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HO VISTO
• Ho visto un vagone
comodino vicino ad un
vagone letto.
• Ho visto gatti neri rincorsi
da cani razzisti.
• Ho visto fare assegni circolari con un compasso...
• Ho visto un atleta
mangiare due primi, tre secondi e quattro decimi.
• Ho visto un uomo
riportare una leggera
ferita al legittimo proprietario.
• Ho visto un libro con l’indice fratturato...
• Ho visto lenti da sole
in cerca di compagnia...
• Ho visto un uomo con un occhio pesto e uno ragu’.
• Ho visto una porta chiudersi in un ostinato mutismo...
• Ho visto un grande
regista girare l’angolo.
• Ho visto sci con attacchi epilettici...
STO ASCOLTANDO
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
OGGI IL MIO UMORE E'...
Se mai leggerai queste parole:
Buon viaggio amico mio!
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) sapere che le persone che ti stanno intorno possono andarsene da un momento all' altro...
2) Accorgersi ogni giorno che passa, che il mondo è composto sempre più da stupidi, che da gente che usa il cervello!
3) E se alla mia morte venissi svegliato da qualcuno? Tutta questo sarebbestato solo un sogno....
MERAVIGLIE
1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
2) La primavera con tutti i suoi colori, i suoi profumi e l'energia che mi trasmette!
3) Sognare di giorno.
Perchè coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a coloro che sognano soltanto di notte.

Facce da K..olar 
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venerdì 1 dicembre 2006 - ore 10:10
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non sono né un artista né un poeta.
Ho trascorso i miei giorni scrivendo e dipingendo,
ma non sono in sintonia
con i miei giorni e le mie notti.
Sono una nube,
una nube che si confonde con gli oggetti,
ma ad essi mai si unisce.
Sono una nube,
e nella nube è la mia solitudine,
la mia fame e la mia sete.
La calamità è che la nube, la mia realtà,
anela di udire qualcunaltro che dica:
<<Non sei solo in questo mondo
ma siamo due, insieme,
e io so chi sei tu>>.

"Self-Portrait"
Poeta Pittore Filosofo
Kahlil, nasce a Bisherri, una cittadina nel Libano settentrionale,
il 6 gennaio 1883, luogo circondato dai famosi "Cedri del Libano".
Si chiamava Gibran Khalil Gibran e quando emigrò negli Stati Uniti
a undici anni il nome gli fu abbreviato da un’insegnante inglese.
Nei suoi scritti in inglese la sua firma sarà sempre Kahlil Gibran.
La sua formazione si può ricostruire attraverso gli anni neoplatonici
e paganeggianti di Boston, ove emigra nel 1894 con la madre, i
fratelli ed alcuni zii. Sono gli anni dell’emigrazione araba verso gli
Stati Uniti e il Brasile. Il padre, semialcoolizzato, rimane in Libano
forse in prigione, Gibran non avrà un buon ricordo del rapporto
con lui. E la madre, Kamele Rahmè, gli trasmette la religiosità e i
valori umani della sua tradizione culturale.
A 14 anni Kahlil torna in Libano per frequentare la scuola superiore
all’ Hikmè di Beirut. In questo periodo si imbatte nel classicismo
libanese che separa abissalmente i ricchi dai poveri, l’aristocrazia
ed il clero dal popolo. Verosimilmente risale a questi anni il contatto
più profondo e duraturo con le Sacre Scritture.Completati gli studi,
nel 1897, viaggia attraverso il Libano e la Siria.
A Boston, nel 1904, conosce Mary Haskell,
l’incontro più importante della sua vita. Mary sarà sua mecenare,
collaboratrice, amica, musa, e più tardi curatrice delle sue opere.
Grazie ai suoi contributii Gibran studia pittura a Parigi, tra il 1908
e il 1910, all’Acadèmie Lucien (accademia delle belle arti di Parigi).
Legge Voltaire e Rousseau, Blake, Nietzsche; scrive "Spiriti Ribelli",
pubblicato in arabo nel 1908, una breve raccolta di racconti dal tono
aspro e nostalgico sulla società libanese.
La salute di Gibran è piuttosto minata negli ultimi anni di vita che
trascorre tra New York e Boston, dove vive e lavora sua sorella
Mariana. Muore a New York, di cirrosi epatica e con un polmone
colpito da tubercolosi, il 10 Aprile 1931, aveva 48 anni. Gibran è
sepolto in un antico monastero del suo paese d’origine, secondo
la sua volontà. Fu sepolto in un giorno di pioggia, accompagnato da
pochi amici. Per l’occasione il giornale "The New York Sun"
annuncio’: "A Prophet is Dead." "Un profeta è morto". Gibran
lascia i diritti d’autore in eredità agli abitanti di Bisherri per opere
di pubblico beneficio.
-La tempesta è capace di disperdere i fiori
ma non è in grado di danneggiare i semi.
-L’uomo è due uomini; l’uno è sveglio nel buio,
l’altro è addormentato nella luce.
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PERMALINK
mercoledì 29 novembre 2006 - ore 13:38
Oggi sono così...
(categoria: " Vita Quotidiana ")

