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NICK: MATOHOTA
SESSO: m
ETA': 00
CITTA': SICANGU TIPI
COSA COMBINO: WICHASA KSABYAHAN
STATUS: sistemato

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STO LEGGENDO
le nuvole nel cielo


HO VISTO


STO ASCOLTANDO
l’erba crescere


ABBIGLIAMENTO
del GIORNO


ORA VORREI TANTO...
Grande Spirito, la cui voce sento nei venti ed il cui respiro da vita a tutto il mondo, ascoltami.
Vengo davanti a Te, uno dei tuoi tanti figli.
Sono piccolo e debole.
Ho bisogno della tua forza e della tua saggezza.
Lasciami camminare tra le cose belle e fa che i miei occhi ammirino il tramonto rosso e oro.
Fa che le mie mani rispettino ciò che Tu hai creato, e le mie orecchie siano acute nell’udire la tua voce.
Fammi saggio, così che io conosca le cose che Tu hai insegnato al mio popolo,
le lezioni che hai nascosto in ogni foglia, in ogni roccia.
Cerco forza, non per essere superiore ai miei fratelli ma per essere abile a
combattere il mio più grande nemico: me stesso.
Fa che io sia sempre pronto a venire a Te, con mani pulite ed occhi
diritti, così che quando la mia vita svanisce come la luce al tramonto,
il mio spirito possa venire a te senza vergogna.


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...


OGGI IL MIO UMORE E'...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
Nessuna scelta effettuata

 


MERAVIGLIE

Nessuna scelta effettuata

Messaggio di MATOHOTA da commentare:
1805, un missionario parla in un incontro di capi Irochesi, chiedendo di dare seguito all’interesse per la religione cristiana che alcuni indiani avevano manifestato. Dopo averlo ascoltato, i capi si consultarono per circa tre ore. Poi Red Jacket si alzò a parlare…





Amico e fratello, è la volontà del Grande Spirito che oggi ci dovessimo incontrare. È lui che stabilisce l’ordine di tutte le cose e oggi ci ha dato una bella giornata per il nostro consiglio. Ha tolto la Sua veste dal sole e ha fatto sì che brillasse su di noi in tutto il suo splendore.

I nostri occhi sono aperti affinché possiamo vedere con chiarezza. Le nostre orecchie sono libere, così siamo stati capaci di ascoltare chiaramente le parole che hai detto.

Per tutti questi favori ringraziamo il Grande Spirito, e nessun altro.

Fratello, questo fuoco del consiglio è stato acceso da te. È stato per tua richiesta che ci siamo riuniti qui. Abbiamo ascoltato con attenzione quello che hai detto.

Ci hai chiesto di esprimere liberamente il nostro pensiero. Questo ci riempie di gioia, perché ora sappiamo che possiamo stare dinnanzi a te e dire quello che pensiamo. Tutti hanno sentito la tua voce e tutti ora ti rispondono come un solo uomo. Le nostre menti sono concordi.

Fratello, dici che vuoi una risposta al tuo discorso prima di lasciare questo luogo. È giusto che tu l’abbia, perché ti trovi a grande distanza da casa e noi non vogliamo trattenerti. Prima però dobbiamo guardare un po’ indietro nel tempo per riferirti quello che ci hanno detto i nostri padri, e quello che abbiamo ascoltato dagli uomini bianchi.

Fratello, ascolta quello che abbiamo da dire.

Ci fu un tempo in cui i nostri antenati possedevano questa grande isola. [i Seneca, come molte altre tribù, si riferiscono al continente americano come la “grande isola”.] Le loro dimore si estendevano dal sorgere al calar del sole. Il Grande Spirito l’aveva fatta perché gli indiani ne facessero uso. Aveva creato il bisonte, il cervo e altri animali come cibo. Aveva fatto l’orso e il castoro, e le loro pelli ci servivano come vestiti. Li aveva disseminati per il paese e ci aveva insegnato a catturarli. Aveva fatto in modo che la terra producesse granturco per il pane.

Tutto questo aveva fatto per i Suoi figli rossi, perché li amava.

Se nascevano delle dispute per i territori di caccia, generalmente venivano risolte senza seri spargimenti di sangue. Ma giunse per noi un cattivo giorno. I tuoi antenati attraversarono le grandi acque e sbarcarono su quest’isola.

Erano pochi. Trovarono amici e non nemici. Ci dissero che erano fuggiti dal loro paese per paura di uomini malvagi e che erano venuti qui per poter praticare la loro religione.

Chiesero un piccolo territorio su cui stabilirsi. Noi avemmo pietà di loro, soddisfacemmo la loro richiesta e loro si stabilirono in mezzo a noi.

