VIVERE DI IMMAGINI I AM A PART OF ALL I HAVE MET.
"Chi non comprende il tuo silenzio,
probabilmente non capirà nemmeno le tue parole"
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
giovedì 2 febbraio 2006 - ore 13:20
merdaaaaaaaaa
(categoria: " Vita Quotidiana ")
PASSATA LA VOGLIA DI TENEREZZA
HO COSI TANTA RABBIA ADESSO CHE SE AVESSI UN MICROFONO IN MANO POTREI BUTTARE GIU UN EDIFICIO CAZZANDO UN URLO DI UN QUARTO DORA
GRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR
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giovedì 2 febbraio 2006 - ore 10:43
voglia di tenerezza!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Buongiorno e coccoleeeeee!

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mercoledì 1 febbraio 2006 - ore 13:23
bauahauhuahwawa
- sfuocata e significativa
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Guardate che ho trovato spiando il fotolog dell’amica Folletta...
maahuahuahuah che alcolizzateeeeeeeeeeeee

W le feste di Colfosco!!!!!
abauhauhauhauuh


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mercoledì 1 febbraio 2006 - ore 10:44
Tantooooo pe cantàààààà
(categoria: " Vita Quotidiana ")
RAGASSI CARISSSIMIIIII!
OGGI CHO VOJA DE CANTAAAAAA!
Mi è venuto alla mente un compleanno della mia nonnina (bonanima), compiva 85 anni, ed eravamo tutti a Roccagorga (LT, mia madre è da lì), per loccasione si era riunita tutta la famighhhhia da parte madre per una splendida cena in terrazza. Al contrario dei parenti nord-est, con quelli del centro siamo stati "La Grande Famiglia", le tavolate che organizzavamo per Natale o Ferragosto avevano qualcosa di incredibile, tutti quanti raggiungevamo le 30 persone, e le zie si cimentavano in veri e propri piatti trionfali tipici.
Mio cugggggino mio cugggino, attualmente Ing in quel della Capitale e musicista di secondo lavoro, rallegrava i momenti insieme con tutti gli stornelli in lingua. Stamattina ho in mente questa foto, di noi anni fa tutti riuniti e il mio cuginastro con lacustica in mano; il sottofondo di questa foto, che canticchio dalle otto, è la seguente...
È na canzone senza titolo, tanto pe cantà, pe fà quarche cosa, nun è gnentede straordinario, è robba der paese nostro, che se pò cantà puro senza voce, basta a salute.
Quanno cè a salute cè tutto. Basta a salute e n par de scarpe nòve, pòi giràtutter monno.
E maccompagno da me.
Pe fa la vita meno amara
Me so comprato sta chitara,
E quanner sole scende e more
Me sento n còre cantatore;
La voce è poca ma ntonata,
Nun serve a fà la serenata,
Ma solamente a fà in magnera
De famme un sogno a prima sera.
Tanto pe cantà,
Perché me sento n friccico ner còre,
Tanto pe sognà,
Perché ner petto me ce naschi n fiore.
Fiore de lillà
Che mariporti verso er primo amore,
Che sospirava a le canzone mie,
E marintontoniva de bucìe.
Canzoni belle e appassionate
Che Roma mia mha ricordate,
Cantate solo pe dispetto,
Ma co na smania drentar petto;
Io nun ve canto a voce piena,
Ma tutta lanima è serena;
E quanno er cèlo se scolora
De me nessuna sinnamora.
Tanto pe cantà,
Perché me sento n friccico ner còre,
Tanto pe sognà,
Perché ner petto me ce naschi n fiore.
Fiore de lillà
Che mariporti verso er primo amore,
Che sospirava a le canzone mie,
E marintontoniva de bucìe.
E tra questi ricordi dinfanzia che vi abbraccio e torno alle cartacce!
Baciuz!!!
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mercoledì 1 febbraio 2006 - ore 08:42
Buongiorno
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Emotion...
Seguir con gli occhi un airone sopra il fiume e poi
ritrovarsi a volare
e sdraiarsi felice sopra lerba ad ascoltare
un sottile dispiacere
E di notte passare con lo sguardo la collina per scoprire
dove il sole va a dormire
Domandarsi perche quando cade la tristezza
in fondo al cuore
come la neve non fa rumore
e guidare come un pazzo a fari spenti nella notte
per vedere
se poi e tanto difficile morire
E stringere le mani per fermare
qualcosa che
e dentro me
ma nella mente tua non ce
Capire tu non puoi
tu chiamale se vuoi
emozioni
tu chiamale se vuoi
emozioni
Uscir dalla brughiera di mattina
dove non si vede ad un passo
per ritrovar se stesso
Parlar del piu e del meno con un pescatore
per ore ed ore
per non sentir che dentro qualcosa muore
E ricoprir di terra una piantina verde
sperando possa
nascere un giorno una rosa rossa
E prendere a pugni un uomo solo
perche e stato un po scortese
sapendo che quel che brucia non son le offese
e chiudere gli occhi per fermare
qualcosa che
e dentro me
ma nella mente tua non ce
Capire tu non puoi
tu chiamale se vuoi
emozioni
tu chiamale se vuoi
emozioni
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martedì 31 gennaio 2006 - ore 14:44
un pò triste
(categoria: " Riflessioni ")
Sottile filo di malinconia.
Giorno in cui non ci sarebbe niente di meglio che starmene seduta in riva al mare a guardare le onde che instancabili accarezzano la sabbia. Momenti in cui le distanze si fanno ancor più lontane e antiche ombre di solitudine riaffiorano. Non amanti, non amici, non uno dellaltra e non solamente soli.
Certe volte non mi sento di nessuno, nemmeno di me stessa.
Passerà, lo so, ma per ora scriverne mi fa sentire meglio.
