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Tyron
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Ho visto che ciak è un chebano
STO ASCOLTANDO
Il SUONO del SILENZIO
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
ORA VORREI TANTO...
avere qualcosa da fare oltre che cercare di vivere
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
Non è che stò studiando questo è che non so più dove metterlo!
Punk rock Genere di musica rock diffusosi a partire dalla seconda metà degli anni Settanta e caratterizzato da pezzi brevi, toni provocatori, testi di emotività spinta e stile musicale energico.
Noto prevalentemente come fenomeno musicale, il punk nacque come espressione di dissenso dell’establishment sociale e come reazione ai modelli musicali allora imperanti. Agli inizi, e soprattutto in Europa, i giovani punk intendevano dichiarare, con formule estreme, la propria totale estraneità nei confronti delle forme di organizzazione ed espressione della società a loro contemporanea. I GRUPPI Gli esponenti più famosi del punk furono il gruppo londinese dei Sex Pistols, che incisero il loro primo singolo, Anarchy in the UK nel 1976. I Sex Pistols, con il loro aspetto anticonformista (creste di capelli, abiti neri e trasandati, spille da balia sul volto) e l'atteggiamento aggressivo (linguaggio molto libero, violenza sul palco, uso di droghe) richiamarono subito l'attenzione della stampa. Altri gruppi britannici di rilievo furono The Clash, i cui testi rivelavano un più marcato impegno sociale e politico, e i Damned, band di grande teatralità. Il punk si sviluppò ed ebbe successo anche in altri paesi europei. Particolarmente vivace in Germania, soprattutto a Berlino, sul finire degli anni Settanta il punk continentale trovò nelle cantanti Lena Lovich e Nina Hagen due interpreti di successo. LE ORIGINI Alle radici del punk si trovano da un lato la tradizione del blues e del rock’n’roll e dall’altro il garage rock degli anni Sessanta. Antecedenti musicali furono inoltre gli Stooges, gruppo di Detroit dominato dalla figura di Iggy Pop, e i Velvet Underground, che fondevano distorsioni d'avanguardia con la sensibilità pop inaugurata da Andy Warhol. Questi elementi vennero ripresi negli anni Settanta da artisti di Manhattan come Patti Smith e i Ramones; la loro identità trovò un punto di riferimento nella rivista "Punk". Luogo di aggregazione per i gruppi musicali emergenti divenne Sex, negozio d'abbigliamento di Malcolm McLaren, un personaggio in vista del punk londinese, esperto di moda e di arte, in contatto con movimenti radicali come l'anarchismo e il situazionismo. EVOLUZIONE DEL PUNK Nel febbraio 1979 Sid Vicious, bassista dei Sex Pistols, morì per un'overdose di eroina e di lì a poco il gruppo si sciolse. Nel frattempo, i Clash iniziarono a occuparsi sempre meno nei loro pezzi dei problemi sociali delle città britanniche (che pure erano stati il loro cavallo di battaglia nei primi album come London Calling), maturando uno stile più convenzionale; i Damned si trasformavano in una caricatura della tendenza punk e altri gruppi tornavano alle origini d'avanguardia del movimento. Uno stile musicale più gradevole, la New Wave, si affermava intanto nelle classifiche raccogliendo musicisti di formazione punk. L’opposizione sociale e la musica energica, elementi fondanti del punk, sono tornate ad affiorare in nuovi generi, come i movimenti americani hard rock e grunge,rispettivamente degli anni Ottanta e Novanta. Genere musicale ancora oggi vivo e apprezzato soprattutto nei paesi del Nord Europa, il punk ha svolto un’influenza determinante sulla musica degli ultimi anni Novanta.
OGGI IL MIO UMORE E'...
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Tre anelli ai Re degli Elfi sotto il cielo che risplende , Sette ai Principi dei nani nelle loro rocche di pietra, Nove agli Umani Mortali che la triste morte attende, Uno per l'Oscuro Sire chiuso nella reggia tetra, Nella terra di Mordor dove l'ombra nera scende. Un anello per domarli, Un anello per trovarli,Un anello per ghermirli e nel buio incatenarli, Nella terra di Mordor dove l'Ombra cupa scende.
