E so che puo’ sembrarti strano ma cerco le parole per spiegarti che effetto fa sapere che se la giornata non e’ stata bella posso contare sulla mia coccinella..
chi sente:
"now you are free. And we’ll see again. But not yet, not yet."
te:
"forgive my lips. They find joy... ..in the most unusual places."
vita:
"you know, I couldn’t have done nothing without you. Yo, Adrian, we did it. We did it."
la fantasia:
..they say when you meet the Love of your life time stops, and that’s true
l’occasione:
..credo che se esista un qualsiasi Dio, non sarebbe in nessuno di noi, né in te né in me, ma solo in questo piccolo spazio nel mezzo. Se c’è una qualsiasi magia in questo mondo, deve essere nel tentativo di capire qualcuno condividendo qualcosa. Lo so, è quasi impossibile riuscirci, ma, che importa in fondo? La risposta deve essere nel tentativo..
la forza interiore:
..mi rattrista non avere Kelly, ma sono grato che lei fosse con me su quell’isola..e adesso so cosa devo fare...devo continuare a respirare.. perchè domani il sole sorgerà, e chissà la marea cosa può portare..
the joy:
..I miss you, Jenny. If there’s anything you need, I won’t be far away.
STO ASCOLTANDO
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
voglio un nuovo flik flak..
ho il mio nuovo flick flack..! in stile primaverile... con le ragazze in bikini in una spiaggia esotica..
ORA VORREI TANTO...
...
..dove la posso trovare...?
mi sa che faccio un salto in America..
"babbo nataleeee..??!"
...e la mia francesina, madame Cotillard!!
**************************
lui
STO STUDIANDO...
OGGI IL MIO UMORE E'...
always.. however.. nothing gonna stop me now..
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) accontentarsi di sopravvivere 2) aspettare al semaforo..e quando diventa verde non riuscire a passare.. 3) portarsi il cell anke in gabinetto
MERAVIGLIE
1) stare con lei dopo aver fatto l'amore 2) Sentire che per qualcuno tu conti davvero 3) trovare soppressa e pan biscotto alla fine dell'allenamento
da un altro pianeta
(categoria: " Vita Quotidiana ")
..quindi, chi veramente doveva compiere la scelta giusta? sta qui:
"voglio dirti una cosa Mark, una cosa che ancora non sai, ma che noi Kpaxiani abbiamo vissuto abbastanza da averlo già scoperto. L’universo si espanderà, poi tornerà a collassare su se stesso e poi si espanderà di nuovo, ripetendo questo processo all’infinito. Ciò che non sai è che quando l’universo si espanderà di nuovo tutto quanto sarà come adesso; qualunque errore commetterai in questa vita, lo ripeterai nel tuo prossimo passaggio, ogni errore che commetterai sopravviverà ancora e ancora, per sempre.
So my advice to you is to get it right this time around, because this time is all you have".
non è un articolo di giornale che mi fa scoprire la tua grandezza, come riesci a riportare la vita, anche dove questa si era fermata. Sono fortunato, io lo so già da una vita.
