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Messaggio di ecce_ da commentare:
Turchia, dal Parlamento sì al velo
per le studentesse universitarie

ANKARA - Sì alla liberalizzazione del velo all’università. Il Parlamento turco ha approvato in via definitiva i due emendamenti costituzionali che stabiliscono la libertà di indossarlo per le studentesse, con 441 voti a favore e 103 contrari e al termine di un dibattito prolungato e a tratti teso, trasmesso in diretta televisiva.

Il risultato era ampiamente atteso, dopo la pronuncia analoga del Parlamento di giovedì, che aveva approvato un primo emendamento costituzionale che abrogava il divieto di portare il velo. Oggi è arrivato il sì finale, che rompe il tabù laicista che lo aveva bandito di fatto e poi per legge praticamente per oltre 80 anni dalla nascita della repubblica turca nel 1923.

I due emendamenti per liberalizzare il "turban" erano stati presentati dal governo e dal partito filoislamico di Tayyip Erdogan ed avevano anche l’appoggio di 70 deputati del partito nazionalista turco. Il velo rimarrà comunque vietato negli edifici pubblici, ed in particolare nelle scuole medie e nei licei.

Sul provvedimento il paese si è spaccato e nel centro di Ankara, a pochi chilometri dal Parlamento, migliaia di giovani, con le bandiere turche e inneggianti slogan laici, hanno dato vita anche oggi ad una manifestazione di protesta, la seconda nel giro di pochi giorni.

Gli emendamenti consentiranno di aggiungere alla Costituzione turca le seguenti frasi: "lo Stato agisce secondo il principio di uguaglianza nell’offerta dei servizi pubblici" e "nessuno può essere privato del suo diritto all’educazione per nessuna ragione". La prima, che verrà inserita nell’articolo 10 della Magna Charta, è relativa all’uguaglianza nelle amministrazioni pubbliche; la seconda all’articolo 42, che stabilisce il diritto inalienabile all’educazione.

Le modifiche costituzionali erano state proposte dal partito al governo, Giustizia e Sviluppo (di ispirazione islamica moderata) e dal Partito di Azione Nazionalista; e hanno raccolto l’appoggio anche del gruppo parlamentare curdo. Fermamente contrari invece la principale forza all’opposizione, il Partito Repubblicano del Popolo e gli ambienti laici della società (militari, magistrati, rettori). L’esercito finora non si è pronunciato, ma numerosi giudici e rettori universitari universitari nei giorni scorsi avevano definito la modifica "incostituzionale", sostanzialmente un passo in avanti verso l’erosione dei principi secolari nel paese.

Prima che entri in vigore, la riforma costituzionale dovrà essere promulgata dal presidente della Repubblica, Abdullah Gul, che comunque difficilmente farà opposizione, considerato che la moglie indossa sempre il velo nei luoghi pubblici e, da ragazza, non potè frequentare l’università proprio per questa proibizione.

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