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Rutz82, 25 anni
spritzino di schio (VI)
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S. Latouche - La scommessa della decrescita

HO VISTO

Ho visto il terrorismo e stragi rosse e stragi nere aeroplani esplosi in volo e le bombe sopra i treni.
Ho visto gladiatori sorridere in diretta e i pestaggi dei nazisti della nuova destra ho visto bombe di stato scoppiare nelle piazze e anarchici distratti cadere giù dalle finestre

STO ASCOLTANDO

nulla

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

con i miei vestiti

ORA VORREI TANTO...

essere libero di viaggiare, conoscere, ballare, fare

STO STUDIANDO...

estimo forestale

OGGI IL MIO UMORE E'...

ottimista ma stretto

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Come in alcuni paesi la vita scorra così lentamente ... mentre da noi si viaggia alla velocità del suono. Eppure da entrambi il tramonto arriva lo stesso... solo che gli altri se lo godono sempre.
2) quelli che prendono tutto in qanto non sanno cosa vogliono ...
3) L'incomprensibile mentalità chiusa e/o ottusa e/o semplicemente strana di certe persone!
4) una delle persone che non sopporti che ti copia in tutto e per tutto
5) METTERSI COMODI A SUONARE LA PROPRIA BATTERIA EEE...AMORE??SONO ARRIVATA, ANDIAMO A FARE SHOPPING???
6) ADORMENTARMI E NON SVEGLIARMI MAI PIU'
7) dover andare a far spesa nei centri commerciali poco prima di Natale...

MERAVIGLIE


1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
2) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
3) svegliarsi accanto alla persona che si ama
4) Le castagne appena cotte.. un caminetto, una bella boccia di vino rosso e una persona speciale accanto..
5) l'autoironia...fa sempre bene!!
6) rimanere bambini nel cuore! sapersi stupire, avere un sorriso luminoso e due occhi cha parlano di tenerezza!
7) Le favole amalgamate alla musica elettronica


“Agire sulle cause è il vero investimento che facciamo verso il futuro. Se riuscissimo ad intraprendere questa strada troveremmo più sorprese di quante crediamo: il vero investimento è sull’uomo, e l’impressione è che quanto più ci sbarazziamo di questa scorza tecnologica che ci troviamo nostro malgrado addosso, più riscopriamo l’essenza delle forze che ci governano.”


Ti svito il cranio e ti cago in gola





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SONDAGGIO: IL FILM CHE NON PUÒ MANCARE SOTTO LE FESTE


Qual’’è il film che sotto le feste non può assolutamente mancare sul vostro schermo?

Parenti serpenti
Miracolo sulla 32^ strada e simili
Nightmare before Christmas
Un cinepanettone vanzinesco
The family man
Alien Vs Predator

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martedì 17 novembre 2009 - ore 12:10



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sono decisamente stufo di aver a che fare con della gente che si comporta come bambini di terza elementare che sembra facciano la prima.

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martedì 17 novembre 2009 - ore 12:04


Ma se la gente ogni tanto
(categoria: " Vita Quotidiana ")


cavolo verza, cavolo cappuccio, cavolfiore, cavolo broccolo, cavolo di bruxelles, cavoli ornamentali...

Scegliete quelli e lasciatemi, anzi, lasciateci vivere in pace. So bene che è forte la tentazione di chiacchierarci sopra, di fare i bigotti moralisti, di dire guarda come si guardano, guarda come si comportano, non si capisce cosa fanno ma però a me questo ha detto che...

io pensavo che chi si sposa debba pensare a trovare un buon lavoro se è disoccupata, a far contento il marito che lavora, a fare un figlio e ad attendere al focolare domestico, e non pensare ossessivamente ai cazzi altrui e a come risolvere gli altrui problemi.

E tanto meno mandare messaggi cattivi con scritto "darò una festa ma non vi invito perchè voglio stare tranquilla". A parte che ti fa onore dimostrarti così sincera, a chiedermi così direttamente di non parlarti più, ma la tranquillità di cui hai bisogno deriva dal fatto che fare la promoter due mesi all’anno e passare il resto del tempo a farsi i cazzi degli altri deve essere sfiancante?

deriva dal fatto che non ti faccio il favore di lasciare che qualcun altro ascolti i tuoi preziosi consigli (quel "fammi un favore, grazie", la dice lunga su quello che t’importa di lei. A te importa di poter plasmare una persona a tua immagine, altrimenti avresti detto "falle un favore", non trovi? ).

