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giovedì 19 febbraio 2009 - ore 18:59


Vanish (fidati del rosa!)
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho in prestito quel libro da tempo immemore.
E mi fa sentire ancora più sola e in minoranza il fatto che nessuna voce sottile mi intimi al telefono di riportarlo in biblioteca.
(I desideri degli altri che vengono a galla nelle prenotazioni o nei solleciti post scadenza. Gli altri che scopri in una frase sottolineata a matita o un appunto lasciato per sbaglio a biro. Un angolo della pagina piegato la notte che il sonno si appiccicava agli occhi, impronte di mani non troppo pulite.)
E ci sono questi momenti che odoro di Vix Vaporub e ho voglia del cioccolato della Coop e penso che ho buttato via del tempo per un altro fallimento, e penso a certe battute assurde di Bartok del secondo tempo, e mi mancano i piedini di Giulia e la sua maglietta con le coccinelle... ci sono questi momenti che apro quel libro a caso e capita pagina sessantanove.

"Siamo vicini e ci stringiamo per i capelli e lui mi scuote la testa e dice che gli sembra di stare in un film di Lelouch tanto si sente rosa, di dentro"
Non so nemmeno se l’ho mai visto.
Un film di Lelouch.
Non il rosa.

Tagliamo corto, o sembra la pubblicità del Vanish.



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lunedì 16 febbraio 2009 - ore 15:23


Roma, dove Termini?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Arriviamo sempre in ritardo (fortuna vuole, non con la nostra vita) e nemmeno ci scusiamo con un aereo da prendere, un tavolo prenotato, una mostra-mattatoio chiusa, i Fake P che già hanno iniziato a suonare.
E c’è il sole e c’è vento, e c’è un appartamento da affittare in via Merulana ed il pasticciaccio è in via Casilina Vecchia, perchè i Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo suonano al Circolo degli Artisti, mentre a Termini si dorme per strada.
Ho i brividi davanti all’installazione di Neto che mescola l’aria di curcuma e cannella, come di fronte alle urlatrici con bambino della metro.
E ho un succo di frutta in borsa e te di fianco, e mi sento in colpa davanti all’ambasciata sfasciata di qualche paese dell’Africa a caso.
Siamo i rifugiati politici delle sveglie all’alba. Ancora dieci minuti, ti dico, mentre un padre e i suoi due bambini bussano alla porta, per la colazione.
Siamo i temerari delle periferie e dei cavalcavia all’una di notte, disarmati ed esausti, clandestini e un po’ ronde padane in trasferta.
Siamo, mentre la stanchezza e il Circolo degli Artisti mi crolla addosso.
E i Gatto Ciliegia hanno vinto.
Ma di Italia-Irlanda non si sa ancora nulla.



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venerdì 13 febbraio 2009 - ore 19:55


Fusa alla ciliegia.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ascolto Cinecittà, mentre la mia stanza scoppia di disordine.
Un paio di orecchini nuovi, quaderni da bruciare, le tue cartoline infilate nella libreria mentre mi scrivi da una città il cui cielo temo sempre possa crollarti addosso, allucinato dalle nenie della Bruni.
E’ una sensazione diversa. Non mi sentivo da tempo interrotta, come proprio verso la fine del capitolo, quando stai per scoprire l’assassino.
E le vetrine vestite di bicchieri e piatti di plastica gialli...

Vincenzo dice che sei fredda,
frenetica senza pieta’
ma e’ cretino e poi vive a Roma, che ne sa?

Vincenzo io ti ammazzerò.
Ma prima vengo a cercarti nel posto sbagliato.
A Roma.
(Dove si muore d’amo-o-re..)



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venerdì 13 febbraio 2009 - ore 00:00


Nichts kann uns passieren, kann uns passieren...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Fingo di tentare il suicidio appena dopo la fine della puntata di Kebab for brekfast ingerendo una dose letale di fiori di Bach.
Mi piacciono i gesti plateali, come lo sarebbe stato, alzarsi e sputare in faccia a quel lampadato arrogante, che il mio Santi Licheri è differente.
Sono i giorni in cui vorresti attaccare il codice al chiodo, ben convinta che non hai niente da spartire con chi cerca di dimostrare verità indimostrabili in forza del solo principio di dominio, sono i giorni in cui ti senti in diritto di chiedere un risarcimento danni, perchè le caramelle gommose alla fragola nemmeno ti ricordi più che gusto hanno.
E allora sospiro sui moduli per la città dei tigli.
Non so perchè, ma mi viene in mente che volevo solo dormirle addosso.
Reclino la testa, aspettando che i fiori facciano effetto.
Domani. Smetto.



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lunedì 9 febbraio 2009 - ore 20:40


Cesare lo sai...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Voglio rifugiarmi sotto il patto di Varsavia, voglio un piano quinquennale, la stabilità sociale...

Dice la mia stanza. Ricoperta di fogli a quadretti scritti a penna blu.
Che le ore passano scandite da un infuso di mela e i capitoli di un libro. Che manca poco e ho solo voglia di alzarmi la mattina sapendo che non manca più.

Compagni est-europei uno sforzo ancora dalle sale da ballo...

