Messaggio
di D R A G O da commentare:
Pioggia. Pioggia molto. Non è un errore grammaticale, né una sottospecie di licenza poetica. E’ voce del verbo pioggiare. E oggi pioggia proprio assai. Pioggia dall’alto, ma anche di lato, perché oltre che pioggiare venta anche (sì, venta, voce del verbo ventare, 3° persona singolare del presente indicativo, bravi, avete capito come funziona). E allora l’ombrello diventa uno strumento abbastanza inutile. Sì certo, ti fa bagnare di meno, ma comunque ti bagni e in più hai le mani occupate. E allora non lo apro proprio. Lascio che mi pioggi (congiuntivo presente, 3° pers. sing.) addosso e mi godo lo spettacolo: mi guardo l’acqua che cade, i disegni che compongono le gocce che cadono, ora parallele, ora no, ne osservo la trama a tratti più fitta e a tratti meno; rimango colpito dalla strana luminosità del cielo, grigio, ma sempre affascinante; guardo l’acqua che si raccoglie in cascatelle cadendo giù dalle grondaie dei balconi, andando a complicare i disegni delle gocce che cadono… e dentro mi scatta qualcosa: parte un goccio di malinconia, ma gira anche dell’energia, della voglia di fare, perché in tutta quest’acqua mi sento vivo. Molta della gente che mi ha visto sguazzare in acqua, in mare o in piscina, ha visto come mi muovo e nuoto contento, ha detto che forse l’acqua è il mio elemento naturale, che forse ero un pesce nella mia vita passata. Andiamo… che cagata… una balenottera, forse. O comunque un grosso cetaceo (che bel nome che è “cetaceo”… è bello dirlo: cetaceo! Suona bene). Quel che volevo dire è che a me l’acquazzone di oggi, che l’ho vissuto senza ombrello, mi ha proprio caricato. Non ci avevo mica mai pensato a ‘sto fatto dell’ombrello: evita che mi bagni troppo… ma mi nasconde le cose più belle della pioggia. Mi fa vedere solo la parte più buia, le strade bagnate e piene di pozzanghere che ti sporcano le scarpe (che in questi casi è statisticamente provato che le hai appena lavate), che ti bagnano i pantaloni che con l’effetto “stelo di fiore” assorbono l’acqua verso l’alto e si inzuppano fino al ginocchio; poi ci sono le macchine che sembra vadano in giro apposta per schizzare te sfrecciando impietosamente sulla stessa pozzanghera dove avevi già perso la pulizia delle tue scarpe. E in più l’ombrello devi tenerlo bene se no ti vola via, se no si rompe e che palle se incontri qualcuno e gli devi dare la mano… devi stare ad armeggiare con quell’odioso strumento… no, non ci avevo mai pensato… che odio l’ombrello! Ma oggi lo perdono, lo lascio al suo posto, inutilizzato e mi vivo questa mattinata che pioggia la pioggia e che venta il vento proprio mentre io vivo la vita. |
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COMMENTI:
Autore:
Lleyton
( martedì 13 luglio 2004, ore 12:34
)
pioggia a piedi. in motorino non è che sia il massimo, ma ci può stare. in macchina no, l'umnidità è troppa, ti incolla vestiti e sedile.
ma la pioggia quando fa caldo, quando piove e c'è il sole....
...o pioggia quando nuoti o fai il morto a galla, in mezzo al mare...
Autore:
J.lo
( lunedì 12 luglio 2004, ore 17:31
)
Io in alcune situazioni amo la pioggia, sopratutto quando sono a letto, fuori fa freddo,io sono al calduccio sentirla cadere è bellissimo o ancora in macchina assieme alla persona amata, abbracciati, ascoltare il battito delle gocce sul tettuccio della macchina!
Autore:
Heidi
( lunedì 12 luglio 2004, ore 17:07
)
Io adoro la pioggia!! E ancora più bello è prenderla in pieno! Andano in bici poi.. spettacolare!!!
Autore:
D R A G O
( domenica 11 luglio 2004, ore 17:00
)
Uah uah uah!!
Autore:
( domenica 11 luglio 2004, ore 12:58
)
"I'm singing in the rain, just singing in the rain..." 
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