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"Dio è morto." (Nietzsche) "Nietzsche è morto." (Dio)

"Quello stronzo là, Nietzsche, ha ciccato tutto quando ha detto che sono morto. Non sono morto, è solo che non me ne fotte un cazzo. Non tocca a me risolvere i problemi di qualsiasi coglione. Tutti gli altri se ne sbattono le palle, e perhè dovrei pensarci io? Eh?"

HO VISTO

sul blog di tyron che ciak è effettivamente un chebano

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ORA VORREI TANTO...



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«Era un bravo figlio, e come tutti i bravi figli voleva tanto bene a sua madre. Anzi, aveva per lei un" autentica venerazione. Però non poteva scucciolare con lei; c era suo padre lì seduto, che li vedeva. Si alzò dal letto e fasciò in una vestaglia la sua timida nudità. Mentre, uscendo dalla stanza, passava davanti a suo padre, sentì il vecchio che diceva: "Bè, Edipo, te lo dico io che nel chiavare sei complicato mica da ridere... »

OGGI IL MIO UMORE E'...

dopo l’adolescenza hai vent’anni a disposizione per ammazzarti

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


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MERAVIGLIE


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sabato 16 ottobre 2004 - ore 20:22


V.M. 18
(categoria: " Vita Quotidiana ")


L'istante prima di venire, la sensazione del buco del culo che ti si stringe, è quello il momento in cui mi giro verso il minuscolo riquadro di asciugamano che mi ha indicato Gwen.
Sentendosi stupidi e addomesticati, i miei soldatini bianchi schizzano fuori, e forse per caso, forse no, sbagliano la traiettoria e finiscono sul copriletto rosa. Su quel bel paesaggino rigonfio e soffice. Arco dopo arco, schizzi roventi e di varie misure decolanno in un tripudio di fitte e vanno a schiantarsi dappertutto, sul copriletto, sui copriguanciali e sul risvolto di seta rosa del lenzuolo.
Cos'è che Gesù NON farebbe?
Dei graffiti di sborra, per esempio.
"Vandalismo" non è la parola esatta, ma è la prima che viene in mente.

Da "SOFFOCARE" di Chuck Palahniuk

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giovedì 14 ottobre 2004 - ore 22:16



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il posto dove "lavoro" mi offre una panoramica assortita di alcune realtà etniche.
Io, per esemplificare il tutto, le riassumerò in 3 categorie.
IL CINESE: il cinese è diverso dai normali stereotipi a cui siamo abituati.
I cinesi che vedo io non sono socievoli, sono diffidenti, antiestetici e propensi all'inettitudine(tranne che per quando si tratta di innalzare il livello di natività).
Parlano correttamente il dialetto veneto...contaminati forse è il termine esatto.
IL RUMENO:il rumeno che vedo io è facilmente riconoscibile, se è maschio avrà inevitabilmente i capelli corti, sarà magro, parlerà come se avesse accidentalmente inghiottito un megafono e sbraiterà frasi prive di senso composte esclusivamente da vocali.
Se è donna porterà senza dubbio anche lei i capelli corti, si vestirà di colori sgargianti che la faranno assomigliare ad un operaio dell'anas, ma a differenza degli esemplari maschi della sua specie, è timida, più che parlare confabula sommessamente.
LO SPACCIATORE:gli esponenti di questa categoria, sono i miei preferiti.
Io che fino a poco tempo fa credevo che gli spacciatori assomigliassero a Johnny Depp in Blow,
mi son dovuto ricredere.
Non sono dei fighi, non sono ganzi, ma soprattutto non indossano degli occhialini trendy.
Data l'illegalità del loro lavoro, si guardano attorno con circospezione, per non dare nell'occhio.
Vengono però traditi da alcuni particolari: indossano infatti tutti un modello di nike, "quello con le molle"(se qualcuno ha comprato quelle scarpe sappia che è uno spacciatore e se non lo è lo diventerà) e fanno spesso uso della merce che vendono( solo per scopo puramente dimostrativo è ovvio!).