«È splendido, lo vorrei gridare: ho cinquant’anni e me ne sento trenta, quello che ho vissuto mi sembra un miracolo». Il prodigio si misura in chili: sessantasette, per l’esattezza. L’ago della bilancia di Elisabetta Bonfante segnava 126, oggi si ferma a 59. Il suo peso è dimezzato e la sua vita raddoppiata in termini di energia, entusiasmo, voglia di fare e di stare con gli altri. Prima non era così. «La mia stazza mi bloccava a livello psicologico, mi sentivo sempre inferiore, inadeguata ad affrontare la vita, evitavo il contatto con la gente, se dovevo farlo ero assalita dal panico, per andare al supermarket dovevo prendere gocce calmanti. Ero come chiusa in un costante lutto». Poi la spinta, fortissima, a cambiar vita: complicazioni cardiache, problemi circolatori, i medici le fanno capire che l’obesità mina la salute, se vuole vivere bene deve modificare la rotta, dare una sterzata decisa. E lei li ascolta. Nessuna operazione chirurgica, nessuno bendaggio gastrico, nessuna ginnastica da sfinimento. Solo dieta. Una dieta prescritta dal medico nutrizionista ******* *********, quindi tre interventi con il chirurgo plastico Franco Bassetto per superare, con addominoplastica e riduzione del seno, la lassità cutanea conseguente all’extra-dimagrimento.Oggi si guarda allo specchio e si piace assai, Elisabetta. Era il desiderio espresso la notte di Capodanno 2005, il 2 gennaio la dieta ha inizio. «Sono dimagrita mangiando di tutto, in modo equilibrato e controllato: carne, pesce, frutta, verdura, una volta alla settimana un dolce, una pizza o un gelato. Il segreto - racconta nella sua casa di Masi, a due passi da Badia Polesine - sta nella cottura, nel condimento e nella quantità. In un mese ho perso dieci kg, poi la diminuzione è stata più lenta, sette, quattro, due a seconda dei periodi. In poco più di un anno sono arrivata al mio peso-forma, 59 kg, e mi sono stabilizzata».
Basta vestiti dalla linea morbida, lunghi fino alle caviglie e rigorosamente neri, realizzati su misura, Elisabetta veste in jeans e maglietta. E l’estate scorsa, per la prima volta dopo tanto tempo, ha infilato il bikini e se ne è andata al mare, spensierata. «Per me è un sogno che si avvera: fino a due anni fa guardavo i vestiti nelle vetrine dei negozi e mi veniva il magone perchè non me li potevo permettere, ero sempre impacciata, una pena, ora è tutto diverso, non vedo l’ora di finire di lavorare (è collaboratrice domestica, ndr) per uscire, stare con gli altri. Perchè vede, sono cambiata fuori ma sono cambiata anche dentro: guardo il mio corpo ed è una gioia. Alcuni stentano a riconoscermi».
E nella giornata di oggi nella quale Padova celebra l’Obesity Day - il personale del Servizio Dietetico dell’Usl 16, diretto dal professor Domenico Fedele, sarà a disposizione del pubblico nell’atrio dell’Ospedale Sant’Antonio dalle 9 alle 15 per dare informazioni e consigli - Elisabetta si rivolge agli obesi: «Non arrendetevi, l’obesità è una malattia dalla quale si può guarire. Io non ci avevo mai pensato di mettermi a dieta, poi ho voluto sfidare me stessa, mi incoraggiavo a non mollare. E lo facevano anche i miei due figli, che ora sono orgogliosi di me. A chi combatte contro i chili di troppo consiglio di rivolgersi ad un bravo medico, di porsi un obiettivo e di iniziare. Dieta non significa stare senza mangiare ma mangiare in modo corretto e salutare. Hei, mettete la testa a posto, perchè è ora: credetemi, la vita è bella. E anche voi potrete capire cosa significa sentirsi dire dagli amici: però, come stai bene, sembri un figurino».
sopra il giorno di dolore..
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Oggi è stato anche peggio del fine settimana.
Credevo che trovare le parole giuste in quel momento fosse già difficile di per se. Credevo che averlo davanti e sentirlo ricordare quegli ultimi momenti di una persona tanto cara fosse uno sfogo che gli potesse servire. Credevo che quell’abbraccio, forte, che anche altre due persone avevano riposto in me, per lui, fosse un modo per trasmettergli un po’ di forza, per guardare avanti.
Credevo sabato fosse uno dei giorni in cui venivo messo alla prova. Mi sono sbagliato. Mai come oggi.
..quelle parole rimarranno con me. ..e le colorerò di significato in tutti i miei giorni.
Ora vi do queste quattro parole: Somewhere Over the Rainbow
Infine queste sono le coordinate: Dall’inizio alla fine, lungo tutti i 5minuti e 7secondi di questo viaggio.