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PERMALINK
lunedì 27 novembre 2006 - ore 17:11
(categoria: " Vita Quotidiana ")

La vita è come un viaggio in treno. Spesso si sale, si scende,
ci sono degli incidenti. Quando nasciamo e saliamo sul treno,
incontriamo le persone che crediamo ci accompagneranno
durante tutto il nostro viaggio: i nostri genitori. Loro sono lì
quando muoviamo i primi passi nei vagoni , quando cominciamo
a parlare. Sono sempre pronti ad accoglierci nel loro profondo
abbraccio quando subiamo le nostre sconfitte. Rimangono al
nostro fianco anche quando noi vogliamo che se vadano via
e ci lasciano liberi. Ci sono sempre. Un giorno però loro
scenderanno in una stazione e ci lasceranno camminare da
soli ma il loro amore, il loro affetto, la loro compagnia e la
loro amicizia ci saranno compagni.
Sul treno salgono anche altre persone che per noi saranno
molto importanti: sono i nostri fratelli e le nostre sorelle,
i nostri amici e tutte le persone meravigliose che amiamo e
che ci accompagneranno per questo lungo viaggio.
Qualcuna di queste persone che salgono sul treno
considerano il viaggio come una piccola passeggiata dolce
e leggera mentre altre trovano solo tristezza e dolore nel
loro cammino. Ci sono persone invece che sul treno sono
sempre presenti e sempre pronte ad aiutare coloro che ne
hanno più bisogno, ma ci sono anche quelle che pensano
solo a se stesse e se ne infischiano degli altri passeggeri.
Ci sono anche persone che salgono e riscendono subito e
le avevamo appena notate e ci sono quelle che quando
scendono lasciano una nostalgia perenne.
Ci sorprende che qualcuno dei passeggeri, a cui vogliamo
più bene, si segga in un altro vagone e che in questo
frangente ci faccia fare il viaggio da soli. Naturalmente
non ci lasciamo frenare da nessuno quando ci spingiamo
alla loro ricerca nel vagone o in tutto il treno se necessario.
Purtroppo qualche volta non possiamo accomodarci al loro
fianco perché il posto vicino a loro è già occupato da
qualcun altro che in quel momento ha più bisogno di loro.
Ma non fa niente. Il viaggio è così: pieno di gioie, di dolori,
di sfide da superare, di sogni da realizzare, di speranze e di
addii. Ma, questo a differenza di tutti gli altri viaggi, è senza
ritorno perché la vita è un viaggio continuamente in salita
alla ricerca della felicità.
Cerchiamo quindi di fare il viaggio nel migliore dei modi.
Proviamo ad andare d’accordo con tutti i nostri compagni di
viaggio e cerchiamo il meglio in ognuno di loro perché ogni
persona, anche quella più antipatica, può insegnarti qualcosa
di importante per la tua vita.
Ricordiamoci che in ogni fase del tragitto uno dei nostri
compagni di viaggio può vacillare e che quindi avrà bisogno
di tutta la nostra comprensione e del nostro affetto. Anche noi
vacilleremo spesso e ci sarà qualcuno che ci aiuterà a
rimanere in piedi e a continuare il cammino.
Il grande mistero del viaggio della vita è che non sappiamo
quando scenderemo definitivamente e tanto meno quando
i nostri compagni di viaggio lo faranno perché la vita è un
dono prezioso e nessuno ha il diritto di togliercela
o di togliersela.
Verranno momenti in cui dovremo separarci dai nostri
compagni di viaggio perché ognuno nel treno deve trovare
il suo posto nel suo vagone. La separazione da tutti gli
amici che abbiamo incontrato durante il viaggio sarà
dolorosa e triste.
Ma ho la speranza, anzi la certezza che un giorno o l’altro li
rivedrò venirmi incontro tutti con un grande bagaglio che
quando li ho incontrati per la prima volta era ancora mezzo vuoto.
Ciò che mi renderà veramente felice è il pensiero che ho
contribuito ad aumentare e arricchire il loro bagaglio
impreziosendolo.
A voi tutti, i miei amici, auguro di proseguire il vostro viaggio
nel migliore dei modi, vi auguro di riuscire a trovare il vostro
posto sul treno della vita e di raggiungere quella felicità che
ogni uomo desidera e ricerca per tutta la sua vita.
A coloro che fanno parte del mio treno io auguro BUON VIAGGIO!!
-Tratto dal blog di Serc-
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PERMALINK
lunedì 27 novembre 2006 - ore 12:33
...tempo...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sarà che io mi faccio sempre troppe domande, chi siamo, da dove
veniamo, dove andiamo e perchè andiamo? 
Si forse me ne faccio troppe ma...
...per sempio cosa sarà mai veramente il tempo?
C’è chi dice che è relativo, che è un’invenzione degli uomini,
che è il modo di misurare il trascorrere degli eventi e delle epoche.
Il primo a descrivere il tempo come la quarta dimensione fu
un tale di nome Albert Einstein,
che con la sua teoria della relatività
disse che tempo e spazio non sono assoluti ma giustappunto relativi.
Dato che è la luce che porta l’informazione sul movimento,
teoricamente, viaggiando ad una velocità maggiore della luce si
potrebbe viaggiare nel tempo. Ma forse qui si entra in un campo
diverso che è la fantascienza:
Ve la ricordate la mitica Delorean che faceva viaggiare Marty nel tempo?