E che dire di "fate ridere"? mandatomi all’indomani della festa? la domanda mia è sempre: a te cosa importa? non tutti siamo come te, con le tue paure e i tuoi sogni.

Evidentemente ho preso l’ennesima sola su questo versante. Poco male, mi sono reso conto della persona con cui ho a che fare.

Comunque, siccome fuori da casa tua erba ce n’è parecchia, domandi alla prossima assemblea condominiale se te ne danno un po’... e poi piantaci un po’ di cavoli. Saranno cavoli tuoi e spetterà a te come mangiarli, se cotti o crudi...

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martedì 17 novembre 2009 - ore 09:11


Alcune considerazioni
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sto guardando rainews24. C’è un servizio su Falluja, la città dove si è parlato di fosforo bianco.
Sappiamo tutti le tragiche pagliacciate con cui gli USA hanno deciso di partire per liberare l’iraq: Colin Powell che agita una provetta davanti al consiglio di sicurezza e mostra una foto che potrebbe essere di una scuola materna. Alla fine della fiera l’esercito a stelle e striscie parte per un paese lontano migliaia di km, che non ha mai provocato la morte di un singolo cittadino americano, che non possiede -i fatti successivi l’hanno confermato- uno straccio di arma chimica.
E a Falluja l’esercito USA riceve l’ordine di sparare su qualsiasi cosa si muova.
Sulle bandiere bianche.
Su qualsiasi cosa si muova.
A chi è disarmato e steso a terra.
E quindi il servizio è passato ad intervistare un soldato USA, che parlava senza ipocrisie di genocidio, la Sgrena che -piaccia o non piaccia il giornale per cui lavora- affermava che casualmente non era allineata con l’esercito usa e voleva fare dell’informazione indipendente, e un’operatrice umanitaria che parlava di un giornalista USA bandito da tutto il medioriente.
E quindi si è passati alle immagini, precedute da avviso di protezione per i bambini: corpi completamente mummificati, come se ne trovano in Sudamerica nei pressi degli scavi archeologici. il tutto mentre gli usa avevano messo al bando il napalm da decenni. Corpi bruciati ed abiti illesi, che permettevano così il riconoscimento. Sopravvissuti deformi e ammalati. Moschee profanate dai soldati USA.
Era necessario destituire con la forza un despota, paventandolo come una minaccia per l’occidente, per poter commettere un’oscenità del genere? tanto più che saddam era pericoloso come è pericoloso Gheddafi, un povero pagliaccio e nulla più.
Si è cominciato a parlare di nuovi tipi di ferite durante la guerra israele-gaza, le armi dell’esercito più avanzato tecnologicamente contro razzi a benzina lanciati a caso. Ma falluja c’era già stata, e io l’ho scoperta questa mattina.

Siamo felici, dai, possiamo mangiare la polenta e il maiale. Non siamo certo bestie che mettono il velo alle loro donne.

Che Dio - Allah - Jahvè o chi per lui ci perdoni.

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martedì 10 novembre 2009 - ore 18:14


solo poche righe.
(categoria: " Vita Quotidiana ")




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martedì 10 novembre 2009 - ore 09:10


Didascalie: Donna Prassede
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Compare nella seconda parte della vicenda (I promessi sposi), specialmente nei capitoli XXV e XXVII; tenta di aiutare Lucia a superare il trauma della prigionia da lei patita presso il castello dell’Innominato. Donna Prassede è un personaggio esemplarmente bigotto, che si intromette negli affari di tutti e lo dimostra con il comportamento di protezione che assume con le sue figlie. Si convince che Renzo sia un poco di buono per via degli ordini di cattura che lo riguardano, ed è quindi risoluta a far sì che Lucia lo dimentichi offendendo la persona di Renzo.
« Però, se il non pensare a lui era impresa disperata, a pensarci meno, e meno intensamente che il cuore avrebbe voluto, Lucia ci riusciva fino a un certo segno: ci sarebbe anche riuscita meglio, se fosse stata sola a volerlo. Ma c’era donna Prassede, la quale, tutta impegnata dal canto suo a levarle dall’animo colui, non aveva trovato miglior espediente che di parlargliene spesso. »

(Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi, Capitolo XXVII)

Lucia dimora a casa di donna Prassede durante tutto l’inverno e la primavera del 1630, per poi spostarsi nel lazzaretto.