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lunedì 16 febbraio 2004
ore 11:09 (categoria:
"Vita Quotidiana")
L'anima pesa 21 grammi?
La tesi sostenuta dal film "21 grammi" è in realtà una leggenda metropolitana che risale al 1907 quando tale Dr.Duncun MacDouall "che fece molte osservazioni sulla morte" fra le quali anche pesare pazienti terminali prima e dopo la morte. Tutti i soggetti soppesati perdrevano secondo il dr. da un'oncia a mezza oncia ( un'oncia = 28.35gr.) nell'arco di 1-2 minuti dal decesso. Lo stesso esperimento venne fatto anche su cani il cui peso però rimava tale. Ma dall'ora l'esperimento non si è più ripetuto....
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martedì 10 febbraio 2004
ore 10:54 (categoria:
"Vita Quotidiana")

Mò come cazzo ma famò!?
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martedì 3 febbraio 2004
ore 13:24 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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lunedì 2 febbraio 2004
ore 11:05 (categoria:
"Vita Quotidiana")
“E tu apri la porta e cammini dentro, noi siamo dentro i nostri cuori. Ora immagina, il tuo dolore è una palla bianca di luce curativa. E’ giusto, il tuo dolore, il dolore in se è una palla bianca di luce.” Non riesci a pensare a questo?! Questa è la tua vita, buona fino all’ultima goccia, non prenderne migliori di questa. Questa è la tua vita ed è questa fino alla fine. Questo non è un seminario, questo non è un fine settimana di ritiro. Ora, dove sei, non puoi avere una costante immagine di cosa sarà la fine. Solo dopo che tu avrai perso ogni cosa tu sarai libero da qualsiasi cosa. Niente è statico, ogni cosa è terribile. Ogni cosa sta cadendo separatamente. Questa è la tua vita, questa è la tua vita, questa è la tua vita, questa è la tua vita. Non prenderne migliori di questa! Questa è la tua vita, questa è la tua vita, questa è la tua vita, questa è la tua vita. Ed è questa fino alla fine. Non sei un bellissimo e unico fiocco di neve, tu hai il medesimo problema di decadimento organico come ogni altra cosa. Noi siamo tutte le parti di uno stesso mucchio di concime. Noi siamo tutti i cantanti, le ballerine, le schifezze di questo mondo. Tu non sei il tuo conto in banca. Tu non sei i vestiti che indossi. Tu non sei il contenuto del tuo portafogli. Tu non sei il tuo cancro all’intestino. Tu non sei la tua famiglia. Tu non sei le tue speranze. Tu non sei i tuoi problemi. Tu non sei la tua età. Tu non sei la macchina che guidi. Tu non sei la tua fottuta droga. Tu devi cedere, tu devi cedere. Tu non sarai salvato. Tutti noi moriremo un giorno o l’altro ma tu devi sapere che fino ad allora sarai inutile. Io dico: “ Io non sarò mai completo”. Io dico: “ Io non posso essere sensibile”. Io dico: “ Liberatemi dalle forniture svedesi”. Io dico: “ Liberatemi dall’arte ingegnosa”. Io dico: “ Liberatemi dalla pelle chiara e dai denti perfetti”. Io dico: “ Evolviti, lascia cadere i frammenti fin dove possono arrivare”. Questa è la tua vita, questa è la tua vita, questa è la tua vita, questa è la tua vita. Non prenderne migliori di questa! Questa è la tua vita, questa è la tua vita, questa è la tua vita, questa è la tua vita. Ed è questa fino alla fine. Benvenuto nel FIGHT CLUB… se questa è la tua prima notte, devi combattere.
