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scric85, 24 anni
spritzina di NDB
CHE FACCIO? troppe cose
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STO LEGGENDO



HO VISTO

cadere ogni certezza, sgretolarsi sogni,
illusioni dominarmi ancora



STO ASCOLTANDO

silenzi troppo rumorosi


ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...

la passione e la complicità che c’erano





STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...







ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata




voglio che TU, osservatore della mia tela, che scruti il mio dentro, possa toccare ciò che descrivo, possa vedere ciò che vedo... erika

"va a prendere le tue cose...i sogni richiedono fatica." P.C.


ci ho creduto per tanto tempo. Poi un giorno mi sono svegliato, e non ci credevo più. (E. Baldini)

Cerco un prato dove camminare scalzo, un posto dove il sole è sempre alto e dove non mi sentano se piango. (Dirisio)


A volte sei in testa. A volte resti indietro. La corsa è lunga e alla fine è solo con te stessa.



Intenzionalmente o per caso
passeggiando, assorti tra i pensieri vostri,
vi ritroverete sulla mia strada

Qui semino frammenti
della mia memoria
attimi di vita
emozioni e sensazioni
che mi sconvolgono dentro

lacrime di pioggia or bagnano il mio sentiero
ERIKA

io dipingo per parole
con colori che sono sentimenti
uso la tavolozza delle mie emozioni
e pennello su di una tela che è
la sintesi della mia vita

colori scuri forse ora la governano
pensavo di voler metter da parte tutto
e diventare assistente di bottega
ma non sarà così..
perchè scrivere è il mezzo
che uso per far parlare la mia anima.
ERIKA




SCRIVERE...è il salvagente a cui mi aggrappo quando tutto sembra svanire. Quando il mio cuore gronda per lo strazio delle parole che feriscono, dei silenzi che trascinano verso il precipizio. Quando sono diventato così impenetrabile che neanche l’aria riesce a passare.



a volte penso che sei
come l’acqua che sai
si può bere però
non si può stringere mai

a volte sento che sei
come il mare e vorrei
spogliarmi e tuffarmi giù
nel profondo di te


Sai
E’ così facile
Sentirsi soli nella pioggia
Ti vedo ridere
In una fotografia
Che prende vita e poi
Ti parla ancora di noi
Addormentandoci
L’uno nei sogni dell’altro
Qui a rincorrerci

Lacrime di pioggia
il tuo ricordo mi parla
Dalla mia finestra
io guardo il mondo che passa




A un certo punto devi prendere una decisione. I confini non tengono fuori gli altri, servono solo a soffocarti. La vita è un problema e noi siamo fatti così, quindi puoi sprecare la tua vita a tracciare confini oppure puoi decidere di vivere superandoli. Ma ci sono dei confini che è decisamente troppo pericoloso varcare.
Però una cosa la so, se sei pronto a correre il rischio la vita dall’altra parte è spettacolare.





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martedì 12 dicembre 2006 - ore 15:35



(categoria: " Vita Quotidiana ")


..."Nella vita ci sono cose che ti cerchi e altre che ti vengono a cercare. Non le hai scelte e nemmeno le vorresti, ma arrivano e dopo non sei più uguale. A quel punto le soluzioni sono due: o scappi cercando di lasciartele alle spalle o ti fermi e le affronti. Qualsiasi soluzione tu scelga ti cambia, e tu hai solo la possibilità di scegliere se in bene o in male"...

Giorgio Faletti

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lunedì 11 dicembre 2006 - ore 19:56



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Vivere significa sporcarsi le mani. Vivere significa buttarsi con coraggio.
Vivere significa cadere e sbattere il muso.
Vivere significa andare al di là di voi stessi.. tra le stelle.
tre giorni, S O L O tre giorni... attimi decisivi per la mia vita, la mia vita è ricominciata da qui.


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domenica 10 dicembre 2006 - ore 23:43


LA MIA VITA DA IERI RICOMINCIA
(categoria: " Pensieri ")



MI SONO RESA CONTO DI ESSERMI INNAMORATA! ORA LO VEDO IL MIO FUTURO


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martedì 5 dicembre 2006 - ore 19:45


eppure sentire....
(categoria: " Vita Quotidiana ")


A un passo dal possibile

A un passo da te
Paura di decidere
Paura di me

Di tutto quello che non so
Di tutto quello che non ho

Eppure sentire
Nei fiori tra l’asfalto
Nei cieli di cobalto - c’è

Eppure sentire
Nei sogni in fondo a un pianto
Nei giorni di silenzio - c’è

un senso di te

mmm...mmm...mmm...mmm...
C’è un senso do te
mmm...mmm...mmm...mmm...

