L’IRRIVERENZA NON HA CONFINI
FELICITA’ ARTIFICIALE
O COSCIENZA ARTIFICIALE
....per un secondo credo di aver visto i contorni della felicità, come dire, come se fossi stato davanti a un paesaggio e li dentro in un piccolo posticino era racchiusa la felicità. Come se fosse un pendaglio appeso a due fili....mi è parso che l’unico modo per goderne fosse di tenere alti i due fili per evitare che il pendaglio si sfilasse....e sapere che dall’altra parte nessuno cede.
OK. Detesto la superficialità travestita da strafottenza, so what?
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domenica 13 marzo 2005 - ore 21:29
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Ok sono stato a vedere Hitch. E' uno di quei film adorabili, che fanno tanto sperare nelle opportunità della vita. Per chi vuole capire cos'è quella cosa che stringe lo stomaco ogni tanto. Will Smith rende bene la parte, è simpatico nei momenti comici, sa essere romantico abbastanza quando serve.
.....e il film termina con la canzone: "Now that we've found love, what we gonna do with it?"
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domenica 13 marzo 2005 - ore 08:15
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...appena rientrato da una festa latina che si è tenuta niente meno che in uno dei residence di HArvard University. Beh, ho sempre considerato l'università di harvard una delle migliori, una specie di cuore culturale mondiale,....passarci la serata a ballare salsa è stato qualcosa di eccezionale. L'atmosfera era carina, molto studentesca chiaramente, soft drink gratis, persone socievoli...al vecchio stampo studentesco. Mi ha fatto ricordare un po' le mie feste da Erasmus.
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sabato 12 marzo 2005 - ore 23:03
(categoria: " Vita Quotidiana ")
....ho appena provato a stirare una camicia. Meglio non riportare il risultato. TRa un po' mi cadeva perfino il ferro da stiro. Eppure con le magliette e i jeans mi veniva bene. Ho dei sospetti che la mamma mi abbia tenuto all'oscuro di qualche particolare sulla stiratura delle camicie quando mi ha insegnato anni fa.
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sabato 12 marzo 2005 - ore 16:30
(categoria: " Vita Quotidiana ")
.....ho dato un'occiata a uno dei siti più famosi che forniscono incontri tra single. Ho visto anche qualche volto apparso su spritz.it, di qualche ragazza particolarmente carina, che mai avrei pensato avesse avuto bisogno di mettersi in un sito simile per incontrare l'anima gemella. Una di quelle ragazze che a prima vista colpiscono l'occhio in qualsiasi posto la si trovi. E una quantità di gente che non mi sarei aspettato.
Mi sono posto alcune domande, forse me ne pongo fin troppe perchè cerco sempre di capire cosa succede, cerco di classificare tutto e di dare un nome a ogni caso, a ogni situazione pur di farla rientrare in qualche mio schema.
Siamo nel 2005, abbiamo una marea di mezzi di comunicazione e luoghi di incontro che 50 anni fa neanche si immaginavano: telefono, cellulare, internet, luoghi dove fare sport, pub ecc ecc. Ma a quanto pare le persone non si incontrano più: hanno bisogno di mettersi nella vetrina di un sito perchè qualcuno le veda, per poter incontrare qualcuno, stanno li, ad aspettare che qualcuno bussi, o forse sono loro che bussano per prime. Vivono di questa aspettativa, che chissà forse rimarrà sempre un sogno. Rimangono in questi contatti virtuali in cui non ci si sporca le mani e la faccia, non si rischia, si amplificano le battute tra persone ma no ci si stringe la mano.
.....mia nonna ha conosciuto mio nonno a 20 anni fuori dalla chiesa del suo paesello. Dopo due anni si sono sposati, hanno fatto 2 figli, sono stati insieme quasi 50 anni, felici. Evviva la semplicità.
.....forse siamo diventati troppo complicati? O non sappiamo più godere delle cose semplici, di quello che nella realtà si incontra, anestetizzati da questi mezzi di comunicazione?
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venerdì 11 marzo 2005 - ore 05:56
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Problema contemporaneo: ci si innamora sempre meno, e se succede è della persona meno adatta.
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venerdì 11 marzo 2005 - ore 05:52
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E' proprio quando l'amore non ti prende allo stomaco che non riesco a capirci più niente. Non riesco a capire perchè faccio una cosa o non la faccio, non riesco neanche a capire se provo piacere....o l'ho solo aspettato. E' davvero un bell'inghippo, ma è anche orrendo gettare il guanto in faccia e smettere di sperare. Smettere di sperare che ci possa essere altro oltre che chiedersi "C'è altro?".....basta sono stanco anche di sentire questo, perchè non so più di cosa si stava parlando, ho perso il filo di tutto il discorso.
