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Messaggio di ruud da commentare:
ALZIAMO LA GUARDIA IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE!

E’ questo il passaparola che rivolgiamo a tutti i cittadini per un rispetto attivo della nostra Costituzione, nelle parole e nei fatti, nella cultura e nella società, nell’impegno istituzionale e politico.

Siamo mossi a ciò dalle pulsioni preoccupanti di un Governo che in questi giorni non esita a cercare il conflitto istituzionale, dichiara di voler cambiare la Costituzione pur di andare dritto per la sua strada, anzi arriva ad attaccarla direttamente tentando di collocarla al di fuori del nostro tempo e del nostro patrimonio di valori e di cultura, discreditando il lavoro dei Padri della Costituzione. In tal modo mina alla base le regole dello stato democratico ed usa categorie di pensiero estranee ai principi della convivenza civile.

E non ci riferiamo solo alle reazioni sul caso Englaro, ma anche al disegno di legge sulla sicurezza con la soppressione della norma che consentiva agli irregolari di rivolgersi ai medici senza timore di essere denunciati (con le immaginabili possibili conseguenze sulla salute pubblica), e alle dichiarazioni sugli immigrati clandestini ("occorre essere cattivi").

L’articolo 32 della nostra costituzione recita "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana."

In riferimento al caso di Eluana, pur considerando urgente un impegno del Parlamento per una "disciplina legislativa sul fine vita", riteniamo che vi sia sempre una zona grigia, tra la vita e la morte, nella quale le scelte non possono essere precostituite, ma devono essere guidate dai principi, come l’articolo 32 della Costituzione, e motivate in base ad essi rimanendo affidate alla coscienza e alla valutazione delle singole vicende.

Qui di seguito indichiamo le ragioni del nostro appello:

A) L’insulto ai principi comuni a tutti gli Stati liberal-democratici

Con il decreto legge, prima, e il disegno di legge, poi, il Governo ha tentato e tenta di introdurre una legge individuale retroattiva. È dal medioevo inglese che la legge individuale retroattiva non ha cittadinanza in alcun ordinamento democratico. Il principio è addirittura costituzionalizzato negli Stati Uniti dall’art. I, sez. IX, § 3, e fa parte del codice genetico di qualsiasi democrazia.

Con il decreto legge, prima, e il disegno di legge, poi, il Governo azzera, mette nel nulla una sentenza passata in giudicato. Ciò rappresenta uno strappo alla stessa idea di Stato liberale e democratico. Mai nessuno aveva osato tanto. Persino il fascismo aveva un formale rispetto per le sentenze passate in giudicato.

Il Governo è convinto che la democrazia sia la legge dei numeri: chi ha la maggioranza, decide. Dimentica che in mezzo ci sono due secoli di costituzionalismo. I numeri contano solo nell’alveo del patto fondante sulle regole. I diritti delle persone e dei gruppi non si decidono in base ai numeri. Altrimenti, siccome i neri non avevano i numeri per essere integrati nelle scuole, il vero democratico sarebbe stato il governatore dell’Alabama che li escludeva, forte dei voti dei bianchi. La logica del Governo è precisamente questa. I diritti delle minoranze (di tutti i tipi) e delle persone possono essere annullati se la maggioranza lo decide.

B) L’attacco alla Costituzione italiana

In nessun luogo della Costituzione si parla di diritto alla vita, che è un presupposto per l’esercizio dei diritti e non un diritto in senso stretto. La vita implicitamente tutelata nell’intero testo, caricato e forgiato in questo senso, è comunque una vita "dignitosa", comunque si intenda questo termine. La Costituzione, nel suo magnifico sistema, non dice: «mantieni in vita comunque»; dice: «tutela la dignità della vita» o, se si vuole, «tutela la vita dignitosa». Nella Costituzione la vita non è un valore assoluto (si ammette la legittima difesa, e persino la guerra purché non per aggressione) (anche nel codice canonico non è assoluta!)

La famiglia, i cui diritti vengono riconosciuti dall’art. 29 della Costituzione, viene totalmente espulsa dalle scelte più intime e dolorose. In suo luogo decidono prelati e onorevoli.

La Costituzione ha pochi articoli (139): uno è stato speso, in nome della dignità delle persone, proprio per vietare i trattamenti sanitari obbligatori, se non per legge (art. 32, c. 1). E soggiunge (c. 2): «La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana». L’intero sistema costituzionale si basa sull’autodeterminazione e, nella lettura della Corte costituzionale, sulla dignità. L’autodeterminazione e la famiglia vengono totalmente estromesse da scelte come quella di cui si sta discutendo.

La Costituzione sancisce la divisione dei poteri, e quindi, come nei principi delle liberal-democrazie, una decisione del potere giudiziario non può essere annullata da una legge (e tanto meno da un decreto-legge).

La Costituzione si alimenta non solo dal testo, ma anche dalle regole che disciplinano i rapporti tra gli organi supremi. Raramente i Presidenti della Repubblica hanno espressamente negato l’autorizzazione alla presentazione di un decreto. Lo hanno fatto solo in casi di evidenti violazioni della Costituzione. In ogni caso mai è accaduto che a pochi minuti di distanza il Presidente del Consiglio ribadisca il testo, affermando che il Presidente non può valutare la costituzionalità del decreto.

Tra le regole che caratterizzano, oltre a tutte le liberaldemocrazie, anche quella italiana, vi è una certa qual indifferenza dei governi sui temi etici. La presentazione del decreto-legge e poi del ddl da approvare d’urgenza viola prassi consolidate di astensione su questi temi (v. le prassi in materia di divorzo e aborto; la deriva "maggioritaria" arriva con la fecondazione assistita).

C) Le contraddizioni

In nome della famiglia, col "pacchetto sicurezza" si mandano a rischio di morte, nello stesso giorno in cui si approva il decreto per Eluana, i bimbi delle madri irregolari. Dato che i medici "potranno" (il Governo aveva scritto "dovranno") denunciare i clandestini, chissà con quale coraggio le mamme di un bimbo che sta male si presenteranno a un ospedale per curarlo. Si chiederanno: mi denuncia o no? Si tratta di una vera e propria istigazione a delinquere, sia per i genitori di figli malati, sia per i medici (a prescindere da altre incostituzionalità).


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