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Ranger, 28 anni spritzino di Vigonza CHE FACCIO? Design architetto attore Sono single [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO AMON DEVIL MAN DEVIL LADY SHUTENDOJI VAGABOND DYLAN DOG DAMPYR REBIRTH AKIRA BERSERK ALITA ALITA LAST ORDER BASTARD!! RAT MAN GEA DRAGONBALL DRAGON DAI DRAGON QUEST I’S VIDEO GIRL AI VIDEO GIRL LEN 100% FRAGOLA BATTLE ROYALE AKIRA OCCHI DI GATTO DOROHEDORO prima o poi arrivano gli altri.. HO VISTO STO ASCOLTANDO MCR DE ANDRE GUCCINI NOMADI DE GREGORI PFM CSI PGR BENNATO IRISH MUSIC CELTIC MUSIC altri gruppi arriveranno più avanti.. ABBIGLIAMENTO del GIORNO jeanse t-shirt scalzo e con una voglia di fumare incredibile ORA VORREI TANTO... stendere il destino avverso che mi si para davanti e che come sempre non riesco a prevedere.. STO STUDIANDO... Troppe cose insieme OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
che ho scaricato la mia rabbia in un teatro di posa che ho imparato a pescare con le bombe a mano che mi hanno scolpito in lacrime sull’arco di Traiano con un cucchiaio di vetro scavo nella mia storia ma colpisco un po’ a casaccio perchè non ho più memoria e a un dio senza fiato non credere mai. ![]() Se tu penserai, se giudicherai da buon borghese li condannerai a cinquemila anni più le spese ma se capirai, se li cercherai fino in fondo se non sono gigli son pur sempre figli vittime di questo mondo. E se nei vostri quartieri tutto è rimasto come ieri, senza le barricate senza feriti, senza granate, se avete preso per buone le "verità" della televisione anche se allora vi siete assolti siete lo stesso coinvolti. A Germano Nicolini Comandante Diavolo Ok finalmente l’ho trovata l’elisa ![]() ![]()
giovedì 26 giugno 2008 - ore 09:31 Stacchetto Questa canzone mette malinconia.. ma a me piace tantissimo.. certo cantata è unaltra cosa IL MARINAIO Siedi serena e aspetti il tuo uomo che torna domani, se il cielo vorrà... cerchi il sorriso con cui ti lasciò fra i solchi scuri che il tempo disegna sul viso di chi naviga il mare, ed è sempre domani e se il cielo vorrà... Te lha giurato e sai tornerà luomo che amavi non mentiva mai. Aspetti serena ogni uomo che torna dal mare lontano verso il quale partì... Forse da anni lui naviga già lungo correnti che non porteranno ai tuoi fianchi il suo amore, mai più... ed è sempre domani e se il cielo vorrà.,, Te lha giurato e sai tornerà; luomo che amavi non mentiva mai. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 25 giugno 2008 - ore 12:14 Bestiario Il Centauro Il centauro è una figura della mitologia greca, metà uomo e metà cavallo. Nella mitologia è quasi sempre dipinto con carattere irascibile, violento, selvaggio e brutale, incapace di reggere il vino. Solitamente raffigurati armati di clava o di arco, cacciavano urli spaventosi. La figura del centauro ha origine dall’amore sacrilego fra il re dei Lapiti Issione e la dea Era, dalla cui unione nacque, appunto, Centauro, capostipite di tutti i centauri. L’equino, nel II millennio a.C., non era ancora conosciuto in Grecia. Perciò è possibile supporre che questo animale, la cui importanza era davvero notevole per un popolo di nomadi migratori, fosse oggetto di culto. È anche probabile che in alcune regioni lontane, quali la Tracia o la Tessaglia, vivessero delle tribù semiprimitive che si dedicavano all’ammaestramento degli animali selvatici. Per questo si sarebbe potuta creare l’immagine di un essere mitico che univa il cavaliere alla sua cavalcatura. Certi centauri acquisiranno anche leggende proprie, come Chirone, Euritione, Nesso e Folo, diventando in seguito - in epoca moderna e contemporanea - personaggi tipici della letteratura fantasy. Sulle loro straordinarie fattezze ironizzò, nel II secolo d.C., Luciano di Samosata con i Nefelocentauri creature immaginarie (metà uomini e metà nuvole) da lui descritte nelle Storie vere. La loro particolarità è che possedevano tutti i pregi e tutti i difetti del genere umano, portati però a livelli elevatissimi, tanto che nella mitologia sono stati riservati loro ruoli completamente contrastanti: dall’estrema saggezza all’incredibile crudeltà. E tale idea perdurò nel tempo. Durante il Medioevo, l’immagine del centauro si addiceva agli eretici ed alla loro interna dissociazione che li faceva considerare metà cristiani e metà pagani. È rappresentato spesso con i capelli in fiamme, per lo più armato, soprattutto di freccia e arco. Talvolta l’obiettivo è una colomba, tal altra un cervo, entrambe figurazioni simboliche dell’anima, facili prede spesso raffigurate mentre vengono trascinate via dopo la cattura. Ma il vero specchio del pensiero medioevale in merito è rappresentato da Dante, che nella Divina Commedia colloca i centauri nell’inferno (Inf. XII) come custodi-giustizieri dei violenti contro il prossimo, in rapporto diretto con il loro carattere violento avuto in vita. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK martedì 24 giugno 2008 - ore 09:35 Bestiario Il Basilisco Secondo Solino e la Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, il basilisco sarebbe un piccolo serpente, lungo meno di venti centimetri e nonostante questo sarebbe la creatura più mortale in assoluto. È infatti velenosissimo ed è in grado di uccidere con il solo sguardo. Qualunque essere vivente entri in contatto con il suo fiato o venga morso muore sul colpo. Secondo alcune leggende medioevali, se un cavaliere cercava di colpire il basilisco con la lancia, il veleno vi si infiltrava immediatamente uccidendo cavallo e cavaliere. Il basilisco vivrebbe nel deserto da lui stesso creato, perché ha la capacità di seccare gli arbusti oltre che con il contatto, con il solo sguardo. A Plinio si rifece Isidoro da Siviglia, che lo definiva come il re dei serpenti, i quali lo temono per il suo soffio velenoso e per il suo sguardo mortale. Alessandro Neckham (nato nel 1157) fu il primo a riferire la teoria secondo la quale non era lo sguardo del basilisco a uccidere direttamente, ma la corruzione dell’aria che esso provocava (teoria sviluppata un secolo dopo da Pietro d’Abano). Viene chiamato "re" a causa della cresta a forma di mitra che ha sulla testa oppure, secondo Plinio, a causa di un marchio biancastro sulla sommità del capo. I racconti sul basilisco lo collocano nella stessa famiglia della coccatrice. Beda fu il primo ad attestare la leggenda di come il basilisco nascerebbe da un uovo deposto di tanto in tanto da un gallo anziano (altri autori hanno aggiunto di sette anni quando Sirio sia ascendente). L’uovo deve essere sferico e deve essere covato da un serpente o da un rospo, processo, questo, che poteva impiegare fino a nove anni. Teofilo monaco, nella raccolta di ricette artigiane che hanno preso il suo nome, indicò un procedimento dettagliato per creare un basilisco, attraverso la copula di due galli rinchiusi in una cella sotterranea e tramite la covae di due rospi: la polvere del basilisco bruciato e macinato serviva a creare il cosiddetto aurus hyspanicus, ottenuto a partire dal rame. Nell’Europa dell’età medievale, la descrizione della creatura cominciò ad inglobare caratteristiche proprie dei galli. Alberto Magno nel De animalibus scriveva di credere allo sguardo assassino del basilisco, ma negava che questi morisse se un uomo lo vedeva per primo e che un gallo potesse fare un uovo; interessante è come egli indichi queste credenze come frutto nei suoi contemporanei nell’autorità di Ermete Trismegisto, il quale avrebbe pure sostenuto come le ceneri di basilisco fossero state necessarie per trasformare l’argento in oro: un’attribuzione del tutto infondata ma che dimostra come già nel XIII secolo la figura del basilisco fosse associata a interpretazioni alchemiche. Per quanto riguarda lo sguardo pestilenziale sulla vegetazione, potrebbe essere illuminante il confronto con le teorie della scuola salernitana del XII secolo: essi sostenevano che i rettili nascessero per "putrefazione" della materia causata dal calore esterno. Il periodo estivo della Canicola era infatti la stagione più propizia per i serpenti che allora uscivano in massa dalle tane sotterranee trascorrendo più tempo sulla superficie; il collegamento tra calura e serpenti presto diede origine a un ribaltamento delle cause, indicando i rettili come reponsabili della corruzione dell’aria e dell’imputridimento delle acque che causavano epidemie malariche. Quindi esisteva un vero e proprio collegamento tra il re dei rettili, il periodo più caldo dell’anno e il seccare della vegetazione. Con il passare del tempo, grazie al moltiplicarsi di storie, le sue capacità letali continuarono ad aumentare, comprendendo l’abilità di sputare fiamme e quella di uccidere solo con il suono della sua voce, oltre alle sue sempre crescenti dimensioni. Alcuni scrittori affermarono che la creatura poteva uccidere anche senza un tocco diretto, ma perfino toccando qualcosa che a sua volta toccava qualcuno, come una spada. Il basilisco è anche la creatura a guardia della città svizzera Basilea. Nonostante la loro apparenza invincibile, i basilischi hanno due nemici mortali: le donnole, che però morivano sempre anche se riuscivano ad ucciderlo, ed i galli, il cui canto gli era letale. Un basilisco può inoltre essere ucciso anche facendolo specchiare in modo che sia il suo stesso sguardo ad ucciderlo. La leggenda del basilisco ha goduto di continui richiami nel tempo: Geoffrey Chaucer parla di una basilicok nelle Canterbury Tales; Leonardo da Vinci incluse un basilisco nel suo bestiario, citando la sua malvagità di nascondersi in alto sui