Hai mai visto la terra dalla luna?
non c’è migliore nella morte.
c’è solo la nera luce della speranza
o della pace,
meglio l’accecante luce della follia
in una mattina conservata in un cappuccino.

Nella vendetta e nell’amore la donna è più barbarica dell’uomo.
(F.W. Nietzsche)
"Date alle donne occasioni adeguate ed esse possono fare tutto."
(Oscar Wilde)
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
domenica 11 dicembre 2005 - ore 14:46
(categoria: " Vita Quotidiana ")
FUGA
Antonia Pozzi
Gracili volti porgono i narcisi
alla ventata.
Mani di bimbi:
e siepi
improvvisi si aggrappano ai cancelli.
Il respiro si strugge
alla mia corsa:
sguardi
alle cose gettati
- vani ponti -
mi divora labisso fragoroso.
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venerdì 9 dicembre 2005 - ore 11:41
(categoria: " Vita Quotidiana ")
LAMICO CHE DORME
Cesare Pavese
Che diremo stanotte allamico che dorme?
La parola più tenue ci sale alle labbra
dalla pena più atroce. Guarderemo lamico,
le sue inutili labbra che non dicono nulla,
parleremo sommesso.
La notte avrà il volto
dellantico dolore che riemerge ogni sera
impassibile e vivo. Il remoto silenzio
soffrirà come unanima, muto, nel buio.
Parleremo alla notte che fiata sommessa.
Udiremo gli istanti stillare nel buio
al di là delle cose, nellansia dellalba,
che verrà dimprovviso incidendo le cose
contro il morto silenzio. Linutile luce
svelerà il volto assorto del giorno. Gli istanti
taceranno. E le cose parleranno sommesso.
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mercoledì 7 dicembre 2005 - ore 18:19
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ULTIMO BRINDISI
Anna Andreevna Achmatova
Bevo a una casa distrutta,
alla mia vita sciagurata,
a solitudini vissute in due
e bevo anche a te:
all’inganno di labbra che tradirono,
al morto gelo dei tuoi occhi,
ad un mondo crudele e rozzo,
ad un Dio che non ci ha salvato.
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lunedì 5 dicembre 2005 - ore 17:11
(categoria: " Vita Quotidiana ")
DOLORE COSMICO
Else Lasker-Schüler
Io, l’ardente vento del deserto,
mi raffreddai, presi forma.
Dov’è il sole che possa liquefarmi,
dove il lampo che sappia frantumarmi!
Ora il mio sguardo è d’ira, una petrosa
testa di Sfinge volta a tutti i cieli.
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venerdì 2 dicembre 2005 - ore 16:02
(categoria: " Vita Quotidiana ")
DOVE NON SPLENDE SOLE LA LUCE PENETRA
Dylan Thomas
Dove non splende sole luce penetra;
Dove non corre mare le acque del cuore
Sospingon le loro marce;
Ed infranti fantasmi con lucciole nel capo
le cose della luce
Attraverso la carne si mettono in fila dove carne nessuna riveste le ossa.
Nelle cosce una candela
Riscalda giovinezza e seme, e brucia i germi delletà;
Dove seme nessuno si agita
Il frutto delluomo si spiana le rughe alle stelle,
Splendido come un fico;
Dove nessuna cera esiste la candela esibisce i suoi capelli.
Dietro gli occhi lalba crompe;
Dai poli del cranio e del dito del piede il ventoso sangue
Come un mare scivola;
Né indicati da pali né cintati i geysers del cielo
Zampillano alla verga
Che in un sorriso divina lolio delle lacrime.
La notte negli alveoli accerchia,
Come luna di resina, il limite dei globi;
Il giorno illumina lossa;
Dove non è alcun freddo gli scorticanti venti di Borea tolgon gli spilli
Dai vestiti dellinverno;
Le membrana sottile della primavera dalle palpebre pende.
La luce erompe sugli orti segreti,
Sulle cime del pensiero dove i pensieri nella pioggia odorano;
Quando le logiche muoiono,
Il segreto del suolo cresce attraverso locchio,
E il sangue balza nel sole;
Sopra deserte ripartizioni lalba si sofferma.
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mercoledì 30 novembre 2005 - ore 16:23
A gentile rikiesta
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La casa dei doganieri
Tu non ricordi la casa dei doganieri
sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:desolata t’attende dalla sera
in cui v’entrò la sciame dei tuoi pensieri
e vi sostò irrequieto.
