Messaggio
di ozzy da commentare:
Il vero pericolo non è quello di essere presi per pazzi, ma quello di credere di non poter volare....
E' la morte delle illusioni a farci morire...o vivere senza di esse per cui siamo morti e non lo sappiamo?
Che pensieri del czz vengono alla fine di tutto..se pensi di aver vissuto bene ti rendi conto di tutto quello che non hai fatto..del cielo che non hai solcato e delle ali che non hai mai avuto...di chi te le ha rubate..delle terre che hai attraversato e delle persone che ti sono passate accanto..le hai sfiorate e le hai salutate...sono in lontananza e si dissolvono piano piano...se loro si girassero per guardarti ti vedrebbero svanire e spereresti solo che questo li facesse un po' intristire, solo un po' magari..vorrebbe dire che ti volevano bene..che contavi qualcosa per loro..che non eri una comparsa nella loro vita..terribile sarebbe sapere che non è così...la morte sarebbe allora la via della luce..perchè qui la luce non c'è mai stata...e chiederesti a Lucifero di prendere la tua mano e di accompagnarti oltre il limitare della radura..nella selva dove troverai lo splendore...l'oblio che ora sai essere il tuo destino...non mentite mai a voi stessi..mai... |
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COMMENTI:
Autore:
Madda
( giovedì 24 giugno 2004, ore 13:30
)
Va tutto bene
Io
ero paziente
ero concentrato sui dettagli
e salvavo la mia vita
come cane di paglia e la sua storia antica
una spirale a girare
tra il mio senso di colpa universale
e tu che mi confondi le idee che voglio chiare e ora
lascio andarmi fuori
lascio tutto fuori
la tranquillità dei ruoli la via lattea degli errori
quando cresci insieme
capita di essere crudele
e ferire le persone a cui vuoi bene
e va bene vedi come viene
l'adattamento non è tempo
per andare al passo del più lento
per me è stato sul serio ti volevo
non chiedevo altro che di essere dov'ero
ora
sono il pazzo che è in me lo spietato con me
se fossi più sicuro di me
non andrei a sanguinare la mia bocca una mattanza
su un pugno di ragazzi pazzi di speranza
RIT
Va tutto bene
la strada divide io scelgo la mia direzione
va bene
vengo a sciogliere quel bue che gira sempre attorno
vengo a liberare il bue che gira intorno al suo solco
vengo a sciogliere il bue che gira gira gira intorno al suo solco in eterno
Se scoppio questo è un ciao
non è un addio
se hai un fratello che ti vuole bene quello sono io
un nuovo giorno nasce
blu come la sorte
io inseguo i miei fantasmi
e ti abbraccerò due volte
uno è per l'amore
uno per la forza
perderò la strada e troverò la mia salvezza
staccarsi non è facile per niente ma va bene
il mondo sconosciuto è il mondo che mi appartiene
l'importante
è non dimenticarsi nella notte
conosco l'abbandono
la morte di un'amante
e ogni volta è una violenza
e ogni volta che
saprò di te
farò i conti anche con la mia esistenza
RIT
Quando devo ingoiare
dimentico di tutto il tuo male
spingo ancora
come un'onda nel mare
e così sono
un uomo ancora intero sono
come un veggente volo
nel sonno mi divoro
ora so ripartirò
sento dentro la pace che calma
e più nessuna voce che calma
ferito
questo almeno l'ho capito
se non va può anche andare
ma non all'infinito
ritorno nel livello più basso
da solo mi addormento nell'ottavo piano di un palazzo
la rabbia la conosco
ma vola via presto
dovrei almeno soffrire per alzarmi ma non soffro
ora sono il pazzo che è in me lo spietato con me
se fossi più sicuro di me
non andrei a sanguinare la mia bocca una mattanza
su un pugno di ragazzi pazzi di speranza
RIT
Va tutto bene
io sarò quello che rimuove
non vivo nel rancore
di un temporale di stagione
fino all'ultima scintilla
poi cane di paglia
prende fuoco ch'è una meraviglia
Autore:
( venerdì 18 giugno 2004, ore 19:20
)
In questo strano venerdì sera mi accingo a scriverti questa disordinata quanto irrazionale successione di parole, definiscile pensieri, definiscile illusioni, non definirle se vuoi, il fine giustifica i mezzi o semplicemente i mezzi portano inevitabilmente alla fine; ma io non ho ancora finito, e continuerò inevitabilmente con i miei mezzi: le parole, i pensieri, le illusioni e forse le speranze che, secondo qualcuno, almeno esse, non hanno fine.
Non chiedermi dove vado, non chiedermi cosa sono, non chiedere, ma ascolta, ascolta il mio silenzio che mi fracassa i timpani, non lo senti? Un cancro che logora le memorie, sbiadisce i ricordi: l’apatia di una vita già vissuta, di frasi già sentite, pensieri preconfezionati, imballati e spediti: io restituisco al mittente, tu che fai?
Non fare, a volte è meglio aspettare; aspettare di vivere o aspettare di morire, non cambia, se non il punto di vista, alla fine morte e vita sono solo un sinonimo - nella loro paradossale antitesi -, inutile chiedersi perché ma inevitabile farlo;
in questo strano venerdì, ripeto, io non ci sono, segna sul registro –assente- ma non aspettare giustificazione, sono stanca di giustificare le mie azioni, chi può giudicare? chi può giudicarci se non noi, nella nostra spietata crudeltà? Chi giudica gli altri è solo un codardo che non ha il coraggio di giudicare se se stesso perché sa che finirebbe sul patibolo;
respira, ascolta, senti la voce del tuo silenzio? La senti mentre sbatte incessantemente le porte di quel sussurro indefinibile che diventa un urlo? Senti il dilagare di quella sensazione che ti fa dire, io sono vivo, io ci sono, io esisto, guarda le tue mani, da quanti anni, servili, assecondano la tua volontà? Ma la tua anima, guardala se ci riesci, da quanti anni, irrequieta, sfida la tua volontà? Ma se non apparteniamo nemmeno a noi stessi, chi siamo? Figli del vento, figli del nulla, figli dell’infinito, sbattuti casualmente in qualche remoto sito dell’universo, ci scontriamo l’uno contro l’altro e ci scindiamo per creare l’ossigeno della nostra esistenza: l’amore, peccato che alla fine anch’esso sia una banale reazione chimica dei nostri desideri, un bisogno insito di continuazione, l’egoismo di voler lasciare qualcosa di noi che in realtà nemmeno ci appartiene; ma non può essere semplicemente così, semplicemente sarebbe troppo semplice e tutto si risolverebbe in un rapido calcolo, ma questa vita straripa di incognite perché essa stessa lo è.
scusa per lo svarione ma, come ci stava bene "wasting love", ho ritrovato queste parole scritte qualche tempo fà e ho deciso di mandartele; ciao e buona serata