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RickyM.
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 Antitutto, ma specialmente antijuventino.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

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venerdì 13 ottobre 2006
ore 18:40 (categoria:
"Vita Quotidiana")
La sinistra?
La sinistra? Ma chi sono questi? Neanche Berluconi sono riusciti a battere. Ce ne vuole eh...
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I COMMENTI (1)
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lunedì 9 ottobre 2006
ore 20:17 (categoria:
"Vita Quotidiana")
VENEZIA
Vivere a Venezia deve essere super rilassante.
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I COMMENTI (3)
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sabato 7 ottobre 2006
ore 13:51 (categoria:
"Vita Quotidiana")
CANZONE DI MONTAGNA del 2006
Lassù nella valle si ascolta metallo metallo sincero noi tutti cantiam e poi ci ubriachiamo bevendo tanta birra e allora poi poghiamo finchè non stiam più su lassù nella valle le donne scarseggian in modo diverso noi ci arrangiam!
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giovedì 5 ottobre 2006
ore 14:33 (categoria:
"Vita Quotidiana")
"VERI" COMUNISTI TRADITI.
Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia. Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà. ... la mamma no. Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il comunismo come il paradiso terrestre. Qualcuno era comunista perché si sentiva solo. Qualcuno era comunista perché aveva avuto una educazione troppo cattolica. Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche... lo esigevano tutti. Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto. Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto. Qualcuno era comunista perché prima… prima…prima… era fascista. Qualcuno era comunista perché aveva capito che la Russia andava piano, ma lontano. Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona. Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona. Qualcuno era comunista perché era ricco ma amava il popolo. Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari. Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio. Qualcuno era comunista perché era talmente affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro. Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l’operaio. Qualcuno era comunista perché voleva l’aumento di stipendio. Qualcuno era comunista perché la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopodomani sicuramente. Qualcuno era comunista perché la borghesia, il proletariato, la lotta di classe... Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre. Qualcuno era comunista perché guardava solo RAI TRE. Qualcuno era comunista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione. Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare tutto. Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini. Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il materialismo dialettico per il Vangelo secondo Lenin. Qualcuno era comunista perché era convinto di avere dietro di sé la classe operaia. Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri. Qualcuno era comunista perché c’era il grande partito comunista. Qualcuno era comunista malgrado ci fosse il grande partito comunista. Qualcuno era comunista perché non c’era niente di meglio. Qualcuno era comunista perché abbiamo avuto il peggior partito socialista d’Europa. Qualcuno era comunista perché lo Stato peggio che da noi, solo in Uganda. Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant’anni di governi democristiani incapaci e mafiosi. Qualcuno era comunista perché Piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica eccetera, eccetera, eccetera... Qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista. Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia. Qualcuno credeva di essere comunista, e forse era qualcos’altro. Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana. Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri. Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo. Perché sentiva la necessità di una morale diversa. Perché forse era solo una forza, un volo, un sogno; era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita. Sì, qualcuno era comunista perché, con accanto questo slancio, ognuno era come... più di sé stesso. Era come... due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita. No. Niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare... come dei gabbiani ipotetici. E ora? Anche ora ci si sente come in due. Da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano senza più neanche l’intenzione del volo perché ormai il sogno si è rattrappito. Due miserie in un corpo solo.
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martedì 3 ottobre 2006
ore 08:44 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Mi piace l odore della terra e dei libri di scuola Dell erba bagnata, delle creme solari Il profumo dei tigli, quello che hai tra i capelli Quello della tua pelle che il vento mi porta Delle sere d estate tra le stelle cadute Che poi raccogliamo e brilliamo anche noi
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venerdì 29 settembre 2006
ore 12:06 (categoria:
"Vita Quotidiana")
GIUSTIZIA PER GERMANO
TRATTO DA PANORAMA
Gli improperi di un serio giornalista televisivo, registrati di nascosto e lanciati via computer, hanno creato un mito.
Germano Mosconi da Verona, 75 anni ben portati e un glorioso passato di giornalista sportivo, è diventato un eroe. Suo malgrado, ma questo non cambia le cose. La sua faccia lunga e nasuta (ricorda vagamente quella del pupazzo in giacca e cravatta che conduce il tg del Muppet show) è ormai unicona di irriverenza. E i suoi sfoghi, raccolti in irripetibili fuorionda usciti chissà come dallemittente veneta Telenuovo, dove per un decennio ha presentato il telegiornale, spopolano su internet in decine di videoclip, con tanto di forum dedicati, fan club in Italia e allestero, monografie e cartoni animati. Un fenomeno gigantesco, che ha scomodato alcuni circoli culturali cattolici che, pur nella ferma deplorazione, si sono uniti in un caritatevole appello all«oremus pro eo».
