NE TRAVAILLEZ JAMAIS
"A land full of beauty and wonder..."

"Life is what happens to you while you’re busy, making other plans"

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"Quando si tratta di beffarmi di qualcuno, non posso resistere" - Wolfgang Amadeus Mozart
"Dall’ingenuità possono nascere dei piccoli miracoli, o anche delle grandi stronzate" - Fabrizio De Andrè
"Scrivo canzoni di protesta, quindi sono un cantante folk. Un cantante folk con chitarra elettrica" - Joe Strummer
"Possano i giorni trascorrere senza meta.
Non si prosegua l’azione secondo un piano."
LINK
Qualcuno storcerà il naso, ma il rugby è uno sport intelligente - Stu Wilson, All Blacks
Il rugby è uno sport da gentlemen. Prima di tirare il pallone, indietro,al tuo compagno, tu devi controllare che lui stia bene, che sia ben disposto, aperto, disponibile, ottimista. Non puoi tiragli un pallone vigliacco che gli arriva assieme a due energumeni che gli fanno del male. Però mentre tu fai tutto questo bel ragionamento etico,ce n’è altri ventinove che ti guardano di cui, quattordici tuoi e quindici no, e di questi, tre ti corrono addosso,due grossi e uno piccolo, ma cattivo,e la prima tentazione è di dare il pallone al tuo compagno.
Marco Paolini
La più bella vittoria l’avremo ottenuta quando le mamme italiane spingeranno i loro figli a giocare al rugby se vorranno che crescano bene, abbiano dei valori, conoscano il rispetto, la disciplina e la capacità di soffrire.
Questo è uno sport che allena alla vita.
John Kirwan
Di fronte alle avversità della vita, chi ne sa di calcio dice "la palla è rotonda". Chi ne sa di rugby s’incazza!
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venerdì 1 dicembre 2006 - ore 22:50
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Minchia, è già dicembre!
YOU CANT ALWAYS GET WHAT YOU WANT - Rolling Stones
I saw her today at a reception
A glass of wine in her hand
I knew she would meet her connection
At her feet was her footloose man
No, you cant always get what you want
You cant always get what you want
You cant always get what you want
And if you try sometime you find
You get what you need
I saw her today at the reception
A glass of wine in her hand
I knew she was gonna meet her connection
At her feet was her footloose man
You cant always get what you want
You cant always get what you want
You cant always get what you want
But if you try sometimes you might find
You get what you need
Oh yeah, hey hey hey, oh...
And I went down to the demonstration
To get my fair share of abuse
Singing, "Were gonna vent our frustration
If we dont were gonna blow a 50-amp fuse"
Sing it to me now...
You cant always get what you want
You cant always get what you want
You cant always get what you want
But if you try sometimes well you just might find
You get what you need
Oh baby, yeah, yeah!
I went down to the Chelsea drugstore
To get your prescription filled
I was standing in line with Mr. Jimmy
And man, did he look pretty ill
We decided that we would have a soda
My favorite flavor, cherry red
I sung my song to Mr. Jimmy
Yeah, and he said one word to me, and that was "dead"
I said to him
You cant always get what you want, no!
You cant always get what you want -tell ya baby
You cant always get what you want -no
But if you try sometimes you just might find
You get what you need
Oh yes! Woo!
You get what you need -yeah, oh baby!
Oh yeah!
I saw her today at the reception
In her glass was a bleeding man
She was practiced at the art of deception
Well I could tell by her blood-stained hands
You cant always get what you want
You cant always get what you want
You cant always get what you want
But if you try sometimes you just might find
You just might find
You get what you need
You cant always get what you want -no, no baby
You cant always get what you want
You cant always get what you want
But if you try sometimes you just might find
You just might find
You get what you need, ah yes...
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lunedì 27 novembre 2006 - ore 21:04
Il Bóthar Lansdún, lIrlanda e la Regola 42
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ieri è stata giocata lultima partita internazionale al Lansdowne Road.
Più che uno stadio è un... tempio? No... ok sgangherato ma ancora troppo poco antico. Forse il Lansdowne Road è un simbolo, simbolo del rugby irlandese, simbolo di Dublino e perché no, simbolo di unIrlanda che lì dentro ci entra(va) insieme, together standing tall, non solo come Éire.
