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di Jolie da commentare:
Sapienza, il Papa annulla la visita. Napolitano gli invia una lettera. La condanna di Prodi
Il Vaticano ha "ritenuto opportuno soprassedere" alla visita del Papa all’università la Sapienza "a seguito delle ben note vicende di questi giorni".
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato al Papa Benedetto XVI una lettera personale. Al momento non è noto il testo.
Prodi: "Profondo rammarico e solidarietà" "Condanno i gesti, le dichiarazioni e gli atteggiamenti che hanno provocato una tensione inaccettabile e un clima che non fa onore alle tradizioni di civiltà e di tolleranza dell’Italia. Rinnovo quindi l’invito a Papa Benedetto XVI, perché possa mantenere il programma originario. Nessuna voce deve tacere nel nostro Paese e a maggior ragione quella del Papa".
Viminale: misure di sicurezza erano pronte
Il ministro dell’Interno Giuliano Amato si è detto "certo" che l’annullamento "non è una questione di sicurezza, perché la sicurezza sarebbe stata garantita al mille per cento, con un dispositivo di assoluta garanzia".
Mussi "sinceramente rammaricato" Il ministro dell’Università, Fabio Mussi, si è detto "sinceramente molto rammaricato": "E’ stato uno sbaglio aver creato le condizioni" per l’annullamento della visita. "L’università è un luogo che deve accogliere, non respingere e non è necessario condividere quel che dice il Papa, ma era giusto che parlasse". "Apprendo della decisione della Santa Sede e la rispetto, anche se con rammarico".
Cei: rifiuto gravissimo, intolleranza e chiusura culturale. La Conferenza episcopale italiana "esprime la propria incondizionata vicinanza a Benedetto XVI oggetto di un gravissimo rifiuto che manifesta intolleranza antidemocratica e chiusura culturale, tanto più che la visita del Santo Padre era cordiale risposta a un invito espresso dagli organi responsabili dell’Università, ma reso inefficace dalla violenza ideologica e rissosa di pochi". "Auspichiamo - concludono i vescovi italiani - che attraverso il ripristino dell’identità culturale e della funzione educativa dell’Università, mediante l’opera dei docenti e la responsabile partecipazione degli studenti, la vita dell’Ateneo possa ritornare a quella forma ordinata che sola permette l’acquisizione e il confronto culturale, a servizio della persona e della società".
Il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri, Massimo D’Alema: no a manifestazioni di intolleranza D’Alema, ha condannato con nettezza le manifestazioni di intolleranza che hanno indotto Papa Benedetto XVI a rinunciare alla sua programmata partecipazione all’apertura dell’Anno Accademico dell’Università La Sapienza.
Allora: innanzitutto, come ricordato dal prof. Marcello Cini (uno dei firmatari della lettera a Guarini), l’inaugurazione dell’anno accademico è UN ATTO PUBBLICO, forse il più importante, che riafferma la natura e la funzione dell’università come istituzione di crescita della conoscenza, di formazione della cultura al più alto livello, di uno stato LAICO, democratico e moderno. Invitare un’autorità religiosa, QUALUNQUE ESSA SIA, a partecipare a questo rito laico è, di fatto, una contraddizione in termini. Un tale conflitto istituzionale non richiama affatto la censura! semmai il rispetto della diversità degli ambiti. Nessuno nega che il papa, come professor Ratzinger, sia un professore universitario, intellettuale fine e colto, ma leggendo il testo del discorso (pubblicato ormai su quasi ogni quotidiano)che egli avrebbe dovuto pronunciare durante la sua visita mancata, emerge chiaramente che a presenziare sarebbe stato Benedetto XVI, il leader religioso, e non Ratzinger, il teologo e professore universitario. Vero che l’invito venne proprio dal rettore dell’ateneo che dunque, ritengo, dovrebbe assumersi le proprie responsabilità (per altro è in corso una diatriba