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Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci

HO VISTO

tante cose, ma ne vedrò ancora molte...

STO ASCOLTANDO

l’assordante rumore del silenzio

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

abbigliamento del giorno? noooooo

ORA VORREI TANTO...

entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso

STO STUDIANDO...

al primo anno di Psicologia Clinica

OGGI IL MIO UMORE E'...

...altalenante come al solito...

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??

MERAVIGLIE


1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno


Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?!
[M.J.W.]


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venerdì 24 aprile 2009 - ore 09:10


amo et odio
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior

Odio gli sgabelli dei locali;
Odio sentire che le parole mi feriscono e mi si fermano nello sterno;
Odio quando parlo e le persone non capiscono quello che voglio dire;
Odio quando le persone parlano e non capisco quello che vogliono dire;
Odio che mi venga suggerito di andare in palestra;
Odio che l’alcool non faccia effetto velocemente quando serve;
Odio quando tremo e mi mostro debole;
Odio muovere compassione e/o pena;
Odio essere guardata in treno come "l’amica di quello che è morto";
Odio quando non trovo le cose che mi servono;
Odio lasciarmi andare;
Odio essere in balia dei miei sentimenti;
Odio non riuscire a sfogarmi ed obbligarmi a tenermi tutto dentro;
Odio il caldo;
Odio non essere perfetta.

Amo smettere di pensare a tutto quello che odio




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venerdì 24 aprile 2009 - ore 09:00


mondo fuori misura
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Vi siete mai chiesti perchè, per quanto pieno, in un qualsiasi locale vi sia sempre qualche sgabello libero?
Come perchè?
Sono strumenti di morte!! Sono la principale causa di incidenti nei bar (dopo il trauma cranico conseguenza dell’auto-sbattimento di testa contro il videopoker da parte dell’impiegato frustrato che pensava di raddoppiarsi lo stipendio e si è trovato in braghe di tela...)...
Cavolo quanto odio gli sgabelli... Anzi tutto sono furoi misura... Per una persona di 1.60m sono davvero un ostacolo insormontabile. Per non parlare poi del fatto che, se anche riesci a salirci, poi non riesci più a muoverti: non tocchi per terra e ogni minimo cambio di posizione potrebbe esserti fatale.
Credetimi, davvero, gli sgabelli vanno eliminati dai locali... Per lo meno per il bene delle persone basse come me


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mercoledì 22 aprile 2009 - ore 09:55



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mi riesci a sentire
in questo rumore?
Vieni un po’ qua
fammi sentire il mare
al centro di questa città…




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mercoledì 22 aprile 2009 - ore 09:51



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ci saranno sempre tutti i tuoi amici ad appoggiarti... ma ad ogni scelta, ad ogni male sarai sempre solo con te stesso...


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mercoledì 22 aprile 2009 - ore 09:45



(categoria: " Vita Quotidiana ")




...quanto tempo è passato da quando ero una principessina felice?...



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lunedì 20 aprile 2009 - ore 20:26



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Che sia arrivato il momento di fare cose diverse?
Che sia arrivato il momento di andare finalmente nella città che ho sempre desiderato vedere?
Che sia arrivato il momento di partecipare a conferenze, riunioni, ritrovi e cose più o meno sconosciute?
Che sia arrivato il momento di essere davvero me stessa?
Che sia arrivato il momento di riempire il buco che ho dentro?
Che sia arrivato il momento di ammettere che non sono quella che credevo di essere?

...magnifica incertezza, magnifica confusione, magnifica sospensione in bilico fra quella che sono appena stata e quella che sto per essere...

E chiamo chi non ho mai pensato di chiamare... E vengo chiamata da chi non avrei mai pensato mi chiamasse...
E cancello dalla mia vita persone... E ne inserisco di nuove...

E’ un’amara consapevolezza mista di dolore e gioia... Un pò come mescolare zucchero e sale... Di per sè fa schifo... Ma quando riesci a sentire di più il sale, ma quando riesci a sentire di più lo zucchero...forse un pò ti capisci....
Forse un pò mi capisco...
Forse un pò mi lecco le ferite...
Forse un pò cerco di non pensarci...
Forse un pò prendo nuove decisioni...
Forse un pò azzardo ipotesi...
Forse un pò...
Forse un...
Forse...
...