Non è per il finale di un film, come è accaduto in scoprendo forrester, ti presento joe black oppure 50 volte il primo bacio.
E’ perché si tratta di quotidianità.
Non è perché sono solito troncare una canzone e passare alla successiva, perché ascoltarla tutta mi farebbe riaffiorare alla mente dolci ma amari ricordi.
E’ perché adoro ascoltare una canzone che per me rappresenti qualcosa di importante, dall’inizio fino al naturale termine. Tutta, fino in fondo.
Non è perché tutte le centinaia di versioni di questa canzone conducano al medesimo risultato. Ogni versione è unica.
E’ perché ogni scelta, per importante che sia, implica una rinuncia. Ma quanto grande sia questa rinuncia non lo sapremo mai.
Non è perché i 5minuti e 7secondi di questo viaggio mi possano portare da qualche parte, lontano da ogni preoccupazione.
E’ perché a volte scegliamo la via più facile per raggiungere la felicità, la strada in pianura. Perchè non abbiamo la forza di provare quella in salita che conduce in cima alla collina. Ma le due strade conducono allo stessa meta?
Non è perché ho immaginato un luogo dove ascoltare questa canzone vicino a qualcuno.
E’ perché preferisco la macchina alla moto, preferisco guardare gli occhi di una persona seduta li accanto a me. Preferisco che la sua mano raggiunga la mia quando è ferma sul cambio, per percepire tutto il suo calore. Preferisco schiacciare l’acceleratore e sentire la macchina che va, lontano, mentre una canzone rende quel breve momento cosi unico, senza fine.
Non è perché casualmente oggi, seduto in bar tra il casino generale mi sono fermato di fronte ad una nota e una parola.
È’ perché ci penso. Penso che sia giusto sbagliare. E questa cosa mi fa sorridere, molto.
il giorno, quel giorno
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Devo ringraziare alcune persone, mi hanno ispirato questo testo. Due di loro mi hanno dato lo spunto, le basi, mi hanno fatto vedere con i loro occhi che cosa stava succedendo. Le altre due invece hanno dato il contenuto a parole che altrimenti sarebbero rimaste vuote. In qualche modo le hanno rese più vere. Sono sicuro. Perchè "..alcune parole sono come i fiori, nascono da sole.. sono come i sogni.. e a noi non reste che scriverle in fretta perchè poi svaniscono e non si ricordano più.."
28/09/2006
Stavo tornando a casa da lavoro. Una giornata pesante. E non vedevo l’ora di tornare a casa. Uscito dall’autostrada mi venne in mente che forse però doveva essere a casa..i festeggiamenti potevano durare o meno..ma forse, non conoscendo l’orario esatto della proclamazione, potevo già trovarla. Di colpo girai per la strada stretta piena di curve che mi portava a casa sua. La strada che ora percorrevo solo quando non avevo fretta, per rilassarmi un po’. Arrivato, non potei fare a meno di osservare fiocchi rossi ovunque, sul cancello, sulle scale esterne che conducevano al piano superiore.. "Non è ancora tornata" pensai. Le persiane erano ancora abbassate e non c’erano macchine in cortile. Guardai solo per un attimo la casa. Mi venne rabbia. Stavano tutti festeggiando da qualche parte, lontano da li, mentre io ero davanti a quella casa, vuota. Guardai la stanza al piano terra, quella dove avevo passato tante notti a parlare, litigare, stare ad ascoltarla in silenzio mentre lei ripeteva. "Non è giusto tutto questo. E’ cosi assurdo che oggi io sia qui fuori, da solo, e tanti che non sanno niente, tanti che non c’erano niente con quelle notti, tanti che non hanno una minima idea di che cosa ci sia dietro a questo giorno.. siano li a festeggiare. Loro non possono sapere. Non è giusto". Ma ripensai alle sue parole, sospirai e senza pensarci due volte, salii in macchina e mi diressi dritto verso casa. Ero stanco di ascoltare il cd, passai alla radio. E quando cambiai le prime due stazioni, arrivarono queste parole al mio orecchio:
Alessandra queste sono scale di vita e la vita, forse non l’hai mai conosciuta sei già stanca e un orologio batte le sei, e gli esami lo sai, lo sai.. non finiscono mai..
