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Messaggio di Stalida da commentare:
ANONIMATO
Chi frequenta le chat line, pur potendo inferire alcune informazioni relative allo status socioeconomico degli altri, generalmente non sa nulla delle persone con cui interagisce: ognuno è conosciuto ed identificato per mezzo di un soprannome (nickname) e può descrivere se stesso in modi differenti secondo le situazioni. Il nome, il genere, la razza, l’aspetto fisico sono caratteristiche difficilmente modificabili nella vita "reale". In IRC, invece, diventano aspetti provvisori ed immateriali di un’identità mutevole con cui è finalmente possibile giocare e sperimentare...

CYBERSEX

La quasi totalità dei canali IRC e dei MUD esistenti offre agli utilizzatori della rete la possibilità di praticare sesso on-line con partner virtuali.

Nell’ambiente elettronico i confini che separano quello che è lecito, morale, accettabile da quello che non lo è diventano labili ed evanescenti e gli individui si sentono liberi di manifestare anche quei desideri che nella vita reale sono costretti a censurare e reprimere. Questa situazione può essere sfruttata favorevolmente non solo da chi intende sperimentare modi di fare sesso diversi da quelli solitamente praticati, ma anche da chi, almeno nello spazio virtuale, vuole ignorare quei tabù o quelle convinzioni morali che gli impediscono di vivere una vita sessuale totalmente appagante.

R.B.Hamman (http://www.socio.demon.co.uk/home.html), studioso di scienze sociali e comunicazione all’Università dell’Essex nel Regno Unito, ha condotto una serie di ricerche nelle chat rooms dell’AOL (America Online) per cercare di definire il fenomeno del cosiddetto "cybersex".

Dai risultati di queste ricerche sembra che due siano le principali forme di sesso virtuale praticate negli ambienti elettronici (siano essi canali IRC, MOO o MUD, chat rooms dell’AOL):

Masturbazione interattiva mediata dal computer
Narrazione di storie a sfondo erotico con l’intento di eccitare il partner
Secondo quanto emerso dalle interviste condotte durante questa ricerca, l’asettico ambiente virtuale, riducendo la coscienza di sè e le inibizioni degli individui, può essere il contesto ideale per rapporti sessuali anche molto trasgressivi ed appaganti. Mentre stimola la fantasia ed un forte coinvolgimento cerebrale, però, la mediazione del computer può; anche rappresentare un ostacolo al raggiungimento del piacere perchè implica la totale assenza del corpo, della voce e del profumo del partner. Per sopperire a questa eccessiva povertà di elementi fisici, spesso, gli amanti virtuali si spediscono fotografie erotiche e terminano il loro rapporto parlandosi attraverso il telefono.

Per la maggior parte delle persone, probabilmente, il sesso virtuale è solo un’attività divertente che non implica assunzione di responsabilità e coinvolgimento sentimentale verso il partner.

Ma il cybersex può anche essere un prezioso strumento di emancipazione e conoscenza di se stessi. Il sesso, pur facendo parte della sfera privata, è regolato da norme sociali molto severe e talvolta restrittive anche nella società contemporanea. Delusioni, esperienze negative, paura di contrarre malattie a trasmissione sessuale, convincimenti morali o religiosi sono fattori che possono inibire il desiderio e condurre ad un’inattività forzata le persone più influenzabili o deboli. Il cyberspazio dà a queste persone la libertà di cui hanno bisogno per esplorare i molteplici aspetti della loro personalità, compresi quelli che normalmente censurano in modo più o meno inconsapevole.

Ecco che, paradossalmente, possono essere totalmente sè stessi grazie al supporto di una tecnologia. E’ il compimento di una profezia?


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