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eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate.
il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra.
deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare

ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]




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sabato 17 marzo 2012 - ore 13:21


In fondo agli autobus in mezzo al mare.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E’ solo tempo che passa.
Due anni, già.
E al di là del bene e del male, è sapere che ti sveglierai senza sapere che giorno è.
Penso a quel ciddì.
Volevo solo girare come su quella giostra. Volevo solo seppellire un inverno di neve e pianti nei bagni dell’aereoporto.
Volevo solo essere felice.
E non lo sono più stata.
[L’altro giorno a Mestre ho difeso per la prima volta qualcuno.
La schiena si è riempita di brividi mentre la toga aderiva sulle spalle.
Ma tanto, tu non ci sei. Più.
Per raccontartelo, per ridere di come la toga arrivava alle caviglie e fattore K mi ha chiamato dalla Sorveglianza emozionata. o della faccia del giudice o dei complimenti del difensore del coimputato.
Per sperare che quel 17 marzo non abbia cambiato irrimediabilmente solo la mia vita.]

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lunedì 12 marzo 2012 - ore 19:14


è colpa tua, gesù... non me lo avevi detto.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Nell’ultimo bicchiere c’è solo acqua e una scorzetta di limone.
Ti sorrido mentre sorseggio quello che mi hai versato e sembra un martini e continuo a parlare di niente con il calvettiano della porta accanto. Forse mi hai salvato la vita, penso, ma non ricordo se sia il sesto bicchiere che porto alle labbra e lui mi guarda come se da lì dentro si sentisse il mare.
Ecco la ragione per cui perché dovresti sempre avvicinare la bocca a quella di una donna.
Yuri si è innamorato e ci trascina in un locale dove spopola la serata Jamesbond e sono tutti vestiti da camerieri cocainomani, e penso che ti piacerebbe, papà, restare con la tua bambina vestita di niente ad ascoltare le colonne sonore dei tuoi film preferiti.
Parlo sempre troppo. Guardo negli specchi dell’unico posto in cui il barman conosce anche il mio numero di scarpe, quello che vedete tutti, ogni giorno.
Guardo quel contorno dove sono incastrata. Gli occhi, le caviglie e i polsi, le costole che ti diverti a contare quando mi dici che sembro vestita da Evakant.

E sento che è troppo tardi. Per cambiare idea.




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sabato 3 marzo 2012 - ore 20:54


a quanto lo sono ancora.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


A Mestre poco prima di scendere in stazione. i lampioni sono stelle più basse appese al cielo.
Lo penso sempre. Sempre mi aspetta un altro treno.
Sabato sera dentro ad un ufficio.
I coglioni restano tali tutta la vita. Io faccio parte di quella categoria.
Chissà dove sei, adesso. Forse con una meno cogliona di me. Senza borse sotto gli occhi. Senza la testa piena di tutte quelle stronzate sul liquido amniotico che resta nel cavo uditivo fino alla settimana successiva alla nascita.
Per strada ho pianto. Sono stanca e ho preso nove al compitino di psicoacustica e il signor H. vuole che il tribunale di sorveglianza lo metta in prova ai servizi sociali. E il nazi vuole che tutto questo succeda prima di lunedì.
Ed io ho sonno e vorrei riuscire a non dormire più. Come Homer B.
Come quell’amore dell’altro mondo che mi raccontavi che io avevo quindici anni e dentro alla tua camicia a scacchi stavo tre volte.
E adesso che nei vestiti degli altri non ci entro più, a volte fa così male la vita che vedi le stelle appese a Mestre e non ti resta che piangere.
Sullo sperma versato, diresti tu.




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giovedì 1 marzo 2012 - ore 08:35


birra, tombe e sfarzo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


[il ba-ra-tro.]

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martedì 21 febbraio 2012 - ore 21:06


come una macchia sotto la cravatta.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Uomini e camion si mangiano coriandoli e stelle filanti là fuori.
La festa non è ancora finita. Io torno da padova col treno delle otto e con la missione di far ottenere le attenuanti generiche ad un marito troppo geloso stanotte.
Ennesimo atto che scade.
Chissà se anch’io ho un tempo.
E mentre succede che torno in studio con un termos di caffè, e sotto i lampioni i coriandoli luccicano e Tiziana si trucca in bagno ed io ho solo sonno, ho solo voglia di sprofondare nel mezzo del letto e morirci, penso a quella sera che mi hai scritto come riesco sempre a farlo.
Che cosa?
Luccicare.

Dopo la festa sono solo povere stelle filanti con le calze smagliate.

