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La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali

M. K. "Mahatma" Gandhi

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La morale Wicca è incentrata attorno alla Rede (termine inglese arcaico traducibile anche come "consiglio, proverbio") che, in parte, recita: Finché non fai del male a nessuno, fa’ ciò che vuoi. Molti wiccan professano anche la Legge del tre: l’idea che tutto ciò che facciamo (nel bene e nel male) ci ritornerà moltiplicato per tre. L’accento viene posto sul fatto che la morale risiede nella responsabilità individuale, non nelle strutture religiose.
La mancanza di rigidi dogmi, l’attenzione all’individualità, il rispetto delle differenze personali e la tolleranza, l’assenza di misoginia (anzi, spesso la centralità della figura femminile), il messaggio ecologico sono sicuramente gli aspetti che caratterizzano la Wicca e che la rendono attraente agli occhi dei suoi membri. È importante ricordare anche l’assenza di proselitismo nella wicca, che non si riconosce come unica via verso il divino.

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"Dodici note in ogni ottava e la varietà del ritmo mi offrono delle opportunità che tutto il genio umano non esaurirà mai" I. STRAVINSKIJ




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venerdì 21 luglio 2006 - ore 09:35


laccetti
(categoria: " Riflessioni ")


ma vi rendete conto?
e poi mi chiedono se Vicenza, la mia città, mi piace...mi sforzo di apprezzare quanto di bello abbiamo da queste parti tra ville del Palladio, strutture a misura d’uomo, colli berici, ipocrisia, perbenismo..ah no aspetta, questi due non sono aspetti positivi, ma congiunturali, parametri esogeni

tralascio

lo spunto per questa critica viene dal concerto di James Brown, sissignori, perchè Vicenza con la musica ci flirta, ma non ne è in grado, i concerti in piazza dei signori sono solo pretenziosi perchè in fatto di organizzazione lasciano ben a desiderare.
Per carità i poveri omini neri della sicurezza (sicurezza???chiamarli staff???ma i poliziotti armati cosa servivano ?ad ascoltare gratis il concerto?) faranno anche il loro lavoro, ma, mi chiedo, lasciare 10 e più file di sedie VUOTE al centro della piazza a 10 metri dal palco e ancora più indietro di 3 metri la gente dietro alle transenne PAGANTE!!! (25 n-euri) trattandoli come dissidentinoglobalblackblock è una cosa degna ed accettabile?? ovvio che poi c’è chi fa il furbo, chi insulta, chi prende in giro (testimonio di Donne sul piede di Guerra - nevvero Carlotta? - che se la sono presa con gli gnomi neri all’ennesimo laccetto per tenere unite tra loro le transenne, unica risposta che sapevano dare alle richieste delle persone )

fa tutto un po’ vicenza questa vicenda no? nel rispetto dei "paganti" dei posti a sedere lasciamo un vuoto incredibile, così l’artista sarà molto motivato a dare il meglio di sè...meno male che la super macchina del sesso settantatreenne, padrino dell’anima, di queste cose nulla si è accorto, però che stile ha quell’uomo? un concentrato di energia, uno che la sua vita se l’è vissuta appieno, veramente

ultima riflessione: James Brown fa questo mestiere da ormai 50 e più anni, inossidabile, quale operaio-impiegato lavorerebbe con una tale energia e voglia così a lungo? forse c’è qualcosa che non va...






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martedì 18 luglio 2006 - ore 09:40


un assaggio di futuro tra spimes e arphids
(categoria: " Riflessioni ")


“Ora che abbiamo conquistato il mondo fatto di bit, dobbiamo riformare quello fatto di atomi. Non l’immagine simulata sullo schermo, ma la realtà corporale, fisica. Non curve matematiche e rendering, ma cose grosse e pesanti, che possono essere afferrate e tirate. Questo è l’universo che deve essere conquistato. Perché il mondo non può cavarsela da solo. Non è sostenibile, non ha futuro.” (Bruce Sterling)