Ireland.
Che vuol dire la stessa cosa, ma concettualmente è diverso. La prima rappresenta la Repubblica, la seconda invece lIsola intera: Connaught, Leinster, Munster e Ulster; e quando si trattò di giocare per la prima volta contro le rose nel 1875, i trifogli venivano da tutte e 4 queste provincie.
Il Lansdowne Road fu costruito nel 1871 e ahimè ben poco è cambiato da quellanno: le tribune laterali non sono mai state tribune, bensì "stands", perché di sedili non ce ne sono mai stati e la gente fino ad oggi (in verità fino alla sfida tra Leinster e Ulster, che sarà davvero lultima partita) la gente stava in piedi.
La DART, trenino pseudo-metropolitana che passa sotto la tribuna centrale si fa sentire parecchio agli spettatori e se sul treno ci sei sopra e stai un po attento, passando riesci anche a vedere il campo.
Vecchio stadio che trasuda storia del rugby, di lì ci son passati tutti i grandi capitani, Willie-John MacBride, Keith Wood e più di recente "king Brian" Brian ODriscoll, detto anche BOD perché sono le sue iniziali, ma soprattutto perché fa rima con God.
Bóthar Lansdún si chiama in gaelico, ma di gaelico ci passa poco in questo stadio; di solito, negli ultimi 86 anni, tutto ciò che è stato "gaelico" è passato dal Croke Park.
Calcio, rugby e cricket, gli sport inglesi per eccellenza, sono vietati sui campi degli sport irlandesi dalla famosa Regola 42, che ricorda una delle tante domeniche di sangue in questa terra di lotte antiche come il mondo, la domenica in cui le truppe inglesi entrarono a mitra spianati durante la partita tra Dublino e Tipperary e ammazzarono per rappresaglia 12 persone tra giocatori e spettatori. Da quel giorno, il 12 novembre 1920, al Croke Park gli inglesi non sono ben accetti (per usare un eufemismo), infatti non ci hanno mai più messo piede.
Ecco perché il 24 di febbraio del 2007 per lInghilterra, il calderone, sarà molto caldo e, sicuro, a qualcuno tremeranno le gambe e ad altri si rizzeranno i peli delle braccia.
Il Lansdowne Road era la padella.
Per un po si va nella brace!
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martedì 21 novembre 2006 - ore 23:02
Rugby... sostanzialmente rugby!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Torno a fare i massaggi.
Again... again again again!
Uff, anche se rivedrò Elena
la fisioterapista, preferivo dall’ortopedico: comincia pure a giocare, ora che ti ho visitato sparirà completamente il male alla coscia.
Vabbè, un po’ improbabile, ma... mi piacciono le sfide difficili.
Poi oh... sull’onda del successo...
L’Argentina ha vinto a Twickenham due settimane fa!
L’Irlanda ha battuto Sud Africa e Australia!
La Francia ha PRESO ben 47 punti dagli All Blacks (d’accordo, non è un successo per i francesi, ma per me sì!!)!
L’Italia... no.
L’Italia...
Cazzo, l’Italia... l’Italia Cazzo!!!
Non è possibile!! Sempre a un passo dalle grandi, 7 punti dall’Australia, 7 dall’Argentina, arriviamo lì lì, poi dimostriamo tutti i nostri limiti...
Se gli italiani ci mettessero lo spirito degli Irlandesi sempre, o degli Scozzesi e Gallesi quando giocano contro l’Inghilterra... I risultati sarebbero ben diversi. Abbiamo poco carattere; meglio: ne abbiamo tanto là davanti, dove i numeri vanno dall’1 all’8, (dove spacchiamo gente che piglia vagonate di soldi per giocare) poi c’è il nulla o quasi...
Vabbè vabbè...
