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GIUMBOLO
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COSA COMBINO: Amministro condomìni degli anni '80..eheheh
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Il Tricolore
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..la gente della mia età andare via, lungo le strade che non portano mai a niente, cercare il sogno che conduce alla pazzia, alla ricerca di qualcosa che non trovano nel mondo che hanno già....
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STO ASCOLTANDO
Lady, are you crying Do the tears belong to me Did you think our time together was all gone
Lady, you’ve been dreaming I’m as close as I can be And I swear to you Our time has just begun
Close your eyes and rest your weary mind I promise I will stay right here beside you Today our lives were joined, became entwined I wish that you could know how much I love you
Lady, are you happy Do you feel the way I do Are there meanings that you’ve never seen before Lady, my sweet lady I just can’t believe it’s true And it’s like I’ve never, ever loved before
Close your eyes and rest your weary mind I promise I will stay right here beside you Today our lives were joined, became entwined I wish that you could know how much I love you
Lady, are you crying Do the tears belong to me Did you think our time together was all gone
Lady, my sweet lady I’m as close as I can be And I swear to you, our time has just begun
DIMONIOS
China su frontesi se sezzidu pesa ch’es passendesa Brigata Tattaresa. Boh! Boh! E cun sa manu sinna sa mezzus gioventude de Saldigna.
Semus istiga de cudda antiga zente ch’a s’inimigu frimmaiat su coro. Boh! Boh! Es nostra oe s’isigna pro s’onore de s’Italia e de Saldigna.
Da sa trincea finas’a sa Croazia sos "Tattarinos" han’iscrittu s’istoria. Boh! Boh! Signimos cuss’olmina onorende cudd’erenzia tattarina.
Ruiu su coro e s’animu che lizzu cussos colores adorant s’istendarde. Boh! Boh! E fortes che nuraghe a s’attenta pro mantennere sa paghe.
Sa fide nostra no la pagat dinari. Aioh! Dimonios! Avanti forza paris.
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
Invece di parlare di abbigliamento, citando il grandissimo poeta Brunello Robertetti (chi non lo conosce?.. provate a digitare su youtube... una leggenda), "..ora diche una poesie":
C’era una volta un Re cche ddar palazzo mannò ffora a li popoli st’editto: - Io so’ io, e vvoi nun zete un cazzo, sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.
Io fo ddritto lo storto e storto er dritto: pozzo vénneve a ttutti a un tant’er mazzo: Io, si vve fo impiccà, nun ve strapazzo, ché la vita e la robba Io ve l’affitto.
Chi abbita a sto monno senza er titolo o dde Papa, o dde Re, o dd’Imperatore, quello nun pò avé mmai vosce in capitolo -.
Co st’editto annò er boja pe ccuriero, interroganno tutti in zur tenore; e, arisposero tutti: E’ vvero, è vvero.
ORA VORREI TANTO...
... il mio delizioso Centenario con mezzo ghiaccio di Marinella..
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IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
OGGI IL MIO UMORE E'...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
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Messaggio
di GIUMBOLO da commentare:
Tutti ’sti studenti e ’sti prof che schiamazzano come comari isteriche, supportati dai soliti soloni (politici e giornalisti ideologizzati) che a loro dire hanno sempre la ricetta, ma chissà perchè si guardano bene dal metterla in pratica. Avete rotto l’anima e un sacco d’altre cose!! Mi sono imbattuto in un articolo di Galli della Loggia, non certo uno di destra, che vi sottopongo perchè mi diciate qual è il vostro pensiero sulla questione, al di là dei facili slogan sul futuro che si costruisce sulla pelle dei bambini e minchiate varie..
di Ernesto Galli Della Loggia Corriere della sera 13 ott 08
Che cosa realmente sanno della scuola, della causa per cui protestavano, gli studenti che l’altro giorno hanno affollato le vie e le piazze d’Italia? Probabilmente solo che il potere, cattivo per definizione (figuriamoci poi se è di destra!), vuole fare dei «tagli», termine altrettanto sgradevole per definizione, e imporre regole limitatrici della precedente libertà (grembiule, valore del voto di condotta), dunque sgradevoli anch’esse. Sapevano, sanno solo questo, non per colpa loro ma perché ormai da tempo in Italia, nel dibattito tra maggioranza e minoranza, e di conseguenza nel discorso pubblico, la realtà, i dati, non riescono ad avere alcun peso, dal momento che su di essi sembra lecito dire tutto e il contrario di tutto. Nulla è vero e nulla è falso, contano solo le opinioni e i fatti meno di zero.
Esemplare di questo disprezzo per la realtà continua a essere il dibattito sulla scuola. C’è un ministro, Mariastella Gelmini, che dice che la scuola italiana non funziona. Porta delle cifre: sul numero eccessivo d’insegnanti, sull’eccessiva percentuale assorbita dagli stipendi rispetto al bilancio complessivo, sui risultati modesti degli studenti, sulla discutibile organizzazione della scuola nel Mezzogiorno; evoca poi fenomeni sotto gli occhi di tutti: l’allentamento della disciplina, gli episodi di vero e proprio teppismo nelle aule scolastiche. E alla fine fa delle proposte. Discutibilissime naturalmente, ma la caratteristica singolare dell’Italia è che nessuno, e men che meno l’opposizione, men che meno il sindacato della scuola che pure si prepara a uno sciopero generale di protesta, sembra interessato a discutere di niente. Né dell’analisi né di possibili rimedi alternativi a quelli proposti.
