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"Dio è morto." (Nietzsche) "Nietzsche è morto." (Dio)

"Quello stronzo là, Nietzsche, ha ciccato tutto quando ha detto che sono morto. Non sono morto, è solo che non me ne fotte un cazzo. Non tocca a me risolvere i problemi di qualsiasi coglione. Tutti gli altri se ne sbattono le palle, e perhè dovrei pensarci io? Eh?"

HO VISTO

sul blog di tyron che ciak è effettivamente un chebano

STO ASCOLTANDO




ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...

«Era un bravo figlio, e come tutti i bravi figli voleva tanto bene a sua madre. Anzi, aveva per lei un" autentica venerazione. Però non poteva scucciolare con lei; c era suo padre lì seduto, che li vedeva. Si alzò dal letto e fasciò in una vestaglia la sua timida nudità. Mentre, uscendo dalla stanza, passava davanti a suo padre, sentì il vecchio che diceva: "Bè, Edipo, te lo dico io che nel chiavare sei complicato mica da ridere... »

OGGI IL MIO UMORE E'...

dopo l’adolescenza hai vent’anni a disposizione per ammazzarti

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


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MERAVIGLIE


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sabato 14 gennaio 2006 - ore 14:38


Fenomenologia del "Pesce gatto"
(categoria: " Vita Quotidiana ")


In un tempo remoto il giovane turkish era solito trastullarsi con il suo vicino di casa, trastullarsi nel senso poetico del termine...
Insomma i due coetanei erano compagni di giochi...o come disse Pacciani, compagni di merende.
Un giorno il piccolo Matteo, questo era infatti il suo nome, uno squilibrato, e se non lo era lo diventerà presto, portò a casa da una sua battuta di pesca (intesa non come un giro di tutte le sagre della zona) un Pesce gatto, e mi chiamò per andarlo a vedere.
Io guardai gli occhi del pesce e ritrovai lo sguardo di sconforto dei deportati in Schindler’s list, consapevole del futuro che lo aspettava.
Matteo era un tipo un po’ strano (anche se strano è riduttivo), un giorno mi regalò una valigetta (la madre aveva una farmacia) dotata di bisturi, siringhe, pinze chirurgiche, tamponi, farfalle, bustine di acido salicilico e quant’altro un bambino di 10 anni non dovrebbe neppure sapere che esistono.
Ora non vorrei nausearvi, ma Matteo usò il pesce gatto come un bersaglio per le freccette...
Lo ricoprì di freccette...
Con due morsetti lo stuzzicò con scariche da 220 volt...
Gli iniettò del diluente della testa...
(ricordo che i pargoli hanno 10 anni)
Ed infine ( spinto da una parvenza di pietà) lo tagliò a metà con un’accetta.
Passati ad un altro passatempo, un rumore sinistro attirò la loro attenzione, come di un tergicristallo che passa su di un vetro asciutto.
Il pesce gatto (che come alcuni sapranno è immortale) era uscito dal suo contenitore e s-ciabattava per il garage trascinandosi dietro i suoi resti in una rossa scia di sangue e merda.
Un affronto per il giovane Matteo che vi si scagliò contro con inaudita violenza, scandendo a destra e a manca colpi di scure, sminuzzando l’agonizzante pinnuto in una poltiglia maleodorante tenuta assieme chissà da cosa...
Placata la sua rabbia, seppelirono i resti nel giardino (Omicidio premeditato e complicità...30 anni con Mastercard) e passarono a qualche altra diabolica attività.
Solo un mese dopo, l’espressione terrorizzata delle madre pregò i due ragazzi di andare a vedere cosa diavolo avesse in bocca il cane...

Ebbene si.

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giovedì 12 gennaio 2006 - ore 11:49


Il cane è il miglior amico dell’uomo?
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Bhè...è tutto da vedere...

E’ un’affermazione formulata a priori senza tener conto dell’ opinione canina.

Ho un cane che mi odia.

Ma ha iniziato lui!

Prima mi trattava con indifferenza

Poi ha iniziato ad abbaiarmi contro...

e a mordicchiare le reti del suo recinto.

Mentre cercavo di placare la sua ira con una pistola ad acqua...

Già lo vedo scodinzolare felice mentre sbrana la mia giugulare.

D’altra parte anch’io goderei non poco nel vederlo schiantarsi contro un palo mentre corre spensierato nel MIO giardino...

Che ora è diventato il SUO giardino...