Io, nonostante non avessi ancora avuto l’ok del medico (che peraltro non ho nemmeno avuto stamattina), venerdì son sceso in campo con risultati discreti: nessuna meta, però ho giocato benino, ho fatto 2/3 numeri decenti, di cui una doppia finta, verso fine partita (cioè una doppia finta praticamente da fermo, visto lo stato delle mie gambe) che però è degenerata in un volo in mezzo ad altri 2 avversari con interruzione immediata delle mie intenzioni di passare la palla (in realtà la palla è stata passata... rotolando... non avevo proprio più forze... però è arrivata a destinazione!).
Voglia di giocare è alle stelle, ma la mia resistenza è sotto terra!
Però sotto certi aspetti è bello ricominciare a contare cicatrici, colpi duri, segni in faccia/gambe/braccia, dolori alle articolazioni, i muscoli che fanno male...
Non è masochismo... È semplicemente la soddisfazione, moderata eh?!, di poter constatare che c’eri! Che non hai tirato indietro... ehm... il culo (perdonate l’espressione colorita).
Perché è così, chi esce dalla partita senza un livido, o addirittura senza nemmeno essersi sporcato in una pozza di fango, specialmente se gli altri sono infangati fino all’osso e non ce n’è uno che cammini dritto, è automaticamente bollato come
il paraculo della settimana.
Quindi alla domanda
"Hai giocato?" darai sempre un
"Sì" decisamente più convincente!
Buonanotte.
I WANNA ROCK AND ROLL ALL NIGHT - Kiss
You show us everything you’ve got
You keep on dancin’ and the room gets hot
You drive us wild, we’ll drive you crazy
You say you wanna go for a spin
The party’s just begun, we’ll let you in
You drive us wild, we’ll drive you crazy
You keep on shoutin’, you keep on shoutin’
I wanna rock and roll all night and party every day
I wanna rock and roll all night and party every day
I wanna rock and roll all night and party every day
I wanna rock and roll all night and party every day
You keep on saying you’ll be mine for a while
You’re lookin’ fancy and I like your style
You drive us wild, we’ll drive you crazy
You show us everything you’ve got
Baby, baby that’s quite a lot
And you drive us wild, we’ll drive you crazy
You keep on shoutin’, you keep on shoutin’
I wanna rock and roll all night and party every day
I wanna rock and roll all night and party every day
I wanna rock and roll all night and party every day
I wanna rock and roll all night and party every day
You keep on shoutin’, you keep on shoutin’
I wanna rock and roll all night and party every day
I wanna rock and roll all night and party every day
I wanna rock and roll all night and party every day
I wanna rock and roll all night and party every day
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martedì 14 novembre 2006 - ore 18:41
Istruzioni per l’uso
(categoria: " Riflessioni ")
Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere).
Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.
Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974 [...].
Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killers e sicari.
Io so tutti questi nomi e so tutti questi fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.
Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che rimette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero. Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell’istinto del mio mestiere. Credo che sia difficile che il "progetto di romanzo" sia sbagliato, che non abbia cioè attinenza con la realtà, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti.
Pier Paolo Pasolini -
"Che cos’è questo golpe?" - Il Corriere della Sera, 14 novembre 1974
Come al solito c’è gente che le cose le dice meglio di noi!
Non è una novità per uno come Pier Paolo Pasolini, che è stato decisamente uno dei personaggi italiani più "avanti" fra quelli del suo tempo e, forse, anche del nostro. Siano essi intellettuali, scrittori, filosofi, giornalisti, gente normale e politici.
Sono queste le istruzioni per l’uso di una vita che non sia... insulsa?
Secondo me sì.
Credo che ognuno possa "elevarsi" moralmente cercando di fare quel lavoro che Pasolini ha fatto durante tutta la sua vita.
Che non è scrivere poesie, girare film, documentari, scrivere romanzi o articoli di giornale.
È semplicemente, documentarsi.
Cercare informazioni. Mettere in discussione tutto, senza mai prendere per vero ciò che si sente, verificare, confrontare e verificarSI e confrontarSI.
Non credo si possa diventare obiettivi nella vita, se non si cerca il confronto con qualcuno; non si riuscirebbe ad avere un pensiero indipendente, o meglio...
proprio.
L’ho anche letto stamattina nel capitolo 8 del libro di Analisi competitiva: in certi mercati (ad esempio quelli finanziari) il vantaggio competitivo è dato dall’informazione. Da come essa circola tra gli agenti del mercato.
