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Stef, 34 anni
spritzino di Padova
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STO LEGGENDO

Come amare e farsi amare.

HO VISTO

due persone tenersi per mano e gurdare avanti e saper che in quel momento guardavano lo stesso punto. Un miracolo che ho visto una sola volta.

STO ASCOLTANDO

Raggae

ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...

...che ci fosse un pizzico di empatia.

STO STUDIANDO...

...troppo complicato, tutta roba scritta in inglese.

OGGI IL MIO UMORE E'...

...aspetto che qualcuno me lo dica

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

L’IRRIVERENZA NON HA CONFINI

FELICITA’ ARTIFICIALE
O COSCIENZA ARTIFICIALE

....per un secondo credo di aver visto i contorni della felicità, come dire, come se fossi stato davanti a un paesaggio e li dentro in un piccolo posticino era racchiusa la felicità. Come se fosse un pendaglio appeso a due fili....mi è parso che l’unico modo per goderne fosse di tenere alti i due fili per evitare che il pendaglio si sfilasse....e sapere che dall’altra parte nessuno cede.

OK. Detesto la superficialità travestita da strafottenza, so what?


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domenica 11 giugno 2006 - ore 15:08


I L L O G I C
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ultimamente ho parlato con alcune donne sui 30. Conoscenze nuove e vecchie. Molte hanno dei lavori estremamente impegnativi. Lavorano più di me (dico per il tempo dedicato, per la produttività lascio ad altri il giudizio). Hanno, o cercano di conquistare, lavori apparentemente appaganti, di alto livello. Spontaneamente mi diono tutte: "Se dovessi farmi una famiglia sarei disposta a mollare il lavoro, a ridimensionarmi per dedicarmi alla famiglia". Di solito la frase mi da la sensazione che ho provato tempo fa quando ho conosciuto una persona un po’ particolare. E qui sta l’illogico della mia sensazione, che non riesco a motivare.
A questa persona piaceva l’eroina. Diciamo che ne faceva uso. Quando l’ho conosciuta mi diceva che avrebbe smesso. Dopo un anno ho saputo che se n’è andato. Ha smesso definitivamente.
Penso sia meglio non cominciare con le droghe pesanti: è l’unico modo per non dover lottare per smettere. Perchè pochi ce la fanno.

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martedì 6 giugno 2006 - ore 19:13


Insopportabili
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ci sono alcune cose per le quali non ho tolleranza.
UNa di queste sono gli sbalzi umorali delle persone che mi circondano, perchè provo la stessa senzazione di un mattino al risveglio e mi chiedo che tempo fa prima di alzare le persiane....e ho deciso da una settimana di andare al mare. E fuori piove!

Un’altra cosa che non tollero sono quelli che dicono che il mondo gli sta contro, che sono sfortunati, e non si rendono conto che gli unici a starsi contro sono loro stessi..... E che tutto sommato il mondo non è cosi male, certo se provochi qualcuno magari ti metti a rischio "cazzotto" in faccia.

Ecco apparte queste due categorie, direi che sto bene con tutti.

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venerdì 2 giugno 2006 - ore 15:59


Amare
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ad amare son capaci tutti, perchè si decide come e quanto.
La cosa complicata è accettare l’amore altrui, perchè pone inesorabilmente nella situazione di sottostare alle logiche di un altro. Lascirsi amare richiede molto più esercizio che mostrare l’amore.

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giovedì 1 giugno 2006 - ore 14:12


Contrattacco
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho scoperto che qualcun altro gioca al contrattacco come faccio io.
Il contrattacco è apparentemente una posizione un po’ più comoda dell’attacco, prevalentemente usato da chi sarebe a favore dell’avvicinamento pacato, spesso escluso dalle regole del gioco.
Il contrattacco mette nella posizione favorevole di poter scrutare l’avversario se non altro durante il momento dell’avvicinamento, evento decisivo che può comunicare già con buona approssimazione quale sarà l’esito della partita.

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mercoledì 31 maggio 2006 - ore 14:04


In favore degli indecisi.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Spesso si sente parlare di indecisi: indecisi politici, indecisi in amore.
Vorrei spezzare una lancia a favore degli indecisi, a cui (forse per le casualità della vita) alcune volte mi sento di appartenere. E vorrei dire che l’indecisione e la titubanza in genere sono motivate da evidenze, quindi non generiche, che stuzzicano quel "peccato, se non fosse per quello sarebbe perfetto!" ma quel neo c’è e si scopere, o si è scoperto col tempo.
SAlgo in una bellissima Ferrari rossa, accendo il motore gioioso, perchè so che le prestazioni sono garantite, accellero e scopro che sotto il cofano c’è il motore di una Fiat. Avete ancora il coraggio di prendervela con gli indecisi se mi vengono dei dubbi sul fatto di comprare la finta Ferrari?