Libeccio sferza da anni le vecchie mura
e il suono del tuo riso non è più lieto:
la bussola va impazzita all’avventura
e il calcolo dei dadi più non torna.
Tu non ricordi altro tempo frastorna
la tua memoria; un filo s’addipana.
Ne tengo ancora un capo; ma s’allontana
la casa e in cima il tetto la banderuola
affumicata gira senza pietà.
Ne tengo un capo; ma tu resti sola
né qui respiri nell’oscurità.
Oh l’orizzonte in fuga, dove s’accende
rara la luce della petroliera!
Il varco è qui? Ripullula il frangente
ancora sulla balza che scoscende…
Tu non ricordi la casa di queste
mia sera. Ed io non so chi va e chi resta.
(E.Montale dalle ’Occasioni’)
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lunedì 28 novembre 2005 - ore 17:58
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Cantico dei Cantici
[...]Come sei bella, amica mia, come sei bella!
Gli occhi tuoi sono colombe,
dietro il tuo velo.
Le tue chiome sono un gregge di capre,
che scendono dalle pendici del Gàlaad.
I tuoi denti come un gregge di pecore tosate,
che risalgono dal bagno;
tutte procedono appaiate,
e nessuna è senza compagna.
Come un nastro di porpora le tue labbra
e la tua bocca è soffusa di grazia;
come spicchio di melagrana la tua gota
attraverso il tuo velo.
Come la torre di Davide il tuo collo,
costruita a guisa di fortezza.
Mille scudi vi sono appesi, tutte armature di prodi.
I tuoi seni sono come due cerbiatti,
gemelli di una gazzella,
che pascolano fra i gigli.
Prima che spiri la brezza del giorno
e si allunghino le ombre,
me ne andrò al monte della mirra
e alla collina dellincenso.
[...]
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domenica 27 novembre 2005 - ore 12:04
(categoria: " Vita Quotidiana ")
SPESSO IL MALE DI VIVERE HO INCONTRATO
Eugenio Montale
Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era lincartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.
Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio e la nuvola e il falco alto levato
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venerdì 25 novembre 2005 - ore 16:31
(categoria: " Vita Quotidiana ")
HYMN
Jack Kerouac
E quando mi hai mostrato il Ponte Di Brooklyn
Al mattino,
Ah, Dio,
E la gente che scivolava sul ghiaccio per strada,
due volte,
due volte,
due persone diverse
sopraggiunsero, andavano a lavorare,
Così serie e volenterose,
Col loro penoso Daily News
In pugno
Scivolarono sul ghiaccio & caddero
Entrambe nel giro di 5 minuti
E io scoppiai in un dirotto pianto
Fu allora che m’insegnasti a piangere, Ah
Dio, Quel mattino,
Ah, Tu
Con me appoggiato al lampione ad asciugarmi
Gli occhi,
gli occhi,
nessuno sapeva che avevo pianto
e poi che gliene fregava
ma Oh ho visto mio padre
e la madre di mio nonno
e le lunghe file di sedie
e gli astanti che piangevano e il morto,
Ahimè, sapevo che Tu Iddio
Avevi dei piani migliori di quello
Così qualsiasi sia il tuo piano per me
Spaccatore di maestà
Fa che sia un lampo
Una folgore
Fa che sia uno schioccar di dita
Riportami a casa dalla Madre Eterna
Oggi stesso
Sempre a tua disposizione
(e fino a quel dì)
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giovedì 24 novembre 2005 - ore 11:49
Un po fortina....e nn ho la giornata nera anzi...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
INNO ALLA MORTE
Giuseppe Ungaretti
Amore, mio giovine emblema,
Tornato a dorare la terra,
Diffuso entro il giorno rupestre,
E’ l’ultima volta che miro
(Appiè del botro, d’irruenti
Acque sontuoso, d’antri
Funesto) la scia di luce
Che pari alla tortora lamentosa
Sull’erba svagata si turba.
Amore, salute lucente,
Mi pesano gli anni venturi.
Abbandonata la mazza fedele,
Scivolerò nell’acqua buia
Senza rimpianto.
Morte, arido fiume...
Immemore sorella, morte,
L’uguale mi farai del sogno
Baciandomi.
Avrò il tuo passo,
Andrò senza lasciare impronta.
Mi darai il cuore immobile
D’un iddio, sarò innocente,
Non avrò più pensieri nè bontà.
Colla mente murata,
Cogli occhi caduti in oblio,
Farò da guida alla felicità.
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