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STO LEGGENDO

Sono rimasto impantanato a metà di un numero di "Dragonero". La cosa mi turba...

HO VISTO

La negligenza e la sincerità; la furbizia becera e la dedizione;
lo sclero e l’amore.

Ma anche vari episodi di "Paw Patrol": in parole pavore, un cartone animato su cani che fanno cose da cristiani.

STO ASCOLTANDO

L’autoradio, andando a scuola.
Lo stereo del soggiorno, quando sono a casa da solo.
Il piccolo lettore audio messo in cucina da mia moglie, per ascoltare radiogiornali funesti, canzoni leggere e anche storie per i pupi, per niente funeste.

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Elegantino, quando lavoro.
Da sìngano, appena torno a casa.

ORA VORREI TANTO...

Che tutto andasse sempre bene. Anche in futuro.
Rimanere calmo e compassato. Sempre.
Avòjja!

STO STUDIANDO...

Le possibili soluzioni per tenere a bada 25 e passa tosetti in maniera che imparino anche qualcosa.
Ogni giorno, eh.

OGGI IL MIO UMORE E'...

Speranzoso...così dev’essere.

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


1) una meraviglia? guardare mia nonna che a 93 anni arroscisce quando le dò un bacio..



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"SPINGERE UN MASSO CONTROCORRENTE...
MEGLIO DELLA COERENZA DI CHI NON CREDE IN NIENTE."




venerdì 20 gennaio 2006 - ore 23:58


Cose serie, mica cazzi
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Torno giusto in tempo per (ri)mettere in palio il (solito) clistere, stavolta per il numero cinquemila.
Non c’è bisogno di rimarcare il valore intrinseco dello strumento, tantopiù che per l’occasione il suddetto verrà rimpinguato con qualche decilitro di soda e potassa caustica.
Non invidiate anche voi l’eventuale vincitore?

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domenica 15 gennaio 2006 - ore 16:17


Maledetto anatema
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Speravo di essermela scampata, ma il vile giochino delle abitudini è arivato anche a me. E’ valido se utilizzo parole altrui?

"Sono abitudinario, leggo la targhetta sopra l’ascensore
qual è la capienza, quanti chili porta
poi si apre la porta e non lo so già più.

Sono abitudinario, e se mi soffio il naso devo controllare
quello che ho prodotto, quanti chili pesa
e se c’è del pericolo per l’ascensor

Seduto nella vasca emetto certe bolle che salendo a galla
corron sulla schiena fandomi felice
giunte in superficie non mi piaccion più

Cerco nelle mie narici una testimonianza delle mie radici,
ma vi trovo un fico e lo dovrò spalmare
sotto qualche banco come in gioventù

Giunto al termine del giorno, cerco fra le coltri un poco di speranza.
Peto in abbondanza, non ho più sgomento,
lieto mi addormento ebbro dei miei gas "


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domenica 15 gennaio 2006 - ore 15:20


Facce di bronzo e Politica dal basso
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Essendo stata una settimana discretamente strong, conclusasi peraltro con un frontale in bicicletta sul paraurti di un furgoncino, sono abbastanza stanco. Per cui non mi dilungherò a riflettere incazzosamente su facce di bronzo che all’una e mezza di notte gridano allo scandalo di sponsorizzazioni a scalate bancarie che non s’avevano da fare...né mi dilungherò sulla pateticità pre-elettorale dell’ultim’ora di chi si fa in quattro per screditare gli avversari davanti al popolo bue e tirare dalla propria i bovini indecisi.

Piuttosto vi butto lì una cosa che a qualcuno potrebbe interessare. Mercoledì scorso sono stato ad un incontro-dibattito organizzato dai Beati i Costruttori di Pace di don Albino Bizzotto. I quali, precisiamolo, sono un gruppo pacifista di Padova a-partitico ed a-religioso.
Si trattava del primo di una serie di incontri settimanali dedicati a temi di attualità su cui, secondo me, vale la pena ascoltare e dire la propria...Nella fattispecie, si è parlato di "Democrazia in briciole" e "Decalogo contro l’apatia politica", con l’intervento di Gustavo Zagrebelsky (Si tratta di un signore che, oltre ad essere un tizio molto sveglio, è stato pure Presidente della corte Costituzionale. In questo caso, più che un dibattito, è stata una specie di conferenza-seminario)

Per chi fosse interessato, Il rendez-vous è mercoledì sera nell’auditorium del Liceo Modigliani a Padova. Comunque, se volete saperne di più fate un salto qui: LINK

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sabato 7 gennaio 2006 - ore 19:22



(categoria: " Pensieri ")


There’s nothing you could never do to ever let me down

Il doppio negativo, secondo qualcuno che la sa lunga, aggiungerebbe una sfumatura di significato in più. Volendo dirla alla Albus Silente (!?!), non sono le nostre capacità che ci identificano, quanto ciò che scegliamo.
Già così sarei d’accordo, ma mi va di spingerla ancora più in là e pensare che, alla fine, anche le scelte che una persona compie abbiano un peso relativo come motivazione per amarla.

