********************
Stà bèa stèa fin doman finchè no rìva el sol
Sciàra sto scuro e el me cuor orbo e pien de doeor
Stà bèa stèa fin doman finchè no riva el sol
Stea dell’universo
Dime che no a ga perso a strada
Dime che in scarsea ga sempre
Un toco del me cuor
Un toco del me amor

***********************
C’è un attimo da fermare:
chi lo riconosce è felice.
***********************

"ARRANCARE: il lento, faticoso, deprimente ma determinato procedere di un uomo che non ha più niente nella vita tranne l’impulso di semplicemente continuare la lotta".

Per chi è arrivato tardi (ovvero dopo il 2007) su questo blog spieghiamo cosa sono gli Shaulismi. Parte tutto da Shaula, che è una stella della costellazione dello Scorpione. E io – chi mi conosce lo sa – sono una pesci ascendente scorpione. E poi il nome era bellissimo, suona come pieno di cristalli e profuma di autunno. Questo è il preambolo
Gli ismi sono le mie filosofie e i miei stili, e ogni post è un ismo. Ci sono ismi per ogni cosa. In particolare però, quando si tratta di me, di pensieri parole opere e omissioni, allora si chiamano Shaulismi.
Non è difficile, ma chi non sa non può sapere. E adesso sa.
(questo BLOG è stato visitato 64135 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
mercoledì 28 gennaio 2004 - ore 20:36
io e l'amore -atto primo
(categoria: " Amore & Eros ")
in riferimento ai post sul mio precedente pezzo di blog.. ho ragionato, ho pensato, ho voluto capire.. vediamo se faccio capire pure voi!

Chi mi conosce lo sa.. oltre a essere tragicamente innamorata dell’amore, mi innamoro minimo minimo due volte al mese. Mi innamoro tra virgolette, non è che mi struggo di dolore se non lo rivedo, se non mi chiama, se non gliene frega nulla di me. Mi dispiace molto, ma non mi uccido per questo, ho imparato a non farlo. Due anni da single ti insegnano un sacco di cose: che più ti innamori più ti viene da piangere perché ci resti sempre delusa. Io mi innamoro sempre di quelli sbagliati: o hanno la morosa o hanno lo stesso difetto (non mi cagano). Mettiamola quindi su questo piano: almeno ogni 2 settimane conosco qualcuno che mi rapisce, che mi incanta, che mi plagia con un piccolo sortilegio solo suo, una sua caratteristica che mi prende, e dico “forse mi potrei innamorare”. Mi piace, ci parlo, poi mi dico “cavolo siamo sulla buona strada!” e inevitabilmente faccio qualcosa di ridicolo, di umiliante, denigrante, qualcosa che mi fa sembrare la regina delle stupide. Come l'altra sera. Mi piaceva quel tipo, davvero, ne ero sicura. Aveva un bel modo di guardare le cose, aveva carisma, e mi faceva tanto ridere. Addirittura mi pareva di stargli simpatica. E invece poi rovino tutto. Non so, magari rido troppo perché sono troppo felice, o bevo troppo e inizio a ballare come una matta, o faccio discorsi troppo scemi, e si sa il troppo stroppia. Sono una ragazza seria, di piacevole compagnia, intellettualmente stimolante, ma riesco a farmi prendere per il culo con una facilità disarmante. Incredibile ma vero passo per la pagliaccia di turno, per quella che non sa neanche di stare al mondo. Non credo sia giusto. Devo quindi cambiare qualcosa: devo farmi un’iniezione di autocontrollo. Ma non credo sia nemmeno quello. Il fatto è che -mea culpa, grandissimo segno di immaturità- quando uno mi piace divento strana, mi agito, ho paura, e maschero la timidezza ridendo come una pazza.
Bene. Scrivere le cose mi fa rendere conto. Scrivo vedo cosa sono, quello che penso diventa oggetto, lo posso criticare meglio. Respira forte Silvietta, dai che la prossima volta magari va meglio.. seee!!! Magari!! Lo dico sempre! Questo mio difetto lo conosco da un pezzo, mai che sono riuscita a regolarmi!!!!! Mi odiooo quando faccio così! mi picchierei!!!
LEGGI I COMMENTI (7)
-
PERMALINK
martedì 27 gennaio 2004 - ore 21:38
io e e-tree
(categoria: " Informatica ")
nulla in comune, nulla meno di zero. ma ieri si era tutti a cena per il compleanno di miche e ho pensato che alla fine anche se sanno tutto di numeri, computer e simili incomprensibili tecnologie, sono persone normali.. più di me perfino!!
ho fatto una figuraccia, ero molto allegra ed esuberante, e tendo a dire quello che mi passa per la testa quando ho ecceduto con le ebbrezze del vino. non so se è positivo o no. insomma sono stata sostanzialmente più sincera del solito, sciolta direi. troppo direi.
però mi sono divertita. sono felice di essere andata. sono ragazzi che sanno dare tanto, sanna caricare, hanno grinta, senso dell'umorismo e la capacità di farmi sorridere nonstante l'incontro poco salutare di metà serata.
mi sono pure quasi innamorata..

