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STO LEGGENDO

Ho finito due settimane fa "la Democrazia" di Luciano Canfora. Per chi crede che la storia non sia solo un elenco progressivo di date e successi.

HO VISTO

Riesumato I mostri di Dino Risi. Per non dimenticare i costumi degli anni ’60 dell’Italia, che molti difetti attuali rendono vivi.

STO ASCOLTANDO

Musica classica

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

quello che ho indosso

ORA VORREI TANTO...

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STO STUDIANDO...

Già dato. Del resto, non si impara mai abbastanza nella vita

OGGI IL MIO UMORE E'...

potrebbe essere meglio

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) La mia paranoia?? semplicemente di non saper amare chi merita di esserlo e di non saper odiare chi ti ha fatto e ti fa ancora soffrire...
2) essere tradita dalla persona a cui piu\' tenevi,sentirti usata e poi derisa alle spalle...

MERAVIGLIE


1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...







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giovedì 29 dicembre 2005 - ore 19:13


VALENCIA
(categoria: " Viaggi ")


Ieri finiva giusto il mio primo mese di permanenza a Valencia. Fra lavoro e pause, fra pranzi in giro e a casa dove ho messo alla prova le mie abilità culinarie, fra visite varie, da solo, con amici e con i miei genitori (che da poche ore sono tornati in Italia) ho avuto modo di conoscerla davvero bene.

Ma partiamo dalle basi: dove si trova? Per chi non lo sapesse, si affaccia sul Mare, proseguendo a 280 km a sud di Barcellona.
La sua posizione le permette di godere di un buon clima, soleggiato e secco, che a parte qualche giornata ventosa rende molto miti anche gli inverni; negli ultimi pomeriggi -per esempio- la temperatura non è mai scesa sotto i 12-13 gradi.

Parlando poi dei luoghi da visitare, per prima cosa va citata la "Ciutat dels Ciences" (SIC, è catalano, non spagnolo standard). Si tratto di un monumentale complesso di 4 edifici modernissimi, in stile razionalista, opera dell’architetto Calatrava. Nell’ordine abbiamo il Museo dels Arts Reina Sofia, per l’arte contemporanea (non visitabile per lavori di sistemazione fino a ottobre 2006); l’Hemisferic, progettato come un occhio umano per ottenre il massimo effetto dfi realtà per le proiezioni all’interno; il M. Principe Pelipe, per la scienza, e infine l’Oceanografic, l’acquario ufficiale.



Spostandosi in Centro, molto carino e’ il Barrio Antiguo , con tutte le vie e i monumenti dal medioevo all’età moderna. Spiccano particolamente Plaza de la Virgen, con la Catedral e la Basilica, e Plaza de la Reina, adiacente a questa. Da quest’ultima Plaza si può arrivare a Plaza del Ayuntamiento (Piazza del municipio), molto piu’ moderna ma non per questo meno suggestiva. Da qui poi si puo’ raggiungere la Plaza de Toros, dove si trova l’Arena per le corride (purtroppo è ancora troppo presto) e la stazione dei treni, ricata da un bell’edificio tardo-barocco!

Per degustare le specialita’ culinarie della città, in primis la celeberrima paella, si ha a disposizione un’infinita’ di ristoranti, ma anche locande e bar per chi non vuole spendere eccessivamente

Infine chi cerca il divertimento, non resterà deluso: la città è piena di bar per i giovani, discoteche, pub e club. I maggiori si trovano ovviamente nell’Avenida Blasco Ibañez, la zona studentesca.
Tutti i punti principali sono ben collegati da una rete di bus e dalla metropolitana



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venerdì 25 novembre 2005 - ore 14:11



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Lunedì parto per il leonardo... confido nel tempo

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lunedì 7 novembre 2005 - ore 13:16



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Miyazaki docet

Mi ha fatto piacere tornare al cinema dopo parecchio tempo, specialmente se la proiezione è stata "Il castello errante di Howl".