Eppure sentire
Nei fiori tra l’asfalto
Nei cieli di cobalto - c’è

Eppure sentire
Nei sogni in fondo a un pianto
Nei giorni di silenzio - c’è

Un senso di te

mmm...mmm...mmm...mmm...
C’è un senso di te
mmm...mmm...mmm...mmm...

Un senso di te
mmm...mmm...mmm...mmm...
C’è un senso di te


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martedì 5 dicembre 2006 - ore 10:48


L’ Attesa
(categoria: " Pensieri ")



tu pensi per parole, per te il linguaggio è un filo inesauribile che tessi come se la vita si facesse narrandola

ti toglievi la fascia dalla vita, ti strappavi i sandali, gettavi in un angolo l’ampia gonna, era di cotone, mi sembra, e scioglievi il nodo che ti stringeva i capelli in una coda. eravamo talmente vicini che non potevamo vederci, assorti entrambi in quel rito urgente, avvolti nel calore e nell’odore che emanavamo assieme. Mi aprivo il passo per le tue vie, le mie mani sulla tua vita protesa e le tue imperfezioni. Sfuggivi, mi percorrevi, mi scalavi, mi avvolgevi con le tue gambe invincibili, mi dicevi mille volte vieni con le labbra sulle mie. Nell’attimo estremo avevamo un bagliore di completa solitudine, ciascuno perduto nel proprio abisso rovente, ma subito risorgevamo al di la del fuoco per scoprirci abbracciati nel disordine dei guanciali, sotto la zanzariera bianca. Ti scostavo i capelli per guardarti negli occhi. talvolta ti sedevi accanto a me con le gambe raccolte e il tuo scialle di seta su una spalla, nel silenzio della notte che iniziava appena. Cosi ti ricordo, in quiete.
Tu pensi per parole, per te il linguaggio è un filo inesauribile che tessi come se la vita si facesse narrandola. Io penso per immagini congelate in una foto. Ma non impressa su una lastra, piuttosto come disegnata a penna, è un ricordo minuzioso e perfetto, dai volumi morbidi e dai colori caldi, rinascimentali, come un’intenzione colta su una carta porosa o su una tela. E’ un momento profetico, è tutta la nostra esistenza, tutto il vissuto e da vivere, tutti i tempi simultanei, senza inizio nè fine. Da una certa distanza guardo quel disegno, in cui ci sono anche io. Sono spettatore e protagonista. Sono nella penombra, velato dalla foschia di un tendaggio trasparente. So che sono io, ma sono anche questo stesso che osserva dall’esterno. Conosco ciò che sente l’uomo dipinto su quel letto disfatto, in una stanza dalle travi scure e dal soffitto da cattedrale, dove la scena appare come il frammento di un’antica cerimonia. Sono li con te e anche qui, solo, in un altro tempo della coscienza. Nel quadro la coppia riposa dopo aver fatto l’amore, la pelle di entrambi luccica, umida. L’uomo ha gli occhi chiusi, una mano sul proprio petto e l’altra sulla coscia di lei, in un’intima complicità. Per me questa visione è ricorrente e immutabile, nullacambia, è sempre lo stesso sorriso placido dell’uomo, lo stesso languore della donna, le stesse pieghe delle lenzuola e gli stesi angoli bui della stanza, sempre la luce della lampada che sfiora i seni e gli zigomi di lei con la stessa angolatura, e sempre lo sclialle di seta e i capelli scuri cadono con identica delicatezza.
Ogni volta che penso ate ti vedocisì, ci vedo così, fissati per sempre su quella tela, invulnerabili alla corrosione della cattiva memoria. Posso divagarmi a lungo su quella scena, fino a sentire che entro nello spazio del quadro e nonsono più colui che osserva, ma l’uomo che giace accanto a quella donna, Allora si spezza la simmetrica quiete del dipinto e sento le nostre voci vicinissime.
" Raccontami una storia," dico.
"Che storia vuoi?"
"Raccontami una storia che non hai mai raccontato a nessuno."
Rolf Carlè -Prefazione libro Eva Luna racconta-


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