Lo conoscete il paradosso della nonna 
Se un tale viaggiasse indietro nel tempo e uccidesse
la propria nonna non potrebbe poi esistere nel futuro
e in qual caso non sarebbe potuto andare indietro nel
tempo per uccidere la nonna… e via dicendo.
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PERMALINK
venerdì 24 novembre 2006 - ore 14:50
Pensieri...
(categoria: " Musica e Canzoni ")
...se ti scrivo solo adesso,
un motivo ci sarà...
non ci sono desideri
da non dire,
come tempo fa...
il destino ha la sua puntualità...
...dove sono le ragazze
che sceglievano fra noi?
E dov’è la nave scuola
che hai confuso con l’amore,
forse lo era più che mai...
...se ti scrivo solo adesso
e che sono io così...
e che arrivo spesso tardi,
quando sono già ricordi
che hanno preso casa qui..
L. Ligabue

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PERMALINK
lunedì 20 novembre 2006 - ore 08:50
Accendi le casse...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ve la ricordate Lamù? 

.
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PERMALINK
giovedì 16 novembre 2006 - ore 13:08
Il Tantra
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Proseguiamo con l’argomento...
Aprirsi all’energia dell’amore e del sesso,
lasciarsi impregnare fino ad esserne strapieni,
fino ad arrivare ai limiti,
per scoprire ciò che
ci aspetta al di là della coscienza ordinaria.
Questo è il Tantra

In tempi recenti il Tantra ha conosciuto una grande notorietà in
occidente, principalmente a causa dell’enfasi erroneamente posta
sull’utilizzo di alcune pratiche sessuali; è bene chiarire come
queste in realtà costituiscano solo una piccola parte della dottrina
tantrica: essa combina corpo e mente, gioia e spiritualità,
una solida base morale, la pratica quotidiana delle âsana per la
purificazione del corpo e dei canali energetici, esercizi di
concentrazione e meditazione.
Quando il discepolo perviene ad un più elevato stadio di
consapevolezza, tramite il controllo dell’energia vitale diviene
possibile utilizzare anche il sesso per favorire la crescita spirituale.
Per il non iniziato l’atto sessuale è un’esperienza limitata, nello
spazio (in quanto incentrata sugli organi sessuali) e nel tempo (di
breve durata, limitata ad un effimero istante di piacere fisico):
grazie al Tantra l’adepto riesce ad espandere la propria percezione
della sessualità, trasformandola in un’esperienza divergente cui
partecipa ogni cellula del suo corpo, ogni fibra del suo essere,
ed in cui il tempo nella sua accezione comune cessa di esistere.
Il tantrico giunge a questo risultato incanalando l’energia
risvegliata dalle pratiche - kundalinî - attraverso le nâdî, o canali
sottili, portandola da mûlâdhâra chakra, dove normalmente risiede,
fino a sahasrara chakra toccando durante l’ascesa tutti i centri
energetici principali del corpo.
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PERMALINK
martedì 14 novembre 2006 - ore 14:29
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Essendo in tema, quale immagine preferite? 










