Il rito avrà inizio all’incirca verso il tramonto (un po’ prima) e terminerà con l’attraversamento del fuoco. Il rito del Solstizio d’Estate è il rito dell’esplosione della Conoscenza, l’esplosione dell’individuo in tutte le sue manifestazioni. L’esplosione dell’Essere qualsiasi sia il mondo e la qualità della sua esistenza. Il rito del fuoco indica il culmine della vitalità: il momento in cui l’Essere Umano può trattare alla pari gli DEI esso stesso un dio che dà l’assalto al cielo della Conoscenza e della Consapevolezza. Il fuoco della vita si fonde col fuoco che arde dentro di lui. Se l’Equinozio di Primavera è la nascita; l’Equinozio d’Autunno rappresenta il "trapasso" dalla luce alla notte o dalla notte alla luce (ognuno scelga il proprio punto di vista). Se il Solstizio d’Inverno rappresenta la gioia del mondo in cui si esiste, il Solstizio d’Estate rappresenta il fuoco della trasformazione di ciò che si è. Trasformarci per dilatarci nella nostra esistenza. E’ nel rito del Solstizio d’Estate che chiamiamo gli DEI ad affiancare i nostri progetti e noi siamo pronti a soggettivare quanto ci arriva dagli DEI in armonia con l’Intento che esprimiamo. E’ nel Solstizio d’Estate che manifestiamo gli intendimenti per affrontare il futuro con forza e con coraggio. Un solo Inno viene recitato nel Solstizio d’Estate. Un solo Inno che comprenda tutti gli DEI dell’esistenza che ha fondato il nostro divenuto.
SCHEMA GENERALE DEL RITO
1) Vengono preparate le torce per i portatori di luce
2) Il Pontefice accende la torcia e la consegna al Portatore di Luce. Questi, accompagnato dall’Evocatore, la mette nei quattro punti cardinali. Saranno chiamate le potenze del mondo.
3) Quattro torce sono consegnate dal Pontefice, la quinta la tiene per sé.
4)Rappresentazione ed Evocazione dell’arrivo della luce; accensione del fuoco, inizio del cerchio con suoni.
5) Il cerchio dura circa quindici minuti, finché il fuoco non divampa molto e costringe i partecipanti ad allontanarsi.
6) Si distribuiscono pezzi di candela che simboleggia la materia da gettare nel fuoco. Si distribuiscono fogli su cui si scrive e si disegna quanto appartiene a sé stessi, li si piegano e li si gettano nel fuoco.
7) Quando il fuoco si abbassa un po’ viene declamato solennemente l’Inno al Fuoco. L’inno al fuoco, quest’anno, nel rito del Solstizio d’Estate 2006, viene preceduto dalla lettura di quattro Inni che rappresentano “il fuoco degli elementi” e rappresentano un passaggio di sviluppo ulteriore della Ieratica Pagana.
8) Dopo la declamazione il fuoco viene diviso in due colonne e alimentato ulteriormente.
9) Iniziano i passaggi in mezzo al fuoco.
10) xxxx prepara l’Incenso per il cerchio finale che durerà qualche minuto finché il Pontefice non chiamerà la fine del rito.
11) A questo punto c’è spazio per tutti i riti personali.
12) alla fine tutti a mangiare!