Ora, in questo caso non si tratta necessariamente di avere informazioni migliori (dal punto di vista temporale o qualitativo) rispetto agli altri, bensì di averne il più possibile, mettere su un proprio pacchetto di know-how... Economia di apprendimento... forse.
Non è un lavoro difficile e mi sconforta vedere decine e decine di miei coetanei che non hanno interesse nell’oggi! Per quello che ci gira intorno, che ci succede, sembra bastino i soli (tele)giornali, le sole idee di gente che riporta le idee degli altri.
Bisogna impedire che gente stia ancora dietro a parlare di quale bomba (??) ha fatto saltare in aria il DC9, o di quale gruppo armato ha messo la bomba alla stazione o sul treno o ha fatto fuori sindacalisti, magistrati e politici, senza però chiederci chi siano i mandanti.
Ci stiamo sedendo... adattando alla bella vita che circonda la maggior parte di coloro che si comportano in questo modo; nessuno che si metta in discussione davvero o che metta in discussione le cose della vita che non gli vanno giù.
"I delinquenti sono altri",
"E io cosa ci posso fare?",
"Tanto c’è di peggio".
Sì, ad esempio quelli che danno queste risposte.
I AM MINE - Pearl JamThe selfish, they’re all standing in line
Faithing and hoping to buy themselves time
Me, I figure as each breath goes by
I only own my mind
The North is to South what the clock is to time
There’s east and there’s west and there’s everywhere life
I know I was born and I know that I’ll die
The in between is mine
I am mine
And the feeling, it gets left behind
All the innocence lost at one time
Significant, behind the eyes
There’s no need to hide
We’re safe tonight
The ocean is full ’cause everyone’s crying
The full moon is looking for friends at hightide
The sorrow grows bigger when the sorrow’s denied
I only know my mind
I am mine
And the meaning, it gets left behind
All the innocents lost at one time
Significant, behind the eyes
There’s no need to hide
We’re safe tonight
And the feelings that get left behind
All the innocents broken with lies
Significance, between the lines
(We may need to hide)
And the meanings that get left behind
All the innocents lost at one time
We’re all different behind the eyes
There’s no need to hide
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martedì 7 novembre 2006 - ore 20:58
Facciamo un po’ di lezione
(categoria: " Cinema ")
Immagini e dialoghi dal geniaccio Leone.
Musica ovviamente del suo ex compagno delle elementari, Ennio Morricone!
E i film fanno la storia del cinema...
"Quei due piuttosto che averli alle spalle è meglio averli di fronte, in posizione orizzontale, possibilmente freddi"
-"Dove vai?"
-"A dormire. Quando devo sparare la sera prima vado a letto presto."
Per qualche dollaro in più"Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con il fucile, l’uomo con la pistola è un uomo morto"
Joe (rivolto al becchino):
"Prepara tre casse."
Tornando indietro dopo aver sparato:
"Volevo dire quattro."
-"Starete come a casa vostra."
-"Spero proprio di no, a casa mia stavo malissimo."
Per un pugno di dollari-"Cos’è questo? È uno scherzo, vero, vero Biondo?
-"Non è uno scherzo, è una corda. Mettici il collo dentro Tuco"
"Sto cercando un mezzo sigaro, con dietro la faccia di un gran figlio di cagna alto, biondo e che parla poco."
"I tipi grossi come te mi piacciono, perché quando cascano, fanno tanto rumore."
(I cacciatori di taglie catturano Tuco)
: "Hey, lo sai che la tua faccia somiglia a quella di uno che vale duemila dollari?"
Joe (comparendo alle loro spalle)
: "Già ma... tu non somigli a quello che li incassa..."
Il buono, il brutto, il cattivo"Come si fa a fidarsi di uno che porta insieme cinta e bretelle? Di uno che non si fida nemmeno dei suoi pantaloni?"
"Ho visto tre spolverini proprio come questi tempo fa. Dentro c’erano tre uomini, e dentro agli uomini tre pallottole."
-"La taglia su Cheyenne è di 5000 dollari, giusto?"