E cosè un abbraccio per voi?
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PERMALINK
lunedì 13 novembre 2006 - ore 08:40
Kamasutra
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Come gentilmente richiestomi nel precedente blog e sempre
a proposito di filosofia indiana vi parlerò del Kamasutra 

.jpg)
Il Kamasutra è un antico testo indiano sul comportamento sessuale
umano, ampiamente considerato come l’opera più importante nella
letteratura sanscrita sull’amore. Il libro prende il nome dal suo scrittore
"Vatsyayana Kama Sutra"
Il Kama Sutra contiene 35 capitoli, organizzati in sette parti, ognuna
delle quali scritta da un esperto nel rispettivo campo. Le parti sono:
- 1. Introduzione (4 capitoli) - sull’amore in generale, il suo posto nella
vita di un uomo ed una classificazione delle donne.
- 2. Sull’unione sessuale (10 capitoli) - una discussione approfondita
sul bacio, vari tipi di preliminari, orgasmo, una lista di posizioni sessuali,
sesso orale, parafilia, e ménage à trois.
- 3. Sull’acquisizione di una moglie (5 capitoli) - corteggiamento e
matrimonio.
- 4. Su una moglie (2 capitoli) - il comportamento corretto di una moglie.
- 5. Sulle mogli degli altri (6 capitoli) - principalmente seduzione.
- 6. Sulle cortigiane (6 capitoli).
- 7. Sui mezzi per attrarre gli altri a qualcuno (2 capitoli).
Il Kama Sutra contiene un totale di 64 posizioni sessuali anche
rappresentate. Vatsyayana credeva che ci fossero otto modi di fare
l’amore, moltiplicati per otto posizioni per ognuno. Nel libro
queste sono note come le 64 Arti. Il capitolo che elenca
le posizioni è il più famoso e per questo è spesso scambiato
per l’intera opera.
Comunque, solo circa il 20 per cento del libro è dedicato alle posizioni
sessuali. Il resto è una guida su come essere un buon cittadino e parla
delle relazioni fra uomini e donne. Il Kama Sutra descrive il fare l’amore
come un’unione divina. Vatsyayana credeva che il sesso in sé non
fosse sbagliato, a meno che non lo si facesse frivolmente. Il Kama
Sutra ha aiutato le persone a godere dell’arte del sesso in maniera più
profonda e può essere considerato una guida tecnica al godimento
sessuale, oltre a provvedere ad una descrizione dei costumi e delle
pratiche sessuali dell’India di quei tempi.
Il Kama (in sanscrito piacere o benessere) non è infatti percepito come
un peccato, ma è uno dei quattro scopi della vita (purushartha).
E voi che ne pensate del kamasutra, del piacere, delle posizioni?
Clicca sull’immagine per vedere tutte le posizioni: 

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PERMALINK
venerdì 10 novembre 2006 - ore 13:50
Ve lo siete mai chiesto?
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Perché alcuni nascono ricchi ed altri poveri,
perché alcuni malati ed altri sani,
perché alcuni intelligentissimi ed altri no?
Davvero è solo un caso nascere in questa
o in quell’altra famiglia,
in Africa o nella "civilissima" America?
Secondo la teoria del Karma, tutto ciò che pensiamo,
diciamo e tutte le nostre azioni, lasciano una traccia
sul nostro, chiamiamolo, destino, sia in questa vita,
sia in una prossima, per cui se ci comportiamo
nel modo "giusto" creiamo karma positivo e viceversa,
quindi è necessario operare una trasformazione nella
nostra mente.
È una sorta della nostra legge del contrappasso,
per cui in ogni vita incontriamo esattamente
ciò di cui abbiamo bisogno per evolvere
spiritualmente, prove spesso dure e difficili,
ma non gratuite o casuali;
non si tratta neanche di punizione o di vendetta,
ma del semplice effetto di un’azione
(questo è uno dei significati della parola sanscrita
"karma"), rispetto ad una verità assoluta ed immutabile.
Guai però ad affermare semplicisticamente
che se una persona ora soffre, tanto peggio per lei,
se lo è meritato; chi siamo noi per dire questo?
Ammetto che è una teoria che mi affascina molto e a voi?
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Il karma è la legge inevitabile di causa ed effetto,
per mezzo della quale tutti gli esseri viventi
raccolgono il frutto delle loro azioni
e dei loro pensieri.
Esso è al di sopra di tutta la vita,
e ha inizio se c’è movimento dello Spirito.
L’uomo crea karma finché respira,
perché nessuno è al di là del movimento
nemmeno per un secondo.
Shri Babaji
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