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Spruatz
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yepaaaahhhhh!
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PARANOIE
1)

MERAVIGLIE
1)
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Messaggio
di Spruatz da commentare:
 Il post precedente sulla pericolosità della moto, la spericolatezza di chi la guida e Irenita che mi ha detto di essersi spellata come una rana, mi ha fatto venire in mente un episodio accadutomi esattamente vent’anni fa. Avevo quattordici anni e una gran voglia di moto, le scuole erano appena finite e mio padre aveva promesso che mi avrebbe comprato un motorino nuovo di zecca. Nel mentre, per soddisfare la mia voglia paurosa di due ruote col motore, scorrazzavo per la città con un Califfo Rizzato color turchese, vecchio di almeno quindici anni. Una schifezza di motorino, senza freni, ammortizzatori inesistenti e poi faceva veramente inorridire come estetica. Si insomma, viaggiavo con la maschera di paperino sempre in faccia per non essere riconosciuto dalle ragazzine alle quali facevo il filo. In più vibrava in maniera paurosa, ti sembrava di fare il trattamento Tesmed, oggi tanto pubblicizzato. Ebbene, una domenica io e gli amici decidiamo di andare a Sottomarina per una giornata di sole e mare. Il mio abbigliamento: cappellino con frontino dei Chicago Bulls (era la mia coperta di Linus, l’ho dimenticato e perso nella corriera che ci ha portato allo spareggio del Padova a Firenze…); canottiera color verde smeraldo con scritto Hawaii Paradise, perfetto stile bajano; pantaloncino Adidas bluette ancor’oggi utilizzato dai camionari della Repubblica Ceca (ne ho appena visto uno qui in azienda); espadrillas rosse portate rigorosamente a mò di ciabatta (o savatta che me piase de più); zaino regalatomi dal Banco di Sicilia, banca alla quale i miei si erano appoggiati per il mutuo della casa…; il telo mare era tutto un programma, comprato da un marocchino a Jesolo, raffigurava una tigre con le fauci spalancate e gli occhi storti (il designer forse era ubriaco) ed era di materiale antiscivolo, si perché sembrava di carta vetrata e ogni volta che mi ci stendevo sopra facevo il peeling; com’ero avanti io… Il viaggio si è mostrato traumatico fin dall’altezza di Legnaro, già lì avevo perso l’uso delle gambe. A Piove di Sacco non sentivo più i gioelli di famiglia. A Codevigo la mia virilità era messa in forte dubbio dal fatto che non sentivo più nulla nelle parti basse. Nell’attraversamento della laguna la mia mandibola tremava come il miglior vibratore di Hello Kitty agognato dalla maliss. Nel viale di ingresso di Sottomarina sbavavo come un essere morso da una tarantola e non c’era verso di smettere. E poi… e poi… finalmente lo vedo, stringo gli occhi ed è lui, si è lui, il mitico stabilimento del Granso Stanco, li dove la strada fa una curva di novanta gradi verso sinistra per diventare il lungomare di quel luogo ameno che è Sottomarina. Lo vedo, lo agogno, mancano pochi metri e ci sono, mi passano tutti i mali, tutti i formicolii, tutto. Imposto la curva… il telaio da competizione del Califfo non mi dà una grossa mano, i pneumatici originali di quindici anni prima hanno ormai la consistenza del panbiscotto, mettici anche un velo di sabbia portato dal vento di grecale che spira al mattino. Arranco, sento che il Califfo si imbarda, reagisco, va in stallo, tiro come un cavallo olandese, niente da fare, ormai la distanza fra me e l’asfalto non supera i dieci centimetri. Dichiaro la mia resa e mi lascio accarezzare dalla graniglia di bitume mista sabbia, lezzo, paglierino e cicche gettate dai finestrini. Rotolo un po’ di volte, mi fermo, mi rendo conto di essere intero, mi rialzo e inizio ad ispezionarmi. Il cappello è sotto alla siepe, la canottiera è diventata come quella di un asfaltatore, ho mezza chiappa fuori perché ho sbregato i pantaloncini, le espadrillas? Dove sono le espadrillas? Noto del cordame a pochi metri da me, con due straccetti rossi vicino, ecco cosa restava delle mie savatte… Ero abraso dappertutto, persino le punte dei piedi, i miei amici mi avevano già soprannominato l’uomo brosa. E il Califfo? Leggermente strisciato, non più di quanto lo era già… Andate piano gente, andate piano!

P.S. il suddetto post lo dedico ad Irenita, che con l'osso sacro in fiamme possa sollazzarsi un po' con i miei deliri  |
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COMMENTI:
Autore:
gambit
( domenica 25 luglio 2004, ore 12:38
)
le espadrillas vanno tutt'ora bene per la posizione della tartaruga.
IL GIRO SULLA LOVEBOAT, FORMALLY KNOWN AS "PADOVANELLA", E' FISSATO PER QUESTO MERCOLEDI', 28 LUGLIO!!! GLI INTERESSATI MI CONTATTINO.
ps:mittico spareggio, sigh...
Autore:
malice
( sabato 24 luglio 2004, ore 13:55
)
ossignor la maliss ha male gli addominali dopo sta lettura.... se scrivi un libro bandiscilo dagli ospizi...o prima passa coi tena lady: parchè le se pissa in braghe  
evviva la moto e i suoi derivati     
Autore:
Spruatz
( venerdì 23 luglio 2004, ore 16:57
)
era molto simile a questo
Autore:
lucadido
( venerdì 23 luglio 2004, ore 16:16
)
Califfone o califfo de luxe? c'è una bella differenza
Autore:
Spruatz
( venerdì 23 luglio 2004, ore 16:14
)
per non parlare di tutta la moda paninara
Autore:
MOKI
( venerdì 23 luglio 2004, ore 15:04
)
e ti ricordi le camice a quadri che davanti si mettevano dentro i pantaloni invece dietro restavano fuori? Ero alle medie ... pensa tì! :°°
Autore:
Spruatz
( venerdì 23 luglio 2004, ore 14:36
)
ci vestivamo da bajani... me lo ricordo benissimo perché gli eventi traumatici congelano i ricordi
Autore:
MOKI
( venerdì 23 luglio 2004, ore 14:29
)
beh complimenti per la memoria, ti ricordi cosa indossavi 20 anni fa ... no, ripensandoci, probabilmente hai inventato tutto! 
Mitiche savatte, le ho portate anch'io bianche ... ma com'è che ci vestivamo una volta!
Autore:
jijotdl
( venerdì 23 luglio 2004, ore 13:07
)
sei il mio mito!!! da oggi, con questo racconto ti meriti un posto in camera mia tra i poster di Moana-Cicciolina e di Paperino!!!! 
uahahhahahahahhaha
schersi apparte casco,ben allacciato, luci accese anche di giorno e prudenza SEMPRE
Autore:
Neus
( venerdì 23 luglio 2004, ore 12:18
)
Muahahahahahahahahahaha!!!!! .... ma tu devi scrivere un libroooooo, lo publicherebbero subito.....
Autore:
Irenita
( venerdì 23 luglio 2004, ore 11:52
)
...beh le risate che mi sono fatta mi hanno fatto ricordare che l'osso sacro non perdona, ma a parte questo ribadisco il mio
GRACIAS
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