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martedì 10 gennaio 2006 - ore 22:43



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Scrivo in fretta perchè ho paura...
ho paura che lui varchi questa porta e mi scopra qui a pigiare forsennatamente bottoncini bianchi con letterine incise sopra, con lo sguardo rivolto alle mie dita che pigiano forsennatamente bottoncini bianchi con letterine incise sopra.
uno sguardo spaventato, intriso di panico, grondante terrore...
girare la testa e non fare in tempo a vedere che lui è già li che mi guarda.
ed è brutta la consapevolezza di aver da vivere così poco, che quello sguardo sarà l’ultimo sguardo che illuminerà i vostri occhi, che quello sarà il vostro ultimo respiro, l’ultima grande dose di ossigeno che entrerà nei vostri polmoni...



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venerdì 30 dicembre 2005 - ore 16:41



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sono lieto di prendervi per mano e condurvi nel magico mondo dell’ignoto...

Un’esperienza caleidoscopicamente mistica che vi aiuterà a scoprire voi stessi e a comprendere l’obsoleto mondo che vi circonda...

Date l’impulso ai vostri arti superiori di chiudere le appendici estreme delle mani, volgarmente chiamate dita...

Ma non tutte...

Impegnatevi e lasciate aperto un dito solo, il più forte e scaltro...

Ora premete questo dito contro il bulbo oculare (ricordatevi di abbassare le palpebre se non volete ricordare con terrore questa esperienza)

Il viaggio inizia...

Senza fretta...

Inizieranno a materializzarsi delle forme...

Dal buio assoluto si faranno strada dei piccoli punti grigi...

Miliardi di punti grigi freneticamente si accavallano uno sull’altro, fino a diventare blu, quasi viola, e pulsano e si accendono e si spengono ad intermittenza.

Ed è come se una zebra vi corresse davanti agli occhi, e voi poteste quasi toccare le sue striature, la vedete muoversi, dapprima lentamente, poi sempre più forte, e gira, gira vertiginosamente...

Poi ad un tratto scompare...

Nascosta da un affascinante cielo luccicante di stelle...

Ora siete ciechi!!

...Ma ne è valsa la pena.

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giovedì 22 dicembre 2005 - ore 15:37



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Oggi ricorre il ventitreesimo anniversario del giorno in cui tra singhiozzi e vagiti abbandonai contro la mia volontà la sacca di liquido amniotico che mi costringeva all’interno di mia madre.

Per celebrare il momento inserisco una foto molto intima...

Ma davvero intima...

Così intima da far sembrare pediatria la pornografia tradizionale.

e con questo...

Turkish’s brain



Per come la vedo io

C’è una grande platea, una sorta di camera dei deputati
al centro c’è una scrivania (ornata da piante tropicali altissime, con lunghe foglie, come quelle che si vedono nei documentari dell’amazzonia)alla quale si può avere accesso da un corridoio proveniente direttamente dal culo (se si può dire).

Alla scrivania c’è qualcuno (una sorta di Casini) che cerca di placare gli animi (c’è gente che si picchia, che si insulta, che bestemmia, che fuma, che fa all’amore... un po’ di tutto insomma)

Ah dimenticavo,la luce va e viene è la musica è talmente alta da essere insopportabile.



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domenica 18 dicembre 2005 - ore 14:09



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non sono cieco.

Non sono ritardato (un po’si, ma dentro la normalità...a questo punto qualcuno dirà chi sei tu per dire cos’è normale?..e allora..)

Sono ritardato...

ma non abbastanza da non riconoscere una persona che conosco da uno sconosciuto.

Il problema sostanzialmente è questo:

Mi capita di incontrare qualcuno che conosco ma che non vedo da tempo e l’approccio si svolge in questa maniera:

-Contatto visivo
-Abbasso lo sguardo e penso:Chi cazzo è questo?(intanto ricordiamo che l’altro è li che mi guarda e dice: ma perchè sto idiota non mi saluta?)
-Nel frattempo mi crogiolo nella mia amnesia fin quando con la lentezza di un Commodore 64 a cassette mi sovviene come un flash l’identità del personaggio
-Ripristino del contatto visivo
-Ora abbassa l’altro lo sguardo(complessi di inferiorità:nessuno mi saluta, nessuno si ricorda di me,solo come una particella di sodio in acqua Lete, anni di terapia da uno psichiatra..)
- Il mio contatto visivo persiste
-Persiste
-Persiste
-E persiste

Ma ormai il tempo utile è scaduto

Se solo riuscissi a pensare senza abbassare lo sguardo...