-"Giuda si è accontentato di 4970 dollari in meno."
-"Non c’erano i dollari allora..."
-"Già, ma i figli di puttana sì."
-"Era proprio necessaria quella strage? Ti avevo detto solo di spaventarli."
-"Chi muore è molto spaventato."
-"Ehi, Armonica, una città se la fai vicino a una stazione è una fabbrica di soldi, eh? Centinaia di migliaia di dollari, eh, anche di più: migliaia di migliaia..."
-"Li chiamano milioni."
C’era una volta il west
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venerdì 3 novembre 2006 - ore 00:38
Citazioni...
(categoria: " Riflessioni ")
Le citazioni sono utili nei periodi di ignoranza o di credenze oscurantiste. Le allusioni senza virgolette ad altri testi che si sa essere molto celebri (come se ne trovano nella poesia cinese classica, in Shakespeare o in Lautéamont) vanno invece tenute per tempi più ricchi di teste in grado di riconoscere la frase precedente e la distanza introdotta dal nuovo utilizzo. Oggi che l’ironia stessa non viene sempre compresa, si rischierebbe di vedersi attribuita la formula, che d’altronde potrebbe essere riprodotta frettolosamente, in modo erroneo.Wu Ming 1 - New Thing
Ok, mettendo qui questa citazione ho praticamente smentito la citazione stessa. Vabbè...
E’ proprio fenomenale, nulla di nuovo ne per un Wu Ming "da solo" (in questo caso WM1), ne per i Wu Ming in generale.
Oltre ad essere uno dei miei libri preferiti (New Thing appunto), libro che parla di una musica difficilissima da ascoltare e da suonare, la New Thing (ma va), è un esempio di talentuosa trasposizione scritta di un qualcosa che non era nemmeno messa su spartiti!
Ma sarebbe troppo lungo parlarne qui.
Dicevo, oltre ad essere tutto ciò, è un libro che contiene perle di saggezza come queste, che rispecchiano per filo e per segno alcuni miei pensieri.
Le citazioni possono essere inserite ovunque, perché nel mondo, ci sarà sempre qualcuno che ha detto la cosa che stai per dire, in maniera migliore, più bella e più incisiva (ad esempio, qui ho fatto una citazione senza virgolette ad un film molto famoso e molto educativo).
Le citazioni in certi casi VANNO fatte, perché snelliscono il discorso, possono chiarire certi concetti, ma...
Vanno prese con le pinze.
Esagerare impasta terribilmente il discorso, specie se sono citazioni
"uauaua" - disse il geniale filosofo De Svirgolis. Impalugano da matti e possono stancare.
Ma quelle di cui sopra, le allusioni senza virgolette, possono essere usate di continuo, come provai a fare tempo fa
qui (ma era solo una prova e molto estremizzata!), daranno sempre una sembianza più elevata a ciò che si sta dicendo o scrivendo, perché se citazione è, sarà qualcosa detto in miglior modo. Che sia esso un testo, un evento, una persona o quant’altro.
A meno che non vengano recepite, che perderebbero valore e farebbero calare la noia su lettore, oltre che rendere incomprensibile se non addirittura fraintendibile ciò che si ascolta o legge.
Mi accorgo che i libri dei sopracitati autori, ex Luther Blissett e attuali Wu Ming, sono un continuo di queste cose, inserite ovunque.
Come
l’uomo fantasma proprio in New Thing, un musicista in fin di vita del 1967, nero, sassofonista, legato in un qualche modo ai movimenti di protesta di quegli anni...
Bisogna essere davvero sicuri che chi ci sta leggendo riesca a percepire tutti i segnali nascosti, altrimenti è un fallimento, ma se si viene compresi e si è bravi nello scrivere, diventa un lavoro sublime!
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mercoledì 1 novembre 2006 - ore 17:26
La stagione della strega
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Appello:
-Lingua incollata al palato?
-Presente!
-Rimastanza alcolica in tutta la bocca?
-Ci sono!
-Rumore continuo di sottofondo tipo zzzz, ma molto più forte, come ZZZZZZ?
-Prezzzzzentezzzzzz!