Cosa pensa ad esempio dei dati presentati dal ministro Gelmini il ministro ombra dell’istruzione del Pd, la senatrice Garavaglia? Sono veri? Sono falsi? E cosa indicano a suo giudizio? Che la scuola italiana funziona bene o che funziona male? E se è così, lei e il suo partito che cosa propongono? Non lo sappiamo, e bisogna ammettere che per delle forze politiche e sindacali che si richiamano con forza al riformismo si tratta di un atteggiamento non poco contraddittorio. Riformismo, infatti, dovrebbe significare prima di tutto la consapevolezza di che cosa va cambiato, e poi, di conseguenza, la capacità di indicare i cambiamenti del caso: le riforme appunto. Non significa dire solo no alle riforme altrui, e basta. Infatti, alla fine, dato il silenzio circa qualsiasi misura nel merito, l’unica proposta che rimane sul tappeto da parte del Partito democratico e del sindacato appare essere virtualmente solo quella di lasciare le cose come stanno. Naturalmente nessuno si prende la responsabilità di dirlo esplicitamente, ma ancor meno nessuno osa esprimere il minimo suggerimento concreto.
In realtà, a proposito della scuola una proposta precisa è stata ed è avanzata di continuo dall’opposizione politico-sindacale. Alla scuola — ci viene detto — servono più soldi (nel discorso pubblico italiano, di qualsiasi cosa si tratti, servono sempre o «ben altro» o «più soldi»). Insomma, la colpa del malfunzionamento della scuola starebbe nelle poche risorse di cui essa dispone: ciò che almeno serve politicamente a rendere ancor più deplorevole la recente decisione del ministro del Tesoro di togliergliene delle altre. Peccato però che pure in questo caso, per dirla con le parole di uno studioso che non milita certo nel campo della destra, Carlo Trigilia, sul Sole-24 ore di martedì scorso, dall’opposizione «non è stata elaborata alcuna proposta di manovra finanziaria che spiegasse se e come era possibile coniugare rigore finanziario e scelte concrete diverse da quelle del governo». Dunque neppure sul come e dove trovare quei benedetti soldi l’opinione pubblica ha la minima indicazione su cui discutere, su cui fare confronti e alla fine farsi un’idea.
Questo non tenere conto dei fatti, dei dati concreti, questo continuo scansare la realtà, finiscono così per diventare uno dei principali alimenti della diffusa ineducazione politica degli italiani. Nel caso della scuola contribuiscono a far credere a tanti, a tanti insegnanti, a tanti studenti, di vivere in un Paese governato da ministri sadici, nemici dell’istruzione, che chissà perché rifiutano di distribuire risorse che invece ci sono; contribuisce a far credere a tante scuole, a tante Università, che i problemi possono risolversi con la messa in scena spettrale — più o meno per il quarantesimo anno consecutivo! — dell’ennesimo corteo, dell’ennesima «okkupazione». |
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COMMENTI:
Autore:
tiredbrain
( venerdì 17 ottobre 2008, ore 18:32
)
Clientelismo? non lo so. Sono andato a ripescare una vecchia propaganda di forza italia
http://www.forzaitalia.it/speciali/scuola.htm
dove si parla di svariate migliaia di posti in più
E adesso? 5 anni dopo? in mezzo a una strada?
Io credo che ci sia un piano sistematico per affossare la scuola pubblica a vantaggio della scuola privata
Autore:
GIUMBOLO
( venerdì 17 ottobre 2008, ore 10:50
)
secondo me la riforma Gelmini nelle sue finalità è giusta. siccome comprendo che, ci piaccia o meno, la realtà è che ci sono così tanti precari (che son lì per il clientelismo e il non decisionismo della politica, esattamente come leccesso di personale Alitalia)che rimarrebbero a spasso, io credo che si debbano prevedere delle vie per non rendere il loro allontanamento traumatico sul piano sociale. limportante è che non gravi sulle spalle dello stato un peso eccessivo rispetto alle reali necessità. che i soldi da dare a 5 maestri vengano dati a uno solo per renderlo motivato e vengano dati alle scuole per migliorare le loro infrastrutture e, di riflesso, la qualità delistruzione rilasciata ai ragazzi
Autore:
tiredbrain
( venerdì 17 ottobre 2008, ore 10:32
)
Sono contrario alla strumentalizzazione dei bambini, che vengon fatti sfilare nei cortei con tanto di striscioni e cartelli quando non hanno nemmeno la minima idea di quello di cui stanno parlando.
Appartenendo alla "vecchia" categoria di studente che alle elementari aveva il maestro, anzi la maestra unica, un po insegnante, un po psicologa, un po vecchia zia, un po baby sitter ... un po di tutto insomma. La odiavo, perché sembrava tanto che ce lavesse con me. Ma il maestro unico è meglio.
Nel frattempo però che ne facciamo di tutti sti precari?
Bisognerebbe intanto capire chi è stato, qualche lustro fa, a buttare dentro le scuole tutta sta gente, ingenerando in loro stessi laspettativa di avere un giorno un lavoro stabile.
È un problema complesso, non sono completamente in disaccordo con la gelmini in linea di principio, ma è anche vero che non puoi dare un colpo di spugna e buttare tanta gente in mezzo a una strada.
Da ultimo, non mi fido. Non mi fido di questo governo che premia sempre e comunque le imprese. Per come la vedo io la scuola privata non dovrebbe esistere. Listruzione, come anche la sanità ad esempio, devono essere monopolio di stato. Non mi fido, ripeto, perché sospetto ci sia un secondo fine: quello di destinare più risorse e maggiori opportunità alle scuole private.
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