Donna Prassede è sposata con Don Ferrante, uomo di cultura che Manzoni descrive come il perfetto erudito seicentesco, completamente assorbito dallo studio dei suoi libri. Da Don Ferrante ha avuto 5 figlie; due si sono sposate e tre sono entrate in convento.
« Buon per lei [Lucia, N.d.R.], che non era la sola a cui donna Prassede avesse a far del bene; sicché le baruffe non potevano esser così frequenti. Oltre il resto della servitù, tutti cervelli che avevan bisogno, più o meno, d’esser raddirizzati e guidati; oltre tutte l’altre occasioni di prestar lo stesso ufizio, per buon cuore, a molti con cui non era obbligata a niente: occasioni che cercava, se non s’offrivan da sé; aveva anche cinque figlie; nessuna in casa, ma che le davan più da pensare, che se ci fossero state. Tre eran monache, due maritate; e donna Prassede si trovava naturalmente aver tre monasteri e due case a cui soprintendere: impresa vasta e complicata, e tanto più faticosa, che due mariti, spalleggiati da padri, da madri, da fratelli, e tre badesse, fiancheggiate da altre dignità e da molte monache, non volevano accettare la sua soprintendenza. Era una guerra, anzi cinque guerre, coperte, gentili, fino a un certo segno, ma vive e senza tregua: era in tutti que’ luoghi un’attenzione continua a scansare la sua premura, a chiuder l’adito a’ suoi pareri, a eludere le sue richieste, a far che fosse al buio, più che si poteva, d’ogni affare. Non parlo de’ contrasti, delle difficoltà che incontrava nel maneggio d’altri affari anche più estranei: si sa che agli uomini il bene bisogna, le più volte, farlo per forza. »

(Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi, Capitolo XXVII)

Alla fine del romanzo, Donna Prassede muore contagiata dalla peste. Celebre, a questo proposito, il lapidario ritratto-epitaffio che ne fa lo scrittore:
« Di donna Prassede, quando si dice ch’era morta, è detto tutto. »

(Wikipedia)

Subito, devo dire la verità, ho pensato "un modo come un altro per dire che la morte fa tutti uguali". In un secondo momento ho capito che è una sintesi estrema di San Paolo:
[3] e se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova.
[4] La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, [5] non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, [6] non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. [7] Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. [8] La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà


Non voglio fare un sermone di teologia, ma cazzo, se vuoi stare qui, puoi stare fintantochè la tua presenza è gradita. Quando ti viene detto grazie, ti congedi e te ne vai, con carità, ed augurando ogni bene.

Non che aiuti tutti, fai vedere al mondo che sei caritatevole e poi ti sfoghi pubblicamente perchè sei troppo buono, allorchè si prende una decisione diversa dai tuoi preziosissimi consigli! Può anche darsi che si ha voglia dimostrare a sè stessi che si è tanto buoni, bravi e spiritualmente elevati: bella merda! O lo fai in maniera disinteressata, altrimenti andale!! Di buone intenzioni è lastricata una via bella e in discesa, come diceva la maestra di dottrina. Fammi vedere la schiena mentre ti allontani, se proprio vuoi farmi un favore!

De Mello, che grand’uomo!

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domenica 8 novembre 2009 - ore 17:41


Prima ed ultima volta che tocco questo argomento
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sarà la prima e l’ultima volta che parlo dell’amministrazione e gestione di questo sito.

Un po’ perchè ognuno ha le sue idee ed è giusto che le esplichi; un po’ perchè è gentile concessione del webbone ospitarci qui, e non posso imporgli le mie idee riguardo la libera espressione sopra esposta; e un po’ perchè ammettiamolo, non serve ad un cazzo.

