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COSA COMBINO: Non è da questo che si giudica una persona!
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di pica da commentare:
...(continua)la Nobile Contrada del Nicchio Lo sportivo ruspante Non ci volle molto prima che si passasse dal concetto di tempo da passare dentro i locali, a quello di tempo da passare all'aria aperta. Nel Nicchio esisteva da tempo l’ASAP (o, sciolta la sigla, la "Associazione Sportiva Antonio Palmieri") che aveva dato belle prove di sé e altrettante ne avrebbe date in vari campi dello sport. Ma quella che stava nascendo era qualche cosa di diverso: era una concezione dello sport a metà strada fra l’agonismo dIlettante e la scampagnata fuoriporta: era uno sport ruspante la cui attrezzistica era fatta, sì, da biciclette, calzoncini corti e magliette ma, altrettanto, dal necessario per mangiate a strafogo e fiaschi di vino per recuperare i liquidi persi con i! sudore. Insomma: dietro i gareggianti si muovevano salmerie che nemmeno un battaglione in marcia di trasferimento avrebbe potuto vantare: cucina da campo e tavolini smontabIli inclusi. Le foto dell'epoca mostrano atleti che paiono più affaticati dalle libagioni che dall'agonismo: stravaccati su sedie pieghevoli intorno a tavolate lunghe e gremite, con in mostra i resti di quello che fu - evidentemente - un pantagruelico pasto, e costellate da cadaveri di fiaschi dei quali si nota la trasparenza del vetro reso vedovo del contenuto, bottigliette di birra, bottiglie di acqua minerale. In una foto, addirittura, un atletacommensale regge in mano (e guarda con cupida aria di godimento) una tazzina da caffè: tant'è che nemmeno questo si facevano mancare sotto le fronde degli alberi e con L’erba che arrivava ai polpacci. La chiamarono "coppa Pania": forse con Il pensiero più rivolto alle coppe di vino che non alle coppe che si offrono ai campioni. Si cominciò nel 1950 con la gara ciclistica - biciclette da passeggio, beninteso: ché nessuno si sognava di procurarsi costose attrezzature da professionisti Siena-Acquaborra (vinta da Adige Bartalozzi) alla quale seguirono poi altre eterogenee edizioni, tutte all'insegna dell'estemporaneo e del più o meno regolare. Nel 1952, la seconda edizione vide come tappa finale Lucignano d'Arbia (percorso sempre da fare in bicicletta) e vide la vittoria di Luciano Scali dopo che Il vero vincitore - Angelini - era stato squalificato perché corridore tesserato. E poi via di questo passo: Siena-Camposodo (ciclistica a cronometro a squadre) nel 1953 con la vittoria di Vasco Poggi, Vinicio Morrocchi e Gusmano Frontani; Siena-Renaccino (marcia a staffetta per squadre) nel 1954. Nel 1955 la gara assunse finalmente un nome che le era pienamente confacente: “gara gastronomicaorgiastica". Le edizioni che si susseguirono non si allontanarono di molto da questo modello: percorsi di guerra, gimcane, gare motociclistiche; gare miste di moto-ippica (si fa per dire) e percorso di guerra; automobIlistiche con camuffamento; ittico-ciclistico-ostacolistica. E via di questo passo con una fantasia che avrebbe fatto impallidire Marinetti e tutti i Futuristi. Lo sport vero arrivò dopo...(continua) |
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