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![]() tatasux, 34 anni spritzina di vittorio veneto CHE FACCIO? pensionata Sono sistemato [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO john fante, la strada per los angeles: che noia, ma quando la smetto con questi libri, non ne ho letti a sufficienza? è che lho visto alliperpellicano e non cera altro di accettabile. HO VISTO ombre dal passato: dimenticabile. a parte la giappo fantasma che pacey di dowson creek si portava sulle spalle... STO ASCOLTANDO la lavatrice ABBIGLIAMENTO del GIORNO non pervenuto ORA VORREI TANTO... fare qualcosa di buono. per me. STO STUDIANDO... la situazione. OGGI IL MIO UMORE E'... rassegnato ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) Sicapunk con la maglietta di Neffa! 2) quando mi alzo il sabato mattina e apro la finestra di casa, annuso il profumo della primavera, sento i cinguettii, poi guardo piu' in basso la macchina parcheggiata in diagonale e sopra l'aiuola e mi piglia un colpo e mi vien da dire " vara che bomba che gavevo ieri sera!!!" 3) accorgersi che d'un tratto è finita la birra 4) Restare senza benzina MERAVIGLIE 1) Alzarsi la mattina e realizzare in una frazione di secondo tutto ciò che si ha combinato la sera precedente, e invece di vergognarsi si sorride. 2) la bocca che mi si riempie di saliva quando vedo l'oggetto dei miei desideri -e non è la venere gommosa- |
giovedì 22 maggio 2008 - ore 11:43 Coprologi e baciatori autoritari. uhm... da dove comiciare. direi da uno dei miei classici topic: lamerda. che stamattina si è manifestata in una forma insolita: il logo del marchio ’energie’, per rendere l’idea. Sicuramente mi voleva comunicare qualcosa, che ancora non ho colto. Siccome ieri sera mi sono ingolfata di cibo indiano, probabilmente lamerda oggi non parlava la mia lingua, ma quella di apu del jet market. oppure è semplicemente un simbolo (tipo una freccia), e molti simboli sono universali. Contatterò un coprologo che mi illumini sull’argomento. Comunque CianoIndia non è male, oltretutto è sotto casa mia e ci posso andare anche a piedi. Però il suo vino mi ha provocato ondate di mal di mare, nello specifico quando kiwi tentava di baciarmi. Sì, era il vino. Per questo abbiamo dovuto continuare il tour: e infatti due birre hanno annientato l’effetto del vino e probabilmente sono anche riuscita a farmi baciare. Che poi io odio essere baciata in pubblico. Se invece aggredisco io, mi piace. L’importante è cogliere la vittima di sorpresa. A proposito di baci, stanotte ho sognato che baciavo uno, di cui non posso fare il nome, e che avevo una terribile ansia da performance. In realtà non me la cavavo male, ma lui mi continuava a dire: ’non devi guardarmi la bocca!’. però l’occhio mi cascava sempre lì. Che ci posso fare, è uno a cui piace dare istruzioni in questo campo... cioè insomma, bisogna farle a modo suo. ma io non ne ho esperienza diretta, ci tengo a sottolinearlo. Gli uomini autoritari mi spaventano. meglio verdi e coi semini, sono più rassicuranti. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK martedì 20 maggio 2008 - ore 18:08 Uguale allaltroieri. E davvero rassicurante rendersi conto di non essere uguale a ieri ma allaltroieri. Del tipo indietrotutta. Meglio di così si muore. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK lunedì 12 maggio 2008 - ore 12:06 Uguale a ieri. Troppo presto non avevamo ancora finito ma cosa importa se il tempo é stato ingiusto ed io studiavo il modo migliore per dire le cose in equilibrio sul filo delle mie stesse parole ora che non ho niente da spiegare non è rimasto molto da nascondere ora che il giorno invecchia tra le mani non è rimasta unombra da inseguire... troppo presto non avevamo ancora capito che rinunciare a volte può servire ed inventavo il modo per avere comunque ragione e non sentivo il peso delle mie stesse parole ora che non ho niente da spiegare non è rimasto molto da nascondere ora che giorno invecchia tra le mani non è rimasta unombra da inseguire ed ho paura di restare sola di restare uguale a ieri... ora che non ho niente da spiegare non è rimasto molto da nascondere ora che giorno invecchia tra le mani non è rimasta unombra da inseguire ed ho paura di restare sola di restare sola di restare uguale a ieri Per non restare uguale a ieri, per una volta non sono stata fedele a me stessa. E ho fatto bene. Girare su me stessa, sdraiata sulla schiena come uno scarafaggio, non era affatto divertente. E non portava da nessuna parte. Se non altro, avrò rimesso giù le zampe. LEGGI I COMMENTI (8) - PERMALINK lunedì 28 aprile 2008 - ore 14:02 Serate che lasciano il segno. ![]() Avrei preferito un 666 o magari un bel codice a barre, invece mi sono dovuta accontentare di una zeta, che non so bene per cosa stia: zorro? zarrillo? zampogna? o forse è la z di venezzzia, che mè piaciuta così tanto, laltra notte... una notte che è finita a conegliano verso le undici del mattino, con me e la monica dentro la seat ibiza in mezzo al corteo delle auto depoca. Porto sul corpo i segni indelebili di altre battaglie, ma questo lho immortalato perché tra un po sparirà. ed è così fico... devessere stata la collisione con la consolle del tag, a volte non prendo bene le misure. Mi sto invece ancora interrogando sul senso del livido circolare, forse è una chiocciola di queste qui: @. LEGGI I COMMENTI (9) - PERMALINK mercoledì 23 aprile 2008 - ore 16:54 Non mi va-non ci sto-rock n roll. ![]() Ho deciso di tenere i miei occhiali dalle lenti color merda: la rabbia mi fa sentire più viva e reattiva. E basta frugare nel mio cesto della biancheria sporca. O nel favoloso cassetto delle mutande (sono metafore, non manifestazioni dellalzehimer). Di cosa parlo, lo so solo io. E va bene così. Come diceva Caz de Can (domani special guest allOdissea di Spresiàn) nel celebre spot, "sono solo fatti miei". E giù un bicchiere di jagermeister. LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK giovedì 17 aprile 2008 - ore 18:52 Questione di filtri (avviso importante: non è un post sulle canne) Ormai è ufficiale: vedo il mondo attraverso delle spesse lenti marroni. Quando la tua personale opinione è solo tua, inizi a interrogarti su che filtri stai usando per leggere la realtà. Filtri color merda, appunto. Vale a dire che sono paranoica: finalmente una bella notizia. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK lunedì 14 aprile 2008 - ore 21:17 Addio triste lunedì! Purtroppo domani ci sveglieremo, e ci renderemo conto che non è stato un incubo: il nano ce l’ha di nuovo messo nel culo (grulli-che-non-siamo-altro). Qualcuno stasera farà un simbolico sciopero della fame. Quel qualcuno non sarò io. Dedicato all’ospite, fastidioso quanto onnipresente: il divieto è chiaramente simbolico, come lo sciopero della fame di quello lì, che l’ha fatto solo perché c’era riso col cavolo... Credits Caro Kurt, ormai siamo agli sgoccioli. Mi mancherai. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 14 aprile 2008 - ore 18:03 Stupidi baciatori. ![]() Da mi basia mille deinde centum, baciami adesso, baciami stupido, con ventiquattromila baci, dire fare baciare, il bacio della donna ragno, un bacio romantico, l’ultimo bacio... il bacio di giuda. E basta perché ho già la nausea... ’Ndo sta ’the thrill of the first kiss’? Stupidi baciatori, datevi all’ippica. ’Never as good as the first time’, Sade Good times they come and they go Never going to know What fate is going to blow You’re way just hope it feels right Sometimes it comes and it goes You take it ever so slow And then you lose it, then it flows right to you So we rely on the past Special moments that last Were they as tender as we dare to remember Such a fine time as this What could equal the bliss The thrill of the first kiss It’ll blow right to you It’s never as good as the first time Never as good as the first time Good times they come and they go Never going to know It’s like the weather One day chicken next day feathers The rose we remember The thorns we forget We’d love and leave We never spend a minute on regret It is a possibility The more we know the less we see Second time, second time is not quite what it seems Natural as the way we came to be Second time won’t live up to the dream It’s never as good as the first time Never as good as the first time Natural as the way we came to be Second time won’t live up to the dream Natural as the way we came to be Second time is not quite what it seemed It’s never As good as the first time As the first time (Never as good as the first time) The First time Natural as the way we came to be Second time won’t live up to the dream Natural as the way we came to be Second time is not quite what it seemed It’s never As good as the first time As the first time (never as good as the first time) The first time LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK sabato 12 aprile 2008 - ore 20:13 Vecchia scoreggiona esce dal sepolcro. ![]() Avrei voluto mettere uno sfondo che le rendesse giustizia, ma sono un po di fretta... perché esco, ANCHE stasera, e NONOSTANTE il mio stomaco. Esco con un omino verde che non viene da marte, ma da un pianeta più vicino e generalmente popolato da stronzi: conejàn. Lo rinominerò il pianeta Kago, come lextraterrestre del caro vonnegut. Insomma, uscire due sere di fila e nel weekend come i tutti i terrestri, mi fa un po strano. Se inizio a prendere certi ritmi, le mie ciabatte fly flot (lo pronuncio sempre come marta flavi negli anni novanta, sbrodolandomi il mento... Daccordo, sono orrende, ma mi regalano almeno tre centimetri di statura, e si sa: anche in casa altezza è mezza bellezza) potrebbero smettere di puzzare. Come accadde alle care vecchie timberland quando iniziai a non riconoscermi più nei paninari... o forse durante ladolescenza puzzavo più di adesso che sono mezza secca, boh. Sulle silver non oso ancora pronunciarmi, le studio per qualche altro anno. Ah, non vi ho presentato il mio amico a bordo della ciabatta: lui è Ken. Ma sono sicura che già lo sapevate. LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK martedì 8 aprile 2008 - ore 19:06 Got the message? Era il titolo del mio libro di inglese delle medie, quello con le avventure quotidiane di tale Lucy Taylor. Avvincenti. E a proposito di comunicazione -fallita- riporterò la trama de Lidiota ballerino , uno degli innumerevoli racconti edificanti di Kilgore Trout: "una creatura di nome Zog arriva sulla terra su un disco volante per spiegare come evitare le guerre e come curare il cancro. Porta queste sue informazioni da Margo, un pianeta i cui abitanti conversano tra loro emettendo scoregge e ballando il tip-tap. Zog sbarca di notte nel Connecticut. Ha appena messo piede a terra che vede una casa in fiamme. Vi si precipita dentro, scoreggiando e ballando il tip-tap, per avvertire gli abitanti del terribile pericolo che corrono. Il padrone di casa gli spacca il cranio con una mazza da golf". Adoro i lieti fine! La prossima volta racconterò la storia del piccolo Kago (uscito anche lui dalla penna del signor Trout... mica voglio prendermi il merito). E comunque ho solo seguito il consiglio del webmaster: dedicarmi alla colazione visto che il sito era in fase di trasloco. La colazione dei campioni, nello specifico. Adoro questo delirio vonneguttiano, caro il mio dr. LEGGI I COMMENTI (7) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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