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![]() stoz, 30 anni spritzino di Padova CHE FACCIO? .................. Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: BOOKMARKS Città della Speranza (da Informazione / Agenzie di Stampa ) UTENTI ONLINE: |
======================================= Credo in Dio, a volte, quando più mi fa comodo. Non Credo alla Chiesa, mai, perchè è peggio del ministero del economia e Finanza Credo all’amicizia, quella vera, non per il tempo passato ma per l’intensità. Non credo all’amore, è illusorio. Credo alle parole dette mentre con il fazzoletto asciughi le lacrime nel volto. Non credo alle parole dette mentre con il fazzoletto ti pulisci il pisello dallo sperma. Credo alle parole di un bambino di 5 anni. Non credo alle parole di un bimbo da 50. Credo ad uno schiaffo. Molto meno ad una carezza. A volte credo in me. A volte credo che su quello che credo ci sarebbe tanto da discutere. A volte credo che credere faccia solo confusione. ===================================== mercoledì 3 giugno 2009 - ore 00:45 2002. Reperibiltà Metto la freccia e giro sulla destra. Il grosso cancello in ferro è chiuso. Mi fermo davanti. Su quella triste zona industriale c’è ancora qualche ombra che passeggia nel piazzale dove da poco hanno chiuso le serrande al Marghera Estate Village. Faccio un colpo di abbaglianti verso la portineria. Aspetto... Intanto Rds mi tiene compagnia, con uno dei pochi Dj ancora sveglio in una afosa Domenica notte.. Tutto fermo... Scendo, suono il citofono. Sono le 2.23. Un’ora prima stavo trombando con la mia ragazza.. Cazzo. Dopo qualche esitazione si accende il Faro.. qualcuno da dietro la telecamera mi riconosce e le luci arancioni sopra il cancello iniziano a roteare. Lo stabile Blu è tutto spento. Solo un paio di finestre sono in “pandan” con l’insegna luminosa a forma di onda sopra il palazzo. Mollo la frizione ed entro con l’auto. Fuori c’è la guardia che mi aspetta. “Oh Carletto, guarda chi si vede” Io non alzo lo sguardo.. “Dammi il badge che ti registro... Qual buon vento? Sentivi la mia mancanza???” Domanda stupida, non apro bocca.. continuo a guardare il pavimento mentre lui scrive nel computer i miei dati.. “Se SE.. voi padovani le pensate tutte per non lavorare.. così domani te ne resti a letto in Riposo Eh??” Domanda stupida, non apro bocca.. Lui continua a ridere soddisfatto della sua battuta del cazzo. Mi restituisce il Badge, e lo passo sul tornello. Entro, lui dietro... “Prima hanno chiamato in reperibilità anche l’altro fio... Sai... Quello di Favaro Veneto” io per la prima volta apro bocca. “Paolo” “Si Si, lui.. andava a farsi una passeggiata a Belluno.. Hahahaha,.... e tu dove ti mandano??” Io: “Porto Tolle” Lui “ Ti ho chiesto dove vai.. Non cosa vai a fare!!!! Hahahahaha” Innervosito, smetto di aspettare l’ascensore e salgo le scale lasciandomi alle spalle il coglione. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 28 maggio 2009 - ore 20:24 MARLENE KUNTZ: NUOTANDO NELL’ARIA " Pelle: è la tua proprio quella che mi manca in certi momenti e in questo momento è la tua pelle ciò che sento nuotando nell’aria. Odori dell’amore nella mente dolente, tremante, ardente: il cuore domanda cos’è che manca perchè si sente male, molto male, amando, amando, amandoti ancora. Nel letto, aspetto ogni giorno un pezzo di te un grammo di gioia del tuo sorriso e non mi basta nuotare nell’aria per immaginarti: se tu sapessi che pena. Intanto l’aria intorno è più nebbia che altro l’aria è più nebbia che altro E’ certo un brivido averti qui con me in volo libero sugli anni andati ormai e non è facile, dovresti credermi, sentirti qui con me perchè tu non ci sei. Mi piacerebbe sai, sentirti piangere, anche una lacrima, per pochi attimi. Mi piacerebbe sai..." Critiano Godano LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK martedì 26 maggio 2009 - ore 23:31 Quando gli Zombi-e erano semplicemente una canzone passata per radio. (1994) Su quel Booster rosso, mi facevi guidare, mentre mi stringevi forte da dietro. E l’aria calda di queste sere di un afoso maggio ci asciugava i capelli ancora bagnati dalla doccia. E i problemi restavano chiusi dentro uno zaino di scuola, o al massimo sopra la scrivania tra i fogli del quaderno di matematica. E si era liberi di pensare che il futuro era una cosa così lontana. E potevamo sfidare la leggi fisiche o quelle stradali, tanto a noi non importava. E correndo su e giù per i nostri colli finivamo la serata sempre su quella strada sterrata a guardare il nostro mondo così piccolo, e così bello da lassù. Qualche carezza, qualche sorriso. Vorrei ora l’incoscienza di quel quindicenne. Vorrei avere quel coraggio di sbagliare per il gusto di farlo. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK domenica 24 maggio 2009 - ore 18:38 “Sei tu che vuoi vendere la casa di tuo padre.” E ora che faccio... Ho la mano che sanguina da quanto forte ho tirato il pugno attraverso l’armadio della mia camera. Fortunatamente ho scelto quello da 99euro all’Ikea, la perdita non è poi così contingente. E avevo bisogno di sfogarmi, di parlare con qualcuno che mi conosce veramente, ma non c’è nessuno che ha mai voluto capirmi. Perché da capire c’è poco.. Sta sera, appena il sole scende, parto. Ho bisogno di respirare un po.. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 24 maggio 2009 - ore 13:46 Buona domenica ...da mare? update: Come mi girano le palle. Da oggi ci sono solo io! Fanculo gli altri. Tanto, non ne vale la pena. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK venerdì 22 maggio 2009 - ore 15:18 Confidenza a Dio davanti una pinta di Guinnes. La bollicina si alza dal fondo del bicchiere per raggiungere la schiuma densa sul bordo superiore. La luce non filtra di color giallastro come nella bionda piccola di Matteo ma resta imprigionata al suo interno senza alcuna via di scampo. E lui mi parla di New York degli edifici che sono tutt’uno con il cielo, delle lunghe strade nere con l’asfalto che scotta sotto il tuo piede, di come ha amato sua moglie in quei paesaggi distanti da questa provinciola. E io lo guardo ma passo con lo sguardo oltre.. Guardo le luci delle piccole case che si distendono come in un campo di fiori dai mille colori. E penso che lo invidio. E penso che questa città mi sta stretta. E penso che non so se qualcuno lassù mi perdonerà mai per le decisioni che ho preso e prenderò. Mi sento egoista ad abbandonare al suo destino chi mi ha curato in questi anni. E penso che vendere quella casa frutto di una vita di sacrifici sia un torto che non dovevo fare. Ma qui davanti c’è la mia vita, voglio allungare la mano e prendermela.., O inizio ad alleggerirmi o affogherò pure io. 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