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lunedì 20 aprile 2009 - ore 20:00


radiofreccia
(categoria: " Vita Quotidiana ")



"Buonanotte. Quì è Radio Raptus, e io sono Benassi - Ivan.
Forse lì c’è qualcuno che non dorme.
Beh, comunque che ci siate oppure no
io c’ho una cosa da dire.

Oggi ho avuto una discussione con un mio amico.
Lui è uno di quelli bravi:
bravi a credere in quello in cui gli dicono di credere.
Lui dice che se uno non crede in certe cose
non crede in niente.
Beh, non è vero, anch’ io credo:

Credo nelle rovesciate di Bonimba
e nei riff di Keith Richards.
Credo al doppio suono di campanello del padrone di casa,
che vuole l’affitto ogni primo del mese.
Credo che ognuno di noi si meriterebbe di avere una madre e un padre
che siano decenti con lui almeno finché non si sta in piedi.

Credo che un’Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più,
ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa.
Credo che non sia tutto qui,
però, prima di credere in qualcos’altro,
bisogna fare i conti con quello che c’è qua,

e allora mi sa che crederò prima o poi in qualche dio.
Credo che se mai avrò una famiglia
sarà dura tirare avanti con trecento mila al mese,
però credo anche che se non leccherò culi
come fa il mio caporeparto
difficilmente cambieranno le cose.

Credo che c’ho un buco grosso dentro,
ma anche che, il rock n’ roll, qualche amichetta, il calcio,
qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici
ogni tanto questo buco me lo riempiono.
Credo che la voglia di scappare da un paese con ventimila abitanti
vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso,

e credo che da te non ci scappi neanche se sei Eddie Merckx.
Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri,
perché comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri. "

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lunedì 20 aprile 2009 - ore 10:10



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ed è di nuovo lunedì. E si ricomincia da capo.

Un pò mi stupisco a notare che nulla è cambiato, che mi sono fermata io, ma il mondo intorno è andato avanti. Mah, non so se ci capirò mai qualcosa.

Tutto passa e tutto scorre. Panta rei.

Nella vita tutto si paga, ma spesso dimenticano di darci il resto. E alla fine nemmeno lo voglio il resto.

Vorrei solo vivere la mia vita al rallentatore, vorrei che tutto si muovesse lentamente, vorrei avere la capacità di godermi ogni istante, anche quello più insignificante. Che poi, non lo so nemmeno se esistano istanti insignificanti. Alla fine ne basta uno per sconvolgere un’intera esistenza.




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lunedì 20 aprile 2009 - ore 10:00


Di sole e d’azzurro
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Voglio parlare al tuo cuore,
Leggera come la neve
Anche i silenzi lo sai,
Hanno parole.

Dopo la pioggia ed il gelo,
Oltre le stelle ed il cielo
Vedo fiorire il buono di noi
Il sole e l’azzurro
Sopra i nevai.

Vorrei illuminarti l’anima
Nel blu dei giorni tuoi più fragili
Io ci sarò
Come una musica
Come domenica
Di sole e d’azzurro.

Voglio parlare al tuo cuore
Come acqua fresca d’estate
Far rifiorire quel buono di noi
Anche se tu, non lo sai.

Vorrei illuminarti l’anima
Nel blu dei giorni tuoi più fragili
Io ci sarò
Come una musica
Come domenica
Di sole e d’azzurro.

Vorrei liberarti l’anima, come vorrei
Nel blu dei giorni tuoi e fingere
Che ci sarò
Come una musica,
Come domenica
Di sole e d’azzurro.

Voglio parlare al tuo cuore
Voglio vivere per te
Di sole e d’azzurro.


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venerdì 17 aprile 2009 - ore 10:27



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Un funerale fra gli uomini è forse una festa fra gli angeli
(Gilbert K. Chesterton)

Necessariamente è così. La fine della nostra vita terrena non è altro che l’aurora di un’altra esistenza... E sicuramente te ora sei lì che giochi a calcio con l’Altissimo... L’unica nostra preoccupazione è il sapere cosa succederà se tu vincerai...
Ma sì, io ti voglio pensare così... E voglio accompagnarti col sorriso sulle labbra... Ciao Walter!

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