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NICK: SoundPark
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CITTA': Macondo d'estate, Almayer d'inverno
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cluny.


STO ASCOLTANDO
Beirut, Sigur Ros, Taken By Trees, St.Vincent, Emma Pollock, Elvis Perkins, Grimoon...


ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
tinta unica, han finito le strisce


ORA VORREI TANTO...
castelli di sabbia e piste multipiano per le biglie...


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
come diventare grande


OGGI IL MIO UMORE E'...
bendadio


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




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mercoledì 15 marzo 2006
ore 14:18
(categoria: "Vita Quotidiana")


Hey man, slow down.

Da qualche giorno barcollo ma non mollo. Non sono abituato a rallentare ma stavolta il mio fisico ha chiesto un time-out. Sono magnanimo, per ora glielo concedo.
Sta per arrivare la primavera e stranamente mi trovo nostalgico della stagione invernale che se ne sta andando. Non ho mai vissuto così tanto.
E colgo l’occasione per ringraziare il dj del martedi sera del Banale, che altro non è il mio collega del sabato. Non c’è stata una serata passata assieme a suonare in cui non ci siamo divertiti... e sabato scorso ha avuto un lampo di genio, stavo svenendo dalle risate, anche se ho quasi abbattuto la consolle con un pugno. Thank u Mab!




INTERPOL "Evil"

Rosemary
Heaven restores you in life
Coming with me
Through the aging, the fear and the strife
It’s the smiling on the package
It’s the faces in the sand
It’s the thought that holds you upwards
Embracing me with two hands
Write, we’ll take you places
Yeah maybe to the beach
When your friends they do come crying
Tell them how your pleasure’s set up on slow-release

Hey wait
Great smile
Sensitive to faith not
Denial
But hey whose on trial?

It took a life spent
With no cellmate
The long way back
Saying meanwhile can’t we look the other way?

He speaks about travel
Yeah, we think about the land
We smile like all people
Feeling real tan
I can take you places
Do you need a new man?
Wipe the pollen from the faces
Make revision to a dream while you wait in the van

Hey wait
Great smile
Sensitive to faith not
Denial
But hey whose on trial?

It took a life spent
With no cellmate
Find a long way back
Saying meanwhile can’t we look the other way?
You’re weightless, you are exotic
You need something for which to care
Saying meanwhile can’t we look the other way?

Leave some shards under the belly
Lay some grease inside my hand
It’s a sentimental jury
And the makings of a good plan
You’ve come to love me nightly
Yeah you’ve come to hold me tight
Is this motion everlasting
Or do shutters pass in the night?

Rosemary
Oh heaven restores you in life
I spent a lifespan with no cellmate
The long way back
Saying meanwhile can’t we look the other way?
You’re weightless, semi-erotic
You need someone to take you there
Saying meanwhile can’t we look the other way?
Why can’t we just play the other game?
Why can’t we just look the other way?


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venerdì 10 marzo 2006
ore 12:21
(categoria: "Vita Quotidiana")


vive le cheval!

Poche cose, prima che cominci questo weekend.

- due sere di fila in consolle, non so se son più capace di reggerle...

- anche i Pixies a Benicassim

- mezza Parigi beve con la mano sinistra


ELASTICA "connection"

Riding on any wave
There is the luck you crave
They don’t believe it now,
They just think it’s stupid
So got anything ?
Anyone could have done
Who would’ve cared at all, not you

Another heart has made the trade
Forget it, forget it, forget it
I don’t understand how a heart is a spade
But somehow the vital connection is made

Riding on anything
Anything’s good enough
Who would’ve thought it of someone like you
Just as they brought me round
Now that they brought you down
Roundabout and roundabout
Who wants a life anyone ?

Another heart has made the grade
Forget it, forget it, forget it
I don’t understand how the last card is played
But somehow the vital connection is made




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mercoledì 8 marzo 2006
ore 15:59
(categoria: "Vita Quotidiana")


Ailleurs. Partout. Paris.

