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unknown pleasures closer substance sabato 12 agosto 2006 - ore 11:53 "Italian sex", un racconto di Giordano Tedoldi Scena 1 «Dopo, il marlborone ce sta tutto»: presso gli avventori del "Bar del Fico", a Roma, esiste la leggenda che dopo un amplesso, per provare una scarica di ulteriore piacere dritta nel diencefalo, si debba consumare "il marlborone", mitico esemplare di sigaretta marlboro più lungo e spesso, scettro del comando fallicamente significativo. Secondo alcuni, "il marlborone" sarebbe acquistabile presso il portiere dellHotel Hassler Villa Medici, previa cospicua mancia. Scena 2 Sono una studentessa darte a Brera ventunenne integralmente depilata con i capelli tagliati a zero. Laltro giorno stavo con il professore di Teoria e Tecnica di Nudo nella mia mansarda. Avevamo mangiato uova sode spruzzate di paprika e ci sentivamo conseguentemente molto arrapati. Lui mha detto: «Ora mettiti come la modella dell"Origine del Mondo" di Courbet» (carni floride, gambe larghe, vagina pelosa verso losservatore). Io ho risposto che veniva male visto che sono secca e depilata. Lui ha detto che questo rendeva la cosa ancora più stimolante. Insomma io ho obbedito e lui mi ha posseduta. Essendo io unartista innanzitutto nella vita, lho denunciato per stupro. Lui, però, minaccia di scrivere un romanzo-verità sulla vicenda dal titolo "Amour physique". Scena 3 Al primo incontro, dopo aver visto un film iraniano, lui (che per tutto il film ha sbirciato il viso di lei immaginando frasi dolci da dirle) la riaccompagna a casa e le dice: «Stare con te ricompone i miei conflitti». Lei scoppia a ridere come isterica. Lui sbotta: «Brutta puttana scendi immediatamente e sgancia i soldi di quella boiata che mhai ingiunto di vedere!» Scena 4 Dedicata agli uomini pseudomisteriosi che dicono che le donne con i seni piccoli sono più belle (motivazioni: «hanno il fascino dellinorganico» - «mi sovviene il mito dellermafrodita» - «sono tranquillizzanti anche se non so perché» - «ho sognato che appendevo ai capezzoli due quadri e cadevano subito»). Scena 5 «Lei non mi vuole perché non ho passato il dottorato». Dichiarazione di ragazzo trentenne fuori corso in Storia del Cinema che fuma marlboro lights con filtro di plastica per trattenere la nicotina. Scena 6 «Lui non mi vuole perché sono deficiente». Dichiarazione di specializzanda in Neuropsichiatria nei confronti di un collega specializzando che se lè trombata solo perché era bona e lha piantata lì, trascurando del tutto il lato intellettuale, cosa che la specializzanda pur così lucida non sa confessare a se stessa. Scena 7 «Questi maiali che praticano il turismo sessuale! Vergogna!» (Maurizio Costanzo). Scena 8 «Ho voglia di sposarmi» (una qualsiasi puttana). Scena 9 «Sai che ho pensato, perché non facciamo un figlio?» (il puttaniere che nella lussuosa felicità di un mattiniero fancazzista risveglio, in accappatoio bianco con le iniziali dorate, tenta di spiazzare la sua compagna, figlia di ingegnere russo accoppato dallOrganizzazione, che tanto di italiano non capisce una parola, e comunque è sempre drogata. Dopo colazione praticano sesso orale reciproco). Scena 10 Nello Stato Ideale sarebbero banditi: i comici televisivi che incentrano il loro monologo sul pene, sulle loro elaborate masturbazioni, sulle loro non-scopate, sui sinonimi della vagina. Scena 11 Nello Stato Ideale sarebbero banditi: le attrici che recitano i monologhi della vagina. Scena 12 Nello Stato Ideale sarebbero banditi: gli scrittori ebrei o arabi che accreditano lidea che lunica via genuina per un dialogo tra ebrei e arabi sia un amplesso tra due di loro, perché lorgasmo annulla le differenze. (Alla fine lui diventa rabbino ultraortodosso, lei viene lapidata con le macerie dei Budda di Bamyan). Scena 13 «Vorrei vederli in faccia questi che vanno in Thailandia con le bambine di dodici anni! Vorrei vederli in faccia e sputargli!» (Maurizio Costanzo, pericolosamente inclinato in avanti, agitando la manina da pinguino). Scena 14 «Prima avevo paura di andare con gli uomini perché temevo che da me volessero solo sesso. Insomma, non mi stimavo e mi comportavo da puttana assecondando la psicosi. Poi ho scoperto la sconvolgente forza del significante lacaniano» (una matta). Scena 15 «Per esempio: tutti abbiamo lo scolo o la candida, eppure la letteratura contemporanea non ne parla!» (sfogo dello scrittore emarginato che scopre la "discrasia" tra la letteratura contemporanea, così beghina, e la realtà). Scena 16 «Ma io ci faccio una trasmissione, da Pattaya Beach (Thailandia), io li devo smascherare questi medici, questi avvocati, che vanno a sfruttare le bambine piuttosto che i bambini piuttosto che...» (Maurizio Costanzo, inviluppato nel solecismo del "piuttosto che"). Scena 17 «Il sesso anale è il mezzo più efficace per combattere la stitichezza» (teoria scientifica non confermata. Pare che lunico effetto sia una petomania incontrollata). Scena 18 «Ma io li squarto questi figli di professionisti-bene, questi pariolini, questi piazzaeuclidini, che vanno con voli charter a Bangkok (Thailandia) per sbavare su bambine che hanno letà delle loro sorelline minorenni minori!» (Maurizio Costanzo prima di lanciare lo stacco musicale di Demo Morselli). Scena 19 «Io sono assolutamente innamorato della commessa della libreria Feltrinelli incinta di otto mesi» (dichiarazione-tipo dello scrittore romantico romano). Scena 20 Gli