Vi abbraccio
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lunedì 30 gennaio 2006 - ore 20:44
Tempo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Carissimi,
dopo un mese di raffreddore e tosse, stamattina ho deciso di andare dal mago occidentale che mi ha prescritto qualche pozione tra il magico e il velenoso. Sono seguite ore di sonno che mi hanno rigenerato.
E sono rimasta molto sorpresa dalla differenza di una giornata di fermo invece che lavorativa. Di solito la mia giornata è dedicata al lavoro otto lunghe ore ed il resto a qualche riunione o al nuoto e agli amici. Invece oggi nulla di tutto ciò. Sveglia prestino per andare dal dottore, solita trafila di attesa presso il medico di famiglia, soliti sguardi degli abitanti di questo paese di 1300 anime che si chiedono di chi tu sia mai figlia, alla ricerca dellintero albero genealogico scrutando i lineamenti del tuo viso. Non mi ci abituerò mai.
Tempo lento, pensavo fossero le undici e invece sono solo le nove e trenta. Ho dedicato un paio dore alla biologia, sono riuscita finalmente a finire quel libro che trascinavo da un pò per mancanza di tempo, "Un altro giro di giostra" di Tiziano Terzani. Un Terzani malato di cancro che dopo aver sperimentato la chemioterapia, decide di andare ad Oriente per provare medicine di altre culture, tibetana, cinese, ayurveda, qi gong, pranoterapia, reiku. Fino allincontro con un vecchio saggio, la decisione di vivere da eremita nellHimalaya e il raggiungimento della conclusione che la chiave di tutto è larmonia con luniverso e e con se stessi. Perchè lIo è il Tutto. Senza distinzione di religione, la saggezza viene dallesperienza e non da qualche testo sacro e noi non siamo unidentità singola, non siamo quello che studiamo, quello che viviamo, siamo un tuttuno con la natura, la terra, laria e lacqua.
E cè un pensiero che mi ha dato molto da riflettere.
"Lamore, il distacco, la libertà. Che cosè lamore? E semplice desiderio, per cui dipendenza? O una delle massime espressioni di libertà, perchè è un legame che non lega, e per questo è forte, come se un elefante accettasse di farsi tenere da un filo di seta?"
E la cosa bella è che ho avuto tempo per pensarci su, non cera il telefono a squillare, gente in arrivo, fax da smistare. Cera solo il silenzio di casa. E in quel silenzio, che di solito quando sono persa nella routine di tutti i giorni poco sopporto, ho ricordato una frase che mi disse il mio migliore amico qualche anno fa, in un brutto momento per me. Mi disse: "Amica mia, ricorda sempre quel che disse S. Agostino, "Ama et fac quod vis", ovvero ama e fai quello che vuoi."
Penso sia una grande lezione, più di ogni grande religione o credo, più di ogni testo sacro o di qualsiasi leggenda indiana. Perchè quando si fa unazione con amore, essa non può essere sbagliata. Se agisco con amore ( e non intendo solo quello di coppia ) potrò fare quello che voglio, sarò libera. Amore e conoscenza vanno di pari passo, credo. "Il vero capire non avviene con la testa, ma con il cuore."
E voglia di partire, carissimi, continuando questo infinito viaggio fuori e dentro di me, oggi un pò più consapevole che ogni giorno regalato in questa vita, non è altro che un magnifico giro in giostra.
Vi abbraccio
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domenica 29 gennaio 2006 - ore 14:23
TA-DAAAAAAAAAAA
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Splendidi lettori, è domenica 29 gennaio e ho sonno.
Ho trascorso la giornata di ieri correndo da un posto all’altro per riuscire a fare e vedere tutto e tutti e alla fine ci sono riuscita.
Ieri sera dopo nuoto ha raggiunto i miei amici storici e ci siamo dedicati al vino in una carinissima osteria di Vittorio Veneto, l’"Antica Serravalle", io e Folletta con Ale ci siam fatte pure un paio di bicchieri della nostra passione proibita, Brachetto.
La notiziona che volevo postare, siore e siori, e che ieri ho fatto una prova in studio di registrazione per cantare pianobar e ......
MI HA PRESO A CANTAREEEEEEEEEEEEEEEEEE
.
Difficoltà triplicata per colpa del raffreddore e della tosse, ma alla fine è andata bene!!!
Il tipo in quesione è un tipo da Vittorio Veneto che ha 6 anni di conservatorio e 10 anni di esperienza pianobaresca alle spalle.
Canto, mia grande passione. Ho cantato 6 anni folk, con qualche apparizione da solista per qualche canto gospel in alcuni teatri, e poi ho mollato un pò perchè mi ero stufata del genere e un pò per altri impegni.
E ora non è che un piacere tornare a dar aria seriamente alle mie corde vocali arrugginite!
Oggi casa, studio un pò biologia e provo un paio di pezzi, ho molto da imparare, di tutto.
Mi bevo lento un Chivas, vi abbraccio forte e vi auguro una buona domenica.
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venerdì 27 gennaio 2006 - ore 16:51
Perchè io non voglio dimenticare.
(categoria: " Riflessioni ")
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venerdì 27 gennaio 2006 - ore 13:35
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Oddio che mega abbioccoooooo
Chi ce la fa ancora quattro ore qui???
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