Padova notturna e deserta: visione abituale eppure insolita, con il taxi che aspetta sotto casa. E poi la lunga trafila di autobus, navette, treni, trenini e metropolitane, fino a sbucare fuori col fiatone ed il cuore ricolmo di emozione alla stazione di Saint Lazare e trovare una divina Paris, accompagnata alla perfezione dalla sua tipica pioggia.
Cerco di arrivare dove lavora mio cugino, cercando di indovinare la strada giusta e nel contempo di ripararmi il più possibile dalla pioggia, ahimè sono i goccioloni che cadono dai tetti a fregarmi. Riabbraccio per un attimo il cugino, poi rubo le chiavi e via a casa, un appartamentino in una zona perfetta. Dopo un po’ di relax riparto quasi subito.
Passo per Pigalle, uno dei cuori della città, vivo e pulsante ad ogni ora del giorno e della notte, cammino come tante altre volte tra le viette di Montmartre, ma l’emozione resta sempre grande, mi perdo a guardare scorci, vetrine o piccoli café, arrivo al Sacre Coeur, sempre mirabile e poi corro giù dalle scalinate fino alla “giostra di Amelie”.
Riflettevo più volte sulla condizione postmoderna del giovane viaggiatore, con le dimensioni di spazio e tempo che si relativizzano in maniera sempre maggiore, oramai i luoghi, anche quelli più belli e palpitanti vengono interiorizzati in maniera tutta particolare, un eterno ovunque di felicità, un continuo altrove dove si ricercano sempre felicità ed emozioni.
Non mi sono accorto di essere partito da Padova, c’era la pioggia che scendeva nel bel mezzo di squarci di sole ed ero sicuro di stare a Nantes, poi ho fatto un giro al negozio di Colette e giuro che era come trovarsi a Londra, tanto che al bar ho chiesto involontariamente un coffee.
La cosa più bella del viaggio è stato indubbiamente riabbracciare Niki ed il fidato compagno di avventure Marco, vedere come sono fortunati a viver,e seppur temporaneamente, un’esperienza così totalizzante, in uno dei posti più belli del pianeta, accanto a persone che da qual poco che ho visto si son dimostrate splendide. La mia è pura invidia.
Ma restando in tema di postmoderno mi ha riempito il cuore come poche volte mi è successo, il poter riabbracciare persone che non vedevo da anni (ma anni anni), piccoli brandelli di vita sparsi qua e la nel mio passato, ed ora in quel momento proprio lì, tutti insieme, un po’ per caso, un po’ per l’occasione.
Stupendo, assurdo ma anche assai semplice.
Vedere come pezzi di puzzle diversi potessero comunque incastrasi alla perfezione assieme per dar forma a figure nuove. Mioddio che vita. Ho il cuore pieno di un sacco di cose. Tutte belle comunque.
Ho rivisto Cheng, Sophie e Baijdj, i tre avventurosi amici che sono venuti a trovarmi a Capodanno e che qualcuno ricorderà festeggiare come pazzi al DNA (presto un reportage della serata con le loro foto).
Sono persone che vedo poche volte nella vita ormai ma con i quali percepisco praticamente le stesse cose nel mondo, nonostante le diverse esperienze che abbiamo fatto. Credo ci sia oramai un linguaggio piuttosto trascendentale, una sorta di esperanto (post) moderno con il quale si riesce a comunicare ogni cosa ovunque, con chiunque sia capace di leggere negli occhi dell’altra persona.
Oppure Lisa, con cui avevo cinque anni di arretrati da raccontare, partendo dai nostri ricordi in comune… la Spagna, il festival, PJ Harvey, i Pulp, le danze in spiaggia, Paranoid Android, il bagno di mezzanotte, la doccia sotto la fontana e soprattutto la grappa italiana…
Ci ha pensato poi Alexandrina a smuovere tutti i miei ricordi più cari legati all’erasmus di due anni orsono… e quello è stato il colpo di grazia!
E la MUSICA. Non poteva mancare la solita orda di sonorità variegate, riscoperta la meraviglia di “Siamese Dream” durante un’insolita cena, ho apprezzato il ritmo coinvolgente della musica tzigana da Chez George ma soprattutto ci siamo scatenati come delle belve nella bolgia dantesca del Pop In, una sorta di pub all’apparenza ma nel cui scantinato erano stipate non so quante persone che tra sudore, birra e fantasia ballavano quanto di meglio ci potesse essere. Sono stato addirittura accolto all’entrata dalle note di sua maestà Morrisey, proprio come più di un anno fa a Capodanno a Londra, segni del destino…
Ammetto che poi ho ricordi confusi, a naso rammento splendidi Rakes, Smiths, Metric, Kaiser Chiefs ed un sacco di altra roba, per non parlare di quando i muri son tremati… con chi se non con gli Arctic Monkeys?
Dopo sole due ore di sonno mi son risvegliato inebetito da record e corso via fino al Carroussel du Louvre per la sfilata di Valentino, con un posto riservato in sesta fila. Che ridere. Mi sentivo un po’ fuori luogo ma per fortuna c’è chi ha apprezzato le mie spillette.
Ed ancora in rapida carrellata: la sigarette fumate guardando la Senna sotto raffiche di vento, i giardini del Louvre illuminati da un sole spaziale, i Kebab con le patatine fritte, il Pompidou, i mille negozi e negozietti, i caffè per strada, i pensieri che si distendono e la musica che continua ad andare. Meraviglia.





