Oh, intendiamoci, se state interpretando tutto questo in maniera dawsonscreekiana o simili non ci siamo proprio capiti e siete pregati di lasciar perdere.


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sabato 7 gennaio 2006 - ore 02:46


La sindrome di Data - a.k.a. "Forse il chip è difettoso?"
(categoria: " Vita Quotidiana ")




C’è un signore di settantadue anni di altezza modesta, con i capelli inverosimilmente neri per l’età e le orecchie molto a sventola
(Ma in questa sede non ci cureremo di peculiarità anagrafiche, longitudinali, o tricologiche, né tantomeno di deformazioni somatiche da democristiano-colluso-con-mafia-e-vaiasaperecheàltro. Per cui, se anche non siete stati attenti a queste righe introduttive, poco male).

Dicevamo, il signore di settantadue anni eccetera. Ha una caratteristica interessante, cioè la lacrima facile. Tremendamente facile. Talmente facile da essere motivo di imbarazzo per coloro che hanno a che fare con lui senza conoscerlo bene. Ogniqualvolta la conversazione vira anche solo vagamente verso qualcosa che possa ricordargli la propria giovinezza, o che più in generale sia lontanamente connesso al mondo dei suoi affetti personali, ecco che si innesca il meccanismo cascata-delle-marmore. Puntuale come un treno nipponico e devastante come una scorreggia vestita.

Mi chiedo solo se sia qualcosa di genetico, o collegato all’età. Magari ognuno ha la sua maniera di degenerare, e tutto sommato questa non è neanche delle peggiori.
O magari, per qualcuno vivere anni dentro allo stesso fazzoletto di mondo ripetendo compulsivamente le stesse cose porta a gonfiare le percezioni...un po’ come succede quando non si è abituati a bere e quindi ci si ubriaca con poco.

Non voglio giudicare o coglionare nessuno. Solo, rifletto.


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sabato 31 dicembre 2005 - ore 20:26


(a mo’di Mogway)
(categoria: " Vita Quotidiana ")





MAY

NOTHING

BUT

HAPPINESS

COME

THROUGH

YOUR

DOOR

.



Questo è per tutti voi, piscioni. Cercate di voler bene al vostro tempo quest’anno, siamo intesi?

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venerdì 30 dicembre 2005 - ore 21:57


Sosia del Cannibale, corsi coatti ed Intelligenza emotiva.
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Una volta sono stato obbligato a seguire un corso tenuto da un tizio che assomigliava vagamente a Antony Hopkins.
Si trattava di una sequela di minchiate discretamente inutili, particolarmente noiose ed assolutamente arbitrarie.
In mezzo alle minchiate discretamente inutili, particolarmente noiose ed assolutamente arbitrarie, però, c’era una cosa interessante.

"Il termine <<intelligenza emotiva>> usato da Goleman si riferisce alla <<capacità di riconoscere i nostri sentimenti e quelli degli altri, di motivare noi stessi, e di gestire positivamente le nostre emozioni, tanto interiormente, quanto nelle relazioni sociali>>.
E’ una miscela equilibrata di motivazione, empatia, logica e autocontrollo, che consente, imparando a comprendere i propri sentimenti e quelli degli altri, di sviluppare una grande capacità di adattamento e di convogliare opportunamente le proprie emozioni, in modo da sfruttare i lati positivi di ogni situazione".


Dalla maniera in cui si comporta, ho l’impressione che la maggior parte della gente con cui ho a che fare non sappia neanche dove stia di casa l’intelligenza emotiva.




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sabato 24 dicembre 2005 - ore 01:24


Regine spagnole e scalinate evolutive
(categoria: " Pensieri ")



Sono curioso di sapere se "Reinas" di Manuel Gómez Pereira verrà proiettato da queste parti. Non credo che un film spagnolo che parla di matrimoni omosessuali sbancherebbe il botteghino nel nostro beneamato Nordest...fatto sta, io attendo.