rami e di fissare le sue vittime mentre appassiscono al suo sguardo. Percy Bysshe Shelley nell’"Ode a Napoli" alluse a un basilisco. Anche Voltaire citò un basilisco nel capitolo XVI di Zadig. In Italia centrale, tra la Toscana, l’Umbria e l’alto Lazio, è diffusa nelle campagne la tradizione del "Serpente Regolo", anch’esso "piccolo re", serpente pernicioso e vendicativo, dalla testa grande come quella di un bambino, abitante fossi, campi, rovine e foreste LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK lunedì 23 giugno 2008 - ore 13:06 Bestiario Arpia "le Rapitrici" Secondo la mitologia Greca, le Arpie erano le figlie che Nettuno, il Dio dei mari, aveva avuto con Elettra, Tarmante e Anfitrite. La mitologia classica narra che erano state confinate nelle isole Strofadi, nel Mar Ionio, dallo stesso Giove, che se serviva a proprio vantaggio contro tutti coloro che voleva perseguitare. L’origine del loro mito deve forse ricondursi a una divinificazione del vento. Ci sono differenti concezioni sul loro aspetto: secondo alcuni era terrificante, assomigliano ad un umano vecchio, con la parte inferiore del corpo e le gambe di un uccello, di cui hanno anche le ali. I capelli sono arruffati e sporchi, gli occhi neri e carichi di malvagità. La loro particolarità sta nel loro famoso e pericolosissimo canto: si narra infatti che tutti gli uomini che hanno ascoltato le loro nenie sono stati come ipnotizzati, perdendo il libero arbitrio e provando un incredibile senso di attrazione nei confronti di queste... attrazione che spesso portava alla morte! La mitologia greca però si discosta fortemente dalla tradizione Medievale di queste creature, infatti non assomigliano ad un umano vecchio e brutto, tutt’altro! Hanno invece corpi di donne giovani e particolarmente attraenti, pur rimanendo particolarmente aggressive e malvagie, fermo restando il loro canto ammaliatore, capace di soggiogare anche l’uomo con la volontà più ferrea. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK domenica 22 giugno 2008 - ore 23:36 e dai ragazzi su succede.. LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK domenica 22 giugno 2008 - ore 11:41 venerdì sera mi sono divertito moltissimo.. grazie sorellina. Ti voglio Bene!!! Mi ci voleva proprio COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 19 giugno 2008 - ore 18:34 questa è proprio lultima goccia.. spostare benigni per una partita. che stronzata! LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK giovedì 19 giugno 2008 - ore 12:59 bene. Hai in mano il plotter? si?? ora lancialo fuori dalla finestra.. Fatto? bene che pace ora che cè in questo studio. Avete letto nervosismo da malfunzionamento LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK mercoledì 18 giugno 2008 - ore 09:53 Ma tra pareggiare e perdere quale termine vi è poco chiaro? LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK venerdì 13 giugno 2008 - ore 20:03 avevo detto perdere non pareggiare LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
BLOG che SEGUO: è la mia sorellina sampy è mia figlia e deve cominciare a svegliarsi nouse86 se negli ultimi 3 anni ho degli amici così è colpa sua sarabau '> è in armenia ![]() adelaide questa figlia mi darà preoccupazioni glow lei non è un mistero è solo molto timida annajimbo oh guarda un’altra sorella hackiko Ho sbagliato tutto con te.. Scusa. FabyYeah è fatta così punto DarkMind MAo? Purple13 se ti vuole bene ti tortura rage86 Ingegnere? gatsu81 UN BU CN LA CHITARRA stiv un Amico Hiyuga Un fotografo non può che lavorare all’RCE raziel abbiamo fatto teatro assieme e ogni tanto la rivedo poisongirl COMPAGNA DI CLASSE ALLE SUPERIORI crici Ci curerà tutti in futuro yek UNA VOLTA USCIVA CN LA MIA VECCHIA COMPAGNIA anaconda UNA SIGNORINA CN IL PALLINO DELLA FISICA rachel hot tamale trenogreco un ragazzo particolare 8Niño5 Una Mia Compagna delle superiori che mi ha spiato a lungo sul blog ma adesso l’ho scoperta!! pao82 EHM.. bho Elisewin29 Lui Vive Tra Le Montagne biaceso Era al Modigliani Eos ci sono voluti 3 anni ma alla fine abbiamo stretto amicizia Hossa18 Fragola *faith* Giocava con mia sorella da piccola japan Panstore morandaz ce la farai piccina lisettina ci siamo incrociati un’infinità di volte al Gasoline e nn c’eravamo mai parlati kina Non me ne ero accorto giuro HyperPanda molto molto fragile nonostante cerchi di dimostrare il contrario jamesgirl Avevo dimenticato pure te petitjulie incontrato un sabato sera rebbell era al modigliani ora è una Figlia a pieni titoli nerafalena Incrociati diverse volte ma mai parlati silvart e’ il fratello di un Amico Ace-braver Complesso di elektra ma nn le è ben chiaro come funzioni _ceska_ Devo ancora inquadrarlo CloneA85M9 BOOKMARKS UTENTI ONLINE: |
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