Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?!

[M.J.W.]
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
lunedì 26 settembre 2011 - ore 19:30
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non sono un vuoto a perdere
Né uno sporco impossibile
Né un marchio registrato
Né un prodotto di mercato
Non sono un punto fermo né una realtà di base
Né un dato di fatto né un dato perverso
Ho un codice segreto un codice cifrato
Io cerco centri di gravità permanenti
Non sono una pratica evasa non sono una vertenza chiusa
Non sono un vicolo cieco
Un pozzo senza fondo
Io sono come tu mi vuoi!
Io sono un vuoto a perdere
Uno sporco impossibile
Un marchio registrato
Un prodotto di mercato
Io sono un punto fermo, una realtà di base
Un dato di fatto, un dato perverso
Non ho codici segreti né codici cifrati
Non cerco centri di gravità permanenti
Io sono una pratica evasa
Io sono una vertenza chiusa
Io sono un vicolo cieco
Un pozzo senza fondo
Non sono come tu mi vuoi! [Cccp]
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lunedì 26 settembre 2011 - ore 10:18
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il lunedì mattina non è un gran momento per rendersi conto che domani è domani.
La mia reazione da persona matura è stata il rimanere a letto unora in più nella speranza di riaddormentarmi e svegliarmi una volta finito tutto.
Se non torno a scrivere entro 72 ore... Vendicate la mia morte!
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domenica 25 settembre 2011 - ore 21:27
(categoria: " Vita Quotidiana ")
A mia volta mi fido del mondo
non ti dico le botte che prendo
Non c’è modo di starsene fuori
da ciò che lo rende tremendo e stupendo
la canzone rimasta nel vento
le sorprese che fa il firmamento
ed i primi che mangiano tutto
e gli ultimi pagano tutto quel conto
per il cielo è un po’ presto
per l’inferno non c’è posto
per qualcuno è solo buio pesto
A mia volta ti apro la casa
e ti trovi davanti a un vampiro
che a mia volta devo succhiare
tutto l’amore che riesco a rubare
per me
la linea sottile
tra baciare e mangiare
la linea sottile
tra venire e partire
c’è una linea sottile
fra star fermi e subire
cosa pensi di fare?
Da che parte vuoi stare? [Luciano Ligabue]
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domenica 25 settembre 2011 - ore 15:35
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ho bisogno di una sigaretta. Accidenti ho voglia di fumare. M
al di testa assurdo e niente che mi possa sollevare da questo strazio.
In salotto troneggiano tre rose rosse. Le ha regalate mio padre a mia madre per il loro anniversario di matrimonio.
Non le regalava fiorni da quando venni alla luce io.
Cè un che di ironico, ma anche rassicurante, nel fatto che almeno su qualcuno i miei discorsi sullimportanza del dare le giuste atttenzioni al partner, del non lasciarsi andare allabitudine producono qualche effetto.
Magra consolazione.
A me comunque rimane la voglia di fumare.
Accidenti a me!
Voglia la mia cicchetta da pausa studiooooooooooooooooooooooo!!!
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sabato 24 settembre 2011 - ore 09:29
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Per guardarsi nello specchio
mise l’abito migliore
perché fosse più elegante il suo dolore. [Niccolò Fabi]
Ubi maior, minor cessat.
Lo diceva con la faccia seria, la bocca perennemente obbligata in una smorfia severa, le soppracciglia corruciate. La sua citazione preferita. "Così va il mondo" ripeteva instancabile.
Lo fissava con occhi adoranti una ragazzina con gonna e mani tremanti. Dopo qualche timido tentativo rinunciò in toto a contraddire qualcosa in cui non credeva, in cui non si ritrovava. Avrebbe voluto chiedere l’unica cosa che le premeva in quel momento. Non lo fece. Lasciò che continuasse a stringerle la mano, anche se la pressione era eccessiva, anche se le faceva male il polso.
E’ così disgustosamente amaro il sapore della sconfitta.
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venerdì 23 settembre 2011 - ore 20:09
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Si giudica una persona non da quello che dice, ma da quello che fa.
E’ inutile fare gli ecologisti se poi si gettano le cartacce a terra.
E’ inutile proclamarsi non razzisti se quando si incontra qualcuno con la faccia di qualche gradazione più scura lo si scansa.
E’ inutile dire “ti ascolto e le tue parole sono importanti per me” se poi si fa il contrario di quello che viene detto. -Ogni riferimento a fatti o a persone reali NON è puramente casuale-.
