Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?!

[M.J.W.]
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
lunedì 7 novembre 2011 - ore 20:40
(categoria: " Vita Quotidiana ")
- Cosa succede alle persone cosiddette normali quando incontrano di colpo un matto che urla, o le investe di un delirio incomprensibile? Quando vedono qualcuno crollato a terra, o inchiodato da uno spasmo sui gradini di una chiesa? Dopo l’incontro restano immobili, con un’espressione di disagio, di paura o di stordimento. Ma il loro volto è cambiato, è come se fossero state fotografate da una luce accecante, scuotono la testa, parlano da sole, per un attimo anche la loro normalità sembra incrinata. Cos’hanno visto nel lampo di quella luce, quale paesaggio, quale specchio, quale verità insostenibile che dimenticheranno subito dopo, ma la cui immagine resterà per sempre, in qualche recesso buio del loro cuore, nella biblioteca in fiamme della loro vita?
- Quanti cristi inchiodati a una sedia o a un letto la gente scavalca, per inchinarsi a un cristo di legno. Quanti sacrifici dimenticati, per ricordarne uno. Se mi facessero entrare in una chiesa, griderei: smettete di guardare quell’altare vuoto. Adoratevi l’un l’altro.
[Stefano Benni]
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domenica 6 novembre 2011 - ore 12:28
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Last night I had a dream about you
In this dream I’m dancing right beside you
And it looked like everyone was having fun
the kind of feeling I’ve waited so long
Don’t stop come a little closer
As we jam the rythm gets stronger
There’s nothing wrong with just a little little fun
We were dancing all night long
The time is right to put my arms around you
You’re feeling right
You wrap your arms around too
But suddenly I feel the shining sun
Before I knew it this dream was all gone
Ooh I don’t know what to do
About this dream and you
I wish this dream comes true
Ooh I don’t know what to do
About this dream and you
We’ll make this dream come true
Why don’t you play the game ?
Why don’t you play the game ? [Daft Punk]
Prendiamo il sole che c’è.
Prendiamo il tempo che c’è.
Prendiamo quello che è.
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domenica 6 novembre 2011 - ore 10:02
what’s my lesson?
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Hello teacher
tell me
what’s my lesson... [Gary Jules]
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sabato 5 novembre 2011 - ore 12:34
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Dimmi che quando in volo ti perdi
resti da solo e mi pensi
almeno ogni tanto
[Irene Grandi]Ci saranno sempre cose che, nel bene e nel male, non ci sarà dato capire.
A tastoni prendo qui e lascio là.
I tentativi fanno sorridere. Racconti di bizzarri e buffi incontri strappano risate ed empatia. E il prosecco non è mai abbastanza.
Ho il dito medio che si alza facilmente. Riflesso spontaneo conseguenza di ettolitri ed ettolitri di nervoso perennemente in circolo. Non conosco ulteriori modi per calmarmi. Mi tocca di prendermi così.
-Ti fidi di me?
-No.
-Come no?! A questa domanda bisogna rispondere di sì!
-Ma io non mi fido di te.
-Io sì mi fido di te.
-Affari tuoi. Forse, non sarò credibile come s****a, ma ogni tanto mi riesce bene.
Le persone più interessanti sono sempre il frutto di situazioni complicate.
[Andrea De Carlo]
[In allegato una dimostrazione empirica del fatto che i sorrisi storti non sono la stessa cosa.]
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sabato 5 novembre 2011 - ore 09:54
(categoria: " Vita Quotidiana ")
quando inizi a capire che sei solo in mutande
quando inizi a capire che tutto è più grande [Negrita]
E allora parlerai sottovoce, abbasserai il tono.
Che si può essere nudi anche con i vestiti addosso.
Che si può venir spogliati anche senza farsi toccare.
E se tieni gli occhi aperti, il freddo è più pungente.
E se non ti copri nemmeno con le mani, il freddo è ancora più lancinante.
Desmond Morris ci chiamava le "scimmie nude" per la mancanza di peli e di corazze a proteggerci.
E forse è proprio la protezione che ci manca quando siamo senza scudi.
Dentro e fuori.
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venerdì 4 novembre 2011 - ore 21:22
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Labitudine italiana degli scambi di abbracci e baci anche tra semplici conoscenti continua a lasciarla leggermente perplessa, non ci si è mai abituata del tutto. Allinizio le sembrava una manifestazione calorosa di espansività mediterranea, ma col tempo ha cominciato a pensare che in fondo si dovrebbero abbracciare e baciare solo le persone con cui esistono autentici legami daffetto, e che farlo in modo indiscriminato tende a essere una pantomina esasperante, fatta di gesti che evocano sentimenti e li fanno scomparire nello spazio di due secondi. [Andrea De Carlo]
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venerdì 4 novembre 2011 - ore 20:55
(categoria: " Vita Quotidiana ")
My head’s in the clouds, I have had so many doubts
it’s gonna be a war to find what I’m looking for…
But I will search and I’ll search for a way
to make it all so beautiful I’m no longer afraid
oh I’m no longer afraid [Elisa]
Niente. Semplicemente niente.
Ecco quello che sto cercando.
Ma ha i suoi risvolti positivi: posso trovare tutto, accontentarmi di tutto, fare tutto.
Anche ascoltare i consigli di un vecchio sconosciuto.
Anche dire alla panettiera di continuare a sorridere sempre così.
Anche fare le boccacce ad una bambina in treno.
L. mi chiede come faccio a non avere paura.
L. si sbaglia: paura ne ho eccome. Ho paura tutti i giorni.
Ho tutte le paure tipiche di chi ha perso i propri riferimenti, di chi non riesce più a tastarsi trovando dei confini.
Però ogni giorno è diverso dagli altri. E ogni piccolo passo avanti è una nuova conquista.
Mi manca qualcuno di cui prendermi cura. Ho trovato il punto cruciale.
Ma si cade e ci si rialza.
Non ho più fretta. Non ho più fretta.
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giovedì 3 novembre 2011 - ore 20:49
(categoria: " Vita Quotidiana ")
-Non sei credibile come s*****a! E meno male va. Che qui si iniziava a temere il peggio.
Nel frattempo le mie orecchie, loro malgrado, vengono riempite di parole troppo grandi e troppo false. Macchiate di perbenismo e poca virilità.
Ma noi accettiamo tutto. Anche i premi di consolazione prima dei calci in c**o.
Eh vabbè. Che ci vuoi fare?! E la vita. Tocca così. Oggi è andata così.
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