Manifesto del progetto caos, Tyler Durden
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giovedì 15 gennaio 2004
ore 14:39 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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venerdì 9 gennaio 2004
ore 12:55 (categoria:
"Vita Quotidiana")
SPACCIANEVE E I 7 NASI PARODIA DELLA SOCIETA' MODERNA
Spaccianeve viveva ai margini del bosco fatato, in un monolocale fuori equo-canone semi arredato, e si guadagnava da vivere non vendendo rose, bensì campava smerciando la dose. Con lei abitavano i sette Nasi contenti, che poi erano i suoi migliori clienti, c’erano Spinolo, Passalo, Scaldalo, Pillolo, Trippolo e Rollo, e infine Sniffolo che era di tutti il rampollo. Si alzavan di mattina ad un’ora molto presta, e prendevano la pista attraverso la foresta, era una pista lunga e polverosa, che conduceva ad una radura erbosa, dove i Nasi lavoravano tutta la settimana, coltivando papaveri e canapa indiana. “Andiam andiam, andiamo a coltivar, tanti bei papaveri da raffinar, e noi vogliam vogliam, vogliamo respirar, la polverina che ci darà la felicità.” Ma spaccianeve dirigeva la piantagione, e suggeriva moderazione: “Portate pazienza miei giovani amici, mettete un freno alle vostre narici, soltanto se i raccolti saranno buoni, verranno soddisfatte le vostre aspirazioni.” Intanto la malvagia Regina, nel suo superattico con piscina, stava armeggiando senza fretta, con uno specchio e una lametta, ah, no, scusate mi son sbagliato, con uno specchio si, ma fatato. “Specchio, specchio delle mie brame, chi ha la roba più buona del reame?” “Regina una volta l’avevi tu, ma ora spaccianeve ne ha più buona e molta di più!” “Ah, sciagurata! Come osa ostacolarmi? Dimmi dov’è sicchè io possa vendicarmi!” “Ai bordi del bosco valla a cercare, e questo strano frutto in regalo le dovrai portare.” Così la Regina partì un bel mattino, sotto le mentite spoglie di un pusher marocchino, e giunse poco dopo alla casina, portando in tasca una siringa piena di stricnina. “Benvenuto amico mio, posso darti una mano?” disse Spaccianeve quando vide l’Africano, “gradisci un clilom, un trip, un caffè con la panna?” aggiunse poi rollandosi una canna. “Gara Sbaggianeve, di ringrazio dell’invido, e g’hai gulo ghe stasera sono brobrio ben fornido! Gosa ne digi di farmi endrare, gosì guesda bella bera gi bossiamo sbarare?” Spaccianeve accettò volentieri la proposta, senza neanche immaginare la malvagità nascosta, ma poco dopo cadde riversa sulla schiena, con l’ago ancora piantato nella vena. Ora la Regina, tornata normale, quella sventurata si mise a sbeffeggiare: “Guardati, Spaccianeve, sei ridotta ad uno straccio, e ho di nuovo io il monopolio sullo spaccio! Vedi cosa succede alle persone golose? Chi troppo vuole alla fine si trova in overdose.” Immaginate voi lo strazio e la disperazione, Che colse i Nasetti di ritorno dalla piantagione, il primo di essi aprendo la porta, la vide distesa che pareva morta: “Oh, Spaccianeve dicci chi è stata, che ti ha venduto roba tagliata! Come faremo noi la mattina, senza la magica polverina?” E rimasero a fissare quel corpo inerte, che aveva le gambe tutte scoperte: “Certo però che è proprio carina!” sussurrò Sniffolo con la sua vocina, rispose allora rollo “che vuoi che ti dica, è sempre stata un gran pezzo di fica! Ma adesso che è in coma e non sente niente, potremmo farcela tranquillamente!” Così si disposero in fila indiana, davanti l’ingresso di quella tana, entrando a turno per pochi minuti, finchè tutti quanti non furon venuti. Quindi riposero quel corpo giallo, dentro una bara di puro cristallo, e dopo un viaggio di pochi minuti, la scaricarono in mezzo ai rifiuti. Da quel dì vissero nella disperazione, trascurando persino la piantagione, e diedero fondo con ritmi indecenti, alle riserve di stupefacenti. Era da tempo finita la scorta, quando qualcuno bussò alla porta, e di chi era quel tocco lieve? Ma che domande, di Spaccianeve!! L’accolsero tutti con entusiasmo, addirittura sfiorando l’orgasmo, quindi le chiesero come si chiamava, quel tipo strano che l’accompagnava. “Cari Nasetti, prestate attenzione, è