! ...che coincidenza!), di Carlo, Adriano e Paola, di Paolino e di Sara. Se poi agggiungiamo che per telefono abbiamo sentito anche la Fescion e la Catia, va proprio detto che è stato un ottimo remembering alicantino.Remembering fatto di mangiate fuori orario, risate a crepapelle, sabati sera alla spagnola, cacate improvvise provocate da una cucina a cui non si è abituati (attenzione con la ciambotta e la pasta e fagioli se passate in Campania !), moke di terza mano da cui non esce un caffè degno di tale nome, altari illuminati che popolano gli angoli del soggiorno e santi Maiella mai sentiti appesi nelle camere da letto matrimoniali in cui ti ritrovi a dover dormire, discorsi intelligenti sul mondo del porno in cui le donne provano orgasmi multipli anche dopo essere state appena sfiorate, bagni di servizio in cui vieni sorpreso col membro tra le mani da ragazze semiaddormentate-prima/ingolosite-poi, spiagge sassose dove lasciare qualche anno di vita, bimbi dello stesso sesso che amoreggiano sott'acqua affianco a te, patane in ogni dove, telecafone, posteggiatori zelanti che cantano anche se li paghi perché se ne vadano, vucumprà giocolieri che al semaforo ti lanciano pacchetti di Tempo sul parabrezza, tergicristalli impazziti come arma di difesa contro i lavavetri più zelanti dei posteggiatori, parcheggiatori abusivi che ti chiedono il pizzo per poter preservare l'utilitaria, strade sconosciute anche a chi nelle stesse ti ci conduce cagandosi poi più addosso di te...e via discorrendo.Insomma, il solito insieme di cagate divertentissime con cui riempire cinque giornate all'insegna del relax e della tranquillità. Da prendere sotto presidio medico, ma da prendere! LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK mercoledì 25 agosto 2004 - ore 12:25 Voglio la maglietta di Lupin... ![]() Spero di riuscire a trovarla durante la mia vacanza napoletana... A proposito, stasera all'una parto per cui fino a lunedì non ci si sentirà... Presidente, 'o café! COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 24 agosto 2004 - ore 19:41 E' ripresa, febbrile, la sindrome del blog... Sì, sono così: mi prende e mi molla. La sindrome del blog, la necessità fisica di esternare me stesso, vanno e vengono come il sole in questa estate anomala. Un'estate che è proprio volata...nemmeno il tempo di distogliermi dalle mie diversioni politiche che, con la velocità di un colpo di ciglia, è arrivato settembre. Un'estate in cui non ho fatto vacanze ma brevi pause dal tran tran lavorativo-fancazzista che contraddistingue da sempre il mio tempo libero. Mi sono concesso periodi al mare della massima durata di giorni due, ed ora finalmente parto alla volta di cinque giornate partenopee con l'amico napoletalicantino Ale. Tornato da Napoli sarà ormai settembre: tempo di stage e seria presa di coscienza che ho una tesi da completare entro giugno 2005...ma questo è un altro discorso con cui, ne sono già certo, tedierò quanti passerranno da qui... Per ora - tempus fugit - me ne vado a cenare... LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK martedì 24 agosto 2004 - ore 16:35 Livido amniotico Sono soltanto parole per me, che la distanza ora complica io vorrei tanto capirne di più, vorrei che non pensassi al male che perso nel sonno più chiuso che c'è,lascia soltanto un impronta nell'aria oltre a un respiro d'amaro per noi, ci resta solo il disegno del tempo. so che avremmo ancora bisogno di crederci, e anche se a volte parlarne fa male so che resta un livido amniotico gelido, sto percorrendo a ritroso la strada per noi, ma qui tu scivoli a fondo e non hai rifugio per sciogliere il peso che c'è in me è tardi in me Sono soltanto parole per me, che la distanza ora complica io vorrei tanto capirne di più, vorrei che non pensassi al male che perso nel sonno più chiuso che c'è,lascia soltanto un impronta nell'aria oltre a un respiro d'amaro per noi, ci resta solo il disegno del tempo. se non posso nemmeno provare più a reggerti nel vuoto che raschia il tuo sguardo specchiandomi lasciare che il tempo ora passi sopra di noi rendermi immobile al flusso dei giorni tra noi,ma qui tu scivoli a fondo e non hai rifugio per sciogliere il peso che c'è in me è tardi in me Sono soltanto parole per me, che la distanza ora complica io vorrei tanto capirne di più, vorrei che non pensassi al male che perso nel sonno più chiuso che c'è,lascia soltanto un impronta nell'aria oltre a un respiro d'amaro per noi, ci resta solo il disegno del tempo. sei per me livido amniotico, sei per me livido amniotico, sei per me livido amniotico, sei per me livido amniotico, sei per me livido amniotico. Sono soltanto parole per me, che la distanza ora complica io vorrei tanto capirne di più, vorrei che non pensassi al male che perso nel sonno più chiuso che c'è,lascia soltanto un impronta nell'aria oltre a un respiro d'amaro per noi, ci resta solo il disegno del tempo COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK sabato 21 agosto 2004 - ore 15:45 666...come esimersi? Cavolo, sono venuto a controllare il mio blog...cosa alquanto strana considerando che non