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lunedì 29 maggio 2006 - ore 13:14


STOMACO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


LA maggior parte delle volte scegliamo "a stomaco". Se potessimo scegliere con la ragione, forse sarebbe tutto più semplice. Però poi si mette di mezzo lo stomaco, che raramente si accontenta ed esprime il suo parere in modo lineare e fluido. Pare quasi che lo stomaco comandi il cervello. E noi che ci prodighiamo infinitamente per convincere il nostro o l’altrui stomaco che qualcosa merita di essere fatta. Convincere lo stomaco e un gioco alla roulette. Si può vincere o si può perdere: molto probabilmente la roulette gira come vuole, indipendentemente dal nostro cervello

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venerdì 26 maggio 2006 - ore 12:57


Ballo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il ballo è una rappresentazione abbastanza speculare della vita.
Ma mi piacerebbe che la vita non fosse esattamente un ballo. Lo trovo riduttivo.

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lunedì 22 maggio 2006 - ore 00:08


CONTRADDIZ(Z)IONI
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Contraddizione logica:
un ladro mi chiede se mi potrebbe interessare sapere come mi ha rubato l’auto.

Alcune volte mi chiedo se i miei interlocutori capiscono che esiste una logica nelle relazioni interpersonali, e che non ci si può permettere sempre tutto con tutti.


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venerdì 19 maggio 2006 - ore 20:58


Dialoghi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Domenica sera ho un incontro. Beh insomma una ragazza mi ha invitato a parlare, o per meglio dire, ha bisogno lei di parlare, perchè dice che io la capisco, e che sono l’unico a farlo.
Alcune volte mi ha dato l’impressione di non avere una percezione completa di se stessa, troppo turbata dalle proprie contraddizioni, dai propri impeti, e a quanto pare è cosa diffusa che le persone non capiscano se stesse, e che si lamentino che gli altri non le capiscono. Effettivamente come pretendere che altri capiscano se per primi non siamo in grado di capire noi stessi?
Forse le idee sono nebulose a 15 anni, quando tutto è un guazzabuglio...ma a 30?
Alcune volte qualcuno non vuole accettare le sembianze del mondo: "non accetto che gli uomini pretendano solo sesso, che la prima cosa che chiedono sia quello". ... ho conosciuto donne che fanno lo stesso, ma questa è un’altra storia.

Quand’ero bambino pensavo che se un amico mi tirava un cazzotto in faccia era perchè in qualche modo l’avevo indotto a farlo, mi chiedevo prima che responsabilità avessi, poi eventualmente reagivo.

Qualche volta basterebbe chiedersi perchè il mondo reagisce in un certo modo alla nostra presenza.
....ok, io me lo chiedo spesso. So che sono uno tranquillo, calmo, che infondo sicurezza a sufficienza, per cui le persone mi chiedono ascolto, che mi piaccia o meno la parte in cui sto, è dovuta alla mia indole. Se non mi piace la reazione, o le richieste degli altri, cambio la mia indole, ammesso che si possa. S enon ce la faccio, mi tengo le reazioni degli altri, il cazzotto, o la richiesta di ascolto, poco cambia. E’ cosi. Punto.

Domenica vivrò per l’ennesima volta la mia indole.
Avrei una piccola richiesta al mondo: vorrei solo che accettasse, se stesso, tanto per cominciare.

PS: mi sono fatto prendere un po’ dal Baricco’s style, pazienza.

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domenica 14 maggio 2006 - ore 17:43



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sei andato via, con l’unica passione che avevi, l’unica vera emozione continua, l’unica gioa, l’unica cosa che volevi domare. L’unica di cui ti sentivi padorne. Sei andato, con lei.
Ci sono state cose che mi hanno affascinato, forse l’invidia di non avere una passione cosi coinvolgente come la tua.
Il sole splende ancora, come splendeva una volta la tua personalità.
C’è una traccia di te, profonda perchè l’hai voluta lasciare, a qualcuno che ne ha voluto essere custode. Credo che guardando lei vedrò un po’ te, tutte le cose che non ho saputo, tutto il fascino che hai abbandonato.

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