Scrivo perchè ultimamente mi sembra che la teoria dei "due pesi e due misure" da qualcun altro evocata, sia ormai un dato di fatto, dopo i primi legittimi sospetti.

Se può andar bene il papa vestito da Mazinga Z per l’assonanza Ratzinger-Mazinga, o il gioco di parole "Pastore tedesco", qualche mese fa sono apparse delle foto, nei MIB, con il papa vestito da nazista e/o seminudo in fotomontaggi ritenuti divertenti da chi li aveva postati.
Ora, che il papa, a 16 anni, abbia militato nella Wermacht è fuori da ogni ombra di dubbio, ma che vi si sia arruolato volontariamente per sterminare la razza ebraica, beh, lo trovo quanto meno discutibile. quali alternative aveva? il lager? la fucilazione per diserzione?
Richieste su richieste di cancellazione: nulla da fare. Le immagini sono ancora al loro posto. Diverso discorso è stato per le vignette anti-islamiche del ministro Calderoli: quelle durarono si e no poche ore. Subito rimosse. Il tutto mentre negli anni scorsi era andata avanti (fortunatamente per poco) una discussione sulla bestemmiaon Marco (contestato da mezzo sito in quanto... prete, grave colpa contro l’umanità) domandava perchè l’uomo bestemmia: i commenti più intelligenti erano "un mio amico dice sempre Zio caramella alla menta" e "invece di chiamarlo dio si dovrebbe chiamarlo strupprenkleim, cosicchè quando uno si incazza gli passa la voglia di bestemmiare".

Ovviamente di moderazione dei forum non si parla.

Ora sui MIB si sta parlando di bestemmie nei blog, cagate nemmeno di striscio dallo staff (lo stesso staff che vieta di inserire contenuti blasfemi nei blog) : il genio di turno arriva e dice che la bestemmia non è un intercalare, ma esprime con forza un’idea.

Sempre nei forum, se si prova a far ragionare qualche portatore di veritàè (leggi atei/anticlericali) su cosa sia giusto e cosa no nella chiesa, rispondono "Tasi, basabanchi".

Ho finito.

Tanto non ne vale più di tanto la pena, ma che almeno il webbone, come è chiamato da tanti Davidoff, prendesse parte chiaramente e dicesse "la chiesa e dio possono essere offesi tranquillamente e senza rischio di rappresaglie", sarebbe cosa gradita.

A volte capisco proprio i fanatici (o i presunti messaggi mariani) che prevedono morte e distruzione per l’europa, che rinnega le proprie radici cristiane.

Morte e desolazione spirituale indubbiamente.

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domenica 1 novembre 2009 - ore 14:24


Lettera al Giornale di Vicenza
(categoria: " Vita Quotidiana ")


A Schio, da 4 anni a questa parte, poco più di 15.000 famiglie ricevono mensilmente un foglio informativo, spedito per posta o consegnato a mano, edito dal comune. O meglio, che informativo dovrebbe essere, dato che nel tempo ha perso sempre più in contenuti per aumentare la qualità della veste grafica (a colori, e a dir la verità poco accattivante).
L’agenda scompare sempre più spesso, nemmeno Schio fosse un comune commissariato da anni! Il posto per i lettori è inesistente, come se ai cittadini niente interessasse del loro territorio (c’erano le lettere al sindaco, poca cosa, ma ora nemmeno quelle).
L’ultima uscita è decisamente emblematica: la prima e l’ultima pagina sono occupate dalle foto degli amministratori da bambini e da adulti, e un misterioso autore coinvolge i lettori nel gioco di riconoscere le foto a distanza di anni. Le due pagine centrali sono occupate da un’intervista (due domande!! ) agli stessi assessori. La cosa innervosisce non poco, trattandosi di uno spreco non indifferente in un periodo di crisi economica ed ambientale, in un comune che ci tiene a fare della sostenibilità una delle sue bandiere. Non bisogna dimenticare che nelle spese di una pubblicazione così rientrano le ore di lavoro dei grafici, i 54 colori, la carta patinata, le spese postali, le spese di smaltimento… sarebbe bello conoscere questi costi nella prossima uscita, e magari dare la possibilità a quei cittadini che hanno accesso (attivo e critico! ) ad internet di consultare la newsletter unicamente on-line, come accade per diversi enti, pubblici e privati; le restanti copie possono essere più complete in contenuti, in due colori e carta riciclata.

