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martedì 16 giugno 2009 - ore 22:30


C’è un principio. D’ironia.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Pensieri da portare sulle spalle. Ritorno all’inverno ghiacciato di qualche anno fa, i capelli più corti, il piercing sempre incline all’infezione, con una canzone patetica che sa di bagnoschiuma e rossetto.
Chiara era la mia compagna di stanza. Non aveva portato la crema corpo, parlava a vanvera di montagne, amore e campi elettromagnetici, e le mattine di tram di latta e un goccio di caffè preparato dalla madre di Martina prima del turno in ospedale, cantavamo quella canzone ad una Zagabria con le zampe di gallina e il gusto di qualche piva dal nome strano.
Che te lo dico a fare che ci sono cose che neanche col Viakal spariscono in fondo al lavandino.
Se mi sciolgo nella vasca da bagno, bacia l’acqua per me, come dice la canzone che sai tu.
Quella che ci fa dormire con la testa a nord.



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venerdì 12 giugno 2009 - ore 12:20


Se ci penso bene tu, sei un’ottima occasione per me di non essere un coglione
(categoria: " Vita Quotidiana ")


L’appuntato Mazzolino sapeva che tornavamo dal concerto di Dente, quando ci ha fermato alla rotonda di Badoere.
Con gli occhi cuciti dall’alcool. Cerco te o il bagno, nella folla, ora non ricordo. E non vedo oltre al velo dei miei occhi, il cielo che si stacca dal soffitto perchè non sono brava come Giovanni di Art Attack.
E questi giorni di struggimento ormonale, con la voglia di cigni e bignè e scarpe nuove e risultati di un esame, e giugno che non finisce più come i felafel e lo yogurt...
Lo ha scritto, sul verbale?



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mercoledì 10 giugno 2009 - ore 19:26


Parte Felicità di Albano e Romina
(categoria: " Vita Quotidiana ")


I pianeti contro e piazze piene e urne vuote.
E io che impazzisco mentre rigiro tra le mani un blister vuoto.
E io che mi aggrappo ai telefoni occupati, alle lavatrici in centrifuga, allo Svelto al limone.
Mentre la serotonina crolla alla borsa di Tokio.



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domenica 7 giugno 2009 - ore 22:10


La terza volta ti fa pensare.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Le fughe ci insegnano a non allontanarci.
Dormo male, senza una carezza. Con i tortelli alla zucca che cercano lo scontro politico con il gelato alla pera, e negli occhi le foto dei bambini con gli occhi di carta e finti, turbata da un cartone di estatè in frigo, le tue parole con le unghie mangiucchiate che restano dentro alla stanza.
Le fughe ci insegnano ad arrenderci, mentre mi colmi al risveglio di tutto il vuoto che la paura mi lascia, come se avessi la pancia piena di aria, e dici che mi sentivi respirare male e io vorrei solo spiegarti che sono come Susanna e anche se non ho un padre fotografo, anch’io divento triste quando la neve si rovina.
Le fughe ci insegnano la strada. La insegnano alla mia e alla tua schiena. Ci insegnano ad andare da Reggio nell’Emilia a Gavassa. A trovare da lontano le insegne fucsia di una mostra, a respirare i nostri malesseri, ad essere felici mentre sopra ci fiorisce una volta di Santiago Calatrava, a riempirici le palpebre di Emilia di notte tranquille, in cui seduzione è dormire...



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venerdì 5 giugno 2009 - ore 12:15


Sarà bello vederci i suoi occhi nel fondo delle cose e del viaggio
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Settimane perse a spiarsi dai buchi del telefono.
Ti dico che mi troverai cambiata, bionda e magra come una barbie, con le gambe e le braccia che nemmeno si piegano...
E se mi guardo indietro scopro quanta grazia mi protegge.
Le persone che contano, quelle che ti contano, quelle che ti perdonano e ti regalano il loro tempo senza incartarlo, senza i biglietti mediocri con le solite frasi di circostanza, senza pretese.
Se mi guardo indietro scopro la grazia di quel pomeriggio d’asma, e Venezia che mi dorme in braccio come un gatto.
Se parlo al passato prossimo ci sono code di leone e ciliegie e guanti di plastica e le tappe al reparto minestroni del supermercato, e dirti che qui c’è posto per tutti, soprattutto per te.
E nel futuro anteriore c’è una città che ci aspetta, Françoise dimenticata ad un autogrill, e il numero di una stanza.
E i tabaccai come baci sinceri in un giorno qualunque...
E le fotomodelle, le tue fotomodelle, le tue fottute fotomodelle...