Essendo quotidianamente a contatto con queste 3 realtà, io mi sento spiazzato, orfano e per questo ho deciso di diventare un agglomerato:
inetto come un cinese(non ho dovuto fare nessuno sforzo..)
sboccalone come un rumeno
e domani vado da foot locker...

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giovedì 14 ottobre 2004 - ore 01:45



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Se stai leggende queste righe, sei messo male.
Hai ragione, neppure io che le scrivo sono apposto, ma tu cazzo non hai proprio niente di meglio da fare.
Che so...non potresti drogarti come fanno tutti i ragazzi normali?
Ci sarà pure qualcosa di meglio alla tv...iscriviti a qualche gruppo di cucito, tingiti i capelli, dormi, ma non leggere qua.
Sprechi il tuo tempo.
Mentre cerchi di capire cosa scrivo, probabilmente, qualcuno ti sta cercando, ha bisogno di te, ti vuole parlare.
Questo qualcuno rimarrà deluso, e sai perchè?
Perchè non ti trova;tu sei qua, a leggere una cascata di cazzate, mestruate dalla mente di un idiota, davanti ad un monitor che ti fotte le cellule cerebrali(quelle poche che ti rimangono!).

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domenica 10 ottobre 2004 - ore 15:57


Piccolo manuale del farmacodipendente
(categoria: " Vita Quotidiana ")



OKI
Il soggetto non dimostra segni particolari se non delle borse sotto gli occhi del tipo samsonite.
Riesce ad inalare dosi massicce di OKI per placare qualsiasi segnale che il suo corpo trasmette:

Esempio 1: bisogno fisiologico impellente, unica soluzione apparente:catapulta in bagno.
In dieci secondi l'OKI avrà eliminato lo stimolo.

Esempio 2:capello da globetrotter, unica soluzione apparente:la decespugliazione.
OKI nebulizzato per una calvizia risolutrice.

(se notate nei titoli di coda del film:"Paura e delirio a Barcellona" L'OKI è il coprotagonista)

in ogni caso io preferisco la BIOCHETASI non so a cosa serve ma sa da aranciata e piscio fluorescente...solo questo mi fa stare bene

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giovedì 7 ottobre 2004 - ore 15:17



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il mio cervello è come un database, all'interno del quale tutte le informazioni vengono catalogate secondo un ordine ben preciso, di cui purtroppo non ne sono a conoscenza.
Quando decido di farmi una doccia (la stessa doccia infestata dalle cimici)
devo, almeno 20 minuti prima, accendere una sorta di pulsante luminoso che campeggia nella zona notte che serve ad azionare la caldaia (nessuno sa perchè e nessuno ha il coraggio di chiederlo).
Mentre ieri mi accingo, in mutande, ad entrare in bagno, lo sguardo mi cade sul fatidico pulsante che è inesorabilmente spento.
Sapendo che di solito è mio padre che lo spegne a tradimento(forse perchè e lui che paga le bollette), mi precipito ad offenderlo urlandogli dietro frasi sconnesse e prive di senso dettate dalla rabbia, scaraventandolo fuori dal torpore nel quale si era assopito.
La sincerità con cui mi dice di non aver fatto un cazzo mi lascia basito.
Mesto me ne ritorno in camera.
Ad un tratto, rapidamente come uno starnuto, mi viene in mente chi l'ha spento.
Io.
In dieci minuti mi ero già dimenticato di averlo spento.
Ma soprattutto mi ero già dimenticato di essere appena uscito dalla doccia.