..ma lui come fa a non innamorarsi diun angelo come me??

forse ero troppo troppo troppo sorridente..

forse non gli piacciono le ragazze!!

forse è un cattivone..

forse ho fatto troppo la pagliaccia..

vai silvietta che è persa anche questa..
LEGGI I COMMENTI (10)
-
PERMALINK
lunedì 26 gennaio 2004 - ore 13:35
dimenticavo..
(categoria: " Vita Quotidiana ")
AUGURI MICHEEEEEEEEEEEE!!!!!

PAGA DA BEVAR! MICHELE PAGA DA BEVAR! PAGA DA BEVAAAARRR!!!

tanto stasera siamo tutti a cena e ci si incalca a dovere!!!
seeee!!!!
LEGGI I COMMENTI (1)
-
PERMALINK
lunedì 26 gennaio 2004 - ore 11:18
bianco
(categoria: " Riflessioni ")
cioè.. vivo qui da quando sono nata. non è sto gran che, è un paesello fuori treviso, non ha nulla di stroardinario. ma proprio zero, davvero. piccolo, tutti che si fanno i cazzi tuoi, tutit che ti conoscono e si conoscono e fanno la spesa nello stesso posto, le stesse vecchie a messa tutti i giorni, bambini che crescono e diventano sempre più stupidi.
paesetto piccolo, tranquillissimo, senza pretese, periferia, strade alberi campi case.
ma oggi.
oggi c'è la neve e mi sembra il posto più bello del mondo..
LEGGI I COMMENTI (15)
-
PERMALINK
sabato 24 gennaio 2004 - ore 14:19
AAA Profumi Ambulanti Cercasi
(categoria: " Fotografia e arte.. ")
Straordinario andare al mercato di sabato mattina. Una di quelle cose che ti riportano indietro di un decennio almeno… compravo magliette scadenti della durata di una settimana o un lavaggio, e le caramelle mille lire al sacchetto. Finivano subito, ma era una gioia indescrivibile. Splendido. L’odore dei formaggi e delle soppresse al banco di fronte a Galliano, e spingersi, cercarsi, rumare selvaggiamente fra le ceste di vestiti. Perdere la mamma e ritrovarla. Perdere la nonna e ritrovarla. Perdere Marco e sospirare “speriamo no si ricordi il numero di casa”. Ma a 10 anni non mi rendevo conto della vera magia che solo il mercato offre, del teatro del mondo, della creatività e della fantasia dei venditori. Fra la bancarella di borse in simil-pelle simil-plastica e la bancarella dei baretti de lana, immersa nella calca dei commercianti c’era lei, quella signora enorme con gli occhiali a fondo di bottiglia, con quel terrificante giaccone verde a quadri, con i capelli (ben pochi) raccolti in tre ciuffi non di più. La vedo sempre e la adoro, la amo si, la amo. Vedete, lei non si limita a vendere magliettine in carta velina o cinture di cartone, no. Lei vende profumi.