Un brivido caldo mi percorse tutto il corpo. Come qualcosa che entra dentro e non vuole più uscire. E quando questa sensazione arrivò alla testa, mi tornò il sorriso sulle labbra, e allora capii che cosa dovevo fare. I fiocchi rossi si colorarono sempre più di giallo nella mia mente..cosi d’improvviso, dopo una luce accecante durata alcuni secondi, mi ritrovai stordito in un luogo che subito non seppi identificare. Mi apparvero inizialmente delle mura, dei quadri ma ottenni la certezza non appena intuii quell’odore, impossibile da descrivere, tante volte vissuto e mai dimenticato; così, man mano che gli oggetti uno alla volta si materializzavano e assumevano una sfumatura più chiara davanti ai miei occhi, ebbi solamente la conferma di quella intuizione. Una luce proveniva dalla cucina, appena dietro la porta socchiusa che mi impediva comunque di vedere cosa ci fosse al di la di essa. Tutt’intorno a me, silenzio. Un rumore, come di una penna che cadeva sul pavimento, interruppe quella strana ma familiare atmosfera. E poi una voce, quella voce, inconfondibile per uno che avesse passato tanto tempo insieme ad una persona cara. "Sirya" chiamò, "sei te? ti ho appena dato da mangiare piccola, non provarci a tentarmi di nuovo; anche se mi fai due coccole questa volta non cedo.. però dai vieni qui a farmi un po’ di compagnia, non ne posso più di questi libri". Immediatamente mi diressi in soggiorno, vidi la gatta che stava tentando di aprire la porta appoggiandosi ad essa, ma la precedetti e la aprii. Vidi una fanciulla giovane seduta a metà sulla sedia, con una squadra nella mano sinistra e una matita colorata nella mano destra. Un foglio da disegno A3 appena abbozzato, e un cumulo di altri libri di scuola sul tavolo, davanti a lei. Indossava una tuta blu, un paio di occhiali e, in viso, chiaramente affaticato per la giornata pesante, un’aria di incredulità non appena la osservai. Alessandra mi fissò per un lungo istante, poi si alzò in piedi, la bocca aperta per lo stupore. "Tu sei..Lorenzo!" Balbettò con una voce sommessa quasi per dare giustificazione al suo stato a metà tra il confusionale e il meravigliato. "Tu sei Lorenzo, vero?" Io annuii. "Ma com’è possibile? I tuoi capelli, e il tuo viso, anche il tuo aspetto.. tu non puoi essere lui, chi sei?" "Sono io, o meglio, sono Lorenzo". "Ma, io ti ho appena salutato, sei passato qui appena un quarto d’ora fa, prima dell’allenamento. Dovresti essere li, che ci fai qui? E poi..sei cosi diverso..". "Eh, lo so" risposi, sicuramente lui sarà al campo a fare allenamento adesso, anzi, sarà con qualche spicciolo in mano, per essere arrivato al solito in ritardo. Ma io non sono lui, cioè sono quello che ha qualche scelta in più sulle spalle, un titolo davanti al nome che non è ancora abituato a pronunciare e che ha qualche cicatrice in più sul corpo. Sono venuto qui per portarti la mia esperienza, per annunciarti una cosa che accadrà un giorno non molto lontano da adesso. Lo so che è difficile da capire" mi affrettai ad aggiungere, "ma sono venuto qui per te". Potevo scorgere ora una nuova fonte di curiosità nel suo viso, rinvigorita dalla mia ultima rivelazione. "Sono venuto qui per dirti di non mollare, per dirti che la strada che stai percorrendo adesso è quella giusta, che tutte le scelte, i sacrifici che stai facendo in questo periodo della tua vita, un giorno, verranno premiati. Un giorno.." ma non potei finire la frase che subito mi interruppe. "Aspetta Lorenzo.." è cosi difficile.. come posso credere a questo? Fino a qualche minuto fa eri qui, ed io ero li ad ascoltarti