Da scettico e altezzoso come’ero partito da casa su pressante invito di un amico, sono uscito dalla sala contento ed entusiasmato. La mia diffidenza iniziale stava nel fatto che si trattava di una pellicola di animazione, cateoria cinematografica a cui non sono particolarmente avvezzo, specialmente se di produzione nipponica. Tuttavia una cura tecnico-formale ineccepibile, che appare nella definizione di ogni dettaglio e combina molto sapientemente immagini disegnate a mano con grafiche vettoriali, e la trama in se stessa mi hanno fatto cambiare idea. La storia è tratta da un romanzo di Diana Wynne Jones; si parte dal negozio di una giovane cappellaia in una non precisata città dell’Europa Centrale, in un’altrettanto non precisata epoca che rieccheggia però la vigilia del primo conflitto mondiale, per finire in questo castello errante, assieme a tanti personaggi particolari e alle loro variopinte stregonerie. A mettere in funzione il plot ci pensa una perfida strega, che entrata nella bottega di Sophie, la cappellaia, le lancia un sortilegio.



L’incantesimo consiste in un invecchiamento rapidissimo della povera ragazza, che si ritrova d’un fiato novantenne. Pur nel disagio di tutte le grinze che si ritrova e delle due gambe che non la sorreggono quasi più, Sophie si mette in cammino alla ricerca del castello errante, sapendo che non ha niente da perdere e piena di speranza anzi per quello che verrà. E il tutto si colora in un intreccio con scene inaspettate e spettacolari.



Di fondo al film c’è un messaggio pacifista, abbastanza per le masse, di forte invito a non provare rancore e vendette.
In definitiva chi andrà a vedere questi cento minuti non si pentirà di certo: nonostante qualche passaggio brusco e troppo spiazzante rimane un film ricercato, nel risultato finale non certo banale e conferma di un artista maturo e di un’indubbia classe come il regista Hayao Miyazaki. Meritatissimo Leone d’Oro alla carriera nell’ultima mostra del cinema di Venezia.

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lunedì 31 ottobre 2005 - ore 16:04



(categoria: " Vita Quotidiana ")


I miei primi giorni da laureato... una pacchia breve ma proprio perché tale dev’essere intensa!

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martedì 11 ottobre 2005 - ore 16:45


Vecchie riflessioni
(categoria: " Pensieri ")


In questo spiraglio di tempo libero penso alla trasmissione Blu notte di Lucarelli di domenica sera. E’ un appuntamento che seguo con attenzione, per i motivi che costituiscono il suo successo: l’astuta forma narrativa in cui è improntata, e gli stessi temi trattati. Due giorni fa presentava una vicenda che mi ha incollato alla tv ancora di più delle altre volte. Si tratta dell’omicidio del poeta, romanziere, saggista, cineasta Pier Paolo Pasolini.



Non ho il tempo per riportare tutte le ipotesi sulla scomparsa di questo grandissimo intellettuale. Penso soltanto alle parole finali del conduttore-scrittore, che mi hanno fatto ritornare in testa una vecchia, semplice riflessione: la sua interpretazione dei fenomeni successivi. Chissà cosa avrebbe detto di tutto quello che è successo dal 1975, di Craxi, Bush, Berlusconi, dell’11 settembre e delle orde migratorie. Mi sarebbe piaciuto molto scoprirlo.

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lunedì 3 ottobre 2005 - ore 13:56



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Reduce dalla festa di sabato, oggi ho iniziato le mie 150 h di collaborazione part-time. Sempre tante ore davanti al pc, ma pagate: i mesi senza guadagno cominciavano ad essere troppi!