Per il resto, è difficile non dirla nuda e cruda: Mosconi è un uomo famoso perché bestemmia. Bestemmie creative, intendiamoci. A volte modulate. Oppure arricchite da vocalizzi e metafore alate. Ma pur sempre esplosioni esplicite e apparentemente liberatorie, tanto che è davvero difficile non ridere guardando i montaggi che imperversano sul sito video.google.com. Il fenomeno è curioso: cosè che spinge persone timorate e rispettose, che non pronuncerebbero unimprecazione blasfema neppure con lauto in panne in mezzo al deserto, a sbellicarsi davanti a Germano Mosconi? Gusto inconscio per loltraggio, forse. Ma rimane il mistero. Come ancora è misterioso il percorso che ha spinto il materiale in pasto a internet, considerato che il povero Mosconi, guadagnata la pensione, non lavora a Telenuovo da dieci anni. Una faccenda sulla quale indaga la magistratura, alla quale linteressato ha presentato denuncia (contro ignoti, ma presto contro siti e provider specifici) per difendere la sua immagine. E già si vedono i primi risultati, considerato che decine di siti sui quali era possibile trovare le sue gesta hanno ritirato i file dopo essersi visti recapitare una lettera firmata da un gruppo di avvocati.
Per anni Mosconi è stato uno dei volti tv più noti di tutto il Nord-Est. Giornalista sportivo e conduttore di un seguito telegiornale di Verona proprio negli anni dello scudetto vinto con Osvaldo Bagnoli, era noto per laplomb davanti alle telecamere, per il piglio da galantuomo e per la fama di tennista provetto. Andato in pensione a metà degli anni Novanta, non si aspettava certo di vedersi franare addosso una tale fama.
Chi lo conosce bene parla di una trappola. Un tiro mancino riservatogli da qualche collega invidioso che ha deciso di gustare freddissima la sua vendetta. È lopinione del giornalista di Raisport Lorenzo Roata, che per anni ha lavorato nello stanzino dove veniva registrato il tg: «Lo hanno messo alla berlina su un segreto che ciascuno di noi nasconde. Specialmente in Veneto, dove la bestemmia è un intercalare comune. Per farlo arrabbiare i tecnici gli organizzavano un sacco di scherzi, come incollargli i fogli sui quali leggeva le notizie o sbattere le porte mentre registrava. Montate in quel modo, sembrano le immagini di un uomo che ha passato la vita a imprecare».
Ma su internet, evidentemente, non avevano voglia di andare troppo per il sottile. E, utilizzando laudio originale, navigatori e studi grafici si sono divertiti a creare le situazioni più assurde. Cè la saga dell«Orso Germano», per esempio, che atterrando con un paracadute finisce con il sedere su una foresta di cactus, o si schianta al suolo col deltaplano, e immaginiamoci gli avemaria. Oppure gli uccelli che planano sui cavi dellalta tensione, e alè. Per non parlare della sequenza iniziale di Lera glaciale 1, col furetto che scatena una frana piantando una ghianda nel ghiaccio.
E giù imprecazioni da scatenare unapocalisse. Così la «mosconimania» non si ferma. Uno studio associato di avvocati milanesi lha contattato per confessargli un sogno: organizzare un pulmino e recarsi a Verona per conoscerlo di persona. Mentre limpresario del comico Lino Toffolo gli avrebbe offerto 5 mila euro per partecipare ad alcune serate. Ma Mosconi, che da questa storia vuole solo venir fuori al più presto, rifiuta tutte le avance: continua tranquillo a dirigere il Gardasee Zeitung, periodico in lingua tedesca dedicato ai turisti del Lago di Garda, e prende parte come ospite a una trasmissione sportiva in onda sullemittente padovana Telechiara. Segno evidente che anche la Chiesa ha riaccolto il figliol prodigo: la piccola tv, collegata a Sat2000, è infatti di proprietà dellepiscopato del Triveneto.
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mercoledì 27 settembre 2006
ore 15:38 (categoria:
"Vita Quotidiana")
CHI CONDANNA LE INTERCETTAZIONI..
“E’ legale distruggere prove illegali di atti, se illegali, che riguardano i nostri rappresentanti in Parlamento?”.
...ha qualcosa da nascondere.
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sabato 16 settembre 2006
ore 13:01 (categoria:
"Vita Quotidiana")
TANTI AUGURI!!
TANTI AUGURI LACURRADA CONVERTITA!