Sarà sempre più difficile nel prossimo futuro parlare di oggetti inanimati per descrivere il mondo delle cose. Già oggi molti degli oggetti che ci circondano sono dotati di sensori e microchip, trasmettono e ricevono informazioni, interagiscono con le persone e l’ambiente. Andando a formare un complesso universo fisico interconnesso che è stato suggestivamente battezzato The Internet of Things, la rete delle cose. Lo slogan è stato coniato dall’Auto Id Center, organizzazione di ricerca con sede al MIT di Boston che promuove lo studio e l’applicazione della tecnologia chiave di questo processo: la RFID (Radio Frequency Identification). Si tratta, in sostanza, di un’evoluzione del vecchio codice a barre; le nuove etichette elettromagnetiche (dette anche RFID tag o transponder) permettono di identificare oggetti, persone o animali, oltre che di tracciarne l’esatta collocazione. Il tag è composto da un microchip che contiene informazioni (natura dell’oggetto, provenienza, caratteristiche, istruzioni per l’uso, destinazione), ma anche da un’antenna per ricevere e trasmettere dati a distanza. Questa tecnologia viene utilizzata ad esempio per la gestione delle merci in viaggio da un magazzino all’altro, nei sistemi anti-taccheggio di negozi e supermercati, nelle biblioteche, in alcuni impianti di pedaggio autostradale e nelle tessere del trasporto urbano). Se è fuori discussione l’enorme utilità insita nel poter riconoscere un oggetto, individuarne la posizione e ricostruirne l’intera storia, è quasi superfluo sottolinearne gli aspetti controversi in un settore già molto delicato come quello della privacy.

Le preoccupazioni di chi mette in guardia dai rischi del contemporaneo regime di dataveillance (termine coniato da Roger Clark per definire un controllo basato sulle tracce informatiche di carte di credito, telefoni cellulari e reti) sono, com’è facile intuire, aumentate esponenzialmente con la massiccia introduzione di dispositivi RFID.
Aldilà delle applicazioni pratiche delle nuove etichette intelligenti, e delle questioni etiche e legali legate al loro utilizzo, è interessante approfondirne anche le implicazioni visionarie, creative e filosofiche. Numerosi sono infatti gli intellettuali, gli studiosi e gli artisti attualmente impegnati nella ricerca e nella sperimentazione sulla tecnologia RFID. Lo spunto principale ci viene dall’inossidabile Bruce Sterling, scrittore statunitense autore di romanzi caposaldo della letteratura cyberpunk, osservatore attento e acutissimo delle conseguenze psico-sociali del nostro ambiente altamente tecnologizzato. Nel suo ultimo saggio, Shaping Things (MIT Press, 2005), ripercorre l’intera storia del rapporto dell’uomo con le cose che costruisce e utilizza, dai semplici artefatti realizzati a mano fino alle macchine più complesse. Per descrivere i nuovi “oggetti intelligenti” (smart objects), Sterling conia l’affascinante termine spime, ponendo l’accento sullo strettissimo legame che questi nuovi prodotti intrecciano con il luogo e il momento. Gli spime possono essere rintracciati esattamente nel tempo e nello spazio (space + time).
Già da un paio d’anni a questa parte, gli RFID sono entrati nelle opere dei media artist di tutto il mondo, come era già successo per computer, telefoni, reti, cellulari e sistemi satellitari. Sempre Sterling, in una recente conferenza londinese, ha definito la tecnologia RFID (da lui ribattezzata arphid, termine subito adottato dalla comunità artistica per il suo indubbio carattere evocativo) come “il futuro dell’arte mediale”. Citando una serie di progetti artistici che ne sfruttano le potenzialità ed azzardando persino una previsione sul futuro sviluppo di tale tendenza (un primo periodo “magico” alla Meliés, incentrato sullo stupore per il dispositivo; una seconda fase di detournamento, che sottolinea il carattere controverso della tecnologia; e infine una fase matura).

Osservando il panorama attuale, e volendo seguire la mappatura dello scrittore americano, l’impressione è quella di trovarsi più o meno a metà strada tra il primo e il secondo stadio. I progetti attuali infatti sembrano aver già in parte superato la semplice infatuazione tecnofila e già riflettono sulle implicazioni sociali e cognitive del nuovo universo fatto di cose interconnesse.
Nancy Nisbet, giovane artista canadese, già nel 2004 si impiantò un transponder nella mano e lo collegò ad un lettore posizionato all’interno del proprio mouse, in modo da tracciare ogni suo movimento sulla rete e riprodurlo sullo schermo. L’opera, Tracking Virtual Identity, rifletteva sul rapporto tra fisico e virtuale, e sulla natura in evoluzione del concetto di identità. La statunitense Meghan Trainor invece inserisce gli arphids all’interno di oggetti/scultura da lei stessa ideati, che, collegati ad un apposito lettore, generano un’ampia gamma di suoni, dando vita ad una performance musicale.
Ma l’opera più recente, attualmente in mostra a Londra presso la galleria HTTP, è Urban Eyes, di Marcus Kirsch e Jussi Angesleva. Il progetto sfrutta la tecnologia wireless, i chip RFID, la rete di webcam e infine un network animale. I piccioni londinesi vengono nutriti con mangime “arricchito” di microchip, che rimangono all’interno del loro corpo per circa 12 ore. In quel periodo di tempo, i volatili si aggirano per i cieli della capitale britannica, inviando informazioni sulla propria localizzazione ad un computer e ai dispositivi bluetooth attivi nelle immediate vicinanze. Il segnale si collega alla webcam più vicina e fa apparire sugli schermi un’immagine aerea della città, nel punto in cui il piccione sta volando. Una deriva psicogeografica aiutata dalla tecnologia e supportata dal sistema di comunicazione più antico e letterario. Novelli piccioni viaggiatori dotati di transponder.