interna tra questi e il Senato accademico, organo supremo dell’università assieme al Rettore: Guarini infatti, avrebbe formalizzato l’invito al pontefice senza prima consultare il senato), ma mi sorge un dubbio: è davvero realistica l’ipotesi secondo cui il rettore della sapienza una mattina si sveglia e dice: "sai che c’è? oggi invito il papa" ? Chi si stupirebbe se si scoprisse che l’invito è stato esplicitato su proposta dello stesso ufficio stampa del vaticano? A me sembrerebbe anche più plausibile, ma naturalmente non ho prove di quello che dico e dunque mi attengo ai fatti. Per altro resta fermo, in ogni caso, il fatto che il rettore abbia accettato, per cui quanto detto sopra non perde di validità. Con riferimento alle manipolazioni mediatiche e politiche della vicenda, spero siano abbastanza evidenti a tutti e preferirei non commentarle per non occupare l’intero blog. Mi dispiace solo che i collettivi univesitari siano caduti così ingenuamente nel "trappolone" vaticano. |
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COMMENTI:
Autore:
Jolie
( giovedì 20 marzo 2008, ore 11:48
)
Cè un tempo e un luogo per ogni cosa: linaugurazione dellanno accademico non era nè il tempo, nè il luogo per un incontro di quel tipo, e questo per i motivi che ho già ampiamente descritto nel post. Altra PICCOLA curiosità: non cè bisogno di ricordare quanto abbiano esagerato i media le dimensioni della protesta dei collettivi; a fronte di questo vi ivito a provare in ogni modo di trovare su google o su yahoo una immagine qualunque che ritragga momenti di violenza o altro durante le proteste per la partecipazione ddel pPapa allinaugurazione dellanno accademico alla Sapienza...poi ditemi cosa vi viene fuori e ditemi se non vi sembra strano..
Autore:
Nookie
( venerdì 18 gennaio 2008, ore 19:17
)
Io mi scandalizzo piuttosto che per il VOLERE di pochi (67 professori e poche decine di studenti, gli altri erano manifestanti di professione...), salti un incontro che ad altri poteva anche interessare... E poi... Luniversità sarebbe luogo di discussione o di boicottaggio?! Questa è una CONTRADDIZIONE... O almeno io la penso così.
Autore:
Maestrina
( venerdì 18 gennaio 2008, ore 13:58
)
PER RIDERE, TI LASCIO QUI UN INTERVENTO DI VENEZIANI.
"Voi non sapete, barbari studenti e più barbari docenti, chi state cacciando dallUniversità La Sapienza di Roma insieme al Papa Benedetto XVI. Voi non state semplicemente e autorevolmente cacciando solo il capo della cristianità occidentale, voi state cacciando i tre quarti o forse più della cultura occidentale, filosofia e anche scienza, letteratura e arte, assistenza e medicina, carità e opere pie. Voi state cacciando gli amanuensi che salvarono la cultura classica dai vostri predecessori barbari e dallincuria dei vostri predecessori ignoranti. Voi state cacciando la Patristica e la Tomistica, S. Agostino e S. Tommaso, Alberto Magno, San Bonaventura da Bagnoregio e SantAnselmo dAosta, Vico e Rosmini, Pascal, Manzoni e Dostoevskij, quasi tutta la filosofia e la letteratura che ne discese. Perché un Papa, se lo contestate come il massimo esponente della Chiesa cattolica sappiate che è il massimo erede di quella tradizione cristiana sulle cui spalle sono appollaiati senza saperlo i vostri prof."
di MARCELLO VENEZIANI (da Libero, di Littorio Feltri)
Autore:
martins01
( venerdì 18 gennaio 2008, ore 12:41
)
Io non condivido affatto la contestazione fatta in quel modo.. Da ricordare che manifestare è una libertà, ma occorre avere il buon senso di vredere in ciò x cui si manifesta, non manifestare per luoghi comuni e "xk va di moda manifestare"
Autore:
Jolie
( venerdì 18 gennaio 2008, ore 11:48
)
...
Autore:
venereo
( venerdì 18 gennaio 2008, ore 11:40
)
vero...se fosse x la scienza saremmo tutti biondi alti occhi azzurri...tutti uguali...e parleremmo tedesco..D
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