mentre mi stavi parlando di me e di te, di noi. Ed era bellissimo sentirti parlare di questo. Adesso un Lorenzo più grande si presenta qui come se niente fosse e comincia a parlare di scelte e di un giorno nel futuro.. cosa significa questo? Se tu sei ancora qui vicino a me, significa che noi saremo ancora insieme nel mondo da cui provieni, vero? Perché io non posso immaginare qualcosa di diverso, te l’ho ripetuto anche prima, ogni giorno di me e di te è cosi meraviglioso, e io voglio stare con te, quindi ti prego prima di continuare, devo sapere". Il suo viso ora lasciava trasparire un’espressione di attesa, una rivelazione che forse avrebbe cambiato qualcosa per sempre. Mi domandai se fosse il caso di dirle la verità, ma subito, vedendo la sua espressione allontanai quel pensiero e risposi: "Alessandra" e presi le sue mani tra le mie per rassicurarla "non sono venuto qui per darti delle risposte che tu dovrai affrontare da sola, non adesso, non davanti a me, ad una persona che alcune scelte le ha già fatte. Tu hai mille possibilità davanti ed hai la capacità per ottenere ciò che vuoi. Mi chiedi se io e te un giorno" ..e qui mi feci più deciso perché la mia risposta non apparisse scontata e avvertisse la verità: "un giorno tu sarai felice. Ci sarà qualcuno vicino a te, che ti farà star bene e ogni tanto, anche se capiterà una giornata in cui avrai qualche turbamento, avrai degli amici vicino che ti ricorderanno che la strada che hai percorso è quella che hai voluto da sempre percorrere. Una scelta fatta di semplicità e di piccole cose, che ti porteranno la serenità tanto cercata.. quella vissuta nella sua forma più profonda: accanto ad una persona che ami". Feci una breve pausa per non darle modo di intervenire e poi ripresi: "Ma.. quello che sono venuto ad annunciarti è che alcuni dei tuoi dubbi, delle tue paure, delle tue insicurezze, un giorno cesseranno. Quel giorno ce l’avrai fatta. Ed io sono venuto qui da te oggi a darti questa notizia perché quel giorno non potrò essere presente, e mi dispiacerà, moltissimo, perché ci tengo veramente a te.. ecco, solo, tieni duro che quel giorno arriverà, presto". Prima che Alessandra intervenisse con una nuova domanda, feci appena tempo a guardarmi attorno. Provai un senso di nostalgia e di impotenza insieme nell’immaginare alcuni fotogrammi di vita già ripetuti tempo fa molte volte nella mia vita.. una volta ancora. La luce della lampada, che riempiva tutta la stanza, Sirya che girava avanti e indietro tra le nostre gambe nel tentativo di farci aprire il frigo, la tazza di the appena tiepido appoggiata sul lavello.. la tv accesa mentre con la sua solita energia soleva ripetere tutte quelle pagine cha aveva studiato nel pomeriggio. Particolari che piano piano stavano riaffiorando tra i miei ricordi, quando la sua voce mi riportò con la mente davanti a lei. "Quindi mi stai dicendo che io un giorno riceverò qualcosa che mi darà soddisfazione per tutto questo. Che queste serate passate fino a notte tarda sui libri, il risveglio cosi duro la mattina, il fatto di stare a casa qualche fine settimana a studiare invece di uscire.. un giorno verrà premiato? Io, Lorenzo, sto tenendo duro perché so che tutto questo mi servirà. Questo è quello che mi piace fare, quello per cui sono nata, quello che mi fa andare a scuola con il sorriso, anche se è difficile. Lo è sempre stato". Ed aggiunse: "ma forse tu sai qualche altra verità, tu sai che cosa dovrei fare io per realizzarmi pienamente?" "Tu sei la sola al mondo che può rispondere a questa domanda" mi affrettai a rispondere. "Scopri