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giovedì 2 marzo 2006
ore 14:26
(categoria: "Vita Quotidiana")


Paris

Per una volta ho rinunciato ad esagerare. Niente Vive la Fete stasera a Milano, sarebbe stato decisamente troppo, visto e considerato che domattina farò colazione con Pain au chocolat parigino.
Febbraio se n’è andato, lasciandomi ancora inebetito per le troppe cose successe, ed ecco che arriva Marzo, quasi in punta di piedi, e che comincia a fare ancora più fragore...
Ho la testa e la pancia piena di vita, il cuore batte anche troppo.
Non mi rendo ancora conto che domani torno in Francia e faccio cinque giorni col cuginetto e con Marco. Sabato sera Brit Party in Paris, domenica invece ci sarà da ridere, tirato a lucido andrò per lavoro alla sfilata di Valentino (!?!).
Ma soprattutto sarà surreale ritrovare alcune persone che non vedo da tanto tanto tempo. Domani sera ci sarà Lisa, signorina conosciuta per sbaglio cinque anni fa a Benicassim, e poi mai più rivista. E’ per colpa sua se son finito in quel posto, e ci son tornato i due anni dopo... e ci ritornerò anche quest’anno. E a catena da quella volta son successe così tante cose da cambiare una vita, non all’improvviso, ma un po’ alla volta.
E poi boh, sto fissando appuntamenti a sorpresa con amici erasmus che non credevo nemmeno fossero a Parigi ma altrove nel mondo. Mi vengono già i brividi a pensarci.
Anche se un po’ di pensierini rimarranno qui a casa... scriveva Baricco infatti che... "accadono cose che sono come domande, passano giorni oppure anni... e poi la vita risponde". Io ho una esse che mi sibila in testa.

Au revoir à tout le monde


Canzone del giorno, dedicata a Lei.

dEUS "Hotellounge

"This elevator only takes one down", she said,
"this place, this hotel lounge
it’s my daily bread...
but I’m underfed"

He asked:
"are you living in the night?
cause I can tell you have a lousy imagination
and as a matter of speaking
I hate this situation...
but it happens to be one of my pickin’"

"Cause it’s so hard
to keep the dream alive
Cause if it all comes down to this
how will..."

You move me, you move me
You move me around around, I guess
Take it back your analogue
It’s on the other side of this

Cause if it all comes down to this
how will...
And then she said:
"and have another cigarette"
I tend to forget (but anyway I don’t smoke that shit)
And hoisted the flag
but it keeps hanging down

"You know this place, this hotel lounge
It’s my life, it’s my choice
And I’m in love
with Ricky Lee Jones’ voice"

Cause it’s so hard
to keep the dream alive
And if it all comes down to this
how will...

You move me, you move me
You move me around around, I guess
Take it back your analogue
It’s on the other side of this

How will glamour survive?

And if it all comes down to this...

"This elevator only takes one down", she said,
"this place in this same old town"

Do you see that man
in the left-hand corner
Do you see that woman
their love-story’s famous




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mercoledì 1 marzo 2006
ore 13:10
(categoria: "Musica e Canzoni")


Last nite she said, oh baby I feel so down

Son due anni che dico che prima o poi si scomodavano anche loro. Ye ye!!!



Guardate un po’ che nomi... e ne mancano ancora bel po’...