Mi mancava trovarti nella cassetta delle lettere, come il bambino di Baricco che si qualifica "mobilio".

Di qua di là dal muro, Europa persa e in trance...

E senza motivo. Sorrido. Ma Pavese lo sa.



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domenica 8 febbraio 2009 - ore 17:58


Gastrite
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Un cielo sporco stamattina e parole incastrate nel fondo della gola che mi fanno svegliare troppo tardi.
Vasco che ritorna dopo tanto tempo per darmi quel senso di provincia meccanica buono a contestualizzare ogni rancore e amarezza, mentre parcheggio male e mi guardo appoggiata ad un manichino davanti allo specchio.
Stabilisco record di bocca cucita col mondo e coi miei desideri.
oggi mi manca la mia collina e un po’ di arancione.
Mi manca l’italiano strambo di John.
E qualcuno che mi dia una consegna. Qualcuno che mi dica che non importa.
Resto inderdetta.
Legalmente incapace di proferire parola.

(Spero soltanto sia presto fra un anno e la paura soltanto un ricordo.)



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domenica 8 febbraio 2009 - ore 01:29


Dans nos obscurité
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Accendo candele per chi non conosco e mastico silenzi come caramelle dure.
(Lo zucchero mi finisce in gola.)
Lavo i piatti a mezzanotte per tornare Cenerentola e mentre una anonima sarda di single si confessa al Maurizio Costanzo Show, se ne esce Gasparri con i disegni di legge ad personam.
L’anulare della mano destra continua a darmi fastidio, penso.
E mi ritrovo sempre a fare i conti con una inadeguatezza che mi parla con la tua voce.
E’ logica e proprietà transitiva.
Se una assunto è vero, il caso concreto che lo rappresenta è altrettanto valido.
Spalanco gli occhi per digerire una stella fluorescente sopra la testa.
Nemmeno stasera il mio piede è entrato nella scarpetta di cristallo.



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venerdì 6 febbraio 2009 - ore 14:21


Sarà una notte di terrore e paura
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Esprimo desideri tenendo chiusi il più possibile gli occhi.
Vorrei avere il tempo per dirti parole che comincino tutte con la maiuscola, ma compro una vocale per far girare l’economia.
Tra una pizza allo zabaione, le ferite raccontate come barzellette da un’amica fragile, l’anello con garanzia della promessa sposa, ieri continuavo a bere quella birra che mi ha fatto ricordare una sera a Modena mentre disegnavo l’Uccellino Ugo incinto, e Pavese all’orecchio mi dava buoni consigli.

Poi una canzone, incontro alla pioggia, verso Scorzè.
Non mi manca niente-e-e.



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mercoledì 4 febbraio 2009 - ore 20:20


Più nudo e vulnerabile
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sere ad attraversare la provincia stringendoti la mano.
E gli spettacoli che ti fanno aprire gli occhi come quando dal dentista spalanchi la bocca.
Il viso scarno di Pasolini, un uomo mascherato che disegna ininterrottamente per un’ora, io che forse non sono triste, ma solo mozartiana, come ha scritto lui.
(Che non sono mai stata a Casarsa. E me ne vergogno. Penso stasera, davanti al cartellone degli orari dei treni.)
Sarebbero giorni da prendere a calci.
Che ho bisogno di un sacco di cose, e invece sbatto la testa a capire se è sostenibile la tesi di un incesto in buonafede.
Che so di non farcela, e sono impotente di fronte ad una stanchezza che parla la lingua dei segni.
Che sono brutta come Magamagò. E ho più pensieri di Merlino.
Ed Eluana non la lasciano stare.
Di qualcosa si dovrà pur morire, dici. Io alla gastrite preferisco le onde magnetiche, l’erba di Cernobyl e la congestione post doccia per non aver rispettato le ore della digestione.

Credo tu l’abbia capito. Quanto ci siamo capite.



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martedì 3 febbraio 2009 - ore 01:26


Io ti amo, io ti cerco, io ti voglio, rock’n’roll robot.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sgridano figli bastardi mentre cercano di distruggere macchinine di plastica, e adoro lui che dice che non ne ha mai avuta una così perchè costavano troppo, ed è arrivato il momento giusto per vendicarsi.
Società opulente e borghesie che compilano moduli all’ufficio di collocamento: l’extraterrestre di Finardi fermo a Firenze Santa Maria Novella per un guasto gentilmente offerto da Trenitalia.
Ti prendevo in giro quelle sere che Camerini si intrometteva nelle nostre discussioni con il suo rock’n’roll robot.
Oggi ho pensato che sei un file danneggiato rimasto nella mia memoria. Come i frammenti bloccati e ammutoliti di quell’embrione di tesi, la notte che l’ho persa chissà dove, e non c’è stato modo di recuperarla e ti ho telefonato disperata alle due di notte e tu avevi solo sonno.
Succede che anche con te, io debba riscriverti, fare il Wilson di turno che ti ricolloca e ti rigiustifica storicamente. Fare finta che tu ci sia stato, ma come in apnea, senza dialoghi da evocare, frasi fatte, legami strani. E mi manca il respiro.

...attacchi la corrente vedrai ti partirà.



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