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eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate.
il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra.
deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare

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ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]




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mercoledì 3 agosto 2016 - ore 01:23


Recupero crediti
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sette anni dopo, la tenerezza è riconoscerti come una linea sulla mano.
Che ad un certo punto finisce.
Ma basta tornare al punto in cui affiora in superficie, il palmo come il letto di un fiume da scandagliare di ricordo in ricordo.
Come quello sfondo rosso, di cui ti sono grata, perché hai tenuto per me l’amore che dicevi di non saper nemmeno più provare, e me ne hai fatto dono.
Il dolore, ë solo un debito che ho accumulato come stessa, dopo i tuoi tanti prestiti che non so neppure se pensi io abbia saputo ripagare.



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martedì 7 giugno 2016 - ore 16:16


Incidente probatorio
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sparisco, mi piego su me stessa con la precisione di un origami.
Combacio di nuovo con i punti dolenti di un tempo, gli errori ammucchiati, la pazienza a contarli.
Ci sono ancora tracce di cancellature mal eseguite nell’incavo della mia giovinezza.
C’è ancora un mostro allo specchio, le briciole di un pasto, il peso specifico di ogni fallimento.

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domenica 28 febbraio 2016 - ore 22:19



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Nelle ecografie l’encefalo del feto somiglia ad un gheriglio.
Il mio cuore diventa grande come un pugno.
Piegato su se stesso, come le dita di una mano, al solo scopo di trattenersi incollato al petto.
Non mi guardi nemmeno, mentre porti gli occhi ai piedi.
Laggiu’, dove finisce sempre il mio umore, uno scolo di lacrime, pranzi veloci e diffide al vetriolo.
Questa casa troppo piccola anche per un cane che andiamo a vedere ogni domenica, chiamandolo persino per nome, dalle sbarre di un canile comunale.


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venerdì 5 febbraio 2016 - ore 22:17



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Io sono come se ogni parola avesse una spiegazione ?

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mercoledì 3 giugno 2015 - ore 19:07


e sotto la doccia scivolava la bella vacanza
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Gli aerei da Orio non partono mai.
Vorrei iniziare a fumare, mentre aspetto che imbarchino i passeggeri con priorità.
Mentre continuo a restare sotto lo stesso cielo che insiste attaccato alla tua finestra.
sono le cinque. E’ il buio.
Sono io che mi nascondo dentro l’aereoporto della tua città.
E poso le mani su tasti bianchi che ti ho visto toccare, di un pianoforte che aspetta tutti quelli che partono.
Mi sento intera, volevo dirti questo.
Constato l’assenza di crepe. So che molti dei pezzi li hai incollati tu.
Il mio corpo, il tuo sguardo.
Oggi sono solo il passeggero di un volo che parte da Orio.
Ieri: la ragazzina, quella del concerto, i tatuaggi sulle braccia da ritracciare con un dito.

Il contrattempo, la frustrazione, l’amore.


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venerdì 5 dicembre 2014 - ore 16:10


art 500 c.p.p.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"...e a quel punto l’ipotesi che ognuno di noi due sta formulando è che ci sia comprensione, un principio di comprensione, o di stupore almeno; me la stringo addosso, le apro le gambe come un sipario, e quando sono dentro di lei, sento che nessuno di noi due sa dove sta e perché è arrivato fin qui."

(Christian Raimo)

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mercoledì 3 settembre 2014 - ore 23:19


Baci da Creta
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Nella periferia di Heraklio, antiche hit delle Tatu si mescolano al rebetiko.
Ballo nel piccolo terrazzino,affittato a 12 euro per notte.
Di una felicità nuova.
La felicita’ e la fortuna a cui ho brindato, sperando tra un anno di avere un figlio.
Un figlio che non c’e’.
Che non verra’.
Che non faremo venire, a differenza dei cassieri delle banche o dei giuristi d’impresa, un po’ come tutte le cose perfette che vattelapesca.
Spero che l’aereo del ritorno si schianti, per non conoscere altro fallimento.

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giovedì 3 luglio 2014 - ore 18:28


Sono io il mio Minotauro.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non ho visto Sanremo.
E’ stato lui a cercarmi.
Canzoni alla radio, tra le lettere di RadioCarcere e l’oroscopo che non dice mai niente di buono per noi.
E’ allora che ho pensato fosse davvero la cosa giusta, Arianna.
Questo per dirti che non siamo mai stati lontani, nemmeno ora.
Tra di noi c’è sempre stata una geografia di contrattempi e scelte diverse e parole nate morte dentro messaggi da cancellare.
La rabbia, sopita, di aversi sempre male. Sempre altrove.
E queste parole.
Svegliarsi col piede sinistro e sapere che quello che ci mancava da sempre era dirci addio.


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mercoledì 25 giugno 2014 - ore 16:38


Stronzo, tanti auguri ma non ti conosco.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mi toglie le forze questo giugno senza troppe occasioni.
Con le tue braccia dentro alle mie, indifeso e pericolante, un uomo attaccato ad un cornicione.
E tu lo sai che non so dove mettere i piedi.
Mi perdo in mezzo alle chiacchiere di chi va vivere a Londra, chi va a vedere i Pearl Jam, chi va a fanculo perché ce lo mandiamo noi.
Noi che stiamo fermi, disegnati come le sagome di due cadaveri su un letto ad aspettare con fastidio che se ne vada anche l’ora di cena.
Se ne vada la fame, l’insonnia, il tabacco fra le lenzuola.
Che se ne vadano tutti e ci lascino da soli, abbracciati, con il nostro dolore piccolo, il nostro lutto da niente.


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