Donammo loro granturco e carne. Ci diedero in cambio veleno [rum].

Così, fratello, gli uomini bianchi avevano trovato il nostro paese. Le correnti tornarono indietro e altri ne giunsero tra noi. Tuttavia non avevamo paura di loro. Pensavamo che fossero amici.

Ci chiamarono fratelli. Lo credemmo e donammo loro un territorio più vasto su cui stabilirsi.

I nostri occhi si erano aperti, e nelle nostre menti crebbe il disagio.

Scoppiarono delle guerre. Gli indiani vennero arruolati per combattere contro altri indiani e molte delle nostre genti furono sterminate.

I bianchi portarono anche il liquore forte tra noi. Era forte e potente e ha ucciso migliaia di indiani.

Fratello, un tempo i nostri stanziamenti erano grandi e i vostri erano molto piccoli. Adesso voi siete diventati un grande popolo e a noi è rimasto a stento il posto per stendere le nostre coperte. Vi siete presi il nostro paese, ma non siete soddisfatti. Volete imporci la vostra religione.

Fratello, continua ad ascoltare.

Dici che sei stato inviato per insegnarci ad adorare il Grande Spirito nel modo che più Gli si confà, e che, se noi non aderiamo alla religione che voi bianchi insegnate, d’ora in poi saremo infelici.

Dici che voi avete ragione e che noi siamo perduti.

Come facciamo a sapere se è vero?

Noi capiamo che la tua religione è scritta in un libro. Se fosse stata fatta anche per noi, perché il Grande Spirito non ce l’ha data? E non solo a noi, perché non ha dato la conoscenza di quel libro ai nostri antenati, con i mezzi per capirlo correttamente? Ne sappiamo, invece, solo quello che ci avete detto voi. Come facciamo a sapere quando credere, essendo stati così spesso imbrogliati dagli uomini bianchi?

Fratello, tu dici che esiste un solo modo per adorare e servire il Grande Spirito. Ma se esiste una sola religione, come mai voi uomini bianchi siete così diversi a tale riguardo? Perché non siete tutti d’accordo, visto che potete tutti leggere il libro?

Fratello, noi non capiamo queste cose.

Ci viene detto che la vostra religione è stata data ai vostri antenati e poi è stata tramandata di padre in figlio. Anche noi abbiamo una religione che è stata data ai nostri antenati, e che è stata tramandata fino a noi, che siamo i loro figli.

Noi esprimiamo la nostra adorazione in questo modo, imparando ad essere grati per tutti i favori che riceviamo, ad amarci l’un l’altro e ad essere uniti. Non litighiamo mai sulla religione.

Fratello, il Grande Spirito ha fatto tutti noi. Ma ha fatto una grande differenza tra i suoi figli bianchi e quelli rossi. Ci ha dato una carnagione diversa e delle usanze diverse. A voi ha dato le arti, mentre ad esse non ha aperto i nostri occhi. Sappiamo che queste cose sono vere.

Dato che ha creato una così grande differenza tra noi in altre cose, perché non dovremmo poter concludere che ci ha dato una religione differente, adatta alla nostra comprensione?

Il Grande Spirito agisce bene. Egli sa che cosa è meglio per i Suoi figli. Noi siamo soddisfatti.

Fratello, noi non desideriamo distruggere la vostra religione, né portarvela via. Vogliamo solo poter gioire della nostra.

Fratello, dici che non sei venuto per prendere la nostra terra o il nostro denaro, ma per illuminare le nostre menti. Ti dico allora che sono stato ai vostri incontri e vi ho visto raccogliere soldi dai partecipanti.

Non ti posso dire a che cosa dovesse servire il denaro, ma suppongo che fosse per il vostro ministro e, se noi dovessimo conformarci al vostro modo di pensare, forse ne vorreste anche da noi.

Fratello, ci è stato detto che hai predicato agli uomini bianchi di questa regione. Queste persone sono i nostri vicini. Li conosciamo. Aspetteremo un po’ per vedere che effetto ha la tua predica su di loro. Se scopriremo che ha un buon effetto su di loro e li fa diventare onesti e meno portati a imbrogliare gli indiani, prenderemo di nuovo in considerazione quello che ci hai detto.

Fratello, adesso hai ascoltato la nostra risposta alla tua proposta, questo è tutto quello che abbiamo da dire per il momento. Poiché ci separeremo, verremo e ti stringeremo la mano, e ci augureremo che il Grande Spirito ti protegga durante il viaggio e ti riconduca sano e salvo ai tuoi amici.



***

Alla fine del discorso, Red Jacket si alzò e si diresse verso il missionario con la mano tesa, ma egli si rifiutò di stringergliela.


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