Io mi fermo sempre. Credo che ormai di vista mi conosca. Mi fermo leggo e rido, un classico. Oggi poi avevo la Ari, ed eravamo in due. A ridere dico. Io la trascino con me nel mio vortice di demenza e lei cade, rotola giù con me. Meglio bene accompagnata che sola… insomma, ogni volta io mi fisso li, e non riesco a muovermi. Davvero, ipnotizzata leggo tutte le etichette, estasiata e sconvolta. Ma colpita al cuore. Meraviglia delle meraviglie.
Il primo è stato Escapede, un colpo di genio. Non Escape, no troppo semplice. Escapede. Ma è stato proprio Escapede a catturarmi. Li vicino c’era Diune. Sopra una scatola, dall’alto a scrutare gli altri c’era Cartie, altero e arrogante, a braccetto con B&G. Eccezionale. Cocco Chantal invece di Coco Chanel mi ha fatto sorridere, ma non quanto Arvani, presente anche in versione Armanio. Hanno dato una botta di originalità. E come non ricordare Fen-day? Uno spettacolo. Devastante, ma sempre uno spettacolo. Mi stavo dimenticando Dolcekabana, in confezione rossa e nera. Il mio profumo invece era un indicibile Puason di Dioer. Ho avuto una crisi epilettica. Mi sono accasciata al suolo. Quando ho riaperto gli occhi ho chiesto solo se avevo sognato. La Ari voleva portarmi via, ma no, devo affrontare i miei fantasmi. Truxardi mi ha un po’ deluso, mi aspettavo qualcosa di più. E mi aspettavo di più anche dal Rusc, parodia di Gucci, avrebbero potuto fare di meglio e con un po’ di milioni in diritti d’autore sparare sul mercato un Bush. Avrei apprezzato di più l’ironia. Un posto privilegiato al mitico Firenight, portato ai miei occhi dalla Ari piegata in due dietro di me, che segnavo i nomi dei profumi incredibili –o inverosimili- sul mio taccuino. E la signora enorme mi guardava di sbieco, neanche fossi stata una comune ladra di profumi d’alta sartoria! La vera perla però è stata Scianel. Ha vinto con il massimo dei voti, non potevo non essere entusiasta della genialità e dell’astuzia di quel gesto. Per alzata di mano, due su due, vince Scianel.
Sabato prossimo torno. Vedo se è uscito Verlace Gins.
LEGGI I COMMENTI (9)
-
PERMALINK
giovedì 22 gennaio 2004 - ore 13:29
viva gli autobus
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Devo dirlo: devo comunicarlo al mondo intero. Le figure di merda le fanno un po’ tutti, non è una mia prerogativa, non è una qualità solo mia. In questo modo torno a far parte della massa ma è meglio così