che cosa vuoi veramente e fallo. Non passare vent’anni a vivere la tua vita solo perché non hai saputo decidere in tempo, quando puoi invece decidere adesso saggiamente di seguire la tua passione. Che cosa vuoi fare veramente? Rifletti". Lo sapeva già, mi rispose: "voglio imparare e voglio eccellere in quello che faccio, voglio progettare qualcosa di importante, diventare un architetto affermato, che sia rispettato da tutti, un giorno" affermò. "E’ la strada giusta" ripetei "un giorno, tra qualche anno, mi rivelerai si, di aver tanto da studiare e di essere sotto pressione ogni giorno, ma sarai contenta perché finalmente vedrai la meta tanto attesa, e le basi sono quelle che ti stai costruendo adesso, in questo periodo della tua vita". Quasi voleva baciarmi per la gioia che quelle parole le procurarono, ma non avendo la certezza di chi aveva di fronte, si fece più vicina e mi abbracciò con tutto il calore che potesse offrirmi, due lacrime comparirono sul suo viso, ma subito sparirono, e dolcemente mi disse: "Io avrei un sacco di domande da farti, tu conosci una parte del mio futuro, e quello che mi capiterà tra qualche anno. Avrei un sacco di domande" ripetè una seconda volta "a partire da.. noi.. ma ho capito il messaggio che mi sei venuto a dare. E quindi non ti chiederò altro. Sono felice delle tue parole, mi servivano. Sai, a dire la verità non è cosi strano però sentirmi dire queste parole da te, già il mio Lorenzo me le ripete cosi spesso.. ogni notte mi dice che questi miei sacrifici un giorno saranno ricompensati; ogni notte mi offre un un’altro motivo per farmi sognare un futuro vicino a lui. Quello che Lorenzo mi ripete mi aiuta davvero molto, perché se me lo dice lui, io vado contro tutto e tutti, io ci credo davvero". Rimasi un po’ sorpreso ma nello stesso tempo felice nel ricevere questa sua risposta. Era vero, tante volte mi era capitato di cercare di tirarle su il morale in qualche modo, di dirle di tener duro, sempre e comunque. Ma non ero sicuro che poi le mie parole sarebbero realmente servite. "Tante volte rimangono solo parole” pensavo "io posso fare un tentativo, ma poi ogni scelta ricade su di lei. Il cambiamento una persona lo deve realmente sentire proprio". Staccai lo sguardo dal suo viso per qualche secondo e sorrisi, per farle capire che mi avevano fatto piacere quelle sue parole. Poi la guardai dritta negli occhi e le dissi sottovoce: "Hai una cosa speciale Alessandra. E’ il dono più grande che tu abbia. Una volta non me ne rendevo conto perché non ci davo tanto peso.. ed è quello che invece hai insegnato anche a me. Mi hai insegnato ad essere vero. Mi hai fatto vedere sempre l’Alessandra spontanea e sincera, con i suoi pregi e i suoi difetti. Notti in cui io avrei mollato, sono rimasto con te perché mi hai trattenuto anche a forza, anche alzando la voce. Da adesso in avanti ci saranno periodi bui è vero, durante i quali ci perderemo; vedi, a volte è difficile parlarsi e ognuno si ritrova prigioniero del suo orgoglio, a costo di fare male anche alle persone che gli sono sempre vicino e lo proteggono con il loro affetto; però voglio solo dirti che da dove provengo io ci vogliamo ancora tanto bene, e ci diciamo ancora tutte le cose come stanno. Tu hai la sensibilità per capire. Quella che si trova solo in alcune persone. Davvero poche". Continuai: "Te lo meriti, ti meriti questo giorno. Credo che non potendo essere materialmente presente, qualcuno mi abbia fatto un favore, e mi permette di raccontarti queste cose adesso, quando tu ancora non sai le cose meravigliose che riuscirai ad