-I capelli scompigliati?
-Presenti. Tutti!
-Strano segno su una mano?
-mmm... una faccina che sorride può andare?
-Ottimo!
-Che c’era il free drink ieri sera?
-Yep!
-Ah, adesso capisco...Oddioddioddio... A parte che ieri sera... boh, non ero così fuori... dopo una certa ora!
Visto che la mia galera si chiamava "Lancia Y" e io ero il mio stesso carceriere, visto che mi ritrovavo con le chiavi in mano, ho pensato di darmi una regolata: dalle 2 in poi basta bere.
E ci sono riuscito.
Per un po’.
La solita vecchia frase: "ho detto no all’alcool, ma lui non mi ascolta".
Il pranzo di oggi con parenti vari è stato piuttosto riflessivo:
ad esempio ho pensato tanto al perché mi guardavano tutti straniti...
ho cercato di capire se quel ZZZZZZ di sottofondo fosse dovuto alle patatine che friggevano in padella o al mitico effetto post party.
Risposta: tutte e 2.
Dio che serata ieri... Troppa gente che conoscevo! "3 Alici" che ho fatto molta fatica a riconoscere (ahò, le ho incontrate a serata avanzata...), poi cumpa dell’uni (e qui è meglio che taccia) e
Ostregheta, che per Halloween diventa
O, streghetta? (dimostrazione che sono alla frutta), poi i cumpa di squadra... insomma, il solito popolo free drink!
TANTE BELLE STREGHETTE..... hihiii
SEASON OF THE WITCH - Brian Auger, Julie Driscoll & The TrinityWhen I looked out my window
Many sights to see
And when I looded in my window
So many different people to be
That is strange, so strange
You got to pick out every stitch
You got to pick out every stitch
You got to pick out every stitch
Must be the season of the witch
Must be the season of the witch
Must be the season of the witch
When I looked over my shoulder
What do you think I see
Summer cat looking over
It shoulder at me
Any strange, sure is strange
You got to pick out every stitch
You got to pick out every stitch
You got to pick out every stitch
Beat me its eye to make it rich oh no
Must be the season of the witch
Must be the season of the witch
Must be the season of the witch
You got to pick out every stitch
The rabbit’s running in the ditch
Beat me its eye to make it rich oh no
Must be the season of the witch
Must be the season of the witch
Must be the season of the witch
When I go
When I looked out my window
What do you think I see
And when I looked in my window
So many different people to be
It’s strange, sure is strange
You got to pick out every stitch
You got to pick out every stitch
The rabbit’s running in the ditch oh no
Must be the season of the witch
Must be the season of the witch
Must be the season of the witch
When I to, when I go
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PERMALINK
giovedì 26 ottobre 2006 - ore 00:18
Ricordi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sì, tutto promosso con 30 e lode, il bello e il brutto, il male e il dolore, la gioia e la solitudine, la compagnia e il piacere.
E tanto per cambiare, abuso di musica per poter trovare identità e parole.
LUCI A SAN SIRO - Roberto Vecchioni
Hanno ragione, hanno ragione
mi han detto "È vecchio tutto quello che lei fa,
parli di sesso, prostituzione,
di questo han voglia se non l’ha capito già"
E che gli dico: "Guardi non posso, io quando ho amato
ho amato dentro gli occhi suoi
magari anche fra le sue gambe
ma ho sempre pianto per la sua felicità"
Luci a San Siro di quella sera
che c’è di strano siamo stati tutti là
ricordi il gioco dentro la nebbia?
Tu ti nascondi e se ti trovo, ti amo là
Ma stai barando, tu stai gridando
così non vale, è troppo facile così
trovarti amarti, giocare il tempo
sull’erba morta, con il freddo che fa qui
Ma il tempo emigra mi han messo in mezzo
non son capace più di dire un solo no
Ti vedo e a volte ti vorrei dire
ma questa gente intorno a noi che cosa fa?
Fa la mia vita, fa la tua vita
tanto doveva prima o poi finire lì
ridevi e forse avevi un fiore
non ti ho capita, non mi hai capito mai
Scrivi Vecchioni, scrivi canzoni
che più ne scrivi più sei bravo a fai danè
tanto che importa a chi le ascolta
se lei c’è stata o non c’è stata e lei chi è?