Insomma, ero al duomo ad aspettare l’autobus e arrivano il 6 e il 4 uno dietro l'altro, veloci, non si fa tempo a vederne uno che c'è l'altro dietro. Il 4 porta a casa mia, quindi salgo su quello.. ovvio, lo prendo da sempre, il 4 dico. Timbro il biglietto, un euro e che li possino. Mi siedo davanti ad una signora con gli occhiali scuri. Le porte si chiudono: partenza! Al che, la signora con gli occhiali scuri, sui trentacinque credo, sorridendo (ma credo le venisse da piangere) prende parola, di prepotenza, con quell'accento stretto e la vocina stridula: “Anna!! Anna!! Dove sea me comare? Anna!! Ossignor! A ga sbajà autobus! A xe montada sul sie!!”
Scoppio d’ilarità sul 4, anche perché la signora ha praticamente sputtanato la comare in diretta davanti a una ventina di persone.. tutti giù a ridere, il vecchio bavoso che prende sempre l’autobus con me era devastato.. e siccome conosceva le due donne, ha iniziato con le sue frecciatine. “colpa dea franza! A ga vusuo farse a franza e desso no a ghe vede pi e a monta sul bus sbajà!” e tutti di nuovo giù a ridere. Guardo davanti, oltre il finestrone.. vedo una signora terrorizzata, con gli occhi spalancati (li noto quando sposta la frangia) che batte la spalla di un compagno di viaggio. Non ho resistito: via mess con mauri a spiegargli la situazione, e lui che forse non si immaginava il momento catartico a cui ho involontariamente assistito.. santo paradiso! Le lacrimeee!!!
LEGGI I COMMENTI (4)
-
PERMALINK
martedì 20 gennaio 2004 - ore 22:25
da uno dei miei racconti preferiti
(categoria: " Poesia ")
“cosa gli spettava? Una delusione? Accorgersi che quella donna non era come l’aveva idealizzata? Gli spettava forse dare tutto quello che aveva, i suoi giorni migliori, la sua gioventù, per pochi secondi di felicità? Non posso, non voglio vedere le persone felici. Odio le persone felici. Sono persone che dopo qualche giorno vanno consolate, fanno perdere tempo agli amici, diventano insopportabili, degli inetti, si appiccicano come telline a uno scoglio, sono degli illusi, sono vittime inconsapevoli della felicità ecco cosa sono, e feroci assassini, sono dei carnefici, e cinici perché l’illusione è pericolosa, porta poi alla ricerca della verità, la magia si perde, perché la felicità è effimera e lusinghiera, porta alla distruzione, alla compassione, al compromesso, al pianto; le persone che non conoscono la felicità non soffrono della sua assenza. La felicità eterna non esiste, è impossibile. Sempre è una parola di cui si abusa con troppa facilità. Hai mai sentito di una storia d’amore durata per sempre? Non farmi ridere. Lui avrebbe forse potuto essere felice con lei. Per qualche giorno forse. Forse dico. Ma sicuramente, di questo sono certa, avrebbe sofferto, questione di tempo. Solo questione di tempo. Non sarebbe durata per sempre. E non lo avrei sopportato. Un altro uomo infelice, deluso e tradito da consolare, da coccolare, da far ragionare. Parole sprecate, usiamo il buon senso: lo vedo gettato al vento troppe volte. Io voglio eliminare il problema alla radice. Questo significa usare buon senso. Non facendo come tu fai, illudendo dei giovani deboli che esista quello che è concesso solo sognare. Sei un visionario, e loro sono come te. Non riesco a guardarle, le persone felici. Non si rendono conto della gravità della situazione. Provo pena, ribrezzo direi. Mi infastidiscono, mi turbano, non le voglio vedere. Continuano a dirsi per sempre, sempre per sempre, senza rendersi conto che sempre è la parola più falsa, ipocrita e deprimente che sia stata inventata dai romantici e dai poeti. Poveri amanti..”
LEGGI I COMMENTI (6)
-
PERMALINK
martedì 20 gennaio 2004 - ore 20:12
NOVITA' - BREVETTO REGISTRATO
(categoria: " Accadde Domani ")
Silvia: compratela! L’unico erogatore di sapone liquido da bagno che saluta e porge l’asciugamano pulito!

Oggi facendo la doccia mi è entrata una ravanata di sapone negli occhi: ebete io che volevo fare lo “scrub” e togliere le impurità dal viso e mi sono strofinata la spugna con troppa forza. In finale: sono rimasta cieca per 5 minuti buoni. Non ci vedevo niente, nebbia. Ed ero sotto la doccia, piena di freddo, non me ne venivo fuori. Non sono riuscita a mettere il collirio perché non mi si aprivano gli occhi. Angosciante. Sento che mi passerà, me ne convinco e vado in biblioteca con gli altri. Bruciava da morire. E ogni 10 minuti mi toccava andare in bagno perché mi si annebbiava la vista e dai bordi dell’occhio si staccava una pellicola appiccicosa, tipo una colla chiara, una specie di gomma, un elastico cazzo, una cosa schifosa. Giuro. Non ho parole. Sono stupida lo so, ma il fatto è un altro. Continua ad uscirmi sapone dagli occhi. Mauri dice che se piango faccio schiuma. Mi prende pure per il culo il mio amico no? Bravo.. ma io di segreti suoi ne so una caterva. Come se piovessssseeeeee!!!
Cazzo. Mi esce sapone dagli occhi.