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lunedì 20 febbraio 2012 - ore 12:19


Panoramica o dorsale?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Domeniche qualunque attraversando le strade della marca come bilie nel solito percorso.
Fuori è tutto grigio. E ho ancora un ombra di due baffi neri e le cinque della mattina negli occhi in mezzo alla nebbia e quella sensazione di essere me, mentre sbatti le tue ciglia di piume.
Mi gridi nelle orecchie che stai da schifo e non è la prima volta.
E neanche la seconda.
Leggo Wallace e faccio misurare a Mary la febbre ogni quattro ore.
Piango mentre tu ti fai bella per uscire. Lacrime sporche, che staccano flyers dai muri.
Faccio i conti con il fatto che non avrai mai una cornice con la mia foto. Faccio i conti con quel racconto che dice che l’amore è solo una parola per unire due persone separate.
Ed io non so di cosa ho bisogno adesso.
Io che non sono mai stata unita a nessuno.
E che ho gettato parole come ponti e fili del telefono e braccia per prendersi nel grano.


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venerdì 17 febbraio 2012 - ore 09:57


tutta la sera io resterò da sola.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Le tre di notte e una rosa sgualcita in mano.
Le dita che appiccicano di liquirizia e martini, e Treviso come non si vede neanche nei film.
Ridiamo. Diciamo stronzate. Ti consiglio libri che non leggerai, canzoni che non vuoi sentire.
Ti bulli, in quel modo ingenuo che hanno gli uomini di buona volontà per portarti a letto.
[Giusto una volta, e lo sforzo non è nemmeno proporzionale alla resa, si sa.]
Perchè tu suoni, lavori in banca e ascolti i Modà.
E leggi Umberto Eco. Le vacanze si fanno in Puglia.

Però poi abbasso gli occhi quando compri una rosa e prima di andare via mi stringi e ti batte il cuore.
Non si ama tutte le mattine.

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giovedì 16 febbraio 2012 - ore 12:27


che quel che vuole qui non c’è.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Le assonometrie cavaliere di noi riflessi su un finestrino che guarda a Pordenone, dissimulano tutto lo spazio che c’è.
Tra gli inverni che ti ho provato a chiedere di stare con me, le ore di diritto penale, i pranzi alla domenica e un treno per Udine stamattina.

Rispondevo sempre "idem", perchè non sospettassi quanta neve era caduta nel mio giardino.
[segreto]

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mercoledì 15 febbraio 2012 - ore 18:32


c.s.a.r.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mezze sbronze consumate in cucina, dopo una tazza di latte e cereali.
Un gatto, il solito. Una tartaruga con le lune di traverso.
Bandiere a mezz’asta. E i cioccolatini regalati dall’avvocatessa dello studio Longo e Ghedini a forma di cuore, dentro alla tasca.
Ricordo.
Che strano. Ho la memoria di un tonno in scatola, a lunga conservazione. Tu te ne accorgi, mentre ti dipingi le unghie di verde.
E ti racconto che su quella parete di Roma c’era scritto proprio "dark room" e io ho pensato ad un altro, ma poi ho sorriso mentre lui mi scattava una fotografia.
Poi mando messaggi in bianco. Bottiglie vuote, piene di silenzio gettate in mare perchè nessuno mi salvi.
A te non scrivo, anche se sei il solo che vorrei mi leggesse, che le parole per te non contano più niente. Hai preso nove in matematica, non studi più dal sussidiario, le parole.
Le parole per te.

Nel mezzo del letto mi sono chiesta cosa succederà alla ragazza.


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martedì 14 febbraio 2012 - ore 20:36


Dodici solitudini.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sviluppo dipendenze da buondì al cioccolato.
Forse per sentirmi dire dalla ragazza con i capelli più corti che ne conosce un altro che soffre della mia stessa malattia.
[La cancelliera delle esecuzioni penali aveva tre scatole di Lobivon sopra alla scrivania stamattina. Chissà se te ne sei ricordato, ho pensato istintivamente.]
E i weekend finisco sempre tra Mestre e Padova, passando per tutti i reparti dell’Ikea e via Tonzig e gli occhi di Wilson. Le pellicce di Thomas, le strade sbagliate e le direzioni d’orchestra.
Studiando onde e cervelli e Freud che sezionava i pesci, e i dolcetti al cinnamon.
Mi guardi mentre spieghi che forse le isteriche si sono estinte. Mi guardi mentre mi togli l’unica certezza che avevo.
Il "de" che compone la parola desiderare è privativo.
Come l’alfa in greco. Concetti semplici.
E così tutto quello che ho sempre fatto venire dalle stelle, adesso significa ciò che non ti fa vedere oltre le stelle.
Per quello piangi anche stanotte, mentre provi a bere caffè nero bollente, lasciando un uomo fuori dalla tua stanza.

Sai, il seme non brucia in gola.
E’ la mancanza di cura che fa amara la bocca.

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