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lunedì 26 settembre 2005 - ore 22:10



(categoria: " Vita Quotidiana ")



Da un periodo conosco sempre più persone che sembrano imprigionate in una gabbia di autoreferenzialità. E’ una triste massa che sa solo parlare di se stessa, a cui rivolgersi agli altri per reale interesse o per semplice educazione pare un comportamento alieno (chiedere “come va?” è un segno di educazione minima). Una volta pensavo fosse un problema che riguardasse solo ragazzine bellocce con atteggiamenti da modella, o vecchietti appartatati –verso cui non provo alcun disprezzo!- che possono scandire l’esistenza solo ricordando il passato. Ora invece lo vedo in tanti miei coetanei, sia amici di sempre divenuti chiusi e ottusi, che nuove conoscenze con cui sarei implicato in lavori e associazioni a carattere collaborativo e non solo. Dovrò spiegare loro che le orecchie sono fatte per ascoltare, e che per l’ascolto si utilizza anche una vasta area del cervello; se proviamo ad esercitare questa attività forse non così faticosa, mettiamo in funzione le nostre abilità cognitive, e oltre al nostro interlocutore facciamo una cortesia a noi stessi.


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giovedì 15 settembre 2005 - ore 11:18


Dejavu
(categoria: " Pensieri ")


Tanti di noi hanno idee, spunti o anche semplici guizzi che crediamo originali e che invece hanno trovato realizzazione in un contesto a noi più o meno estraneo. Capita infatti di immaginarsi una storia, un'invenzione o una qualsiasi attività umana in un atteggiamento semiserio o anche cazzoso che però per opera di altri è già divenuta film, racconto, oggetto concreto. Il sottoscritto non fa certo eccezione e da pochi giorni si è fatto prendere da uno sfizio particolare: annotare su un quaderno tutti i pensieri e le idee che credevo uniche e personali e che poi non si erano rivelate affatto tali, si tratti di massime, sogni o storie varie. Sarà la voglia di ridurre la sfoggia di certa celebrata gente, sarà viceversa un mio tentativo di sentirmi elevato ai loro ranghi, sarà il tentativo freudiano di capire quanto sono in linea con il modo di pensare di altre persone, sarà semplice passatempo per questo (breve) periodo di bivacco, sarò semplicemente ammattito... ma ormai ci sono dentro. Tra le mie prefigurazioni di ipotetici romanzi, ho già annoverato quelli di Scerbanenco, Iwasaki e Lucarelli; tra i miei soggetti filmici alcune scene dei film di Tarantino, l'inizio di jackie Brown e la scomposizione narrativa dei suoi primi due, oltre a Bertolucci, Kim Kiduk etc; tra i miei aforismi alcuni di Schopenhauer, Canetti e Gomez Davila. E quanti poi! Molte persone potrebbero scrivere liste lunghissime. E probabilmente così sarà la mia!

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giovedì 8 settembre 2005 - ore 14:59


giovedì mesto
(categoria: " Vita Quotidiana ")


120 e passa pagine di testo, rilegatura in cartoncino morbido rosso. Si parla della mia tesi, di quel lavoraccio che mi ha tenuto impegnato per oltre sei mesi e che adesso si è concretizzato nelle prime copie da consegnare. Fine di un lungo travaglio si suol dire, anche se in tanti casi -compreso il mio-non starebbe male come coronamento una metafora: fine di una corsa a ostacoli lunga e ripetitiva per gettarsi nel grande burrone della disoccupazione. Da cui si emerge più o meno, risalendo molto spesso non nei punti attesi. Problema generale per chiunque esca dall'università, non sarò di certo il primo e men che meno l'ultimo. Il dramma però sarà nel futuro, perché per trovare i sentieri per uscire dal fossato bisogna sapere ciò che si vuole veramente. E io maggiormente mi interesso alle cose meno mi accorgo di avere inclinazioni o sogni particolari, con tanta pace dei so di non sapere socratici. A che servono interessi generici, seppur in grande numero?

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mercoledì 31 agosto 2005 - ore 15:19


cronache
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Tre giorni di fuoco tra ultimi scampi di tesi a casa, comunicati su comunicati da preparare in ufficio e notti dove per dormire faccio più sforzi per liberare i sogni di uno stitico cronico per liberare gli stronzi. Una bella faticaccia, che ieri mi ha fatto desistere dal Banale, ma chissà di rifarsi al più presto!

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