Fatti pagare, fatti valere
più abbassi il capo più ti dicono di si
e se hai le mani sporche che importa
tienile chiuse e nessuno lo saprà
Milano mia portami via,
fa tanto freddo ho schifo e non ne posso più
facciamo un cambio prenditi pure
quel po’ di soldi quel po’ di celebrità
ma dammi indietro la mia seicento
i miei vent’anni e una ragazza che tu sai
Milano scusa stavo scherzando
luci a San Siro non ne accenderanno più
LEGGI I COMMENTI (4)
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PERMALINK
venerdì 20 ottobre 2006 - ore 20:05
Fine cure
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Nu bu...
E’ finita la terapia di massaggi... Mi mancheranno quei sani 10 minuti di chiacchiere a fine giornata, mi sento un po’ trishte... bu... Ciau Elena, grasshie di tutto!!
FRIEND OF THE DEVIL - Counting Crows
I lit out from Reno,
I was trailed by twenty hounds
Didn’t get to sleep that night
’Till the morning came around.
Set out runnin’ but I take my time
A friend of the devil is a friend of mine
If I get home before daylight,
I just might get some sleep tonight.
Ran into the devil, babe,
He loaned me twenty bills
I spent the night in Utah
In a cave up in the hills.
Set out runnin’ but I take my time,
A friend of the devil is a friend of mine,
If I get home before daylight,
I just might get some sleep tonight.
I ran down to the levee
But the devil caught me there
He took my twenty dollar bill
And vanished in the air.
Set out runnin’ but I take my time
A friend of the devil is a friend of mine
If I get home before daylight,
I just might get some sleep tonight.
Got two reasons why I cry
Away each lonely night,
The first one’s named Sweet Anne Marie,
And she’s my hearts delight.
The second one is prison, baby,
The sheriff’s on my trail,
And if he catches up with me,
I’ll spend my life in jail.
Got a wife in Chino, babe,
And one in Cherokee
The first one says she’s got my child,
But it don’t look like me.
Set out runnin’ but I take my time,
A friend of the devil is a friend of mine,
If I get home before daylight,
I just might get some sleep tonight
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giovedì 19 ottobre 2006 - ore 19:56
NOI
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La scienza non è riuscita a dimostrare che l’anima esiste.
Il rugby sì.La prima cosa che ti dicono quando capiti su un campo di rugby è:
Sì, ma tanto, alla fine, il fisico non conta.
La furba e ammiccante frase gettata lì dal tuo primo allenatore o dirigente non è altro che un modo alternativo per dirti
"Siamo a corto di uomini, prendiamo anche le mezzeseghe come te"; il fatto è che questa frase leggendaria coniata la notte dei tempi, probabilmente a rimorchio dell’altrettanto leggendaria fuga palla in mano di William Webb Ellis, nell’antico College di Rugby, anno del Signore 1823 circa, non cesserà mai la sua esistenza.
Anche quando le squadre di rugby di tutto il mondo non avranno più problemi di reclutamento, cosa peraltro assai improbabile, ci sarà sempre qualche abbindolatore che lancia l’amo.
E qualche cernia ad abboccare.
Visto il genere di frase, più che una cernia, quello di turno che abboccherà sarà probabilmente una seppia, o una sogliola, o un girino, perché si sa, nel rugby hai più problemi se sei secco piuttosto che ciccio.
Dell’infondatezza e dell’assurdità di quella frase te ne accorgi col tempo, quando gli altri crescono e tu cresci. Meno.
Se ai tempi dell’U.14 bene o male reggevi il confronto, ti arrangiavi con la tua tecnica già non così grezza e la tua testa ancora presente sul collo, in U.19 fughi ogni dubbio che balenava per la tua testa.
Il fisico conta eccome.