fonte: exibart.com

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lunedì 10 luglio 2006 - ore 13:24



(categoria: " Accadde Domani ")




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giovedì 6 luglio 2006 - ore 08:12


INVITO
(categoria: " Accadde Domani ")


Nanopatologie: incontro pubblico con il dott. Montanari

Direttamente dagli spettacoli di Beppe Grillo il ricercatore modenese che descrive la pazzia degli inceneritori e dell’inquinamento folle a cui siamo arrivati.


Giovedì 6 luglio 2006 ore 20:45

Missioni Saveriani
Viale Trento, 119 - 36100 Vicenza

Ingresso Libero


Che cosa sono le nanopatologie

Per "nanopatologie" s’intendono le malattie provocate da micro- e nanoparticelle inorganiche che sono riuscite, per inalazione od ingestione, ad insinuarsi nell’organismo e si sono stabilite in un organo o in un tessuto.

Le particelle sono liberate naturalmente in atmosfera dai vulcani attivi, dagl’incendi, dall’erosione delle rocce, dalla sabbia sollevata dal vento, ecc. In genere, le particelle di queste provenienze sono piuttosto grossolane. Spesso più sottili e normalmente assai più numerose, sono le particelle originate dalle attività umane, soprattutto quelle che prevedono l’impiego di processi ad alta temperatura. Tra questi processi, il funzionamento dei motori a scoppio, dei cementifici, delle fonderie e degl’inceneritori.

I concetti fondamentali da ricordare sono:

1. Qualsiasi sorgente ad alta temperatura provoca la formazione di particolato.

2. Più elevata è la temperatura, minore è la dimensione delle particelle prodotte.

3. Più la particella è piccola, più questa è capace di penetrare nei tessuti.

4. Non esistono meccanismi biologici od artificiali conosciuti capaci di eliminare il particolato una volta che questo sia stato sequestrato da un organo o un tessuto.


L’elenco che segue riporta alcuni metalli contenuti in prodotti che mangiamo tutti i giorni, metalli come Titanio, Cobalto, Argento.

Basta saperlo. Come per le sigarette è sufficiente aggiungere un’etichetta con su scritto: "Attenzione, vetro all’interno", oppure "Piombo, Bismuto e Solfato di Bario possono produrre effetti collaterali".

L’elenco:

Pandoro Motta: Alluminio, Argento

Salatini Tiny Rold Gold (USA): Ferro, Cromo, Nichel (cioè acciaio), Alluminio

Biscotti Offelle Bistefani: Osmio, Ferro, Zinco, Zirconio, Silicio-Titanio

Biscotti Galletti Barilla: Titanio, Ferro, Tungsteno

Macine Barilla: Titanio

Granetti Barilla: Ferro, Cromo

Nastrine Barilla: Ferro

Bauletto Coop: Ferro, Cromo

Plum cake allo yogurt Giorietto Biscotti: Ferro. Cromo

Ringo Pavesi: Ferro, Cromo, Silicio, Alluminio, Titanio

Pane carasau (I Granai di Qui Sardegna): Ferro, Cromo

Pane ciabatta Esselunga: Piombo, Bismuto, Alluminio

Pane morbido a fette Barilla: Piombo, Bismuto, Alluminio

Paneangeli Cameo: Alluminio, Silicio

Pane Panem: Ferro, Nichel, Cobalto, Alluminio, Piombo, Bismuto, Manganese

Cornetto Sanson (cialda): Ferro, Cromo e Nichel (cioè acciaio)

Biscotto Marachella Sanson: Silicio, Ferro

Omogeneizzato Manzo Plasmon: Silicio, Alluminio

Omogeneizzato Vitello e Prosciutto Plasmon: Ferro, Solfato di Bario, Stronzio, Ferro-Cromo, Titanio

Cacao in polvere Lindt: Ferro, Cromo, Nichel

Tortellini Fini: Ferro, Cromo

Hamburger McDonald’s: Argento

Mozzarella Granarolo: Ferro, Cromo, Nichel

Chewing gum Daygum Microtech Perfetti: Silicio (cioè vetro)

Integratore Formula 1 (pasto sostitutivo) Herbalife: Ferro, Titanio

Integratore Formula 2 Herbalife: Ferro, Cromo

I metalli elencati sono tutti sotto forma di particelle nano e micro-metriche (nano = dal miliardesimo al decimilionesimo di metro, micro = dal milionesimo al centomillesimo di metro).