E’ inutile dirsi a favore della libertà di culto, se al sentir parlare di un’edificazione di Moschea vengono i brividi.
Altrettanto inutile sostenere che siamo tutti uguali, se poi ci si fa problemi a scambiare due parole con un barbone.
Sono stata spesso criticata per la mia mentalità aperta. Mi è stato detto che avrei dovuto nascere nei Paesi Bassi per sentirmi a mio agio.
E’ tutta colpa di un’insegnante che mi ha portato a non restringere mai i miei orizzonti. Un’insegnante favolosa che mi ha spianato un sacco di strade. Quella per il piacere per i libri, per il buon cinema, per la filosofia. Quella che mi ha spiegato come entrare nel pensiero degli autori. Quella che mi ha insegnato a osservare sempre le pupille dei miei interlocutori.
E’ colpa o merito suo buona parte del mio carattere tollerante e sempre disponibile.
Fin troppo a volte.
Infatti stamattina mi ha giocato un grosso scherzo. Mi è stata iniettata la mia buona dose di paura e di diffidenza.
Non ho percepito il pericolo di una situazione -o meglio l’ho percepito in ritardo-.
Tutto bene, tutto bene alla fine. E sono pure abbastanza consapevole di essere sufficientemente de coccio per non cambiar completamente di atteggiamento.
Però un po’ di diffidenza in più a sporcare l’ingenuità e la fiducia nei confronti del genere umano c’è. Inutile mentire a me stessa.
Note del giorno in ordine sparso:
-Ho vissuto la conversazione più assurda che mi sia mai capitata. Il culmine è stato raggiunto con la frase "no, perchè ti dico questa cosa, cosicchè tu capisca che.... perchè nel mio cranio c’è della materia craniale che... cioè te lo dico con termini scientifici... nella mia scatola craniale... ehm... ehm... perchè ti sto dicendo questo?"
-Un’anziana in treno mi ha raccontato la storia della sua vita dopo avermi consigliato di leggermi un discorso storico importante. E mi ha fatto ricordare quanto mi manchi nonna Irma e gli abbracci fragili e morbidi che non mancavano mai.
-Mi sono fissata con una canzone di Poggipollini che non mi lascia da giorni.
-Ho di nuovo lamico herpes. (Va ramengo amico Herpes!)
-Ho terminato in maniera rocambolesca l’ultimo pacchetto. La mia carriera di fumatrice termina qui.
-Infine, ma non ultimo in termini di importanza, ho respirato l’ossigeno più buono. Più buono del buono. Più vero del vero. (Sospiro per la parentesi di serenità terminata fin troppo in fretta).
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giovedì 22 settembre 2011 - ore 17:13
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...cè la notte che ti tiene fra le sue tette
un po mamma
un po porca comè....
[Luciano Ligabue]
"Non sei mai contenta".
"Vedi sempre il lato negativo delle cose".
"Non sei mai soddisfatta di te".
In compenso sono stanca.
Fisicamente. Mentalmente. Spiritualmente.
Stanca come lo sono stata poche volte finora.
Ambisco alla più assoluta quiete e tranquillità.
Ho bisogno -bisogno- di dormire.
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mercoledì 21 settembre 2011 - ore 17:15
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ho fottutamente superato il fottuto esame del fottuto professore.
Resta il fatto che io sono una fottuta str***a.
E che una carogna resta tale anche col titolo di professore accademico.
[Parafrasando Irene Grandi]
Inizia a sembrarmi tutto in leggera discesa. In piano al massimo. Ma non più in salita.
Si fa presto a cantare che il tempo sistema le cose: si fa un po’ meno presto a convincersi che sia così.
[Ligabue]
Mancano ancora tante cose da sistemare. Per alcune ci vogliono pochi minuti, una firma e via. Per altre tanto tempo ancora.
Ma in discesa. Non serve neanche più pedalare.
(Ho il libretto completo! HO IL LIBRETTO COMPLETOOOOOOOO)
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martedì 20 settembre 2011 - ore 20:25
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ormai ci siamo.
...
Ormai ci
sono. (Lasciamo i plurali a giorni migliori.)
Quel che è fatto è fatto. Il dado è tratto.
Ho il cervello pieno di cervello. Nel senso che ho studiato troppa psicobiologia.
Ah, vendo il mio cerebellum. E’ quasi nuovo, usato pochissimo. Qualcuno lo vuole?
Non ce la faccio più.
ho un’ansia senza coda di lucertola che scappa
da un lato muoio un po’ dall’altro resto vivo per metà. [Max Gazzè]
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