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venerdì 15 settembre 2006
ore 12:17 (categoria:
"Vita Quotidiana")
LACURRADA E STRATO
Stanotte mi sono sognato Lacurrada E Strato. Loro erano sul furgoncino dei libici e io in 500. Ci siamo incontrati e Strato si dimenava come per dirmi di invertire il senso di marcia, di non andare verso quella direzione. Io ci sono andato lo stesso e non è successo nulla. Chissà cosa vorrà dire sto sogno.
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giovedì 14 settembre 2006
ore 12:37 (categoria:
"Vita Quotidiana")
I PERSONAGGI: NINO BIXIO
Gerolamo Bixio detto Nino Bixio; Genova 2 ottobre 1821 - Sumatra 16 dicembre 1873) è stato un militare ed un uomo politico italiano, oltreché un personaggio-chiave del Risorgimento italiano.
Da ragazzo venne convinto dai suoi genitori ad intraprendere la carriera militare nella marina del Regno di Sardegna. Dopo numerose avventure tra i mari del mondo nel 1846 tornò in patria per iscriversi alla Giovine Italia, l’associazione mazziniana che auspicava l’unione e l’indipendenza di tutti gli stati d’Italia. Un anno dopo inviò un telegramma a Carlo Alberto di Savoia in cui scrisse: "Oltrepassi il Ticino, Sire, e saremo tutti con lei".
Nel 1848 partecipò alla Prima guerra d’indipendenza e, dopo alcune sconfitte militari, si recò a Roma dove sotto il comando di Giuseppe Garibaldi tentò, invano, di difendere la neonata Repubblica Romana dall’attacco restauratore dei francesi. Nel corso della battaglia di Mentana Bixio fu fatto prigioniero da un battaglione transalpino, ma riuscì a sfuggire e ricevette dal re Vittorio Emanuele II di Savoia una medaglia d’oro al valor militare.
Nel decennio che và dal 1849 al 1859 Bixio cambiò radicalmente le sue idee politiche, abbandonando l’ideologia mazziniana per aderire al movimento della Destra storica, seppur con poche influenze cavouriane. Ciononostante rimase un fedele alleato di Garibaldi, con cui nel 1859 fondò il gruppo paramilitare dei Cacciatori delle Alpi, che si segnalarono come protagonisti della Seconda guerra d’indipendenza: in particolare, al termine della vittoriosa battaglia di Varese, il militare genovese venne insignito della Croce Militare dei Savoia.
Seppur conservatore, Bixio rimase un uomo d’azione e nel 1860 fu tra gli organizzatori della spedizione dei Mille alla conquista del Sud Italia: sbarcato a Marsala alla testa delle famose "Camicie Rosse", egli fu di prezioso aiuto all’eroe dei due mondi nella battaglia di Calatafimi, tappa fondamentale affinché Garibaldi prendesse la dittatura in nome di Vittorio Emanuele II. Durante la campagna di Sicilia Bixio si rese protagonista di un pessimo episodio: represse nel sangue una rivolta di contadini svoltasi a Bronte, in provincia di Catania, forse perché timoroso di una eventuale rivoluzione repubblicana.
Dopo la conquista di Palermo, il 21 agosto del 1860 i Mille entrarono a Reggio Calabria ed il 2 ottobre dello stesso anno sconfissero definitivamente il grosso delle truppe borboniche nella battaglia del Volturno, in cui il genovese si ruppe una gamba. Poco dopo il famoso incontro di Teano tra il monarca e Garibaldi, Bixio organizzò i plebisciti che sancirono l’annessione dell’Italia centro-meridionale (Lazio escluso) al Regno di Sardegna. Un anno dopo venne eletto deputato per conto del seggio dislocato a Genova: egli sedette tra le fila della Destra.
La maggior parte della sua azione parlamentare consistette nel vano tentativo di riconciliare le posizioni di Cavour e Garibaldi, soprattutto per quanto concerneva la questione romana: mentre lo statista piemontese professava una soluzione diplomatica, il nizzardo era disposto a passare all’azione anche in prima persona. Incapace nel fare andare d’accordo i due più grandi esponenti del nostro Risorgimento, Bixio tornò nel campo di battaglia nel 1866 al fine di combattere la battaglia di Custoza nell’ambito della Terza guerra d’indipendenza: la sconfitta italiana sul campo non pregiudicò il crollo militare dell’Austria, che dovette cedere il Veneto.
Fatto senatore nel febbraio del 1870, si avvicinò al Partito d’azione garibaldino ed il 20 settembre dello stesso anno, dopo aver partecipato a qualche lieve scontro a Civitavecchia, sostenne l’esercito sabaudo nella Presa di Roma. Successivamente Bixio iniziò una carriera di imprenditore-esploratore, ma morì di colera durante una traversata commerciale delle isole della Sonda, in territorio olandese.
(tutti co sta posa da ebeti all’epoca)
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