Basta censire lo sbanderno di botte prese contro il Modena che schierava in 3a linea gente che a 16 anni pesava 80kg, o quelle prese a Livorno dove il mediano d’apertura e il primo centro avevano un’altezza media pari 186 cm e varianza 1 e nel momento in cui ti passa sopra anche il secondo (e tu per caso riesci a farlo incampare su di te salvando una meta), cominci a scancherare non solo contro quella prima frase udita al campo, ma anche contro quello che diceva:
"sì, ma i mediani d’apertura e i primi centri sono piccolini di solito, vedi Dominguez e Wakarua? Vedi Giteau?".
Sì, ma vacca miseria, Dominguez pesava anche 86 kg, Wakarua non conta perché è uno dei più grandi equivoci passati per un campo da rugby (ci gioca perché è nato in Nuova Zelanda, ora che è in italia ha cominciato con il golf, e sicuramente sotto sotto ammicca in direzioni calcistiche).
Giteau è Giteau, se è (poi non) così piccolo e indossa la maglia n°12 con l’Australia ci sarà un motivo. L’Australia non è l’Italia (vivadio).
E insomma, mentre becchi pugni e gomitate in faccia, mentre ti fanno placcaggi in ritardo solo perché per gli avversari il mediano d’apertura ha sì la maglia con il numero 10 sulla schiena, ma anche una serie di cerchi rossi concentrici sul davanti, beh.... ti viene voglia di dire:
Ma chi me l’ha fatto fare??Vedi che il più leggero degli All Blacks pesa 85kg ma corre i 100 metri in 10.60, e che gli altri "leggeri" sono Daniel Carter, 90kg, Aaron Mauger 95, Joe Rokocoko 98, Rico Gear (che ha una marcia in più

) 92. E di questi il più lento è un 11 netti.
Chi te l’ha fatto fare?
Quando per recuperare un infortunio ti sembra di metterci una vita e non fai nemmeno 20m di corsa che già senti male.
Ti chiedi "Chi me l’ha fatto fare?".
Però NOI quando andiamo a parlamentare con l’arbitro diciamo
"Scusa, mi spiegheresti...".
NOI quando finisce la partita, ne comincia un’altra fatta di birre e paninazzi.
NOI facciamo le trasferte in pullman più deliranti del mondo.
NOI che in Inglese non siamo
rugby player ma
rugbyman.
Per NOI, che il campo è la nostra Creuza de mä.
NOI ABBIAMO SOLO PASSIONE, NON ABBANDONEREMO MAI.
Noi non saremmo mai "ex-rugbysti", chi è rugbysta lo è per tutta la vita.
IL VECCHIO E IL MARE - Roberto Vecchioni
Lasciatemi restare così
tra questa barca e il cielo...
fermo e inimmaginato come una nota di Mahler
sopra un violino solo...
lasciatemi restare così
con questo pescecane legato al mio fianco
che dovrei riportare a riva
se solo fosse un po’ più stanco.
Così, dove tutte le cose sono soltanto
battelli di passaggio,
viste e perdute nell’attimo che un faro
le trapassa di un raggio;
perchè il vecchio adesso ha vent’anni
e il mare ne ha milioni di milioni,
perchè il vecchio adesso ha un sorriso
che ha superato tutte le illusioni...
E l’amore, l’amore, l’amore
che bella scusa per sentirsi vivo
è stato questo amore
e l’amore, l’amore, l’amore
che insensata pagina di violenze, lacrime, sudore
e lontano, lontano, lontano il vecchio
ha sempre la tua lettera che dice di tornare
perchè ti ha amato così tanto
nonostante l’amore...
Lasciatemi questa zona d’ombra,
questo sentimento di non partenza
stendermi, ben sapendolo
in questa dolcissima, totale indifferenza
ho figli che devono tirare le reti
e fastidiosi richiami dalla riva,
e conti da saldare
con chi mi compra il pesce perchè io sopravviva:
e l’amore, l’amore, l’amore
che infrangibile anello è stato il tuo amore,
l’attimo nella nebbia
che più credibilmente rassomiglia al sole,
in mezzo a scogli e stelle e guizzi di delfini
da non considerare
perchè il vecchio ora sa che è vero solo il mare
e non c’è niente che sia vero
tranne il mare;
il vecchio sa,
perchè ora il vecchio
è il mare
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