Oppure abbassare lo sguardo senza pensare...

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lunedì 5 dicembre 2005 - ore 15:41



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ci sono dei giorni in cui alcuni pensieri non ci lasciano stare, come dei tarli si intrufolano nella nostra testa e sguazzano felici.

Alcune domande a cui non sappiamo dare risposta...

E facciamo finta di fregarcene, ma non è vero, il pensiero è li che ci tormenta, che non ci lascia dormire.

Il pensiero di oggi è questo:

Tutti dovrebbero conoscere il telefilm Supercar

Michael Knight arrivava con la sua auto nera, Kitt, e saliva sulla rampa del camion, IN CORSA...

Cioè è pazzesco...

Diciamo ipoteticamente che Michael arrivasse ad una velocità di 80 km/h, nel momento in cui imbocca la rampa del camion, che procedendo alla sua stessa velocità è come se fosse ferma, dovrebbe partire catapultato ad una velocità di 80 km/h all’interno del camion, uccidendo tutti i suoi compari...

Cosa che invece, purtroppo, non accadeva...

perchè?

PERCHE’?

Che poi perchè doveva per forza di cose salire in corsa?



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venerdì 25 novembre 2005 - ore 18:17



(categoria: " Vita Quotidiana ")


E’ intrinseco nel carattere dei maschietti bullarsi.

Dai denti da latte alla dentiera,
dal passeggino al bastone da passeggio...

E’ una cosa naturale.

Credo...

Un po’ come la coda del pavone.

Solitamente però il risultato non è quello sperato, ma l’esatto contrario.

Quand’ero ancora un piccolo turco avevo una bmx, per chi non lo sapesse è una bicicletta da evoluzioni.

Mentre ero li che pedalavo, mi accorgo che mia cugina e suo moroso mi stavano guardando.

Il momento era quindi propizio (o prepuzio..)per una bella inchiodata di ruota posteriore (azione che fa molto figo).

Di momenti propizi (o prepuzi...) ce ne furono altri, molti altri nel giro di un paio di minuti.

Ma si sa che i momenti durano poco, e da propizio (o non mi ricordo cosa..) divenne fatale.

Infatti proprio mentre sfoggiavo una padronanza innata del mezzo al mio pubblico, l’esplosione del pneumatico posteriore mi catapultò con inaudita violenza all’interno della siepe.

Infatti il passo da pavone a quaglia è breve...

MOLTO BREVE.



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sabato 19 novembre 2005 - ore 22:37



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Lo scrivono

Ce lo sbattono in faccia a caretteri cubitali eppure...

Non è disattenzione
non è analfabetismo
non è la connessione mentale così lenta da infrangere il rapporto visione azione

E’ proprio che alcune cose non vogliamo capirle
a livello di inconscio
lo facciamo apposta

Sappiamo che stiamo sbagliando ma lo facciamo lo stesso
per aver qualcosa per cui sbuffare

Decine di persone, migliaia
ogni giorno, ogni ora
leggono una cosa e fanno il contrario

TIRARE
e spingono

SPINGERE
e tirano

Per lo stupido gusto di farlo sbagliato

Un po’ come quando vi dicono di abbassare la musica e voi invece la alzate
fino a far tremare i muri

Perchè niente dà più soddisfazione.

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lunedì 7 novembre 2005 - ore 00:50



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Vi è mai capitato di fare una cosa solo perchè secondo la "normalità" è giusto farla?
E per timore dell’anormalità fate finta che vada bene e invece sotto sotto siete li che pensate: ma cavoli io non l’avrei fatto...
E allora vi vengono i sensi di colpa e iniziate a pensare di essere pazzi?

Sono sicuro di si
Anche perchè se non ne fossi sicuro sarebbe come accettare di essere anormale...

Se siete a casa da soli
e vi fate una doccia
la porta del bagno (presupponendo che la doccia la si faccia in bagno..)
la chiudete?

Io la chiuderei...
(pudore represso?)

Ma cerco di andar contro al mio istinto
e mi sfido, facendomi una doccia con la porta aperta

ma non sono tranquillo...

Faccio una doccia sofferta...con un occhio puntato al corridoio
pronto a scorgere il mio assassino intrufolarsi nel bagno e colpirmi alle spalle

Becero codardo (al mio assassino)



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