PS - credo si chiami demenza..

ma la comodità.. per lavarmi le mani basta inumidirle e strofinarle sugli occhi!
LEGGI I COMMENTI (12)
-
PERMALINK
lunedì 19 gennaio 2004 - ore 13:26
(categoria: " Riflessioni ")
IL DESTINO DI UN CAVALIERE..
parlo con chi l'ha visto.. un filmetto vero? ok ok.. ma carino. anzi, a me è piaciuto un sacco.
e c'è una cosa di quel film, una cosa che dico sempre io, che mi ha fleshato. per il discorso che vado al cinema con carta e penna per scrivermi le cose.. io arrivo, prendo posto, mi accomodo tranquilla e beata sulla poltroncina e tiro fuori carta e penna.. sicuramente c'è qualcosa da segnare, i film hanno delle gran frasi.. e li, il poeta. Saucer, dice che lui arranca. e lo definisce così:
"ARRANCARE: il lento, faticoso, deprimente ma determinato procedere di un uomo che non ha più niente nella vita tranne l'impulso di semplicemente continuare la lotta"
non so, a me fa uno strano effetto. a chi mi chiede come sto, uso rispondere: mmmm.. arranco!
tutto qui. mi andava di dirlo..
LEGGI I COMMENTI (4)
-
PERMALINK
domenica 18 gennaio 2004 - ore 22:06
io
(categoria: " Riflessioni ")
che cosa mi spinge a fare le cose? a dire esco non esco tipo, per partire dalle cose più banali, per arrivare al ti voglio bene, sei un mio amico, non ti posso sopportare.
coscienza? istinto? volonta? ma cos'è la volontà? la volontà è ciò che non muore mai, tutto è volontà, di fare o non fare, di subire, di agire, di vivere da inetto.. tutto in una testa che è la mia.
mi piace come ragiono, sono sempre tendenzialmente convinta delle mie scelte. dico, poi magari mi pento, ma in quel preciso istante, se decido una cosa vuol dire che nella mia testa qualcosa ha posto il veto, o ha convenuto che era giusto. cosa regola le mie decisioni? la morale, l'etica, la coscienza. e l'istinto. ma cosa viene prima? cioè, chi decide prima? l'istinto o la coscienza?
è tardi.. la mia mente ha ragionato già troppo per oggi.. cosa mi vado a inventare questi discorsi filosofici per il cazzo.. sono a casa da sola, con il mad, che è al computer dall'altra parte a giocare on line con un tizio che si fa chiamare lord nedox o qualcosa di simile.. non ha nemmeno mangiato con me, io a scaldare il pasticcio della mamma, a preparare la tavola per due, a mettere tutto in ordine piatto posate bicchieri bibite.. e lui di la. ho mangiato da sola. con la compagnia di una televisione stanca e imbecille. non offriva nulla di intellettualmente stimolante, divertente, di scacciapensieri, di serio, solo stupidate. ora sta giocando il milan vorrei andare di la a controllare ma mi ha preso questa cosa di scrivere.. vorrei togliere le batterie dalla testa e non pensare, questo flusso di coscienza mi sta uccidendo. vorrei sapere se chi mi legge riesce anche a capire.
non so perchè non sono uscita, non lo so. avrei voluto cenare con la ari, ma ha deciso di fare l'eremita ancora per un po', non voglio distrarla, insistere o varie. avrei voluto fare un giretto, magari con lu e miche. ma erano impegnati a perdersi per il montello, no avevano cenato io si e non volevo cenare bis. così sono a casa, in compagnia di un fratello lobotomizzato e inutile..
S-O-L-A.
notte.
LEGGI I COMMENTI (8)
-
PERMALINK
> > > MESSAGGI PRECEDENTI