Per il resto... prima domenica dopo 4 (e più) che mi prendo il lusso di alzarmi alle 10; pranzo con la zia e due cugini. altra zia che arriva per il caffè e spero se ne vada senza tante altre osservazioni imbarazzanti, al più presto. senza contare che non è nemmeno mia parente sta stronza!

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martedì 27 ottobre 2009 - ore 00:50


Tecnologia vattene via...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Io con i telefoni ho un rapporto particolare: di solito smettono di funzionare, il più delle volte in seguito ad urti, più o meno volontari. L’ultimo modello, comprato a giugno (caz! ) l’ho perso sabato sera.

Io ho sempre disprezzato gli sms, e in generale questa mania di comunicare tutto a tutti in tutte le ore e in ogni situazione (Es.: mi sto facendo il bidet. Kiss, Anna). Eppure mi sento perso senza questo strumento di massa. Messaggio (poco) con poche persone, per esprimere solitamente, concetti molto terra terra (butta la pasta che sto arrivando è il più intriso di spiritualità). Il tempo mi ha portato a ritenere il telefono cellulare uno strumento ampiamente sopravvalutato ed eccessivamente utilizzato: ecco che durante la gita in montagna suona il telefono, ed ecco che c’è chi deve rispondere, sebbene sia una chiamata da un amico per una chiacchierata su chi ha scritto cosa su facebook, o sentire la mamma quali azioni ha venduto ed eventualmente consigliarla per il mercato di domani (si, mi è capitato di sentire il figlio a 3000 metri, parlare con la mamma di borsa, e sbuffare quando ha saputo che la mamma aveva venduto le ENI e tenuto le FIAT); morale della favola i miei sms sono per "allora ci vediamo?" o "Dai, vieni" se la risposta al primo è "devo pensarci", mentre le telefonate si limitano a brevi e telegrafiche comunicazioni (da parte mia) per domandare dove la gente è, o cosa fa. Perchè scrivere la divina commedia in 200 caratteri X’stMTTNnnMaiSLTT?IOtvbMAnnPNSRAIkeXqstMTV, oltre che mettere a dura prova la pazienza e la fantasia di ognuno, è banalotto. fare gli originali stupendo la gente con un sms che mandano tutti, che lanciano proclami di amore eterno e durano il tempo dell’esaurimento della memory card: Buongiorno amore, il tempo è splendido (basta che amore apra la finestra per rendersene conto, dato che tesoro sta dall’altra parte della strada) e io TI AMO!!!. Mona, speta stasera che te la vedi a dirghelo, (scemo, attendi che arrivi questa sera e la vedi a dirglielo, no? ).
E Amore risponde: ankioTAT.IeT3mscxs. Che romanticherie!

Anche in quei pochi che ho mandato di questo genere ho cercato di essere originale, e di lasciare a quei fottutissimi 160 caratteri il tempo e lo spazio che meritano.

Ebbene, sono stato ieri ed oggi senza telefono, e devo dire che, pur irrazionalmente, date queste premesse, mi sembra che mi manchi una parte del corpo. sono preoccupato: mi scriverà qualcuno (ipotesi rara); mi cercherà qualcuno (ipotesi plausibile)?. Come faccio a mandare quei 4 sms che mando ogni giorno, disprezzandoli?

e, a mente fredda mi sono risposto che è una cosa terribile: pensa che razza di abitudine si fa ad una cosa così astratta come mandarsi delle stringhe di 160 caratteri, e che fastidio è dover rinunciarvi per poco tempo. pur disprezzando gli sms, e ricorrendovi per comodità evitando eccessivi espansivismi. Dove porteranno queste abitudini tra, che so, 300 anni? sarà ancora di moda regalare fiori, o si regaleranno mms con le foto dei fiori? Si passeggerà ancora a guardare le vetrine, i maschi annoiati con la faccia da triglia e le femmine incuriosite davanti ad un bel capo d’abbigliamento in lana bla bla bla, oppure si guarderanno le stesse cose, solo dalla poltrona di casa davanti al pc, così gli uomini non avranno più la noia di accompagnarle per il centro e potranno stare a casa a guardare ciò che preferiscono in tv?