Nessuno degli inquinanti particolati di cui sopra è biodegradabile e, dunque, resta dov’è per sempre.

E dov’è è un tessuto umano.

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martedì 27 giugno 2006 - ore 13:13


Bentornata pong-a
(categoria: " Lavoro ")


sono d’accordo con chi mi definirà il "blogger della domenica"



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domenica 25 giugno 2006 - ore 12:49


memoria memoria memoria
(categoria: " Viaggi ")


gli anni 90

è indubitabile, mettere su nevermind è un evento particolare per quelli della mia generazione, soprattutto se a distanza di tanto tempo.
i suoni non arrivano da soli all’orecchio, accendono ricordi di squarci di luci colorate intermittenti nella semioscurità di banchi di nebbia di fumo, odore pungente ed acre di taverne, alcool, festini di tempeste ormonali, vomito e voglia di autodistruzione.
Moquette macchiata e impolverata.
Muffa e divani scassati.


quasi un’ora su di una macchina del tempo da cui si smonta frastornati e vestiti con una camicia di cotone pesante a quadrettoni e jeans strappati

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domenica 11 giugno 2006 - ore 14:18


medium
(categoria: " Accadde Domani ")


intanto ieri la vita mi ha dato riprova di avere gran senso dell’ironia, peccato solo che la serata non abbia preso il volo (bella la pandina della maestrina)

Però son soddisfazioni, fare la cosa giusta al momento giusto, soprattutto quando questo momento arriva all’improvviso, dopo giorni di imminenza, di chiaroveggenza quasi, tac. succede. ma se succede e tu, anche se colto di sorpresa, hai il guizzo vitale giusto, riesci a cancellare lunghi periodi di rimuginazioni e sofferenze, riesci a restituire con un gesto, o meglio un non-gesto (nel qual caso una non stretta di mano), parte del disprezzo ristagnatosi nel tempo come mucillaggine nelle anse più nascoste dell’anima. Quella stretta di mano che era tutto, rispetto, amicizia, fratellanza.

sono piccole conquiste.


Oggi poi c’è il ritorno al campetto ore 14e45, con tanto di tutor semirigido, ma è il ritorno al campetto, chissà che sensazione darà rimettere una palla in un cesto dopo 6 mesi di stop...

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domenica 4 giugno 2006 - ore 22:52


Buona notte
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Incombere umorale degli affetti del sangue
Incombere umorale delle idee delle istanze
Insolente promessa sciocca vacua solenne
Di bastare a se’ ....

Non tornero’ mai dov’ero gia’
Non tornero’ mai a prima, mai
Non tornero’ mai a prima, mai
Non tornero’ mai dov’ero gia’

Incombere umorale degli affetti del sangue
Incombere umorale delle idee delle istanze
Potessi dirti quello che nemmeno posso scriverti
Esiterei nel farlo...

Oggi e’ domenica, domani si muore
Oggi mi vesto di seta e candore
Oggi e’ domenica, domani si muore
oggi mi vesto di rosso e d’amore

Non tornero’ mai dov’ero gia’
Non tornero’ mai a prima, mai
Non tornero’ mai a prima, mai
Non tornero’ mai dov’ero gia’
Oggi e’ domenica, domani si muore
Oggi mi vesto di seta e candore
Oggi e’ domenica, domani si muore
oggi mi vesto di rosso e d’amore

Ad onta di ogni strenua decisione o voto contrario
Mi trovo imbarazzato sorpreso ferito
Per un’irata sensazione di peggioramento
Per un’irata sensazione di peggioramento
Di cui non so parlare ne’ so fare domande
Di cui non so parlare ne’ so fare domande


Consorzio Suonatori Indipendenti - Irata

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sabato 3 giugno 2006 - ore 17:11


amare è un po’ morire
(categoria: " Vita Quotidiana ")










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sabato 3 giugno 2006 - ore 16:23


caos mentale
(categoria: " Cinema ")




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