ottenere. Le persone come te, che hanno fatto cosi tanti sacrifici per ottenere qualcosa in cui credono, meritano di essere incoraggiate. Meritano di sapere la verità". Feci appena tempo a pronunciare quelle parole che subito ricominciò: "E’ vero, ti ho detto che non ti avrei chiesto di noi.. ma, mi conosci, sono curiosa…e poi questo non riguarda me, almeno, non direttamente forse, ma voglio saperlo, dimmi solo questo di te, poi non ti chiederò più niente: "E tu, sei felice nel tuo mondo?" Rimasi un po’ in silenzio, come per raccogliere le idee e risponderle con il cuore: "Credo che la vita sia fatta di momenti. Alcune volte non possiamo scegliere, e capitano dei momenti in cui è davvero difficile. E in questi momenti bisogna dare il meglio di sé per non cadere. Io però Alessandra, preferirei risponderti ad un’altra domanda, tipo: "E tu come ti poni di fronte alla vita? ..e la mia risposta sarebbe: nel mio mondo cerco di prendere sempre il meglio che mi può capitare, affronto le cose, anche brutte, con il giusto ottimismo, non troppo, ma giusto. Alcune esperienze mi hanno segnato, ma si sono rivelate necessarie per quello che sono adesso. Mi hanno aiutato a crescere e ad avere questa visione della vita. Una vita positiva. Se sarai disposta a vivere davvero fino in fondo, senza paura, anche le situazioni più difficili, allora non so se riuscirai ad ottenere la felicità, però ti posso dire che certamente sarai sulla strada giusta. Tu puoi capire". Questa volta Alessandra si fece un po’ rossa in viso. Non era imbarazzo, lo sapevo. Era spontaneità. Succedeva spesso. E quando Alessandra era spontanea si preparava a dire qualcosa di importante, cosi io la guardai attentamente per l’ultima volta prima che pronunciasse queste parole: "Ti prometto che continuerò a vivere in maniera positiva, meglio ancora, ti prometto che sarai contento che io sia vissuta, ti prometto che sarai orgoglioso di me". E non appena ebbe pronunciato quelle parole il bagliore che mi aveva trasportato lontano in quella casa, in quel mondo che era stato parte cosi incontaminata della mia vita, mi riportò altrettanto velocemente in macchina, con la canzone, che ormai alla fine, stava ripetendo:
Vai Alessandra che sei grande che sei libera e completa giacca blu stirata sicura di te stessa... Un amore ogni giorno più importante inaspettato ma voluto fa dimenticare le solite paure e la tua vita, sì, per te resta l’esame più grande la tua vita lo sai, lo sai, lo sai... e gli esami lo sai, lo sai, non finiscono mai.
Grazie per la te più vera.. Ora divento rosso un po’ anch’io:
"Si Alessandra, sono orgoglioso di te"
DOTTORE DOTTORE DOTTORE DEL BUSO DEL CUL VAFFANCUL VAFFANCUL
e cosi ax se n’è uscito con il nuovo singolo, e come sempre.. ha le idee chiare sul da farsi..
ti amo o ti ammazzo pioggia che annega ma rinfresca sei una chicca che mi fotte la testa o ti amo o ti ammazzo il tuo ragazzo è pazzo parliamo, ci pestiamo scegli uno ti amo ti ammazzo ti amo ti ammazzo comunque qua in mezzo non capisco più...
ho urlato così tanto che...mi scoppia la testa e quindi te ne sei andata subito mi esce un po’ di sangue dalla mano destra c’è il segno lì sul muro pensa te che stupido..
un calcio al muro sbatti la porta via dai miei pensieri butto la borsa dalla finestra come zarri veri grida grida fino che un ghisa chiama i carabinieri non sei la stessa tipa con cui ho dormito ieri cos’hai sei annoiata? hai la luna tirata io a inizio giornata non voglio nessuna menata femmina fino in fondo tu hai il problema io sono lo stronzo mi dico che non ti ho dentro, mento e penso..