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mercoledì 6 ottobre 2004 - ore 12:19


UMORISMO DA FLASHBACK
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Torno oggi da una signora.
Questa signora mi dice di aspettare ad entrare perchè deve legare i cani.
Allora io chiedo se sono cattivi, e lei mi risponde che sono alquanto irascibili con gli estranei.
E mi ritrovo a pensare a quel giorno.
La settimana scorsa.
La signora sembrava in casa, ma forse non mi aveva sentito arrivare, essendo senza telefono e campanello, decido di entrare dal cancello per assicurarmene.
Dopo aver ululato "signora?" per un paio di volte, provo a fare il giro della casa.
Il mio sguardo si sofferma su due cuccie di dimensioni assurde.
Tanto che mi tranquillizzo pensandole 2 casette per gli attrezzi.
Poi li vedo.
Sono distanti da me, ma non tanto.
Improvvisamente mi ritrovo a correre forte. Ma forte sul serio.
Le mie gambe che poco fa sembravano paralizzate ora si muovono con una velocità spasmodica dettata dall'istinto di sopravvivenza.
Afferro il cancello e lo chiudo alle mie spalle.
Giusto in tempo per vederli che si scannano, probabilmente per decidere chi dei 2 avrebbe avuto il piacere di sbranarmi.
Finisce il flashback.
Dico alla signora: "io adoro i cani".




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martedì 5 ottobre 2004 - ore 00:57



(categoria: " Vita Quotidiana ")


è una di quelle esperienze che ti segnano a vita, il farmi la doccia da piacere è diventato una necessaria formalità.
Per colpa sua ora sono sospettoso.
Il vivido ricordo impresso nella mia mente mi porta a scrollare premurosamente l'accappatoio prima di indossarlo.
Ed eccolo li.
Di nuovo messo alla prova;
ma questa volta sono più forte, sono cresciuto, forgiato in qualche modo. Non ho più paura.
Lo scavalco e lo osservo.
Cazzo a ventidue anni non posso farmi prendere dal panico.."non mi fai più paura fottuto bastardo, anzi mi fai ridere ah ah ah povero illuso ci vuole ben altro ormai!!"
Quando all'improvviso, l'inaspettato...
come se mi avesse letto nel pensiero si scaglia con violenza contro di me...odio nei suoi occhi.
è di nuovo panico.
Con la forza della disperazione riesco ad evitarlo, ma
ora è li che mi aspetta...conosce i miei orari e le mie abitudini, mi spia, ed io HO PAURA.

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lunedì 4 ottobre 2004 - ore 11:21



(categoria: " Vita Quotidiana ")


in effetti il nome era strano..
e lei sembrava uscita da un film porno..
www.paginebianche.it
e eureka, diamine, cristosanto, cazzabubbola (non mi vengono in mente esclamazioni peggiori di queste..)i miei dubbi vengono giustificati, momento di raccoglimento:SEXY SHOP
inevitabilmente penso: cosa se ne faranno di un ELETTROSPAZZOLATORE ??


si ringrazia il compagno jighen per avermi insegnato il SEGRETO..

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martedì 28 settembre 2004 - ore 22:24



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sono sotto la doccia, mi sono insaponato, e mi crogiolo nell'unico momento rilassante della mia giornata,
sotto il getto d'acqua calda vado alla ricerca del nirvana...
Quando all'improvviso accade...
Vengo scaraventato alla realtà..non riesco a mettere a fuoco, ma so benissimo di cosa si tratta...è la mia
fobia, un concentrato delle mie paure..a questo punto sono terrorizzato.
Non riesco a muovermi.
Quando i suoi occhi incrociano i miei capisco quali sono le sue intenzioni,
gli alcolisti lo chiamano "il momento di lucidità", è allora che capisco di dovermene andare prima possibile.
Ancora fradicio mi trascino nell'altro bagno, dove davanti allo specchio, in posizione fetale, piangendo,
sento il suo odore, il segno della sua violenza.

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lunedì 27 settembre 2004 - ore 15:42


il jighen prodigo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una gran carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno; allora, andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava

Allora rientrò in se stesso e disse: quanti salariati in casa di mio padre hanno il pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni.Partì e s’incamminò verso suo padre

“Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te, non sono più degno che essere chiamato tuo figlio”.

Il padre disse ai servi: presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l’anello al dito ed i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato, e cominciarono a far festa"





tutto questo per dire che mercoledì ti prendi una stecca da coma etilico

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