a lui che devo la resurrezione, è dolce come il miele, tenero come il burro, ed il suo nome è principe Buzzurro!” Costui era un tipo un casino alternativo, capelli lunghi, la barba,lo sguardo primitivo, i jeans unti e strappati, portava un grosso anello, gli puzzavan le ascelle, fumava lo spinello, e quando i sette Nasi gli chiesero una spiegazione, lui rispose così, grattandosi il panzone: “A Nasè, cioè, io stavo a rovistà n’a mondezza, quanno d’un tratto te vedo sta bellezza, stava ferma, distesa, tutta sbracata, e che dovevo fa, io m’a so chiavata!” “E lei - chiesero stupiti i Nasi- s’è svegliata?” “No però la voja mica m’era passata, e lei stava sempre là, dentro sta scatola de vetro, ahò, io l’ho ggirata, e m’a so fatta pure dietro!” “Ed a quel punto - insistettero i Nasi- che lei s’è risvegliata?” “Manco pe’ gnente, però la voja io me l’era levata. Me ne stavo p’annà, abbonnandome i carzoni, quando questa caccia n’urlo - mi cojoni!! ‘A morè - me dice- pe’ tutta sta trafila, vedi un po’ de calà na bbella centomila! E siccome che sta cifra nun je la potevo dà, m’ha chiesto de seguilla e mò eccome qua!” E da quel giorno vissero ai margini del bosco, Spaccianeve, i sette Nasi, con in più quel tipo losco, ripresero a coltivare, e tutto andava bene, anche perché avevano sempre le narici piene, mentre invece la Regina, travolta dall’egoismo, si era data addirittura all’alcolismo. “Tutto è bene ciò che ti fa star bene”, dice il saggio, e a volte ne basta appena un assaggio. Ma…. lunga la pista, stretta la via, occhio che arriva la Polizia!!!!!
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mercoledì 7 gennaio 2004
ore 20:28 (categoria:
"Vita Quotidiana")
la tristezza di un uomo...
 é pazzo??
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mercoledì 7 gennaio 2004
ore 20:15 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Meglio la donna o la moto?
•Le Moto devono cambiare i loro fluidi solo ogni 5.000 Km. •Le curve delle Moto non calano mai. •Le Moto durano di più. •Le Moto non rimangono incinte. •Le Moto non hanno genitori. •Le Moto non si lamentano a meno che non ci sia un problema grave. •Puoi scalciare la tua Moto per svegliarla •Puoi dividere la tua Moto con i tuoi amici. •Se la tua Moto fa troppo rumore, puoi comprare una marmitta nuova. •Se la tua Moto fuma, puoi farci qualcosa. •Le Moto non si curano di quante altre Moto avete cavalcato. •Durante una cavalcata, tu e la tua Moto arrivate contemporaneamente. •Le Moto non si curano di quante altre Moto avete. •Alle Moto non interessa se guardi le altre Moto, o se compri giornali di Moto. •Le nuove Moto vanno richieste, e se non vuoi pagarle, non te la danno . •Se la tua Moto è allentata, puoi stringerla. •Se la tua Moto è troppo morbida, puoi comprare nuovi ammortizzatori. •Se la tua Moto non è in riga, non devi discutere di politica per allinearla. •Puoi bere una birra mentre cavalchi la tua Moto. •Non devi essere geloso del ragazzo che sta lavorando sulla tua Moto. •Non devi avere a che fare con preti o esami del sangue per registrare la tua Moto. •Non devi convincere la tua Moto che sei un motociclista e che pensi che le Moto siano uguali. •Se dici delle brutte cose alla tua Moto, non devi chiederle scusa prima di cavalcarla di nuovo. •Puoi cavalcare una Moto per quanto vuoi senza che abbia dolori. •I tuoi genitori non rimangono in contatto con la tua vecchia Moto dopo che l'hai lasciata. •Le Moto hanno sempre voglia di fare un giro. •Le Moto non ti insultano se non sei bravo. •Le Moto non vogliono mai uscire una sera da sole con le altre Moto. •Alle Moto non importa se siete in ritardo. •Non devi farti una doccia prima di cavalcare la tua Moto. •Va sempre bene usare una catena sulla tua Moto. •Se la tua Moto non ti piace, puoi cambiare colore o cambiare dei pezzi. •Non puoi prendere malattie da una Moto che non conosci bene. •La moto sai sempre quanti km ha fatto la donna no •se ti fottono la moto te me accorgi •Una moto si può spegnere •La moto non pretende di uscire sola con altre moto il giorno della "Festa della moto"! Non esiste neanche il giorno della "Festa della moto"!!!!