Mi focalizzo su questa scena: Dal passeggiare mano nella mano per vetrina allo stare seduti per comodità e guardarle da casa: un bel risparmio per tutti e due, in termini di tempo, fatica e noia. Eppure sono convinto che in un villaggio africano, con le case dal pavimento di terra battuta e le pareti di cacca d’elefante avrebbero un livello di felicità molto maggiore del nostro, con tutte le comodità che abbiamo, e lo stress che esse comportano.

Per arrivare a citare Mauro Corona in una sua riflessione ironica sulla casa iper-tecnologica: ma quando faranno l’amore dovranno muoversi loro o ci sarà una macchina che li prende per i fianchi e provvede a fare su e giù?

Ebbene, ecco l’annuncio: non ho nessuna fretta di comprare il telefono nuovo. Lo farò, a breve, ma voglio godermi questo breve periodo di "disintossicazione" da comunicazone ossessivo-compulsiva.

E Poi con le mail regali le immagini gratis, puoi scrivere molto meglio che con il tastierino di un cellulare, non ci fai la figura dell’asociale concentrato sulla scrittura...

E poi molte persone tengono, a prendere polvere nell’angolo, un attrezzo che assomiglia ad un cellulare, ma ha i tasti più grandi, e rispondono ad un numero che comincia sempre con lo zero. mi sembra di ricordare che si chiami telefono fisso. Funziona come il cellulare, ma se chiami un altro telefono fisso spendi molto meno, e senti la voce di chi parla all’altro apparecchio. Molto più appagante, anche se è più difficile comunicare verbalmente che non scrivendo...

Anzi, mi sa che lo uso subito, devo sentire una persona. Cioè, domani lo uso, ora è l’una meno venti...

Buonanotte!

O buongiorno, per chi leggerà di giorno.


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lunedì 26 ottobre 2009 - ore 18:38


Oggi ho pagato il biglietto
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Per la strada dell’inferno.

Arrivo al lavoro, voglia zero, perso il telefono, mi aspettano almeno 8 ore quando me ne erano state prospettate due solo la settimana scorsa (efficienza tipicamente manoamicense) e lavoro ingrato di suo: Le consegne nella casa di riposo che, poichè non posso menzionarla direttamente, chiameremo Della Collina.

Arrivo a Della Collina, smonto, apro la porta del seminterrato e da dentro tento di aprire il portone. Chiuso. Ri-premo il pulsante. nulla. Morto.
salgo le scale e vado in cerca di un responsabile: i responsabili di questa struttura sono meno rintracciabili di Paletta, il tecnico biologo delle superiori, che si rincorreva per ore nella speranza di incontrarlo quando ce n’era bisogno. quando non ce n’era era sempre lì a rompere le palle (dov è Paletta? di domandava al bidello: è in guardaroba. Si andava in guardaroba e la guardarobiera rispondeva: è in azienda. Si domandava al tecnico dell’azienda e rispondeva: é in laboratorio di chimica. Si arrivava a chimica solo per scoprire che era tornato nel laboratorio di biologia. Nel frattempo si erano risparmiati i soldi della palestra).
Rintracciato un’infermiera carina (ecco il lato veramente positivo del mio lavoro, le infermiere!! ), e questa telefona a non so chi, per dirmi che si, sono due giorni che c’è questo inconveniente, di entrare dal garage dietro.

Riesco ad aprire il portone del garage, parcheggio il furgone e apro la porta che sta dietro: una molla ne garantisce la chiusura . sacramentando riesco a caricare il carrello evitando che la porta si chiuda ad ogni mio passaggio. di un fermo non si parla!! si tratta quindi di incastrare il carrello tra le due ante, caricarlo e quindi spingerlo via ortogonalmente alla direzione delle ruote, prima di poterlo usare nel modo corretto.

Finita questa operazione, dalle 8 sono arrivate le 9.30. Meno male che era poca roba. e meno male che forse è l’ultima volta.

