entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso
STO STUDIANDO...
al primo anno di Psicologia Clinica
OGGI IL MIO UMORE E'...
...altalenante come al solito...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??
MERAVIGLIE
1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole... 2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno
Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?! [M.J.W.]
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sabato 9 gennaio 2010 - ore 14:36
(categoria: " Vita Quotidiana ")
vorrei viaggiare su ali di carta con te vorrei sapere inventare sentire il vento che soffia e non nasconderci se ci fa spostare quando persi sotto tante stelle ci chiediamo cosa siamo venuti a fare cos’è l’amore stringiamoci più forte ancora teniamoci vicino al cuore
Godersi il viaggio e non solo larrivo. Qualcosa ho imparato? Molto poco. Non perdo mai il perverso piacere di giocare col fuoco fino a scottarmi. Sono masochista? Forse; in fin dei conti sono fermamente convinta che la linea che separa dolore e piacere sia qualcosa di effimero ed impalpabile. E cè qualcosa di assurdamente doloroso nel vedere il fuoco e non allungare la mano. E cè qualcosa di assurdamente piacevole nellatto di sfidarlo, il fuoco, di sfiorarlo, di provocarlo, di toccarlo. La scottatura vale assolutamente la candela. Ma il corpo impara presto a difendersi. Molto presto. Troppo presto. E la mano si ritrae in fretta. Lascia scottare solo un pò le dita, ma non permette di continuare. Al corpo manca il coraggio di portare avanti ciò che i sensi reclamano. E le gole inghiottono nodi di emozioni che gridano, ma che non si vogliono ammettere.
Ti ho avuto qui tra le mani qui..eri testardo tu legge dettavi fino a ieri.
Come il vento porta via cose che non pesano un momento ci bastò, ci separò.
Non sono come lei che non protesta mai Ama come sei, non contraddice. Io non sono come lei, che aspetta quando vai ti giustifica infelice. Non sono lei.
Ho scelto ormai di continuare, accendendo soltanto una piccola luce per me. Nel buio sai, si può brillare meglio che al sole.
Come il vento portò via cose che mi pesano se mi oriento altrove andrò, perchè lo so.
Io non sono come lei, che non si stacca mai, ti segue dove sei come un oggetto. Io non sono come vuoi, un inganno, e non so mai dirti una bugia senza rispetto e gentili avvertenze. Non sono più lei Ho altre esigenze in cui non ci sei.
(Io non sono come lei) che non contesta mai ama come sei non contraddice Io non sono come lei, che aspetta quando vai ti giustifica.
(Io non sono come lei) che ti si addice non si ribella mai) Non sono più lei
Lì messa in cornice immobile infelice (Non sono lei) infelice (Non sono lei)
Ho visto al cinema "Il ritratto di Dorian Gray", tratto per altro dal libro della mia vita. Ecco, a parte che Oscar Wilde starà imprecando nella tomba, cè una frase (non presente nel libro) che mi ha colpito oltre misura: "io sono la morte, io trasformo lamore in morte". Questa macabra autosentenza la sento un pò vicina, guardandomi attorno e puntando lo sguardo allo scempio che anche i sentimenti più positivi possono creare. Non si può mai, in nessun caso, dire di conoscere a fondo una persona. Eppure ci illudiamo del contrario riservandoci spesso e solo cocenti amarezze.
Ogni scelta comporta conseguenze precise su di noi e su chi e cosa ci circonda. Purtroppo al momento decisivo della scelta spesso manca la consapevolezza di tutte le possibili conseguenze. E iniziamo con la tiritera "se l’avessi saputo non l’avrei fatto", "averlo saputo mi sarei comportato diversamente". I bivi che la vita ci impone hanno esiti che non possiamo prevedere. Qualche mese fa ho fatto una scelta le cui conseguenze durano ancora. Questo potrei anche accettarlo. Purtroppo i lasciti delle mie decisioni non hanno riguardato solo me e questa è forse la cosa che più fatico ad accettare. Rimorso, rimpianto, senso di colpa, amarezza sono solo alcuni degli aghi che mi bucano il cuore. Ma vedere i tuoi occhi, (i tuoi occhi!) riempirsi di lacrime a causa mia, bè, è straziante. Ma vedere il tuo sguardo smarrito cercare il mio e chiedermi per l’ennesima volta il perchè, è anche peggio.
SCUSAMI angelo mio, che sai, che sei, che sopporti e non chiedi nulla
Il mio primo post dell’anno dedicato alle cose che cambiano. Perchè tutto è in continua evoluzione, tutto si modifica, nulla si crea, nulla si distrugge. Senza capire bene come ho imparato a cucinare, a cucire e ad essere paziente. E cambiando l’anno, forse è cambiato qualcosa che mi tenevo dentro da mesi. Forse davvero il 2010 segna una importante, almeno per me. E poi si sa che chi ben inizia è a metà dell’opera: e infatti stamattina ho rotto il portasciugamani del bagno, versato il caffè sul fornello e QUASI rotto un bicchiere. Come a dire sì, certe cose cambiano, ma certe davvero non cambiano mai
Tra poche ore ci catupulcheremo nel 2010... E le cose finite bruciano di più in questa giornata. E chiedersi se sono davvero finite è inutile: non si piange sul latte versato. Ho iniziato a leggere Freud troppo presto perchè non fossi influenzata. E ritrovare un orecchino dopo mesi, un orecchino la cui storia conosco solo io, bè non è una cosa che mi lascia indifferente. Lho perso per un motivo e lho ritrovato perchè quel motivo non sussiste più. E tra la fine dellanno vecchio e linizio di quello nuovo comincia a delinearsi il mio futuro. Con fiducia mi affido al destino che ho scelto e che piano piano inizia a mettere i primi punti fermi nella mia vita.
BUON FINE ANNO E UNO SPLENDIDO INIZIO DI 2010 A TUTTI!
Voglio andare a ballare, voglio che la testa mi giri, voglio che i pensieri si stacchino da me. Non è il momento per le grandi riflessioni. Gradisco il silenzio in cui soffoco ogni emergere di profondità. Non è poi così male restare in superficie. Lapparente gioia e festosità delle persone che incontro mi basta. Non voglio andare oltre. Per il momento. Vattene via, vattemene via stupido 2009.
Io sono la mia taglia. Io sono il mio peso. Io sono il voto che prendo allesame. Io sono la mia altezza (o meglio: io sono la mia bassezza). Io sono la velocità massima che ragiungo in macchina (gli 80 allora) Io sono il numero di minuti che passo sulla cyclette. Io sono il numero delle calorie che brucio sullo step. Io sono il numero di sms che mando ogni giorno (sproporzionato).
In conclusione io sono un numero, la qual cosa in questo momento mi sta facendo ridere immotivatamente
la canzone non ha niente a che fare col post, ma in questo inedito Ligabue ha una voce da brivido che mi fa impazzire!