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lunedì 5 gennaio 2004
ore 14:28 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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sabato 3 gennaio 2004
ore 12:46 (categoria:
"Vita Quotidiana")
SOTTO LA DOCCIA
La doccia di una donna: 1. Si toglie i vestiti e li mette nella cesta della roba sporca secondo un rigoroso ordine cromatico. 2. Cammina verso il bagno con il suo accappatoio. Appena vede il marito/fidanzato, si copre bene e si chiude rapidamente in bagno. 3. Si ferma di fronte allo specchio e analizza il suo fisico. Ingrossa la pancia per poter rompere un po' più i coglioni al marito/fidanzato su quanto è grassa. 4. Cerca un asciugamano per il viso, uno per le braccia, uno per le gambe, uno per la schiena e una spugna. 5. Entra nella doccia e apre l'acqua. 6. Si lava i capelli con uno shampoo a base di avocado e miele con 83 vitamine. 7. Si lava di nuovo i capelli con uno shampoo a base di avocado e miele con 83 vitamine. 8. Si passa un balsamo alle erbe tropicali e si massaggia per 10 minuti. 9. Si lava il viso con un sapone alla pesca con frutti di bosco fino a quando le guance non raggiungono un colore rosso fuoco. 10. Si lava il resto del corpo con un sapone alle noci e fragole. 11. Si incazza come una bestia quando il marito/fidanzato tira l'acqua del cesso perché il getto della doccia perde pressione. 12. Chiude l'acqua ed esce dalla doccia. 13. Si asciuga con un asciugamano dalle dimensioni dell'Africa. 14. Si passa una crema rivitalizzante, rinforzante, rassodante e idratante per 15 minuti. 15. Si toglie i peli dalle ascelle e dalle gambe. Pensa a lungo sull'opportunità di radersi le parti intime, poi decide che è meglio andare dall'estetista. 16. Si scruta con feroce attenzione tutto il corpo cercando brufoli e punti neri, dopodiché li distrugge con le unghie o pinzette. 17. Esce dal bagno. 18. Appena vede il marito /fidanzato, si copre bene e si getta in camera e passa un'ora e mezza vestendosi.
La doccia di un uomo: 1. Si toglie i vestiti mentre è ancora a letto e li getta per terra. 2. Va nudo verso il bagno. se vede sua moglie/fidanzata le mostra orgoglioso la proboscide facendo un rumoroso barrito. 3. Si ferma di fronte allo specchio per analizzare il fisico. Ingrossa la pancia. Guarda fiero le misure del suo uccello, si gratta le palle e si annusa le mani per l'ultima volte prima di lavarsi. 4. Entra nella doccia. 5. Si lava la faccia con il primo sapone che vede. 6. Ride come un cretino per come rimbomba la scoreggia che ha appena tirato. 7. Si lava i coglioni e il culo, curandosi di lasciare qualche pelo sul sapone. 8. Si lava i capelli con qualsiasi shampoo (spesso si confonde e usa il detergente intimo della moglie/fidanzata). 9. Piscia nella doccia facendo finta di essere Grisou alle prese con un enorme incendio. 10. Esce dalla doccia. Non si rende conto che ha bagnato ovunque perché ha lasciato la tendina fuori dalla doccia. 11. Non si pettina. 12. Si asciuga un po'. 13. Si guarda di nuovo allo specchio facendo l'elicottero con il pistolino. 14. Esce lasciando il bagno tutto bagnato. 15. Torna il camera con un asciugamano alla vita. Se vede sua moglie/fidanzata si toglie l'asciugamano e le mostra orgoglioso la proboscide facendo un rumoroso barrito. 16. Getta l'asciugamano bagnato sul letto e si veste in due minuti.
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