Trova un obiettivo, una direzione precisa per cui valga la pena anche di morire; proietta verso di essa tutta la tua energia, e seguila con tutto te stesso.
Ho trovato la mia meta
... ed ora provate pure a tagliarmi le ali, a chiudermi le porte, a sparare sui miei sogni ...
Ve lo giuro: non mi fermerete !!
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
venerdì 3 febbraio 2006 - ore 10:45
Mi è appena arrivata la catena più divertente che abbia mai ricevuto !
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"Ciao, mi chiamo Jenna... ho 7 anni, capelli neri e occhi rossi.
(E già qui ti consiglierei un buon collirio - n.d.Tany) Non ho nè naso nè orecchie ... sono morta.
(Che culo ! ... e come l’ hai scritta ’sta mail ?? - n.d.Tany) Se non mandi questa mail a 15 persone nei prossimi 5 minuti, io apparirò stanotte di fianco al tuo letto con un coltello e ti ucciderò.
(Bwhahahahahahaha - n.d.Tany) Non è uno scherzo. Qualcosa di bello ti capiterà stasera alle 9:22. Ripeto, questo non è uno scherzo... Qualcuno ti telefonerà o ti parlerà su internet
(Un fantasma tecnologico, wow
- n.d.Tany) e ti dirà che ti ama. Non spezzare la catena..."
... e io ti aspetto

...
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giovedì 2 febbraio 2006 - ore 10:24
Prima o poi anche la scienza ci arriva ...
(categoria: " Scienza e Tecnica ")
Ricerca Usa: ecco come l’area cerebrale diventa più grande
Normalmente queste zone tendono a ridursi con l’età
Meditare rafforza il cervello
ecco i segreti della menteEsercizio utile anche contro lo stress. Le onde gamma
fanno invecchiare meglio e riducono il rischio di malattie
di LUIGI BIGNAMIROMA - Meditare fa bene al cervello e aumenta le capacità intellettive. Sono tante le definizioni di meditazione, perché diverse sono le meditazioni, ma una cosa che le accomuna c’è, ed è arrivata dalla ricerca scientifica. L’ha scoperta un gruppo di ricercatori della Harvard Medical School di Yale e del Massachusetts Institute of Technology. La gente che medita vede crescere il proprio cervello, un fenomeno che non succede a chi non medita. Ma c’è di più.
Scannerizzando il cervello i ricercatori hanno osservato che le parti che aumentano in spessore sono quelle addette all’attenzione e ai processi sensoriali che arrivano dall’esterno. All’interno della materia grigia poi, lo spessore aumenta maggiormente nelle persone adulte rispetto a quelle più giovani. Questo è davvero interessante, sostengono i ricercatori, perché di solito questa sezione del cervello umano normalmente rimpicciolisce con l’età. In altre parole è come se nelle persone anziane la meditazione fosse in grado di far tornare attive quelle parti del cervello che lo sono soprattutto in tenera età.
Spiega Sara Lazar, responsabile della ricerca: "I nostri dati portano a sostenere che la pratica della meditazione conferisce non solo l’aumento della materia grigia, ma anche elasticità alla corteccia cerebrale degli adulti in aree importanti per l’apprendimento, i processi emotivi e lo per star bene". Secondo i ricercatori questa scoperta si conforma ad altre ricerche che avrebbero dimostrato che la meditazione ispessisce le aree del cervello di chi pratica musica, di chi impara molte lingue.
Ma come si è giunti a queste conclusioni? I ricercatori hanno scannerizzato il cervello di 20 persone - alcune delle quali che facevano meditazione da vari decenni altre da un solo anno - e lo hanno confrontato con 15 che non l’avevano mai praticata. Per misurare il livello di meditazione che i partecipanti erano in grado di raggiungere veniva chiesto loro, durante la scannerizzazione del cervello, di provare a meditare solo su ciò che gli capitava attorno ad essi durante le analisi, senza utilizzare particolari metodi di mantra ossia senza usare quei suoni che emessi, secondo la meditazione buddista, sono in grado di liberare la mente dai pensieri. Spiega Lazar: "Se i partecipanti all’esperimento sentivano un rumore essi dovevano ascoltarlo, piuttosto che pensare ad esso. Se non succedeva nulla, dovevano porre attenzione al loro respiro. In altre parole essi non dovevano elaborare pensieri".
Questa fase di studio durava circa 40 minuti, durante i quali la profondità della meditazione veniva misurata attraverso il rallentamento del respiro. Alle persone invece, che non praticavano meditazione veniva chiesto di abbandonarsi ai loro pensieri come facevano quando si rilassavano.
Usando questa base comune la ricerca ha concluso che l’aumento della materia grigia per chi fa meditazione va dagli 8 ai 16 millesimi di centimetro, in rapporto a quanto tempo trascorre durante la sua vita a meditare. "Questo dimostra che l’aumento di materia grigia non dipende unicamente dalla meditazione in sé, ma anche da quanto tempo si trascorre in meditazione e quanto è profonda", ha sottolineato Lazar. Questi risultati tuttavia, sono solo il punto di partenza della ricerca. "Perché in chi medita il cervello aumenta di volume?
La meditazione produce una maggiore connessione tra le cellule o un maggiore afflusso di sangue al cervello? Il comportamento delle persone cambia? E soprattutto: con la meditazione si può rallentare l’invecchiamento? Queste sono solo alcune delle domande a cui ora vorremmo dare una risposta, ma per questo sono necessari molti esperimenti i tempi non saranno certo brevi".
(29 gennaio 2006) fonte: www.repubblica.it
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lunedì 30 gennaio 2006 - ore 09:48
Parentesi di sclero - atto quarto
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ieri mattina altro delirio ... al mio risveglio, sentendomi ancora un po stanchino, mi dico: "Dormo un altro pochino" ... ed automaticamente mi rispondo: "Non è necessario, la tabella selVersioni è già piena" ...
AIUTTTTOOOOOOOOOO bwhahahahaha
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venerdì 27 gennaio 2006 - ore 11:27
Parentesi di sclero - atto terzo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ok, stanotte mi son visto sommerso di SMS da consegnare ... scatole e scatole di SMS ... non chiedetemi come facevano a starci gli SMS in quelle scatole ... AIUTOOOOOO ha ha ha ha