la mia preferita per sempre resterai però mia amica non lo saresti mai noi non vogliamo saluti auguri un altro numero in rubrica noi vogliamo la carne, le labbra poi sento le chiavi nella serratura e mi rassegno al fatto che io in questa vita..
orgoglio bianconero
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ultimamente avevo perso un po’ di stimoli.. Però sabato è stata un’emozione di vecchia data. La sensazione..quella in cui ti sembra di aver perso qualcosa di unico, che improvvisamente ti prende nelle vene e sale, sale, sale su fino alla bocca, fino a quel grido di liberazione che è comune a tutte le persone intorno a te in quel momento. Speciale. Per la prima al nuovo stadio Olimpico in purgatorio, pronti ad iniziare una risalita che chi detiene il potere ci ha imposto ingiustamente. Ne abbiamo avuto la conferma proprio questi ultimi giorni della cupola costituita.
Ora tutta quanta la curva canterà per te zlatan, sei uno zingaro, zlatan sei uno zingaro
Per un neonato è come strofinarsi gli occhietti davanti qualcosa che ha il sapore di magico:
Chi siamo noi... la Juve! chi siamo noi... la Juve! chi siamo noi... la Juve! e gireremo tutte quante le città ovunque andremo mai nessun ci fermerà! Lalalalalalala, noi siamo la Juve...
Un saluto a Giacomo, un capo-utrà dall’aria cosi innocente, che deve essere uscito proprio questi ultimi giorni da dietro le sbarre:
Interista chiacchierone sogni sotto l’ombrellone, lo scudetto coppe varie ma a settembre il campionato iniziera’, e come l’anno scorso e come l’anno prima il nostro chiacchierone continuera a sognare quel tricolore che non vincera’...
Più tardi ho capito perché Giacomo indossasse un guanto di pelle sulla mano dx..ora lo faccio vedere anche a voi..mi è tornata in mente la pubblicità del pennello cinghiale...forse la forza di gravità si era presa un periodo di riposo in quel punto dello stadio:
Guido Rossi, guido Rossi, ci senti...? ci senti...? Pezzo di merda.. Pezzo di merda.. Guido Rossi pezzo-di-merda Guido Rossi pezzo-di-merda
Un salutino a tutte le tifose bianconere, e che tifose ( ), presenti in zona che con mia grande meraviglia e gioia urlavano assieme a noi forza juve: ( )
Forza juve dai dai dai, non mollare mai mai mai
Un "questa curva non retrocede" a tutti i ragazzi della sud:
Ovunque...voi...giocate... ovunque voi giocate noi ci siamo la gente si domanda ma chi sono e noi glielo diciamo chi noi siamo... Siamo l’Armata Bianconera e mai nessun ci fermerà noi saremo sempre qua se la Juve giocherà forza Juve vinci ancora per gli Ultrà
Ed eccoci anke senza un elemento della "compagnia del tom-tom", temporaneamente disperso in curva a farci la foto:
E chi non canta è un figlio di p****** e chi non canta va a vedere il toro e chi non canta resta a casa che cazzo viene a fare qua? Alè alè, alè alè...
Ultimo, ma primo x la simpatia, tom, il nostro fedele compagno di viaggio; credo che se non ci fosse stato lui, invece di finire a torino allo stadio..saremo finiti nella campagna piemontese, sommersi dall’acqua e probabilmente avremmo vissuto il seguito dei ragazzi di "non aprite quella porta".. Grazie tom, un po’ ci hai rotto i c******* a forza di inversioni di marcia, ma ti vogliamo bene!:
Torino, 16/9/06, per continuare a crederci, io c’ero. Un grazie ad ale e agli altri della crew per una giornata fantastica trascorsa ad urlare a squarciagola in mezzo alla sud.