NUEVAS CONFIRMACIONES
The Strokes
Madness
Yann Tiersen
Rework
Radiosoulwax Presents Nite Versions live and 2manydjs + Justice
Dominik Eulberg
Superpitcher dj
Jennifer Cardini dj

GIA’ CONFERMATI
Depeche Mode
Franz Ferdinand
Morrissey
Babyshambles
Coldcut
Echo & The Bunnymen
Jay Jay Johanson
Alex Smoke
dEUS
Dionysos
Nathan Fake
The Rakes
The Sunday Drivers
Venus
Teitur


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martedì 28 febbraio 2006
ore 14:16
(categoria: "Vita Quotidiana")


Last Love Parade



Ieri al Nuvolari in piazza Insurrezione ho visto un piacevolissimo reading musicato di Marco Mancassola, che ha letto in maniera discreta ma decisa alcuni passi del suo "Last Love Parade". Location piccola e forse poco adatta ad un incontro del genere ma atmosfera subito magica, contornata da tocchi di elettronica minimale... il posto è diventato subito una sorta di salottino musical/intelletuale ma per nulla spocchioso, dove si è potuto finalmente scambiare impressioni e pareri su un sacco di cose. Adoro situazioni simili, anche perché sempre più rare. E poi sorpresa, ecco Sarah e Camilla... e quando è arrivata pure Chiara ero attorniato da tre dj donna... non mi era mai successo prima, e poi lo chiamano sesso "debole"!
A margine degustazione di formaggi pirotecnici, affiancati da salse sconosciute ma buonissime e accompagnati da un sontuoso vino. Colonna sonora intrigante... tra glitch, electro e divagazioni sul tema arrivano pure i Clap Your Hands Say Yeah!
Pensavo... da grande vorrei fare qualcosa di simile a quello che fa Mancassola... andare in giro, gustare le cose e scrivere di musica, ma non nel senso di recensire album, gruppi, concerti... ma carpire ambienti, atmosfere, significati, immaginari collettivi, riuscendo poi a tradurli in parole... per ora mi accontento, come dice una mia cara amica, di fare il "dispensatore di musica", e già questa è una fortuna.
Voglia di Benicassim, se ci vado anche quest’anno mi sa che ci scrivo pure un libro sopra.


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domenica 26 febbraio 2006
ore 16:30
(categoria: "Vita Quotidiana")


Sketches for my sweetheart the drunk

Erasmus. Maledetta nostalgia. Chi mi conosce lo sa che eccedo proprio in questo. In nostalgia intendo. E’ più forte di me.
Diffcile fare altrimenti, visto che è stato l’anno più bello della mia vita.
Nel DNA da record di venerdi la cosa più bella è stata quella di trovarsi a fumare una sigaretta con una francese qualsiasi e scoprire che viene proprio dalla mia Nantes... naturale ed inconscio è stato ripercorrere in pochi minuti tutti gli angoli della città a noi comuni, aggiungendo sorrisi e mille particolari sui vari luoghi fatati...
Poi non ricordo molto altro della serata, se non che ad una certa ora il poter bere era diventato un miraggio.
Troppo veloce e faticosa la vita padovana, mi prendo qualche giorno di riposo (?!) e vado a Paris, dove si corre ancora più forte. Finalmente un po’ di Francia, vediamo il cuginetto cosa combina...

KAISER CHIEFS "Na na na na naa"

Na na na na naa
Na na na na naa
na na na na naa
na na na na naa

oh it does not move me
it does not get me going at all
Na na na na naa
Na na na na naa
it does not shift me
its not the kind of thing that i like
Na na na na naa
Na na na na naa
It does not move me
its not the kind of thing that i like
Na na na na naa
Na na na na naa

she does not listen
she’s too wrapped up with all of her things
Na na na na naa
Na na na na naa
this does not get to me
shes not the kind of girl that i like
Na na na na naa
Na na na na naa
oooohhh
she does not move me
she’s not the kind of girl that i like
Na na na na naa
Na na na na naa
oooohhh

OOOOHH
it does not mvoe me
its not the kind of thing that i like
Na na na na naa
Na na na na naa
Na na na na naa
Na na na na naa

oooooh
it does not move me(it does not move me)
it does not get me going at all
it does not shift me(it does not shift me)
its not the kind of thing that i like
it does not move me
its not the kind of thing that i like
Na na na na naa
Na na na na naa
Na na na na naa
Na na na na naa
oooooh


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venerdì 24 febbraio 2006
ore 13:50
(categoria: "Vita Quotidiana")