Torno al magazzino e giustamente c’è il camion della DAC che sta facendo la consegna. I soliti 9 bancali. è tardi. TARDI!!!

Decido di cambiare furgone (l’altro serve per il giro pasti), e di tentare la sorte con il furgone dallo spegnimento misterioso. può anche non farti lo scherzetto per dei mesi, ma certe volte, sul più bello B U U U SI SPEGNE!!! (altra prova che sono una manica di cialtroni all’interno della cooperativa e non si accorgono di avere un meccanico che definire incapace è un complimento, dato che lo tiene dei mesi e non risolve un cazzo. Però si fa pagare, e caro).
Comunque sia il furgone viene caricato e svolge egregiamente il suo dovere, quindi timbro e svolgo il resto del lavoro fino alle 16.30: con la tagliasiepi in mano. all’inizio sembra poco, ma tienila in mano per 3-4 ore, con il pieno di benzina!

Aggiungiamo a tutto ciò che l’altra sera ho perso il cellulare, si spiega perchè ho detto a Satana di tenermi caldo un posticino nella sua tana. Dio ce l’ha con me.



Ho scelto il ritratto di xabaras perchè... non ve lo dico, leggetevi dylan dog n. 1.

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lunedì 19 ottobre 2009 - ore 10:53


Schifo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Da qualche anno l’amministrazione di Schio (centro sinistra con la connivenza del centro destra e della lega) si è inventata un nuovo sistema di sperperare i soldi pubblici: inviare ogni mese, casa per casa, la newsletter del comune. Un ettaro di bosco in meno per due pagine (due fogli fronte e retro, in carta patinata in formato a4) in cui sono segnati, udite bene, le iniziative di Schio patrocinate od organizzate dal comune, più il solito pezzetto sullo stato di avanzamento di questo o quel progetto, di questo o quel cantiere.
In altre parole è lo strumento con cui l’amministrazione entra nelle case della gente e dice "guardate che bravi che siamo". Non un comunicato dei gruppi consiliari, non un verbale di consiglio, non un invito a lasciare a casa l’auto e muoversi con le biciclette che (con spesa non indifferente) il comune ha messo a disposizione, assieme a piste ciclabili a ridosso delle ultime elezioni. Il tutto con migliaia di euro (comunali, non sinistroidi) per la pubblicità all’iniziativa Bici in centro. Niente.
A Schio va tutto bene, tanto c’è Gigi (o Pit Formento, che ha sempre tante idee e progetti misteriosi e sorprendenti) che ci pensa.

L’ultimo numero di questa cartaccia ha dell’inverosimile: la prima pagina è cosparsa di foto di bambini e scolaretti: chi sono?

Seguono due pagine inutili, in cui agli assessori viene chiesto perchè ha accettato la proposta del sindaco e cosa pensa di fare. Pit Formento in particolare ha un progetto con cui stupirà tutti.

Ma è maniera?

Ed infine, in ultima pagina, le foto dei bambini, accompagnate dalle foto di assessori e sindaco adolescenti (o semplicemente un po’ più grandicelli), assieme alle foto attuali.

La cittadinanza è venuta così a conoscenza che Pizzolato (assessore all’urbanistica), sul finire degli anni settanta, ha partecipato ad una vendemmia.

Il sindaco è fotografato prima infante e poi scolaretto.

L’assessore allo sport Gabriele Terragin ha vinto una medaglia in qualche competizione.

Ma è questo il modo di spendere i soldi pubblici? quanto costeranno quei 10’000 fogli (faccio il calcolo tenendo conto della popolazione scledense, che mi sembra si aggiri attorno ai 37000 abitanti, e calcolato che ne viene spedito uno ad ogni famiglia), metà dei quali vengono usati per il nobile scopo di accendere la stufa, o messi come fondo alla gabbia dei canarini, e gran parte dei quali non viene nemmeno tolta dal chellophane? Non che il contenuto suggerisca usi diversi, intendiamoci.

Sto meditando di mandare una lettera al Giornale di Vicenza.
Oggi pomeriggio provo a stendere una bozza e farla girare al resto della lista civica, per vedere se tutti la condividono.

Intanto vado a cercarmi un lavoro.

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