uomini desiderano le donne di cui hanno paura, le donne desiderano gli uomini di cui hanno terrore (teoria scientifica non confermata, chi vuole provare?) Scena 21 Il sesso visto da un uomo: Stefania Prestigiacomo. Scena 22 Lantisesso visto da un uomo: Livia Turco. Scena 23 Il sesso visto da una donna: Keanu Reeves in Matrix. Scena 24 Lantisesso visto da una donna: un uomo senza agganci e depresso. Scena 25 Lintelligenza ironica delle donne che con voce dolce dicono agli uomini, incontrati casualmente, vogliose di disfida dialettica prima che di sesso: «Spero non crederai che le donne sono tutte puttane». Scena 26 La sincerità degli uomini che con voce impostata dicono alle donne, incontrate casualmente, stanchi della disfida dialettica: «Spero che capirai che ogni tanto per me tu sei solo una puttana». Scena 27 La sfacciataggine delle donne che indossano le camicie dei loro uomini. Scena 28 La confusione mentale degli uomini che indossano le mutandine e i reggiseni delle loro donne. Scena 29 La scelta della metà del letto dove dormire. Scena 30 Omne animal post coitum triste (Tommaso dAquino). Ultima Scena «Ma io voglio diventare una bambina thailandese che lavora alla Sauna di Phuket (isola thailandese), per scoprire cosa si prova, quando un notaio, piuttosto che un primario, piuttosto che un sottosegretario, mi afferrano con artigli insaguinati da professionista pasciuto e...» (Maurizio Costanzo schiumando e infine morendo sul palco del Teatro Parioli. Seguono funerali di Stato alla presenza di Ciampi con inno dItalia eseguito da Muti e sepoltura nello "Health Club" dellHotel Mariott di Bangkok) COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 11 agosto 2006 - ore 14:22 le mie erezioni sono come i miei rapporti personali non riesco a farle durare più di cinque minuti COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 10 agosto 2006 - ore 23:56 COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 10 agosto 2006 - ore 22:45 nella repubblica dei calmucchi, paese ex sovietico, unico paese europeo di religione buddista, è stato votato un presidente che crede fermamente nellinsegnamento degli scacchi come forma di educazione. ha costruito la città degli scacchi, ilpalazzo degli scacchi e ci sono un sacco di circoli..è presidente della federazione internazionale degli scacchi e essendo amico di saddam hussein aveva organizzato la fase finale del mondiale a bagdad che non gli hanno lasciato fare, dovendo così trasferire a tripoli... e voi se foste presidente di uno stato che cosa fareste, a quale disciplina costringereste i vostri cittadini a studiare? Jacques Prévert: In estate come in inverno In estate come in inverno nel fango nella polvere sdraiato su vecchi giornali luomo che ha lacqua nelle scarpe guarda le barche lontane. Accanto a lui un imbecille un signore che ne ha tristemente pesca con la lenza Egli non sa perché vedendo passare una chiatta la nostalgia lo afferra Anchegli vorrebbe partire lontano lontano sullacqua e vivere una nuova vita con un po di pancia in meno. In estate come in inverno nel fango nella polvere sdraiato su vecchi giornali luomo che ha lacqua nelle scarpe guarda le barche lontane. Il bravo pescatore con la lenza torna a casa senza un sol pesce Apre una scatoletta di sardine e poi si mette a piangere Capisce che dovrà morire e che non ha mai amato Sua moglie lo compatisce con un sorriso ironico È una ignobile megera una ranocchia dacquasantiera. In estate come in inverno nel fango nella polvere sdraiato su vecchi giornali luomo che ha lacqua nelle scarpe guarda le barche lontane. Sa bene che i battelli son grandi topaie sul mare e che per i bassi salari le belle barcaiole e i loro poveri battellieri portano a spasso sui fìumi una carrettata di fìgli soffocati dalla miseria in estate come in inverno con non importa qual tempo. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 9 agosto 2006 - ore 00:37 COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 8 agosto 2006 - ore 22:52 ascolto una cazzo di radio non capisco come sti cazzo di radiofonici mettono stamerda che gira di solito..parlare di cose del mondo, della musica che non si è obbligati ad ascoltare tutto il giorno è così difficile..?.. eppoi ste ragazze che rompono i coglioni per una settimana eppoi basta...è così difficile dire cosa pensi di me e soprattutto cosa cerchi in me..?..forse dovrei farlo anch’io ... COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 7 agosto 2006 - ore 15:40 il jazz Jack Kerouac: Poesia Il jazz sè suicidato Fate che la poesia non faccia la stessa fine Non temiate laria fredda della notte Non date retta alle istituzioni quando trasformate i manoscritti in arenaria non inchinatevi né fate a cazzotti per i pionieri di Edith Wharton o per la prosa alla nebraska di ursula major no, statevene nel vostro giardinetto & ridete, suonate il trombone di mollica & se poi qualcuno vi regala perline ebree, marocchine, o vattelapesca, addormentatevi con quella collana al collo E probabile che facciate sogni più belli La pioggia non cè non ci sono più me te lo dico io, ragazzo, sicuro come un siluro. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 6 agosto 2006 - ore 22:16 Tigre! Tigre! Di fiamma splendente / Nelle notturne foreste / Quale mano, quale occhio immortale formò / La tua simmetria terribile? william blake COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK |
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