In the deathcar, we’re alive

Finalmente Bregovic.
Erano anni che volevo vedere quest’uomo esibirsi insieme alla sua band. Credo sia una delle cose più intense che la musica possa produrre... ha dentro di sé tutta la forza gitana, folk, popolare, una musica che non è solo musica ma che si porta dietro profumi e sapori, aggiungici poi le evocazioni cinematografiche suscitate dai film dell’immenso Kusturica, oltre alla magnifica cornice di un’inedita piazza San Marco ed il gioco è fatto. Che festa, che festa!
E per l’occasione il compagno di viaggio ideale, fratello Momo... "porto una bottiglia di vino?"... "boh, ce ne ho già una in macchina!"... "ok, la porto!"...
Prima un giro da Silvia, poi l’autobus, in giro per Venezia assaliti dal vento ma riscaldati dal vino buono e dai mille saluti sparsi alle persone che incontravamo... amici del mio paese, amici di Padova, amici del mare, amici dell’Erasmus, amici del basket e anche un amico di Chuck Norris... ho visto gente che non vedevo dal 1997!!!
Mi son divertito come un bimbo che va per la prima volta a Disneyland.
Meritata e sacrosanta a fine serata la clamorosa pizza ai funghi in formato famiglia, i fratellini devono crescere!
E sulla via del ritorno romba la mia macchina sporca (ah si, le macchine dei dj sono sempre sporche!), cantano i Pearl Jam una cover di indicibile splendore... Hide your love away dei Beatles.



Goran Bregovic & Iggy Pop In the deathcar

A bowling wind is whistling in the night
My dog is growling in the dark
Something’s pulling me outside
To ride around in circles
I know that you have got the time
Coz anything I want, you do
You’ll take a ride through the strangers
Who don’t understand how to feel
In the deathcar, we’re alive
In the deathcar, we’re alive

I’ll let some air come in the window
Kind of wakes me up a little
I don’t turn on the radio
Coz they play shit, like... You know
When your hand was down on my dick
It felt quite amazing
And now that, that is all over
All we’ve got is the silence
In the deathcar, we’re alive
In the deathcar, we’re alive
So come on mandolins, play

When I touched you
I felt that you still had your baby fat
And a little taste of baby’s breath
Makes me forget about death
At your age you’re still joking
It ain’t time yet for the choking
So now we can own the movie and see each other truly
In the deathcar, we’re alive
In the deathcar, we’re alive
I want to ear some mandolins



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mercoledì 22 febbraio 2006
ore 14:16
(categoria: "Vita Quotidiana")


Rain down on me

Ventidue del due di due anni fa. Alla fermata del tram.



Oggi come allora tempo uggioso. Anzi, a dirla tutta c’era un bel po’ di pioggia in più ed il vento era riuscito a piegare per la seconda volta in pochi mesi il mio ombrellino di lì a poco inevitabimente cestinato. Pioveva sempre in Francia, praticamente solo di domenica.
Figurarsi poi l’umore ondivago, si era appena tornati a casa da una allucinante gita settimanale in terra olandese.
Quel pomeriggio caffè al Lieu Unique, accompagnato da luci soffuse, tante sigarette e da una musica praticamente innocua... mentre fuori continuava a piovere.
Nel frattempo la vita cominciava a cambiare.
Indelebile.


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martedì 21 febbraio 2006
ore 14:01
(categoria: "Musica e Canzoni")


I love low-fi

Mi ero scordato della vera canzone del momento. Vecchia diec’anni ma sempre gli stessi brividi.

Batti batti le manine, stasera si va.

Belle & Sebastian "The Stars Of Track And Field"

Make a new cult every day to suit your affairs
Kissing girls in English, at the back of the stairs
You’re a honey, with a following of innocent boys
They never know it
Because you never show it
You always get your way
They never know it
Because you never show it
You always get your way
Have you and her been taking pictures of your obsessions?
Because I met a kid who went through one of your sessions
In his blue velour and silk
You liberated
A boy I never rated
And now he’s throwing discuss
For Liverpool and Widnes
You liberated
A boy I never rated
And now he’s doing business

The stars of track and field, you are
The stars of track and field, you are
The stars of track and field are beautiful people

Could I write a piece about you now that you’ve made it?
About the hours spent, the emptiness in your training
You only did it so that you could wear
Your terry underwear
And feel the city air
Run past your body

Could I write a requiem for you when you’re dead?
"She had the moves, she had the speed, it went to her head"
She never needed anything to get her round the track
But when she’s on her back
She had the knowledge
To get her into college
But when she’s on her back
She had the knowledge
To get her into college


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