Si può stare per un po' in silenzio, immobili a guardare un po' il sole? Poi forse chissà, tra un po' qualche altra parola verrà fuori, oppure si scoppierà a ridere come due coglioni.
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giovedì 10 marzo 2005 - ore 07:19
(categoria: " Vita Quotidiana ")
....la cosa fantastica dei locali americani è che la gente si conosce in birreria, e poi va a casa insieme. Parlo di coppie etero ed omo chiaramente. Mi sono sempre chiesto se in italia cose del genere succedono. Ma se qualcuno conosce posti simili mi mandi gentilmente l'inidrizzo. Al massimo ho un vago ricordo di birrerie dove si entra genericamente con gli amici, ci si siede al tavolo, si beve e si esce, mai visto che si conosca qualcuno di nuovo che abbia il minimo desiderio di fare 4 chiacchere, anche di dire 4 cazzate stimolate dall'alcool, e poi se va bene continuare da un'altra parte....che poi cosi amorale non mi pare. Diciamo che qui la gente non va a fare la sfilata di moda e a godere delle bave che riesce a stimolare sulla bocca altrui, indipendentemente che lo sbavante sia uomo o donna.
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giovedì 10 marzo 2005 - ore 02:50
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...riesco ancora a trovare qualcuno che si stupisce per il fatto che so cucinare per sopravvivere. Ovviamente donne che non sanno cucinare.
vado a farmi un giretto notturno in un posto in cui mi hanno invitato...pare ci sia musica.
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mercoledì 9 marzo 2005 - ore 06:24
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Appena rientrato da cena, tra italiani....ho rivisto qui uno con cui ho condiviso una stanza di lavoro l'anno socrso. ci si salutava appena. ma all'estero lo spritito patriottico serve a scaldare un po' gli animi in terra staniera. Poi c'era un'altra ragazza di Bologna e uno di Barletta. La cena era in uno di qui locali che classicamente in Italia chiamiamo "american bar". Fa un po' strano mangiare in un posto che da noi è un'eccezzione, e qui è lo standard dei locali. Atmosfera un po' soffusa, luci basse appese rigorosamente solo alle pareti, ...servizio con camerieri super gentili...qui vivono con la mancia, imposta....peccato per la serata da lupi, nevica e c'è bufera di neve, una follia. Cammino sul marciapiedi e affondo ormai fino a metà polpaccio. Scopro che la ragazza di Bologna vive a 200 metri da casa mia e prendiamo il taxi insieme. ...se fosse stata americana mi faceva salire da lei a bere, ...ma dopo le mie battute sul sesso lesbo aveva detto che le bolognesi sono allegre ma non la danno subito. Va beh sarà per la prossima volta. ....sono cosi riconoscente che lascio 5 dollari di mancia al tassista, poi mi rendo conto che è il 50% della corsa. Vah bene, mi ha fatto compagnia per tutta la corsa sostenendo una discussione al cellulare in un misto di americano, francese e lingala. Che strano.
qualche riflessione prima di concludere.
Forse non dovrei tenere tutto sto silenzio, e forse sono caduto in quello che ho sempre voluto evitare: far soffrire qualcuno per aver provato ad amare. Ma come si fa? Dov'è l'inghippo? Alla fine quanto si crede in quello che si comincia? Si tenta, si pensa che ci sia qualcosa da scoprire, qualcosa che prima o poi prenderà per la gola il cuore senza dargli scampo. E poi? Arriva? Si dovrebbe fare affidamento solo a quello che mediamente stimola i nostri umori? e abbandonarsi a quello? O bisogna mantenere in piedi una ragione di stare insieme, voglio dire una ragione mentale, una decione presa a priori?...cazzo è da un po' che giro in questo vicolo. Sarebbe ora di mandare tutto a fanculo, come hanno fatto altri con me, e io sto qui a chiedermi se ci deve essere una strada per andare avanti, e dove poi?
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domenica 6 marzo 2005 - ore 07:11
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sarebbe anche ora di prendersi quello che succde più che vivere nell'attesa ideale che sia tutto perfetto. C'è gente, alcuni sono anche tra i miei migliori amici, che si invischia nella vita per il gusto di viverla. Non hanno sempre l'ideale perfetto in mente, quello che li deve soddisfare. Sono soddisfatti per il solo fatto che qualcosa succede, non perchè succede quello che sognano e come lo vogliono loro. Quanto li invidio, quanto invidio che abbiano i piedi per terra e abbiano capito che è meglio un vestito sporco che si può lavare, piuttosto che patire il freddo perchè il vestito che ti danno non ha il colore che vuoi. Ma come si fa ad accontentarsi sempre?: bisogna proprio saper vivere per farlo.
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