ci scrivo da gennaio...e che succede? Sono il 666esimo visitatore. Ieri sera, durante una pizzata con ciclamin, malice, preacher, ballerina, mizzi (com'è il tuo nick?) e sara, abbiamo parlato di bambini di Satana, azzurrine-streghe strane e così via, ed oggi un numero così! E' un segno del destino: bisogna scrivere qualcosa ogni tanto su questo blog... ![]() Perché in fin dei conti, se ho un bambino di Satana da partorire...io chi sono? 666 baci ai disperati che ogni tanto bazzicano da queste parti! LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK lunedì 29 dicembre 2003 - ore 22:42 Lasciando il passato per il futuro - Buon 2004! Sono seduto di fronte allo schermo del mio inseparabile computer (che spero di fare ancora più inseparabile con l'acquisto di un portatile!) in questo tranquillo lunedì sera di provincia. Ciò che lo rende diverso rispetto agli altri più o meno trecentosessantaquattro è la sua posizione ordinale: è l'ultimo lunedì dell'anno! Per cui mi sembrava una serata adatta per mettermi seduto sulla mia scrivania e scrivere qualcosa. In fin dei conti si sta per chiudere un anno speciale: è come se quella parentesi aperta nel lontano - mica tanto poi - settembre 2002 si chiudesse con questo anno solare. Non so perchè ho questa sensazione: sarà il fatto che il Capodanno spagnolo non creava nessuna frattura visto che la mia permanenza iberica proseguiva, sarà che l'anno scorso non avevo nemmeno il tempo per scrivere seriamente qualcosa, o meglio non avevo un pc sopra la scrivania bensì qualche lucetta natalizia appiccicata al muro e un portapenne. In ogni modo, in questi giorni ho l'impressione di dover tirare delle somme, fare una sorta di inventario in quella che è la mia vita. E non so se devo farlo perchè dal 1981 al 2003 di è verificato qualcosa di speciale, o se lo devo fare perchè dal 2004 sento che si aprirà un'altra parentesi determinante della mia vita. In quel lontano settembre del 2002 sospendevo l'attività di arbitro per un anno dopo averla praticata per cinque; aggiungevo alla mia famiglia una cognata e un fratello quindi non più single; riuscivo a prendere un ventidue nel famigerato "Storia contemporanea, parte generale" rimandando l'appuntamento con la parte monografica; ma soprattutto preparavo i bagagli e partivo verso quel futuro di cui conoscevo solo il nome: Alicante. Il 2003 è stato l'anno in cui ho deciso di passare quattro mesi in più in Spagna, a testimonianza che i sei precedenti non mi erano dispiaciuti; è stato l'anno in cui ho consolidato alcune amicizie che spero di portare il più avanti possibile (quanti- ma soprattutto qualitativamente!), una su tutte quella con Marica; è stato l'anno in cui ho rispolverato rapporti vissuti già sei anni prima: quello su cui avrei scommesso di più sembra definitavamente lasciato alle spalle (e ad oggi penso sia un bene anche se non riesco ancora a capire come persone su cui avresti scommesso la tua stessa dignità, e l'hai fatto, ti possano deludere così tanto!), quello su cui non avrei scommesso due lire non è ancora risolto del tutto, forse per colpa (o merito?) mia, ma anche no; è l'anno in cui sono riuscito a dare quella maledetta parte monografica di "Storia contemporanea" portando a casa (addirittura!) i complimenti del cattedratico di turno; è l'anno in cui ho capito che non posso fare un po' di tutto più o meno bene, ma che devo concentrarmi sulle cose a cui tengo e farle al meglio. Non mi sembra di aver fatto poco, o sbaglio? Ma dopo aver fatto i conti, è arrivato il momento dei buoni propositi per l'anno che verrà. Di sicuro il 2004 sarà, come già anticipavo prima, un anno di grandi cambiamenti, forse più qualitativi che quantitativi. In ogni modo sarà l'anno in cui diventerò zio di tre meravigliosi maschietti (la dinastia Giaccarello prospererà traendo linfa dalla famiglia più meritevole: la mia!); sarà l'anno in cui mi cimenterò con la tesi di laurea e (spero che mi sia concesso!) con la discussione della stessa, cosicchè possa brindare al 2005 da dottore; sarà l'anno in cui mi dedicherò all'arbitraggio finalmente senza ambizioni, nè aspettative perchè così ho scelto io; sarà l'anno in cui, se tutto va come previsto poco sopra, comincerò a lavorare (e qui andrebbero aperte migliaia di parentesi, ma lasciamole a quando quel momento sarà un po' più imminente!). Insomma sarà l'anno della svolta, l'anno della discesa in campo (non me ne voglia il Silvio nazionale che su questa espressione ha ormai il copyright...), e spero non solo di quella professionale. Me lo auguro da solo, me lo auguro perchè credo che un po' di faccia tosta, in queste situazioni, sià ben più che utile. Ciò che con questa mail voglio augurarmi, ma soprattutto augurarvi, è che questi propositi per l'anno che verrà, propositi che ognuno di voi compilerà mentalemente in questi giorni, e che io ho avuto la presunzione di digitare su questo schermo, possano diventare, tra trecentosessantacinque giorni, l'elenco delle conquiste dell'anno che è stato! LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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