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sabato 21 gennaio 2006 - ore 10:24
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sono triste, stamani mi sono svegliato senza allucinazioni

... ma avevo in testa una bella canzoncina che faceva
"Là nella capanna
Lassù nel bosco nero
C era un cow-boy che si chiamava Piero
E la sua cavalla
Dormiva nella stalla
Mentre lui beveva allegramente il gin !"
Bwhahahahaha
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venerdì 20 gennaio 2006 - ore 11:36
Parentesi di sclero - atto secondo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Dopo le 10 ore di sonno di ieri e le 13 di oggi, finalmente mi sento quasi riposato - dico quasi perché ieri sera non ho cenato ...
Comunque stamani, al suono della sveglia, il mio cervello s’ è inventato di visualizzarmi questa immagine:

Devo comunciare a preoccuparmi
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mercoledì 18 gennaio 2006 - ore 13:35
Parentesi di sclero
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Stamani per riuscire ad alzarmi dal letto il mio cervello si è messo a fare query, ottenendo come risultato:
- una paracadutista annegata
- un soccorritore disperso
- una trota parlante che nuotava in camera mia
Peeerò, non male come inizio giornata devo dire ha ha ha ha
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martedì 10 gennaio 2006 - ore 16:57
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Scusate se sono poco presente, umanamente come digitalmente. Poco tempo e molta stanchezza. Da marzo le cose dovrebbero migliorare.
Un bacio a tutti !!
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mercoledì 28 dicembre 2005 - ore 12:21
Spazza via il dolore col pensiero
(categoria: " Accadde Domani ")
Gli esperti hanno studiato la zona del cervello dedicata al dolore scoprendo che concentrandosi si può stare meglioSTANFORD (Usa) – Pensa che ti passa. Il dolore si può combattere con la concentrazione. Non è una tecnica new age che si rifà a concetti esoterici come vibrazioni o energie
(ah, no ? - n.d.Tany), ma uno studio presentato dai ricercatori di Stanford e dall’azienda del settore Omneuron. Le porte della percezione sono infinite e soggettive e il dolore continua a rimanere oggetto di studio e avvolto nel mistero. Ma la sofferenza fisica si combatte scientificamente
(adesso ... perché la scienza ci arriva sempre dopo ! - n.d.Tany) anche con il pensiero, come ricorda Wired.
SAGGEZZA POPOLARE – Si tratta dell’ennesimo studio scientifico che avvalora una verità popolare e condivisa. Gli indiani lo hanno capito da tempo e Jovanotti ha scritto a questo riguardo una canzone. Ma a Stanford gli esperti hanno scoperto qualcosa di più: al di là degli effetti benefici del pensiero positivo esiste infatti un collegamento scientifico e profondo. Si tratta di una tecnica di visualizzazione di una parte del cervello che aiuta a ridurre di molto il dolore, attraverso l’utilizzo di macchinari ad hoc. In sostanza i ricercatori hanno chiesto a un campione di persone di provare a controllare la regione del cervello deputata a regolare la sofferenza fisica e, mettendo a confronto otto individui con buone condizioni di salute e otto sofferenti, hanno osservato in tempo reale le reazioni all’interno del sistema cerebrale, constatando un’effettiva possibilità di azione su quella zona. Lo studio è stato pubblicato la scorsa settimana sul Proceedings of the National Academy of Sciences . Gli scienziati l’hanno battezzata neuroimaging therapy e la consigliano soprattutto a chi soffre di stati dolorosi cronici.
Fonte:Emanuela Di PasquaCorriere della sera
23 dicembre 2005
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lunedì 26 dicembre 2005 - ore 19:05
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E’ la più nera delle sfighe finire il credito telefonico il giorno di Natale !!
Bhé, non la più nera, ma non c è male dai bwhahahahaha

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