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Messaggio di Valelapena da commentare:
Capita talvolta, nella vita di ciascuno di noi, di sentire la spinta al cambiamento. Sentire che qualcosa non sta’ andando. Sentirsi insoddisfatti, nn vedere un futuro o, perlomeno, un futuro abbastanza “attraente”. Ritrovarsi a dire a se stessi qualcosa simile ad un "mmmmh... qui si deve cambiare rotta caro". Chissà, forse si tratta solo di un aggiustamento, di un rinnovamento. Se la nostra vita (o meglio personalità) fosse un palazzo, si potrebbe identificare tale rinnovamento come un restauro della sua "facciata" o come lavori all’interno dei vari appartamenti/uffici. Ognuno di noi, infatti, evolve, cambia, muta nel percorso della propria esistenza. Tale evoluzione comporta il dubitare (in modo costruttivo) per poi aggiustare con piccoli o grandi (ri)tocchi la nostra vita. Questo perché il rimanere fissi su determinate posizioni o modi di vita è spesso (sempre) alquanto deleterio.. soprattutto per noi stessi!! Ho sempre considerato la vita come un viaggio. Nn un viaggio qualunque, ma un viaggio in cui ad ogni passo scopriamo quale è il nostro destino, ciò per cui vale la pena di vivere, di amare, di soffrire. Questo viaggio straordinario segna una tappa in più ogni giorno e ci porta a percorrere strade “trafficate” o, viceversa, solitarie, ad affrontare sentieri talvolta inquietanti. E spesso la strada diventa più impervia di quello che sembrava, il sentiero diventa più ripido ,e il fardello che portiamo sulle spalle diventa sempre più pesante. Ci accorgiamo spesso, a metà cammino, di aver sbagliato strada. Allora possiamo decidere, ostinatamente, di continuare nella speranza di trovare un varco che possa riportarci sulla strada giusta, quella che avevamo deciso di percorrere. Così andiamo avanti.. nonostante i piedi ci facciano male e il cuore sia affannato. Mai ammetteremmo con noi stessi o con gli altri di aver sbagliato. Addirittura possiamo arrivare a mentirci.. a dirci che poi quella strada nn è così sbagliata, che comunque ci porterà da qualche parte. E continuiamo ad andare abbandonando, ad ogni passo, qualcosa di noi, qualcosa del nostro essere. E se, per caso, quella strada la percorriamo in compagnia ci accusiamo l’un l’altro di avere scelto il percorso sbagliato, ci feriamo con le accuse, ci odiamo ad un certo punto… magari decidiamo ugualmente di andare avanti per una sorta di malcelato orgoglio o (forse) per stanchezza (in quante coppie o matrimoni questo oggi avviene!?!?). Questo perché ci vuole coraggio a lasciare la strada di cui si è già percorso un bel tratto e ricominciare il cammino… ci vuole ancora più coraggio lasciare il nostro compagno di viaggio e proseguire da soli. Prendere il rischio di abbandonare vecchi involucri stretti e insoddisfacenti per dirigersi verso "una terra incognita", nn sempre garante di un futuro migliore.. cmq diversa e (forse) con maggiori promesse rispetto alla precedente. Nn so, credo si tratti come di un “morire per rinascere”.... lasciar dietro se stessi per cercarsi nuovamente, ininterrottamente, per poi ritrovarsi davvero. Accettandosi nonostante tutte le imperfezioni inevitabili e quelle future alle quali andremo ancora incontro. Dopo tutto la vita è mutevole e il suo movimento è continuo. Questo nn ci lascia il tempo di tergiversare o di attendere che i nostri vari dubbi relativi ad essa siano superati o eliminati. Troppi treni rischiano di passare e potrebbero nn più tornare… Certo, il “morire per poi rinascere” nn è garanzia di successo. Nn è detto, infatti, che buttando giù l’intero palazzo le cose cambino se è il nostro “io” a nn trovare la sua giusta collocazione. Allora possiamo fare in modo che la rinascita avvenga anche in "corso d’opera", facendo un gran bel restauro al "palazzo" (per continuare ad usare questa metafora). Nn c’è bisogno di buttare tutto giù ma salvare quello che di bello c’è (all’ interno/esterno). Alcune volte, magari, basta spostare "una finestra" o ridipingerne le pareti di un colore nuovo perchè il tutto riacquisti valore. Dopo tutto “rinascere” vuol dire guardare tutto con occhi nuovi e , soprattutto, guardarci noi stessi con occhi nuovi!!! Ed allora si… a quel punto sarem pronti a ripercorrere una nuova strada… magari (chissà) anche con una nuova compagnia.


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