(Un giorno o l’altro la gente si guarderà indietro e stenterà a credere all’esistenza di un passato in cui il matrimonio era un privilegio esclusivamente eterosessuale. Ne sono sicuro. È un gradino necessario nella lentissima, sofferta e naturale scalinata evolutiva che ci allontana dalla barbarie.)


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venerdì 23 dicembre 2005 - ore 18:48


Momenti topici
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Riassumo qui sotto i momenti topici di questa settimana corta, ben conscio di quanto voi lettori bramiate una tal menzione (E, come direbbe il Vitto, se siete dei cervi invece lo bramite).

1-Il momento topico in cui il mio datore di lavoro, colto da inopinata follia festaiola, ha cominciato a stappare bottiglie a ripetizione al buffet di fine anno al grido di "ocio ai putèi". Il tutto bombardando selvaggiamente il controsoffitto per poi beccare di rimbalzo un paio di disgraziati che ora saranno costretti a convolare entro l’anno (Labò o le 120 giornate della Stanga).

2-Il momento topico di ieri sera ad una festa in casa di perfetti sconosciuti, quando all’arrivo siamo stati accolti da un pazzo furioso dedito all’adorazione di Ronaldinho. Ogni volta che lo nominava gli rendeva omaggio agitando il pollice e l’indice (Pare che a Barcellona vada di moda così...ma per i primi 5 minuti ho congetturato che si trattasse di un affascinante tic nervoso).

3-Il momento topico in cui, alla stessa festa, passando per l’angolo dei narghilè due tizi mai visti prima mi hanno fermato per chiedermi aiuto. Ceravano di farsi venire in mente una parola per descrivere "cioè quando sei metà dentro e metà fuori, cioè nel senso che con il corpo stai dentro ma con la mente no...capito?"

4-Il momento topico in cui, al concerto di mercoledì sera, una bacchetta-bolide ha spiccato il volo dietro di me per poi passare a due millimetri dal mio orecchio a velocità da muro del suono. E’ stato allora che ho intuito cosa devono provare i giocatori di Quidditsch.

5-Ma il momento più topico in assoluto me l’ha regalato il dio Phelt in persona quando, prima del concerto, me lo sono trovato davanti agli occhi mentre veniva a salutarmi con un sorrisone-da-dio-Phelt...cosa si potrebbe desiderare di più? ^_^



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sabato 17 dicembre 2005 - ore 18:47


...And Justice for All
(categoria: " Pensieri ")



Riflettevo l&#8217;altra sera sul significato del verbo "giustiziare". Il vocabolario che ho a casa lo liquida con un laconico "eseguire una condanna a morte". E fino a qui va bene. La cosa diventa un po’ più problematica se pensiamo che la parola in questione è figlia illegittima del termine "giustizia".

Stanley Tookie Williams è stato giustiziato. O, se vogliamo evitare le ambiguità, è stato ucciso.
È stato ucciso perché, nel paese più potente del globo, ottanta persone su cento sono dell&#8217;opinione che l&#8217;atto di "giustiziare" e Madama Giustizia abbiano in comune fra loro qualcosa in più di un banale malinteso etimologico. Non so se in California la proporzione venga rispettata, ma ho il sospetto che non si discosti molto da quella nazionale...fatto sta che il problema è più semplice di quanto si potrebbe pensare. Se ti sei guadagnato il favore del gregge con un ventennio di idiozia cinematografica, se il gregge ti ha premiato elevandoti da semplice beniamino a Governatore-dello-Stato-più-cool-dell’-Unione, se pensi che questi stessi belati di gioia possano in futuro essere il chiavistello magico per spalancarti le porte di Washington DC...beh, allora devi sapere usare il bastone e la carota come si deve. Il che vuol dire amministrare con saggezza la propria popolarità, e in primis capire come funziona il suddetto gregge. Quindi, una volta capita la direzione tedenziale, una volta fatti due conti sulle porzioni di elettorato a cui conviene puntare, a quel punto le pecorelle smarrite vanno lusingate come si deve.

Tookie Williams ha negato fino all&#8217;ultimo ciò di cui era accusato. Ma il nostro pettoruto Pastore (o chi per lui, tramite lui) ha deciso che così non va. Un percorso di redenzione e metamorfosi interiore durato un quarto di secolo evidentemente non è abbastanza.
Non credo proprio sia il caso di mettersi il cuore in pace. Anzi, cerchiamo di tenerci tutto bene a mente per gli anni a venire. Perché, come ha detto il reverendo Jesse Jackson dopo che l’agonia di Tookie ha avuto fine:

"È finita, ma non finisce qui."





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