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martedì 2 giugno 2009 - ore 18:27


Die Liebe A/R
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E i piatti sporchi e le cucine sottosopra.
E mia madre che mi infetta per via aerea l’ansia da prestazione e il timore che non vada neanche quest’anno a votare.
Ci sono mail di signorine Shmidt che sembrano pane piovuto dal cielo, quindi annacquato, mentre controllo stanze e indirizzi per tornare a passare le sere in compagnia di Siska su retequattro... che forse da quelle parti non sono ancora passati al digitale terrestre.
E penso a quello che non ho perso e ad un viaggio in macchina che era dicembre e il mio maglione azzurro e gli Enrico Del Fiacco immigrati nella pianura padana.
Penso agli interni di una casa e cosa può insegnarmi un film di canale cinque, e la pertinenza dei palinsesti con la Buy che ti rompe il naso su una vetrina, e la femminilità sprecata su di un divano ikea.
Vi lascio tutte le scarpette di cristallo, i nani, le zucche, le terre del conte di Carabàs, ma fatemi entrare in una foto di Françoise Huguier.



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lunedì 1 giugno 2009 - ore 09:24


Pallide infermiere.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ci sono immagini riflesse su un vetro e pagine di appunti presi controvoglia. E parole abortite oltre il terzo mese.
Tempo al tempo.
Nello squallore del mattino faccio tutto quel che posso.
Tipo. Respiro.



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sabato 30 maggio 2009 - ore 23:50


My better half has bitten me
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il corpo di Jennifer e i partecipanti dell’ultima cena.
In pasto alla morale e all’avvoltoio della chiesa cattolica.
In pasto agli amici fragili che si vergognano ora persino di aver aspettato un figlio.
In pasto anche a te e una portiera che sbatte e lune che si mangiano le stelle e nuvole come lupi per le pecore.
Il corpo di Jennifer e io che lo accarezzo. E ho pietà della pelle invasa dalle smagliature e dall’azzurro delle vene e i nei disseminati come indizi.
Ho pietà di come non sanno stare bene.
(Just relax, just relax, just go to sleep.)
Lei e il suo torsolo di mela.



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venerdì 29 maggio 2009 - ore 08:02


Piccolo spazio pubblicità
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Io, fossi in voi, solo per "Le Impreparate" ci verrei... perchè oltre a leggere una storia per bambini pruriginosa, sono persone di alto livello.. soprattutto una. L’altra? ... che amarezza!
Porta l’Unno, dottore!

(io la coca cola me la porto a scuola
coca cola si coca cola... coca,casa e chiesa..... )


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martedì 26 maggio 2009 - ore 17:37


Complesse noi e l’inferiorità.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mi trascino per Padova mentre la burocrazia mi addenta le braccia e mi perdo per strade tutte uguali, quelle che ci aspettavano le domeniche pomeriggio dopo il caffè dei cinesi e la badante che ti faceva gli occhi dolci.
Quelle che per me non hanno un nome ma solo la luce di un ricordo o il sapore di lecca lecca all’anguria e dell’insalata pagata con gli ultimi buoni pasto.
Quelle in cui ho continuato a cercarti per un anno intero fino a quando anche Nico se ne è volato a Parigi.
Padova porta una gran rogna. La Specola poi...
Mi perdo. Sono in ritardo e tra santi e franceschi e l’afa e Scientology mi sento vinta.
Poi mi giro a guardare una locandina qualsiasi. E c’è il suo nome.

Padova porta rogna, incazzosa, non c’è che dire.



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