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RickyM.
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CITTA': Montegrotto Terme 
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IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
Cose che non centrano con gli esami che dovrei sostenere.
OGGI IL MIO UMORE E'...
 Antitutto, ma specialmente antijuventino.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
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lunedì 20 settembre 2004
ore 00:39 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Allora.. bel venerdi sera e sabato ad albarella a festeggiare quell'omone di lacurrada e poi.. cencio e letto.
La fiore ha vinto, la mia donna mi ama, il mio cagnetto fa sempre la cacca, quindi?
Alla grande.
W ricky!
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giovedì 16 settembre 2004
ore 13:02 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Ragazzi, giovani, adulti, al giorno d'oggi non ha più senso mettere i soldi in banca.
Le banche sono istituti atti a delinquere. Rubano i soldi a chi lavora.
Temo che tenendoli sotto il materasso per lo meno.. si conservino.
Il sistema bancario italiano può andare a cagare.
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I COMMENTI (7)
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mercoledì 15 settembre 2004
ore 13:13 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Servono gli aforismi o sono pettole di capra in un mare di cacca di mucca?!
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I COMMENTI (6)
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martedì 14 settembre 2004
ore 18:38 (categoria:
"Vita Quotidiana")
La bellezza? Un modo di vedere le cose. Un punto di vista.
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I COMMENTI (5)
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martedì 14 settembre 2004
ore 14:40 (categoria:
"Vita Quotidiana")
..e giovedi'.. amichevole con il Padova a Mezzavia!
W il Terme Euganeee
PAUHAHAHAHHAHAHA!
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domenica 12 settembre 2004
ore 14:31 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Auguri narra!
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I COMMENTI (8)
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martedì 7 settembre 2004
ore 11:22 (categoria:
"Vita Quotidiana")
bentornato al mio fratello tedesco... HERR "T"!
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I COMMENTI (1)
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lunedì 6 settembre 2004
ore 08:37 (categoria:
"Vita Quotidiana")
BERTA FILAVA L’antichissima leggenda di Berta, che secondo la tradizione risale all’anno 1084, fu narrata nei secoli e ancora oggi ci si chiede quali siano i fondamenti storici della leggenda, ma questi rimangono tuttora avvolti nell’oscurità. A quei tempi, il re di Germania e Imperatore del sacro Romano Impero Enrico IV e sua moglie Bertha di Savoia soggiornarono nella città di Padova, in questa occasione un’umile contadina di nome Berta si presentò all’imperatrice e le offrì una matassa di filo, implorando alla regina la libertà per il marito detenuto. L’imperatrice commossa, apprezzò il gesto e lo ricambiò concedendo alla giovane contadina e a suo marito tanta terra, nella zona di Montagnon (l’antica Montegrotto medievale), quanta ne poteva comprendere la circonferenza formata da filo. Quando le altre contadine seppero della straordinaria notizia corsero dalla regina ad offrirle grandi quantità di filo, ma a tutte l’imperatrice disse. “Non è più il tempo in cui Berta filava.”
La storia dell’umile popolana Berta, del suo coraggio e della sua determinazione incarnano in modo esemplare le doti della nostra gente; l’amore per le proprie radici e per gli affetti che ci tengono legati alla nostra Terra, grazie ad un passato che ci rende coscienti dell’importanza dei valori con i quali si costruisce la vita collettiva. Far riaffiorare la leggenda attraverso una festa rappresenta non solo un riconoscimento di grande interesse storico, ma soprattutto un valore culturale contraddistinto da una storia millenaria. Quest’anno la proverbiale celebrazione della festa, oltre a ricalcare i costumi storici delle antiche tradizioni inseriti nel borgo medievale, presenterà alcune novità in chiave moderna.
La manifestazione sarà inoltre arricchita con balletti ispirati alla leggenda di Berta che renderanno più piacevole la festa, ai quali si aggiungerà l’appassionante palio delle contrade , che si svolgerà presso il campo adiacente di Piazza Mercato. Un ringraziamento particolare a tutti coloro che con generoso impegno hanno partecipato alla preparazione della festa e ai numerosi spettatori della manifestazione che si sentono trasportati con entusiasmo dentro la leggenda, un viaggio in un passato ricco di storia e impreziosito dalla fantasia e dalla immaginazione popolare.
ED IO OGGI HO FATTO LA SFILATA E L'ARBITRO COL NARRA!!!!!!!!! PAUAHAHAHAHAAHAHAH
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sabato 4 settembre 2004
ore 16:30 (categoria:
"Vita Quotidiana")
e ora amichevole con gli juniores dell'Abano.
Ce l'abbiamo in culo. Spero di giocare.
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sabato 4 settembre 2004
ore 13:13 (categoria:
"Vita Quotidiana")
VIOLA PER SEMPRE
La fantastica favola di Riganò e Di Livio..
09/04/2004 FIRENZE 4-9-04
Nell'estate del 2002, Firenze era appena risorta. Vedeva rinascere la sua storia calcistica con un gruppo di ragazzotti perlopiù sconosciuti, sotto un nome strano, forse anche un po' bruttino: Florentia Viola, una squadra messa in piedi in pochi giorni da una società che nasceva dal nulla. Nelle ultime fasi di quell'assurda campagna acquisti in vista della C2, Firenze aspettava "la punta". Aspettava quell'attaccante che potesse fare la differenza e segnare la rinascita dopo l'incubo di quell'estate. Non si parlava certo di Batistuta, Adriano, Chiesa o Edmundo, ma di un ragazzone di Lipari che aveva segnato ben 27 gol in serie C1 nelle fila del Taranto. Quando Riganò entrò al Franchi seguito dai giornalisti in molti se lo ricordano un po' spaesato, con il sorriso sulle labbra e gli occhi di un bambino che vedere realizzare un sogno. Per lui, il sogno era già quello. Giocare in una piazza come Firenze, in una grande città abituata ai palcoscenici importanti, ai grandi campioni. Quando qualcuno gli disse: "Riganò, ce ne torniamo in serie A in tre anni", lui sorrise e rispose con la sua solita umiltà. Neppure lui sapeva che solo due anni più tardi si sarebbe trovato al fianco di Miccoli, Nakata, Portillo, a circa una settimana dalla partita contro la Roma all'Olimpico. Eppure se lo guardi passare nei corridoi dello Stadio prima di un allenamento ha sempre quello sguardo negli occhi, e sempre quel sorriso del primo giorno..
Una storia unica, quella di Riganò, che incrocia un'altra fantastica favola moderna. Quella di un uomo di 36 anni reduce da un Mondiale in Corea e Giappone, che accetta la sfida di scendere nell'inferno della C2 per ripagare lo smacco del fallimento, per contribuire a restituire a Firenze la propria dignità calcistica. Non fu facile neanche per lui giocare sui campi di provincia, neanche per l'uomo che aveva distrutto l'ultimo tabu, quello di giocare a Firenze da ex juventino, l'uomo che aveva praticamente vinto tutto in bianconero. In cuor suo, sperava di tornare in serie A in 3-4 anni, nonostante l'età. Tornare a calcare l'erba dell'Olimpico, di San Siro, del Delle Alpi...Ci è riuscito in due anni e adesso è ancora lì, in testa al gruppo durante agli allenamenti, pronto a lottare per un posto da titolare. Questa è la vera favola di Firenze, della sua gente, di uomini che hanno scelto di dare tutto per l'amore di una città. Se a Firenze qualcosa viene tolto, Firenze se lo riprende. Se a Firenze si dà, Firenze ripaga.. Questa è la vera favola in un mondo di fango e sporcizia.
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